Ah, che splendida giornata (Juve – Milan: 0-3)

Diciamolo forte forte, eccheccazzo, era ora. In un colpo solo abbiamo vendicato la partita dell’andata ed abbiamo sfatato l’odioso tabù dello stadium.
Soprattutto siamo nuovamente secondi, ad un passo dalla meta, insieme alla simpatica Atalanta. Ora non dobbiamo rilassarci. Troppe volte quest’anno a una bella partita ne è seguita una inguardabile e il padulo è dietro l’angolo. Per cui restiamo calmi e concentrati che mercoledì c’è da affrontare la vera squadra di Torino e non sarà una passeggiata. A noi i 3 punti servono per restare in zona Champions, a loro per restare lontani dalla zona retrocessione. Non ci saranno sconti, nessuno si scanserà.

Per quanto riguarda la partita di ieri, bravi tutti, belli tutti, non ho niente da dire su nessuno se non complimenti.
Bravo più di tutti Padre Pioli, che ha azzeccato tutte le mosse.

Un po’ meno bravo (ma un po’ ce lo aspettavamo) l’arbitro Valeri, che ha avuto bisogno del VAR per assegnare il rigore.

Milan-Inter: 0-3

Perdere contro la seconda squadra di Milano è una cosa che dà particolarmente fastidio. Non che ci siano sconfitte piacevoli, ovviamente, ma con loro è una cosa particolare. Sembra quasi contro natura.
L’unica squadra contro cui è ancora peggio è la Juvemerda.
Perdere contro l’Inter allenata da quel tipo lì, l’emblema del gobbo dentro, quello della partita del gol di Muntari, quello del “siete voi la mafia del calcio”, è come perdere contemporaneamente contro l’Intermerda e la Juvemerda. Insieme, una sopra l’altra, fuse in un mostro osceno.
Al di là della classifica, ed al di là del fatto che loro sono la squadra costruita per vincere tutto quest’anno e i prossimi.

Purtroppo la sconfitta è netta. Purtroppo non c’è molto da dire. Bravi loro, meno bravi noi.
Ora, dato che loro comunque sono quella cosa lì, bauscia fino al midollo, racconteranno di una partita in cui hanno avuto dominio assoluto per 110 minuti e avrebbero potuto vincere 47-0.
Non è andata esattamente così.
Certo, loro hanno vinto di 3 gol, riuscendo ad andare a segno al 5° minuto grazie anche a un nostro marchiano errore in difesa, ma dopo il primo quarto d’ora del primo tempo, in cu abbiamo risentito del gol preso troppo presto, la partita è stata molto più equilibrata di quel che dice il risultato. soprattutto negli ultimi dieci minuti prima dell’intervallo. Loro ci hanno fatto paura in contropiede, ma abbiamo avuto almeno due nette occasioni per pareggiare, sfumate per un soffio.
Nei primi 5 minuti del secondo tempo abbiamo avuto altre tre occasioni clamorose, sventate da altrettanti miracoli di Handanovic.
Il fatto che il tuo portiere sia stato il migliore in campo in una partita che hai vinto 3-0 la dice comunque lunga su come è andata realmente.
Hanno trovato altri due gol in contropiede, ma fino al gol dello 0-2 la partita s’è svolta sempre intorno alla loro area e nessuno si sarebbe stupito del pareggio.
Sono stati bravi a fare il loro gioco e a capitalizzare le occasioni. Onore al merito. Questo non mi priverà del piacere di mandare in posti poco piacevoli tutti gli interisti che mi rivolgeranno la parola nei prossimi giorni.

Quindi, la batosta c’è. è incontestabile, ma non sul piano del gioco. Anzi, ho visto pure dei segnali di ripresa. Però è evidente che non ci si può sempre e solo affidare agli estri di Ibra. Occorre trovare delle alternative, anche a livello di modulo, perché ormai è chiaro che, dopo un anno a mille all’ora, gli altri sanno fin troppo bene come giochiamo e come fermarci, per cui se non riesci ad andare al massimo son guai.

Incidentalmente, siamo ancora messi abbastanza bene per l’obiettivo di fine stagione, che è quello di entrare nei primi 4 posti, per cui affidiamoci a quei segnali di ripresa che abbiamo visto oggi in vista delle prossime partite. E fanculo alla capolista.

La Juve è una montagna di M

Eh va beh, il merdone l’abbiamo pestato.
Prima o poi doveva succedere, è successo, adesso puliamoci le scarpe e riprendiamo il cammino, che la strada verso il quarto posto è lunga e tortuosa.

Peccato che sia successo contro la squadra dell’arroganza nell’ennesima partita commemorativa del gol di Muntari.

4-2

Cari amici , congiunti, semplici conoscenti juventini, ci sono passato. So cosa si prova.
E’ stato tanto tempo fa.
Nel 2005.
Ci sono passato.

