Non si commentano le partite a caldo

E’ una regola. Una regola che mi sono imposto tempo fa, e che ritengo ancora valida sia che si vinca sia che si perda.
Però, però, però. Tre volte però.
Come dire tre pere.

Ah.

Ne riparliamo domani, forse.

Annunci

Il Derby

Se c’è un motivo per cui mi sta sui coglioni l’attuale dirigenza, tutta, del Milan, è perché hanno fatto di tutto per fare disamorare me, e molti altri tifosi, al punto di arrivare alla domenica del derby senza quasi mai pensarci durante la settimana, come se fosse una partita qualunque.
Poi però ti casca addosso la consapevolezza. Arriva all’improvviso, è un momento, in cui pensi che cazzo, stasera c’è il derby.
Quella partita lì, il derby. IL DERBY.
Porca puttana, il DERBY.
E adesso c’ho addosso una fregola che andrei a casa Milan a con una cintura esplosiva a urlare che se non mi restituiscono il mio Milan, quello per cui valeva la pena fare il tifo a prescindere dalla classifica o dalla competizione, spacco tutto e morite male maledetti cani.
Stasera c’è il derby, e fotte sega di tutto il resto, è il derby.
Porca puttana.

La giornata mondiale dell’ottimismo

Tanto per cominciare stamattina riflettevo sul fatto che vivo in un paese governato da una maggioranza che non mi rappresenta, ma l’attuale opposizione mi rappresenta ancora meno.
Pensieri da lunedì mattina che forse è meglio lasciare dove stanno, se non ci si vuole rovinare il fegato.
Poi ho guardato dalla finestra ed ho visto il sole. Ho pensato che almeno una buona notizia c’era. Ma ho fatto l’errore di guardare le previsioni del tempo per il resto della settimana e il sorriso si è trasformato in un ghigno.

Ladri-Milan 1-0

Siamo troppo buoni.
La partita commemorativa del gol di Muntari sancisce la superiorità della juve che riesce a vincere e portarsi a casa i tre punti alla fine di un’incontro in cui entrambe le squadre hanno deciso, per motivi diversi, di giocare senza fare un tiro in porta da azione. La Juve perché non era necessario, il Milan per buona educazione. Non si parla di corda in casa dell’impiccato. Metti che poi la palla si fosse avvicinata alla linea di porta, sarebbe stato screanzato mettere di nuovo in imbarazzo la vecchia signora.
Ho precisato da azione perché la Juve di tiri in porta da fermo, soprattutto su punizione, ne avrebbe tentati anche più d’uno. Avrebbe, se avesse mirato la porta. Cosa successa solo due volte. Una su una punizione deviata sulla quale, per la sorpresa, Abbiati s’è fatto male. L’altra sul rigore, che il Milan ha deciso di regalare alla squadraccia di Torino per vedere l’effetto che fa.
A parte questo la partita s’è snodata su un binario abbastanza classico del calcio italiano: la gobba che si difende in 12 davanti alla propria area e il Milan che prova ad attaccare senza mai rendersi pericoloso.
E poi tante punizioni per la Juve, giusto per onorare la presenza in campo di Pirlo, che col piede che ha può fare quello che vuole, anche se ormai gioca quasi solo da fermo.
Dopo una partita così pare quasi brutto gettare la croce addosso ad Allegri, ma io lo faccio lo stesso. E’ lunedì mattina, chi se ne frega di cosa pare brutto o meno.
Quest’anno s’è visto raramente un Milan brillante e divertente, ma quelle rare volte in campo c’erano tutti o quasi tutti i ragazzini, El Shaarawy, De Sciglio, Niang, anche Bojan. In assenza di Balotelli ci sarebbe voluta un po’ di questa brillantezza.
E infatti in campo c’era, dei ragazzini, solo El Shaarawy. De Sciglio non pervenuto. Niang neppure. Bojan entrato solo nel finale.
In compenso c’era il cartonato di Robinho, e c’erano Costant e Abate che in due non sono riusciti a fare un solo cross decente su non so quanti tentativi (non pochi comunque, tanto che se ne sono accorti anche Bergomi e Caressa), e c’era Pazzini con una gamba sola, bravissimo a fare a sportellate con i centrali juventini, un po’ meno a sfruttare cross inesistenti.

Pensieri scarsi dopo la terza giornata di campionato

  • Squadra scarsa messa male in campo = risultati scarsi. Punto. Il post potrebbe fiire anche qui.
  • Allegri è un allenatore da Milan? Secondo me no. O meglio, è un allenatore da questo Milan ed ottiene i risultati che questo Milan può ottenere. Cambierebbe qualcosa mandandolo via? Non lo so, ma ho l’impressione che a lui si chieda di fare qualcosa di più di quello che può fare e che con questo tipo di aspettative e richieste il risultato sia che non riesce a fare neppure quello che sa, cioè mettere in campo una dignitosa squadra da mezza classifica.
  • Via Allegri chi? Qui c’è il problema. Sul materiale umano non mi metto neppure a discutere, ci mancherebbe, ma il materiale calcistico a disposizione del mister è quello che vediamo tutti, per cui i miracoli non si possono fare comunque. Ma magari c’è in giro qualcuno che, avendo meno pressioni addosso, riesce a utilizzarlo un po’ meglio. Però non ho idea di chi possa essere.
  • Le statistiche dicono che contro l’Atalanta il Milan ha fatto 42 cross. Il campo dice che forse su 42 uno è stato pericoloso per la difesa dell’Atalanta. Quando quest’estate tutti i tifosi milanisti che conosco e anche quelli che non conosco imploravano le proprie divinità preferite per l’acquisto di un terzino decente si sbagliavano proprio tutti? (tralascio il discorso sull’utilità delle divinità)
  • Dei trentamarri non parlo.
  • Neanche dei cugini.
  • Domani c’è la prima partita di Champions league. Ho preso il biglietto, insieme al fratellino. Ma ho come il presentimento che se andassi a vedere un film polacco coi sottotitoli in francese mi divertirei di più. Ho detto tutto.

