Giusto un paio di banalità su Arsenal-Milan

A testa alta il mio prestigiosissimo belino.
Sta roba che abbiamo perso, ma a testa alta, quindi va tutto bene, ha rotto il cazzo.
Ha rotto il cazzo per la nazionale di rugby.
Ha rotto il cazzo per l’Olimpia un Eurolega.
Ha rotto il cazzo per il Milan.
E fidatevi, a testa alta e cazzo rotto non si va lontano.
Io a fine mese porto a casa uno stipendio (che non arriva vivo a metà del mese dopo, ma questa è un’altra storia).
Lo stipendio me lo devo guadagnare, e per farlo lavoro. Anche se non mi va. Anche se non mi piace.
Quello che segue è un dialogo immaginario a titolo di esempio.
“Amore, come è andata oggi?”
“Uh, bene tesoro, mi hanno licenziato, ma comunque sono uscito a testa alta”
“Oh, amore, sei il mio eroe!”
“Oh, tesoro, scopiamo”
“Sììììì, ma a testa alta”

INTERMEZZO DI BESTEMMIE A CASO

Breve considerazione sulla papera di Donnarumma:
Ha 19 anni e certe cose capitano anche a portieri con il doppio della sua età. Anzi, diciamo pure che probabilmente quel tiro lì la maggior parte degli altri portieri, se guardate bene, neppure l’avrebbero parato.
Poi sì, la respinta è venuta decisamente di merda e la palla è entrata in porta. Ma se la respinta fosse andata dove tutti vorremmo che fosse andata adesso parleremmo dell’ennesima paratona. E se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un carretto.
Invece sfiga ha voluto che la palla dopo la respinta abbia preso un effetto diabolico e sia tornata indietro per finire in porta, sull’altro palo. Roba che a volerla rifare non ci si riesce.
Per cui non rompete il cazzo a me e a lui.
E se c’è qualcuno che ritiene che Donnarumma è sopravvalutato vada a tifare una squadra più adatta alle sue competenze calcistiche.
I cugini lo accoglieranno a braccia aperte.

INTERVALLO PECORECCIO

L’Arsenal è più forte e più attrezzato. Non ci sono cazzi.
Però io mi ricordo il Milan di tre mesi fa.
Questo Milan avrebbe dovuto fare un vero miracolo per passare il turno.
Non l’ha fatto. Ma già il fatto che molti l’abbiano ritenuto possibile, fa tutta la differenza del mondo.
Amen.
Non sono contento, e su quella cosa del “a testa alta” ho già espresso il mio parere, ma non facciamone una tragedia. Gli ostacoli fanno parte del percorso.
Si inciampa, ci si rialza e si riparte. Ho fiducia in Gattuso, lui sa come si fa.

PAUSA DI RIFLESSIONE

Wellbeck e l’arbitro di porta sono pronti per la Juvemerda. Fossi Marotta ci farei un pensierino (e magari l’ha già fatto).

PAUSA THE CALDO

Parliamo di un po’ di singoli.
Kalinic non si può vedere in campo. Francamente.
Ci sono anche altri giocatori che non c’entrano molto con una squadra che vuole crescere, e che sicuramente vedremo andare via senza alcun rimpianto, ma lui è il peggiore, perché lui è quello che dovrebbe, per blasone e per esperienza, fare la differenza in meglio.
Su Andrè Silva invece penso che meriti ancora fiducia. Non fosse altro per l’età. Però se al primo minuto avesse centrato la porta invece che sparacchiare a lato non voglio neanche pensare cosa sarebbe potuto succedere.
Borini ieri ha fatto una grande partita, per i suoi standard, e non si può certo criticarlo. ma sono convinto che se al suo posto ci fosse stato Calabria avremmo comunque visto un’altra partita.
Ma ricordiamoci, se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un carretto.

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Lazie-Milan: andiamo in finale

Ok, appena mi riprendo dalla sofferenza di questa serata ci ripenso e ricomincio a soffrire.
Però nel frattempo me la godo, e mi godo questa squadra che gioca e non molla mai, mai, mai. Come le mie coronarie, finora (e speriamo ancora per un po’).
Domenica sera ci sarà il derby.
I ragazzi saranno stanchi.
Ci sarà da soffrire.
Sarà bello.