25 maggio 2005.
Finale di Campions League. Milan-Liverpool.
Il Milan domina e nel primo tempo è avanti 3-0.
Nel secondo succede qualcosa. In sei minuti, complici due papere del portiere e un rigore, il Liverpool pareggia.
Poi il Milan riprende a dominare e ha anche diverse occasioni da gol, ma non c’è niente da fare. Si va ai rigori e perdiamo.
Fa ancora male.
Quel giorno è nata quella che chiamo la Sindrome di Istanbul.
Anche avanti di tre gol, non riesci a sentirti tranquillo finché non è finita.
Ne soffrono tutti i milanisti della mia generazione.

So che per voi perdere una finale di Champions è un’esperienza molto più comune, per cui magari ci avete anche fatto un po’ il callo (è possibile? non credo, ma se uno arriva a essere juventino, è capace di qualsiasi aberrazione), e che il mio esempio vi tocca e non vi tocca.

Ovviamente perdere così, in rimonta, quando ormai hai assaporato la vittoria, è un’altra cosa. Anche se la partita che hai perso non conta quasi nulla. Non era una finale e, probabilmente, non ha cambiato niente per l’esito del campionato. Anche se si tratta solo dell’ennesima partita commemorativa del gol di Muntari.

Ecco, io non voglio consolarvi. Non è il mio scopo.
Non voglio darvi una pacca sulla spalla e sussurrarvi paroline dolci.
Non voglio che vi passi.
Voglio che per voi duri a lungo, e faccia male.
Voglio che anche voi, ogni volta che siete avanti di un paio di gol, ogni volta che il vostro presuntuoso presidente hai già stampato in faccia quel suo ghigno, vi sentiate piantata nel cervello la paura che tutto possa ancora succedere.

La rapina (ogni volta) del secolo

Che ci si aspettava dall’ennesima partita commemorativa del gol di Muntari?
Ancora una volta, oggi come ieri e come allora, a sentire i gobbi quelli derubati sono loro, solo perché ci hanno sfilato il portafogli ed era vuoto. Dovremmo scusarci, prelevare un po’ di contanti e far loro una donazione, poveretti.
Non guarderò la partita di ritorno, a meno che Pioli non decida di far giocare la primavera.

90 minuti di orgasmi

Generalmente non gioisco per le sconfitte altrui. Generalmente.
Nel caso della Juve è diverso. Faccio il tifo direttamente per l’altra squadra. Il che mi ha consentito, negli anni, di festeggiare vittorie di squadre bellissime, cosa che la Juve non è mai stato né mai sarà.
Loro sono quelli del “vincere è l’unica cosa che conta”, quelli del gol di Muntari, quelli che quando vincono alla Juve, ossia rubando anche se in Italia non ce n’è bisogno, pretendono pure che ti scusi se nel portafogli avevi pochi spicci.
Sono quelli che espongono come propri anche gli scudetti che gli sono stati tolti, perché sono quelli che se vengono beccati con le mani nel tuo portafogli pretendono di tenersi i soldi, dicendo che se li sono meritati sul campo.
Non è assolutamente possibile, per chi non è gobbo, tifare Juve. Mai.
Anzi, mi chiedo spesso come possano tifare Juve gli stessi juventini.
Ma poi penso che c’è gente che vota Salvini e tutto torna al suo posto.
E poi sappiamo come andrà a finire. Compreranno mezzo Ajax (per loro il Fair Play finanziario non vale), per poi tenere tutti in panchina e far giocare De Sciglio, perché la capra (l’allenatore più sopravvalutato del mondo) fa così.

Aiutiamolo a casa sua.

Lo abbiamo accolto a casa nostra, lo abbiamo nutrito e vestito quando non sapeva dove andare.
Abbiamo avuto pazienza quando ha sbagliato perché proveniva da una cultura differente e lo abbiamo appoggiato in tutti i modi possibili. Lo abbiamo difeso quando veniva attaccato. Abbiamo fatto il tifo per lui quando ce la metteva tutta.
Ora vuole tornare indietr e io dico: aiutiamolo a casa sua.
Aiutiamolo A TORNARE A CASA SUA.
Alla fine, ammettiamolo, abbiamo facce diverse, culture diverse, tradizioni diverse e, per quanto noi ci siamo sforzati per accoglierlo, LUI NON SARA’ MAI UNO DI NOI.
Non ha la faccia da Milan, non l’ha mai avuta e mai l’avrà.
Lasciamo che Bonucci se ne torni a casa sua, e tutti felici come prima.

