2021

Credo di aver già scritto quello che sto per scrivere.
Anzi, sono quasi certo di aver scritto più o meno la stessa cosa anche l’anno scorso, e forse pure quello prima (lo so, basterebbe dare un’occhiata negli archivi del blog per scoprirlo, ma sono pigro).
Non credo che il semplice passaggio dal un numero all’altro abbia chissà quali effetti. Si tratta solo di una convenzione per contare il tempo che passa, lo chiamiamo 2021, potremmo chiamarlo 31037. Potremmo far iniziare l’anno in un qualunque altro giorno, potremmo cambiare i nomi ai mesi e ai giorni, non cambierebbe molto.
Ci piace contare e rendere riconoscibili le rotazioni del nostro pianeta intorno al proprio asse, e i giri che compie intorno al suo sole. Che poi chiamiamo tutti questi giri in un modo o nell’altro non fa differenza su quello che ci capita mentre ci viviamo sopra.
Detto questo, dato che è comunque una convenzione socialmente non disdicevole quella di cogliere questa occasione per fare auguri e buoni propositi, ecco qua:
Auguro a tutti un prossimo giro intorno al sole migliore di quello passato.
Per conto mio, faccio il buon proposito di riavere i capelli lunghi biondi e folti come quando avevo 20 anni.

Perdere facile

Lo confesso. Ho votato no, e lo rifarei. Pur sapendo di essere in minoranza.
Ci sono cose che si fanno anche solo per testimoniare la propria opinione.

D’altronde, visto che mi piace perdere facile, (nel 2016 avevo votato Sì), perché non andare in direzione ostinata e contraria anche questa volta?

Solo che nel 2016 la proposta non era una riforma perfetta, non era neppure la mia ipotesi di riforma preferita, ma era comunque una riforma vera, che cambiava la struttura del parlamento e eliminava il bicameralismo perfetto. Era soprattutto una proposta politica e, secondo me, valeva la pena di correre il rischio.

Quella di quest’anno non è una riforma e, soprattutto, si basa sull’antipolitica, sull’idea che i politici devono sparire ed essere sostituiti da qualche tipo di creatura mitologica.
Abbiamo già visto i risultati questa teoria applicata alla scelta dei candidati, con un esercito di scappati di casa finiti in parlamento per aver preso 4 click su una piattaforma.
Il concetto alla base di questo referendum è che siccome il parlamento funziona male (e questo è tutto da vedere) e ci sono pessimi parlamentari, lo svuotiamo, invece che scegliere parlamentari migliori.
Secondo me il risultato sarà che con numeri ridotti i pessimi parlamentari, i cretini, i corrotti, gli assenteisti, gli sciachimisti, i complottisti, i novax notax notav notutto etc. peseranno di più in proporzione.
Ma non vi preoccupate, non avverrà tanto presto. C’è troppa gente che sa che con 300 posti in meno finita la legislatura dovrà ricominciare a lavorare (o trovarsi un lavoro).

Ora mi siedo sulla riva del fiume e aspetto le altre riforme che arriveranno presto, immagino.

L’amore ai tempi dell’amuchina #1

Domenica:
il gol di Ibra era regolare, ma vabbé. È una quisquilia rispetto a quel rigore per fallo sulla palla.
Il Milan ormai è un vecchio cane zoppo sdraiato vicino al marciapiedi. Gli arbitri passano e, volendosi far vedere forti e coraggiosi, tirano un calcio al cane zoppo. E poi scappano, che non si sa mai.

Ieri:
Situazione coronavirus. Sono a casa in smart working con Mati, visto che la scuola è chiusa.
Dato che si annoiava, stamattina le ho fatto pulire la cucina, poi le ho fatto preparare l’impasto per una pizza, poi le ho fatto grattugiare il pane vecchio e preparare l’impasto per una torta.
Credo che domani chiamerà la preside per chiedere che venga riaperta la scuola.

Oggi:
A un certo punto si passa dallo smart working all’arresto domiciliare. Diciamocelo, in ufficio, alla fine, si è più tranquilli. E a un certo punto si stacca. Qui invece, con il fatto che non vuoi dare l’impressione di lavorare meno, un’ora dopo la fine del tuo orario sei ancora lì a rispondere alle email.
La mia religione vieta di lavorare gratis.