Milan – Palermo e qualche altra cosa.

Ne scrivo tardi per un motivo molto semplice: non avendo visto la partita, non so cosa dovrei scrivere. Dopo aver passato quasi tutto il campionato a implorare (diciamo) santi e divinità varie perché mi concedano per una volta di poter vedere una partita tranquilla, di quelle in cui non arrivi alla fine sudato e con le palpitazioni, finalmente quella partita è arrivata.

E io me la sono persa.

Ma sapete che vi dico? Va bene così.

Non posso però promettere a nessuno che mi perderò anche la prossima, nonostante l’orario del cazzo in cui verrà giocata. Il derby è il derby, anche quando vale, forse, l’accesso attraverso la porta di servizio all’Europa dei poveri. Detto questo, non dico nient’altro, per scaramanzia.

Nel frattempo stasera ci sarà una interessante amichevole infrasettimanale fra una squadra spagnola, pardòn, catalana, e gentaglia con la maglia da carcerato. Anche in questo caso non dico niente, spero solo di godermi lo spettacolo.

Juvemerda-Milan: che ve lo dico a fare

Ce cosa volete che dica? Loro sono più forti, più bravi, più belli, hanno più soldi, hanno lo stadio di proprietà, vinceranno la Champions, la coppa Italia e eccezionalmente quest’anno due scudetti al prezzo di uno.
Poi però alla fine di una partita con una squadra nettamente inferiore hanno avuto bisogno dell’ennesimo aiutino per vincere, e se glie lo fai notare con la consueta pacatezza (ladri), fanno gli offesi.
Ti stuprano e pretendono che tu gli dica che ti è piaciuto.
Su questa cosa non ho altro da dire, l’ennesima commemorazione del gol di Muntari celebrata degnamente.

La supercoppa di natale

Ero già pronto ad ammettere che, nel pieno delle mie facoltà mentali e sportive, della Supercoppa italiana non frega niente a nessuno. E alla fine è anche così, tra tutti i possibili trofei che una squadra italiana può vincere, diciamolo, la Supercoppa non è quella che il tifoso medio mette nella sua letterina a babbo natale. Volendo fare una classifica si gioca l’ultimo posto alla pari con la Coppa Italia.
Ma poi succedono cose, tipo che questa Supercoppa la vai anche a vincere, pur essendoci arrivato grazie ad una finale di coppa Italia persa, e la vinci in quel modo, con un rigore parato da un ragazzino che non ha ancora neppure l’età per votare, ma ti fa vincere le coppette contro quella squadra là. La vinci, soprattutto, alla fine di una partita in cui hai giocato meglio e fatto vedere i sorci verdi a quella squadra là.
La Supercoppa continua a valere il giusto, cioè poco più di niente, ma questa un po’ di più, anche perché può essere il segno che qualcosa, rispetto agli ultimi anni penosi, sta cambiando..
E’ stato un bel regalo di natale.

 

