Unioni incivili

Personalmente la cosiddetta Legge Cirinnà non mi tocca.
I miei 12 lettori di vecchia data sanno che sono un vecchio porco che ha concupito una fanciulla e l’ha portata a vivere nel peccato, condizione dalla quale al momento non abbiamo intenzione di uscire.
Però capisco le esigenze di chi vorrebbe regolarizzare la sua unione con un’altra persona, anche dello stesso sesso, godendo di diritti (e avendo i doveri) che dovrebbero essere normali in un paese civile. Secondo quelli che riteniamo essere i canoni di civiltà nella parte occidentale di questo mondo ed in questo tempo, ovviamente.
Per cui non riesco neppure sforzandomi a concepire chi ritiene che ci debbano essere, nel suo stesso paese, persone che hanno meno diritti. Soprattutto se questo avviene in nome del Grande Amico Immaginario.
Tutta questa cosa della Cirinnà è ridicola. Per quanto riguarda me basterebbe una norma di una riga che estende il matrimonio civile anche alle coppie omosessuali. Con tutti i diritti ed i doveri che ne conseguono.
Senza dover stare qui a inventarsi qualcosa di nuovo che assomiglia al matrimonio ma non lo è e passare settimane a limare, togliere, aggiungere, correggere, cassare.
Poi chi vuole regolarizzare la sua unione lo fa, sposandosi. Chi non vuole, come il sottoscritto e la Signorina Stakanova, convive e basta.

Milan – Udinese: 1- 1

Il bravo commentatore direbbe di aver visto una partita a due volti. Primo tempo giocato decisamente meglio dall’Udinese, secondo tempo saldamente in mano al Milan.
Il tifoso che è in me si lamenta invece per una squadra che ha regalato un tempo prima di accorgersi che senza Bonaventura non si può giocare come se lui ci fosse, pensando soprattutto di sostituirlo con Kucka.
Il tifoso un po’ becero che è in me invece evidenzia che forse l’arbitro s’è fatto ingannare dalle maglie bianconere della Juv dell’Udinese.
Mettiamoci poi la traversa, la pioggia, la palla che si ferma sulla riga. Mettiamoci tutto.
Frulliamo, versiamo, e ne viene fuori l’ennesimo risultato inutile in una domenica in cui si sarebbe potuto risucchiare qualche punticino a chi sta davanti.
Eppure, considerando anche altre partitacce viste quest’anno, non mi sento di parlare di involuzione. Se non altro per quel che si è visto nel secondo tempo.
Restiamo una squadra mediocre, ma oggi avremmo meritato di vincere.

Tutto è bene ciò che finisce in merda

WARNING: questo post potrebbe contenere contumelie, ironia, sarcasmo, madonne maltrattate e santi vilipesi, ma soprattutto maledizioni nei confronti delle compagnie telefoniche. Se siete particolarmente sensibili a questo tipo di contenuto non proseguite nella lettura. Se invece siete una compagnia telefonica leggete tutto fino in fondo e poi andate affanculo.