Oggi: Mati ha sparecchiato, apparecchiato, svuotato la lavastoviglie, riempito e fatto partire la lavatrice, guardato tik tok sul mio iPhone, aiutato a preparare il pranzo, è venuta con me a fare la spesa (a proposito, i supermercati si stanno riempendo di nuovo e ringraziano per gli incassi inaspettati).
Ad un certo punto ha anche fatto i compiti si scienze. Per ben 4 minuti. Al quinto era stanca.

Mi sono ricordato di avere da parte un flacone di Amuchina, ancora sigillato, da un litro. Scadenza agosto 2021.
Io non dico niente, ma le offerte sono libere.
Astenersi perditempo, arbitri e juventini.

Maledetto benedetto lunedì

Sono reduce da un week end di influenza. Un week end complicato, ma questo lunedì porta con sé un po’ di notizie che meritano, se non di essere commentate (cosa potrebbe cambiare la mia opinione?), di essere almeno ricordate.
La prima, importante soprattutto per me, è che nonostante gli innumerevoli tentativi, sono riuscito a trattenere i polmoni nella cassa toracica. Ok, vista la qualità dell’aria di Milano, non è che me ne faccia poi molto. Ma ho la sensazione che senza sarebbe comunque peggio.
La seconda è che il Milan ha vinto una partita brutta. L’ha vinta giocando male, con Gigio ancora una volta migliore in campo, ma l’ha vinta. Da quando è tornato Zlatan sono 4 di fila (e un pareggio). Non male.
mi piace anche citare la vittoria del Napoli di Ringhio Gattuso sull’impero del male rubentino. Sì, mi piace molto.
Poi c’è Kobe. E qui son solo lacrime. Per chi ama il basket è una botta enorme. Non ho parole.
Poi c’è l’Emilia Romagna, che ha ricacciato la bestia. Non tutto è perduto in questo paese.
La notizia però dovrebbe essere il fatto che il tam tam mediatico della sua macchina da guerra ci abbia fatto credere che c’era davvero la possibilità di una sua vittoria.
Comunque è lunedì. S’è fatta una certa.
BUONGIORNISSIMO,KAFFEEEE’?

La banalità del banale

Contro la Juve forse non meritavamo di perdere, ma abbiamo perso lo stesso. Cose che succedono se non la butti dentro neanche spingendo.
Col Napoli non meritavamo di perdere, e infatti abbiamo pareggiato.
Miglioriamo, a quanto pare. Poco, poco alla volta, ma miglioriamo. In questo un po’ ci vedo la mano di Pioli, che se non altro non si inventa di far giocare i nostri ragazzini fuori ruolo.
La differenza più grossa, rispetto alla partita con la Juvemerda, è che abbiamo segnato.
Viene più semplice segnare, se in campo hai giocatori bravi e giustamente motivati, come Jack Bonaventura.
Essere giovani e saper fare le mossette non serve a niente se non la butti dentro o se alla prima difficoltà ti deprimi come un bambino cui hanno appena detto che Babbo Natale non esiste.
Non che io non creda nel progetto giovani, ma se in mezzo ai quei giovani non c’è uno capace di essere un leader, bisogna rimediare. Jack è un buono rimedio, ma non basta.
Abbiamo visto che razza di debosciati senza spina dorsale siano i nostri eroi. L’anno scorso c’era Rino.
Quest’anno, secondo me, non potendo richiamare Rino, ci vuole Zlatan. Non mi aspetto miracoli, ma sicuramente lui è un leader, in campo e fuori.

Non dobbiamo vergognarci.

Ammettiamolo tutti insieme, che dopo il gol di Suso ci siamo un po’ commossi.
Come nel finale di certi film americani, in cui lo sfigato di turno vince e si mette a condividere sette etti di lingua con la ragazza bruttina che quando si toglie gli occhiali si rivela una figa spaziale.
E c’è uno che si alza in piedi nel silenzio più nero e comincia ad applaudire, e un po’ alla volta si alzano e applaudono tutti.
Quello che si alza in piedi e applaude per primo sono io, siete voi, siamo tutti noi.
Forza Milan, viva le false cesse con gli occhiali, viva i sette etti di lingua.