Il culo, la capra e il complotto della palla

La capra ce l’ha fatta ancora. Ma non è stata la batosta che temevamo alla vigilia, perché la Juvemerda, che comunque è una squadra più forte del Milan sgangherato degli ultimi anni, non ha dimostrato quasi nulla di tutta la sua superiorità.
Una squadra talmente forte che può vincere il campionato anche senza allenatore. O con uno come la capra in panchina, che è né più né meno che la stessa cosa.
Senza un po’ di culo, che alla capra in versione bianconera non manca, staremmo parlando probabilmente di un più giusto pareggio e nessuno avrebbe nulla da obiettare. Anche se un punto è appena meglio di zero punti, ma non fa poi tanta differenza per noi. Per come siamo messi, gli unici risultati utili possibili sono quelli da 3 punti. Tutto il resto è noia.
Comunque, sabato abbiamo visto un buon Milan, in grado di rendere molto difficile la vita di una Juvemerda non certo tra le migliori della stagione. Merito anche nostro. Finalmente una partita giocata con lo spirito giusto e la necessaria cattiveria, per lo meno fino al momento in cui il fisico, soprattutto quello di Kucka, ha retto.
La Juve se l’è cavata grazie a Buffon, ma anche grazie al culo. Sono ripetitivo?
Repetita Juve.
(Erano anni che volevo scriverla).
Il culo è soprattutto quello del gol di Pogba, che ha ciabattato la palla come il peggiore dei dilettanti. La palla però ha assunto volontà propria e, prendendosi una libertà che io non condivido, ha scavalcato il povero Gigione con un pallonetto.
La stessa palla si è invece rifiutata di entrare in porta quando a calciarla era Supermario, per me ieri migliore in campo fintanto che ha retto.
Ora, forse parlare di complotto sarà un po’ azzardato, ma non mi sembra del tutto casuale che proprio nella partita commemorativa del gol di Muntari la palla decida di prendersi certe libertà?
Mi punge vaghezza di citare con snob indifferenza i tre pali tre presi dal Milan. Parafrasando una vecchia canzone di Vecchioni, molto bella peraltro, forse non lo sai ma pure questo è culo.
Detto questo, ci sarebbe infine da parlare di quell’inezia della spintarella a Abate prima del tiro. Ma Pogba è il futuro del calcio, mica si può star lì a guardare queste sottigliezze.
Ora è da capire se il Milan riuscirà ad affrontare le prossime partite con la stessa cattiveria. Sarebbe l’unico modo di portare a casa la pellaccia.
Ma già quest’anno abbiamo visto prestazioni del genere, seguite da settimane di agonia. Per cui scusatemi ma mi faccio poche illusioni.

Juvemerda-Milan

Poco da dire. Non entrerò in polemiche inutili e sterili sulle linee parallele o meno. A prescindere dal fatto che quello fosse fuorigioco, a prima vista lo sembrava ma forse non lo era, abbiamo preso altre due pappine. E d’altronde se pur avendo a disposizione, in caso di necessità, pure i giardinieri, gli inservienti e le sagome da allenamento di Milanello, decidi di mettere in campo Muntari ed Essien, addirittura insieme e dall’inizio, è nella natura delle cose che perderai.

Ricapitoliamo

L’ultima volta che ho ricapitolato snocciolando un po’ di numeretti eravamo all’inizio di ottobre. era da poco conclusa la quinta giornata di campionato ed il Milan aveva collezionato 8 punti, grazie a  2 vittorie, 1 sconfitta e 2 pareggi. Alla quinta giornata il Milan aveva segnato 11 gol e ne aveva presi 9. Ah, i punti di distacco dalle prime erano già 7.
Ora siamo alla sedicesima giornata e i punti del Milan sono 25, le vittorie sono salite a 6, i pareggi a 7 e le sconfitte a 3. I gol fatti sono 25, quelli presi 18. Il distacco dalla prima è raddoppiato, 14 punti. La prima è sempre la stessa.
Cosa è cambiato dopo il triplo delle partite?
Facciamo un banale esercizio di matematica: prendiamo i numeri della quinta giornata e moltiplichiamoli per 3, poi confrontiamoli con quelli attuali.

Punti: 8 X 3 = 24
I punti del Milan sono 25, ma se togliamo il pareggio con la Roma alla sedicesima e ci fermiamo alla quindicesima siamo esattamente a 24. Come dire che rispetto alle prime 5 giornate la velocità di raccolta dei punti non è cambiata di una virgola.

Vittorie: 2 X 3 = 6
Direi che anche qui il dato è evidente.

Pareggi: 2 X 3 = 6
Alla sedicesima sono 7, ma facendo di nuovo il giochino di escludere il pareggino con la Roma siamo di nuovo in media perfetta.

Sconfitte: 1 X 3 = 3
Anche qui direi che ci siamo.

Gol segnati: 11 X 3 = 33.
E qui cominciamo a distaccarci un po’ dalla media. I gol fatti avrebbero dovuto essere almeno 33, invece sono 25. Il 24% in meno rispetto alla media delle prime cinque giornate.

Gol subiti: 9 X 3 = 27
Invece siamo fermi a 18, e meno male verrebbe da dire. Un bel 33% in meno rispetto alla media dei gol presi nelle prime cinque.