Aggiornamento del post precedente.
Alla fine, dopo aver inviato un’altra segnalazione scritta e dopo svariati tentativi di parlare con qualcuno del numero dell’assistenza clienti, martedì 18 agosto sono riuscito a parlare con l’ennesima operatrice gentile, che mi ha spiegato che c’è stato un problema tecnico (maddai, incredibile). Probabilmente il topino delle variazioni tariffarie ha passato una notte di bagordi con la fatina delle tariffe ricaricabili  tra il 31 luglio e l’1 agosto ed il giorno dopo erano entrambi troppo sfatti per lavorare. Il topino s’è inculato la fatina, e poi tutti insieme si sono inculati me.
Comunque la gentile operatrice avrebbe proceduto immediatamente a sbloccare la mia richiesta.
Nel tardo pomeriggio di martedì quindi ho ricevuto un sms della compagnia telefonica, in cui con solerzia mi avvertivano del completamento del passaggio ad offerta ricaricabile, precisando che dalla mezzanotte sarebbe stata attiva la tariffa da me scelta. Eureka.
Subito dopo un altro messaggio, e poi un altro ancora, per dirmi dell’attivazione della navigazione su rete veloce.
Ooooh, tutto è bene quel che finisce bene.
Sì. Certo.
Qui ci si mette di mezzo forse anche un mio breve momento di stordimento. Preso dall’entusiasmo, ho pensato che dato che la nuova tariffa sarebbe stata attivata dalla mezzanotte, avrei potuto tranquillamente caricare un po’ di euri la mattina successiva, anche perché ritenevo che non fosse possibile comunque farlo prima.
Mercoledì mattina quindi mi sono svegliato pensando che andasse tutto bene, me meschino. La prima cosa che ho fatto è stata entrare nella app del mio conto in banca ed ordinare una ricarica di 50 €, giusto per stare tranquillo.
La seconda è stata sedermi sulla tazza per espletare quello che normalmente si aspleta a quell’ora.
La terza è stata controllare se c’erano nuovi messaggi.
La quarta è stata tirate giù una scarica di santi e madonne sufficiente per almeno tre settimane. C’era un messaggio della gentile e solerte compagnia telefonica, inviato alle 5,06 del mattino, che mi informava che l’opzione tariffaria da me scelta non era stata rinnovata (rinnovata? rinnovata una tariffa che non è mai stata realmente attivata?) per credito insufficiente.
E’ seguita un’altra illuminante telefonata con l’ennesimo (stavolta un maschio) gentilissimo operatore, che con estrema cortesia e gentilezza mi ha spiegato tutto, senza però risolvere niente. Il tutto era sostanzialmente che sì, c’era stato un loro “problema tecnico”, ma poi forse le sue colleghe con cui avevo parlato in precedenza non mi avevano spiegato tutto tutto per bene (modo soft e gentile da parte sua per dire e non dire che ero io a non aver capito un cazzo).
Di fatto, dato che c’era stato questo “problema tecnico”, la mia prima richiesta era rimasta bloccata, per cui l’operatrice che ha “risolto” il problema ha ricaricato tutto dall’inizio. Per cui pur avendo richiesto un cambio del piano tariffario che avrebbe dovuto essere attivo dall’1 agosto, fino al 18 pagherò la bolletta secondo il piano precedente. Alle mie rimostranze su questo punto la risposta, sempre molto gentile ed educata, è stata che comunque si trattava di una tariffa che io avevo scelto in precedenza (o gentile testa di merda, il fatto che sia anche la tariffa che ho scelto di cambiare non ti dice niente, sublime minchietto da call center?).
Inoltre, dato che non c’era credito sulla mia nuova tariffa ricaricabile (e come poteva esserci, dato che prima dell’attivazione non era possibile fare ricariche?), per un giorno avrei dovuto scegliere se pagare la navigazione a consumo. Avete un’idea di quanto costa la navigazione a consumo?
Morale, mercoledì ho fatto tutta la giornata con la navigazione dati disattivata.
Stamattina ho riattivato tutto ed ho scoperto che l’opzione che mi hanno attivato non è esattamente quella che avevo richiesto. In particolare, la soglia di navigazione dati è di 2 Giga al mese e non di 4 (che è invece il motivo per cui mi ero deciso a cambiare tariffa) ed il costo è maggiore del 20%.
Ora, a parte le madonne volanti che sono scappate a nascondersi per la vergogna, il sospetto che dietro non ci sia solo la ormai acclarata incompetenza di qualche deficiente che dovrebbe passare le giornate a raccogliere patate invece che fare quello che fa, ma anche un po’ di malafede, si sta facendo strada dentro me.
Per cui si aprono le scommesse: secondo voi quanto tempo passerà tra il momento della mia uscita dall’ufficio oggi pomeriggio ed il momento del mio ingresso nel negozio di un altro operatore di telefonia?
Non che mi faccia chissà quali strane illusioni. Mai come in questo caso lo slogan universale del qualunquismo moderno, sono tutti uguali, trova la sua esatta applicazione.
Ma temo che ci resti solo questo di reale diritto, ancora per un po’: quello di scegliere da chi farci derubare e, ogni tanto, cambiare.