MI è solo entrato un Giampaolo nell’occhio

A questo punto il sospetto che il povero Giampaolo si trovi in una situazione di lieve difficoltà cognitiva è legittimo.
Traduco: secondo me Giampaolo non ci sta capendo un cazzo.
Sulle prime la notizia che oggi avrebbe messo in campo la stessa formazione titolare della partita col Torino mi era parsa quasi buona. In genere continuare a cambiare i titolari ogni partita è un segno del fatto che non sai che pesci pigliare. Non avevo pensato al passo successivo, quello in cui siccome non sai che pesci pigliare, non ci provi neppure più.
E poi almeno nel primo tempo contro il Torino con quella formazione s’era visto il Miglior Milan della stagione. Poi ci ho ripensato ed ho considerato che in fondo la stagione è appena iniziata e che non ci voleva molto a vedere il Miglior Milan della stagione, visto che mediamente prima aveva fatto schifo.
Poi ho pensato anche che il Miglior Milan della stagione per riuscire a segnare (ed a fare un tiro nello specchio della porta) aveva avuto bisogno di un rigore, e mi è venuto un po’ di sconforto.
Poi basta, ho visto la partita ed è andata peggio delle peggiori previsioni possibili.
Ora, io non sono solito parlare di esonero dell’allenatore ancora prima che finisca settembre. Però…

Stasera salvo solo Gigio, per il rigore ma non solo, e Leao, che oltre al gran gol ci ha sempre provato.

Gli scherzi di Giampaolo

Avessi almeno visto la partita, potrei anche commentare, ma no. Mi trovavo fuori casa, non ho fatto l’abbonamento a DAZN, per non parlare delle cavallette, signora mia, le cavallette! Per cui mi sono trovato ad ascoltare la cronaca della partita sulla app dell’ACMilan, col commento di Suma.
Esperienza quasi lisergica, ma poco utile a capire come siano andate veramente le cose.
Poi però mi sono letto tutti i commenti, giusto per avere la certezza di capirci ancora meno. E infatti una qualche idea me la sono fatta, probabilmente sbagliata.
Ne butto giù qualcuna in ordine sparso:

  • Giampaolo è uno che fa gli scherzoni. Settimana scorsa ha messo in campo metà squadra fuori ruolo, questa settimana s’è divertito a spaventarci con Piatek e Paquetà in panchina. Contro il Verona potrebbe inventarsi di giocare col portiere volante e la difesa a due. E Borini prima punta, seconda punta e trequartista.
  • C’è gente versatile, come Borini, che in qualunque ruolo venga schierato fa il suo allo stesso modo, ossia correndo come un pazzo, e gente come Suso che se lo sposti di un cm dal suo habitat va in crisi. Tendenzialmente, visto che non abbiamo certo una squadra di fenomeni, sarei per far giocare tutti nel loro ruolo. Tranne Borini, che lui va bene un po’ ovunque.
  • Paquetà è un trequartista e il suo posto è in campo, non in panchina. Borini, ovviamente, dove lo metti sta.
  • Piatek deve giocare sempre. Altrimenti non lamentiamoci se poi non segna. È piuttosto difficile tirare in porta dalla panchina. A meno che tu non sia Borini.
  • Oggi finisce il mercato e finalmente pare che siamo riusciti a sbolognare Andrè Silva. Adesso ufficialmente abbiamo solo una punta di ruolo. E Borini.
  • Quindi mi volete dire che il governo del paese è nelle mani di poche decine di migliaia di bimbiminkia che credono che DiMa sia uno statista e DiBa un messia? AH NO, QUESTO È UN ALTRO DISCORSO. (Resta aperta l’opzione Borini presidente del consiglio)
  • Nel frattempo l’Italia del basket ha fatto quel che doveva fare, battendo agilmente Filippine e Angola, e s’è praticamente assicurata il passaggio del turno (per complicare le cose la Serbia dovrebbe perdere contro le Filippine) ai Mondiali cinesi. Anche senza Borini.