Distacco dalla prima: 7 X 3 = 21
In realtà abbiamo visto che adesso sono “solo” 14 i punti di distacco.

Quindi? Quindi nelle 11 giornate successive alla quinta il Milan ha segnato meno gol, ma ne ha anche subiti molto meno, cosa che però non ha inciso significativamente né sui risultati né sui punti fatti. Ha però inciso, evidentemente, sullo spettacolo. Ma questo è un altro discorso.
Per il resto il passo è sempre lo stesso, costante e quasi svizzero.
Un passo da gregario.
E poco vale anche il fatto che il distacco dalla prima è aumentato più lentamente del previsto. Verrebbe da dire “evviva”, ma i numeri dimostrano chiaramente che questo non è dovuto ad un miglioramento milanista, ma ad un rallentamento della prima, che è sempre quella, sempre la stessa, ma in 16 partite ogni tanto ha trovato anche qualche piccolo inciampo. Come era prevedibile, soprattutto dopo il cambio di allenatore.

Anche se i risultati e le prestazioni più recenti contro Napoli e Roma farebbero pensare diversamente, finora non pare sia cambiato nulla in questo Milan. Non c’è stato nessun cambio di passo. Né è immaginabile che ci sia, a meno che nel mercatino dell’usato di gennaio non venga pescato qualche vero jolly.

Milan-juvemerda: 0-1

Ma parliamo del fatto che siamo comunque davanti ai cugini.
(Si ride per non piangere).
(No ma ci siamo rinforzati).
(E la vendita di Balo è stato un affare, 20 milioni reinvestiti per prendere… Per prendere… Uhm). (Torres in panchina, Van Ginkel boh, Bonaventura mah).
(L’entusiasmo di Inzaghi).

Ladri-Milan 1-0

Siamo troppo buoni.
La partita commemorativa del gol di Muntari sancisce la superiorità della juve che riesce a vincere e portarsi a casa i tre punti alla fine di un’incontro in cui entrambe le squadre hanno deciso, per motivi diversi, di giocare senza fare un tiro in porta da azione. La Juve perché non era necessario, il Milan per buona educazione. Non si parla di corda in casa dell’impiccato. Metti che poi la palla si fosse avvicinata alla linea di porta, sarebbe stato screanzato mettere di nuovo in imbarazzo la vecchia signora.
Ho precisato da azione perché la Juve di tiri in porta da fermo, soprattutto su punizione, ne avrebbe tentati anche più d’uno. Avrebbe, se avesse mirato la porta. Cosa successa solo due volte. Una su una punizione deviata sulla quale, per la sorpresa, Abbiati s’è fatto male. L’altra sul rigore, che il Milan ha deciso di regalare alla squadraccia di Torino per vedere l’effetto che fa.
A parte questo la partita s’è snodata su un binario abbastanza classico del calcio italiano: la gobba che si difende in 12 davanti alla propria area e il Milan che prova ad attaccare senza mai rendersi pericoloso.
E poi tante punizioni per la Juve, giusto per onorare la presenza in campo di Pirlo, che col piede che ha può fare quello che vuole, anche se ormai gioca quasi solo da fermo.
Dopo una partita così pare quasi brutto gettare la croce addosso ad Allegri, ma io lo faccio lo stesso. E’ lunedì mattina, chi se ne frega di cosa pare brutto o meno.
Quest’anno s’è visto raramente un Milan brillante e divertente, ma quelle rare volte in campo c’erano tutti o quasi tutti i ragazzini, El Shaarawy, De Sciglio, Niang, anche Bojan. In assenza di Balotelli ci sarebbe voluta un po’ di questa brillantezza.
E infatti in campo c’era, dei ragazzini, solo El Shaarawy. De Sciglio non pervenuto. Niang neppure. Bojan entrato solo nel finale.
In compenso c’era il cartonato di Robinho, e c’erano Costant e Abate che in due non sono riusciti a fare un solo cross decente su non so quanti tentativi (non pochi comunque, tanto che se ne sono accorti anche Bergomi e Caressa), e c’era Pazzini con una gamba sola, bravissimo a fare a sportellate con i centrali juventini, un po’ meno a sfruttare cross inesistenti.