Giusto un paio di banalità su Arsenal-Milan

A testa alta il mio prestigiosissimo belino.
Sta roba che abbiamo perso, ma a testa alta, quindi va tutto bene, ha rotto il cazzo.
Ha rotto il cazzo per la nazionale di rugby.
Ha rotto il cazzo per l’Olimpia un Eurolega.
Ha rotto il cazzo per il Milan.
E fidatevi, a testa alta e cazzo rotto non si va lontano.
Io a fine mese porto a casa uno stipendio (che non arriva vivo a metà del mese dopo, ma questa è un’altra storia).
Lo stipendio me lo devo guadagnare, e per farlo lavoro. Anche se non mi va. Anche se non mi piace.
Quello che segue è un dialogo immaginario a titolo di esempio.
“Amore, come è andata oggi?”
“Uh, bene tesoro, mi hanno licenziato, ma comunque sono uscito a testa alta”
“Oh, amore, sei il mio eroe!”
“Oh, tesoro, scopiamo”
“Sììììì, ma a testa alta”

INTERMEZZO DI BESTEMMIE A CASO

Breve considerazione sulla papera di Donnarumma:
Ha 19 anni e certe cose capitano anche a portieri con il doppio della sua età. Anzi, diciamo pure che probabilmente quel tiro lì la maggior parte degli altri portieri, se guardate bene, neppure l’avrebbero parato.
Poi sì, la respinta è venuta decisamente di merda e la palla è entrata in porta. Ma se la respinta fosse andata dove tutti vorremmo che fosse andata adesso parleremmo dell’ennesima paratona. E se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un carretto.
Invece sfiga ha voluto che la palla dopo la respinta abbia preso un effetto diabolico e sia tornata indietro per finire in porta, sull’altro palo. Roba che a volerla rifare non ci si riesce.
Per cui non rompete il cazzo a me e a lui.
E se c’è qualcuno che ritiene che Donnarumma è sopravvalutato vada a tifare una squadra più adatta alle sue competenze calcistiche.
I cugini lo accoglieranno a braccia aperte.

INTERVALLO PECORECCIO

L’Arsenal è più forte e più attrezzato. Non ci sono cazzi.
Però io mi ricordo il Milan di tre mesi fa.
Questo Milan avrebbe dovuto fare un vero miracolo per passare il turno.
Non l’ha fatto. Ma già il fatto che molti l’abbiano ritenuto possibile, fa tutta la differenza del mondo.
Amen.
Non sono contento, e su quella cosa del “a testa alta” ho già espresso il mio parere, ma non facciamone una tragedia. Gli ostacoli fanno parte del percorso.
Si inciampa, ci si rialza e si riparte. Ho fiducia in Gattuso, lui sa come si fa.

PAUSA DI RIFLESSIONE

Wellbeck e l’arbitro di porta sono pronti per la Juvemerda. Fossi Marotta ci farei un pensierino (e magari l’ha già fatto).

PAUSA THE CALDO

Parliamo di un po’ di singoli.
Kalinic non si può vedere in campo. Francamente.
Ci sono anche altri giocatori che non c’entrano molto con una squadra che vuole crescere, e che sicuramente vedremo andare via senza alcun rimpianto, ma lui è il peggiore, perché lui è quello che dovrebbe, per blasone e per esperienza, fare la differenza in meglio.
Su Andrè Silva invece penso che meriti ancora fiducia. Non fosse altro per l’età. Però se al primo minuto avesse centrato la porta invece che sparacchiare a lato non voglio neanche pensare cosa sarebbe potuto succedere.
Borini ieri ha fatto una grande partita, per i suoi standard, e non si può certo criticarlo. ma sono convinto che se al suo posto ci fosse stato Calabria avremmo comunque visto un’altra partita.
Ma ricordiamoci, se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un carretto.

Lazie-Milan: andiamo in finale

Ok, appena mi riprendo dalla sofferenza di questa serata ci ripenso e ricomincio a soffrire.
Però nel frattempo me la godo, e mi godo questa squadra che gioca e non molla mai, mai, mai. Come le mie coronarie, finora (e speriamo ancora per un po’).
Domenica sera ci sarà il derby.
I ragazzi saranno stanchi.
Ci sarà da soffrire.
Sarà bello.

Milan – Palermo e qualche altra cosa.

Ne scrivo tardi per un motivo molto semplice: non avendo visto la partita, non so cosa dovrei scrivere. Dopo aver passato quasi tutto il campionato a implorare (diciamo) santi e divinità varie perché mi concedano per una volta di poter vedere una partita tranquilla, di quelle in cui non arrivi alla fine sudato e con le palpitazioni, finalmente quella partita è arrivata.

E io me la sono persa.

Ma sapete che vi dico? Va bene così.

Non posso però promettere a nessuno che mi perderò anche la prossima, nonostante l’orario del cazzo in cui verrà giocata. Il derby è il derby, anche quando vale, forse, l’accesso attraverso la porta di servizio all’Europa dei poveri. Detto questo, non dico nient’altro, per scaramanzia.

Nel frattempo stasera ci sarà una interessante amichevole infrasettimanale fra una squadra spagnola, pardòn, catalana, e gentaglia con la maglia da carcerato. Anche in questo caso non dico niente, spero solo di godermi lo spettacolo.