La cassanata

Chiariamoci subito, se mai ce ne fosse bisogno: al primo cross sbagliato di Abate (sbagliato e quindi tirato decentemente) ed alla prima eventuale inzuccata in rete di Pazzini esulterò come sempre e forse dimenticherò di aver scritto questo post.
(No, non lo dimenticherò davvero, ma farò finta.) (Per un po’.)
Detto questo, nell’estate della smobilitazione e della rinuncia a competere tra le grandi squadre (ma temo anche tra le medie se non succede un miracolo) la cessione di Cassano ormai passa quasi in seconda linea. Ne abbiano, ahinoi, viste di peggio. Però non è da sottovalutare. Perché i segnali sono tutti importanti, tutti, anche quelli che non lo sembrano.
Ed i segnali parlano chiaro.
Non vedremo più un Milan di gente che sa trattare bene la palla.
Cassano non è un grande atleta, questo si sa, ma se c’è qualcuno in grado di trovare un guizzo, accarezzare la palla e metterla sul piede dell’attaccante con la precisione di un giocatore di biliardo quello è lui. Piedi buoni come i suoi in Italia non ce li ha nessuno. Punto. (Per la testa lasciamo semplicemente perdere, non è quello il discorso che volevo fare.)
Diciamo che la sua partenza non stupisce nessuno, era annunciata dal giorno in cui Ibra ha coronato il suo sogno parigino. Il problema è un altro, ed è quello del rimpiazzo.
Se va via uno come Cassano (per non parlare degli altri) e tu lo sostituisci con uno come Pazzini hai fatto una scelta precisa.
Il Milan del campionato 2012-2013 sarà una provinciale (con tutto il rispetto possibile per le provinciali). Ed avrà un gioco da provinciale, con tanti discreti pedalatori dotati di piede e ferro da stiro che, se va bene, correranno come matti e cercheranno di fare arrivare qualche buon pallone all’attaccante di riferimento, che a questo punto dovrebbe essere Pato.
Pazzini è un discreto attaccante. Ha avuto annate buone e meno buone. Quelle migliori quando giocava con qualcuno (indovinate chi) in grado di inventarsi il passaggio giusto. Per come la vedo io sarà il sostituto di Pato (se tornerà ad essere il giocatore di calcio che è stato fino ad un paio di anni fa) e farà parecchia panchina. Non penso che li vedremo tanto spesso giocare insieme, a meno che Allegri non voglia  rinunciare contemporaneamente a Robinho (sempre che non sia il prossimo a partire, c’è ancora tempo da qui a fine mese) ed Emanuelson. Per cui niente Milan del Papazzo, o del Pazzito. Vedi tu le disgrazie, neh.
Insomma, l’utilità dell’arrivo di Pazzini non la vedo (a meno che non abbiano già preso accordi per liberarsi anche di Pato, non si sa mai), né per la squadra né per il giocatore, che forse avrebbe fatto meglio a cercare posto altrove. Diciamolo, al momento Pazzini al Milan è utile come un gettone del telefono. A meno che non vogliamo fare un viaggio indietro nel tempo, e qui sembra stiamo puntando il timer ai tempi di Farina.
Chi si aspetta che sia l’anno del lancio definitivo di El Sharawy secondo me resterà deluso. Alla faccia dei proclami sulla linea giovane, Allegri lo farà giocare di nuovo col contagocce. Certo, in una squadra imbottita di piedoni quadrati lui spicca, ma è chiaro che per l’allenatore medio italiano (categoria di cui Allegri potrebbe essere tranquillamente l’uomo immagine) è troppo giovane e inesperto, ma soprattutto troppo poco muscolare.
Una provinciale se ne può permettere pochi di giocatori come lui in campo e i posti saranno tutti occupati da gente che corre di più anche se ha i piedi a banana (se vi pare di cogliere un velato riferimento e Evanuelson non vi sbagliate). Non mi stupirei se a gennaio venisse mandato “a farsi le ossa” da qualche parte.
MI butto in un pronostico, va’: dato che tutto il campionato italiano è in netto ribasso, potremmo anche giocarcela per il 3°/4° posto. Se dice culo anche per il 2°. E alla fine sarà comunque grasso che cola.

Tornare è un po’ morire

(Questo è un titolo ricorrente) (Nel senso che ogni volta che vado da qualche parte mi viene da scrivere un post con questo titolo) (E nel senso che probabilmente l’ho già usato più volte, ma in questi giorni ho una memoria da pesce rosso per cui non mi ricordo) (Cosa stavo scrivendo? Mah)

Tornare dalle ferie è puro autolesionismo.
Uno dovrebbe partire per le ferie e non tornare più. Trovarsi un lavoro tranquillo al mare, o in montagna, o dove cacchio gli piace fare le ferie, e poi fermarsi lì.
Poi, se si stufa, dopo qualche anno può anche decidere per fare una vacanza in città e fermarsi di nuovo. Ma secondo me bisogna essere scemi.