 

La gondola costa

E certamente San Marco è anche il nome di una pizzeria.
Ciò non toglie che Venezia è una città di una bellezza quasi soffocante, per chi la visita con cadenza decennale.
Poi c’è anche il caldo, soffocante pure lui se hai la bella idea di visitarla il 16 agosto e di girare a piedi per oltre sei ore, con una bimbetta che (direi anche giustamente, ma non fateglielo sapere) ad un certo punto si arrende e si fa caricare in spalla.
E ci sono i turisti, tanti turisti, troppi turisti, soprattutto i giapponesi, giappocinesi everywhere, escono dalle fottute pareti.
E ci sono prezzi che ti rendono difficile l’idea di visitarla con una cadenza più frequente, a meno che uno non si rassegni all’idea di vedere ma non toccare.
E poi cosa manca? Ah sì, Venezia è bella, ma non ci vivrei.

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Tornare è un po’ morire

(Questo è un titolo ricorrente) (Nel senso che ogni volta che vado da qualche parte mi viene da scrivere un post con questo titolo) (E nel senso che probabilmente l’ho già usato più volte, ma in questi giorni ho una memoria da pesce rosso per cui non mi ricordo) (Cosa stavo scrivendo? Mah)

Tornare dalle ferie è puro autolesionismo.
Uno dovrebbe partire per le ferie e non tornare più. Trovarsi un lavoro tranquillo al mare, o in montagna, o dove cacchio gli piace fare le ferie, e poi fermarsi lì.
Poi, se si stufa, dopo qualche anno può anche decidere per fare una vacanza in città e fermarsi di nuovo. Ma secondo me bisogna essere scemi.

Le pessime idee del lunedì mattina

Il lunedì è una fregatura, si sa. Le idee che ti vengono il lunedì mattina dovrebbero essere lasciate a decantare almeno fino al martedì sera. Poi le si ritira fuori e si valuta se sono ancora buone o se sono delle solenni minchiate.
Mea culpa, lunedì scorso non l’ho fatto. M’è venuta questa ideuzza, chiedere ai miei 3 commentatori di lasciarmi uno spunto per un post, visto che non me ne venivano. Invece che aspettare ho subito pubblicato la richiesta con l’entusiasmo di uno che si appresta a cagare in un bagno pubblico senza guardare prima se c’è la carta igienica.
Robe che dopo non ci si può poi lamentare del risultato.
Ed infatti è successo questo:

secondo te ci dovrei andare all’old trafford a vedere una partita di cui non me ne frega una sega, francamente, col solo scopo di vedere da lontano uno degli uomini della mia vita?
(forse non ne vale la pena, ma l’ormone e’ l’ormone).
a te lo svolgimento del tema.

Come si risponde ad una richiesta del genere, pervenuta evidentemente da una gentil fanciulla in crisi ormonale? NO WAIT, non sto chiedendo altri suggerimenti, dio me ne scampi.
Innanzitutto, se lo chiedi a me io all’old trafford ci andrei di corsa (nei limiti delle mie capacità fisiche), ma io sono un maschio malato appassionato di calcio, non una gentile fanciulla.
Per cui all’Old Trafford ci andrei a prescindere, per la partita, per vedere giocare dal vivo lo United, per lo stadio, non per l’ormone.
Detto questo ritengo che l’ormone abbia la sua importanza e vada assecondato quanto più si può, pertanto la mia risposta non può che essere: sì, vai, cosa fai ancora qui?
A questo punto ho però una curiosità, anzi due. Che partita è e chi è l’oggetto di cotanto scatenamento ormonale? Giusto per farmi un’idea.

C’è sempre di peggio, basta saper aspettare

Uno non fa in tempo ad indignarsi per le cretinate dette dal noto comico che salta fuori qualcuno a fare peggio, per quanto potesse sembrare incredibile. Che poi questo qualcuno sia un leghista è solo il naturale ordine delle cose.
Se supera quello che credevi essere il normale livello di cretineria non può che essere di origine leghista, è a quello che servono.
Il sindaco di Adro, per esempio. A parte che dopo la storia della scuola ricoperta di simboli di partito stai ancora a chiederti perché questo sia ancora sindaco, tanto per cominciare. Perché vabbé che la democrazia si basa sul consenso, ed essendo stato eletto è giusto che sia nominato sindaco, ma quando si assume una determinata carica si diventa comunque il rappresentante dello stato, ergo delle sue leggi, per cui se un sindaco si pone al di fuori delle leggi dello stato non vedo perché quest’ultimo non debba dargli un benedetto calcione sui suoi coglioni padani (che non sono i tuoi elettori anche se la definizione farebbe pensare).