Il clima da finale

Come cambia il clima intorno alle cose.
Quando il Milan ha raggiunto la finale di coppetta italietta, nonostante l’evidente dislivello con la Juvemerda, c’era comunque chi osava sperare l’insperabile. In fondo si trattava di una partita secca in cui tutto può succedere, la palla è rotonda, il cielo è blu sopra le nuvole ed il Milan di Mihajlovic, pur non essendo bello da vedere, col suo gioco da provinciale e mettendo in campo un po’ di carattere qualche risultato lo portava anche a casa.
Sono bastate poche mosse (una in particolare, la cacciata di Mihajlovic) e adesso nessuno osa neppure immaginare un esito diverso da una carneficina ai danni della squadra di brocchi (ho riflettuto parecchio per decidere se mettere la maiuscola).
Già prima la sfida sembrava impari, figuriamoci adesso.
La squadra molle e insensata vista in campo nell’ultimo mese, soprattutto quella di sabato contro la Roma, è condannata a fare una figuraccia epocale. Ne siamo tutti convinti. Temo che soprattutto ne siano convinti i giocatori.
Però cazzo faccio una fatica mostruosa a rassegnarmi all’idea che sia veramente così.
Io voglio vedere in campo un Milan diverso, voglio vedere in campo gente che si rende conto di cosa significano i colori della maglia che indossa, voglio poter sperare di godermi una partita vera contro i gobbi, con una squadra che lascia l’anima sul campo piuttosto che arrendersi.
E alla fine della partita voglio festeggiare una vittoria.
Non sono e non sarò mai tra quelli che sperano che il Milan perda per poter continuare a sputare fiele sulla società. Quello lo faccio a prescindere, perché anche se per assurdo dovessimo vincere 8-0 la stagione resterebbe quello che è, cioè l’ennesimo fallimento. Il declino è evidente e dura da anni, non basterebbe una coppetta italietta a negarlo. Ma io voglio comunque poter festeggiare per una finale vinta.
Chiedo troppo? Certo che sì. Chiedo troppo al destino. Chiedo troppo a quella massa informe di muscoli sfilacciati e ossa molli che chiamano impropriamente giocatori del Milan. Chiedo troppo a Brocchi. E chiedo troppo anche alla Juvemerda, che, spiace dirlo, sulla carta è in grado di strapazzarci anche giocando con le riserve che indossano solo scarpini sinistri su entrambi i piedi.
Non chiedo troppo a me stesso. Essere tifosi è questa roba qua, è una malattia irrazionale del pensiero che ti porta a amare quella squadra lì, con quei colori lì, al di là di qualsiasi evidenza. Una malattia dalla quale non riusciranno a curarmi, anche se ci stanno provando da tempo.
Forza Milan, Juve merda.

Brocchi, what else?

WARNING: QUELLO CHE SEGUE, OLTRE AD ESSERE IL SOLITO POST SCACCIAFIGA SUL MILAN, E’ UN POST PIENO DI POLEMICHE INUTILI E GRATUITE, OLTRE AD ESSERE PIU’ LUNGO DELLA MEDIA.
METTETEVI COMODI.

Archiviata la pratica Mihajlovic e la sua cacciata, che per indegnità viene superata, in tempi recenti, solo dal trattamento riservato a Seedorf, resta il problema di come potrebbe il nuovo allenatore fare qualcosa per salvare, se non la stagione, almeno il suo posto di lavoro dopo giugno.
Cosa potrebbe fare Brocchi per salvare la pellaccia, a parte mettersi barba e baffi finti e fuggire in incognito per la Papuasia?
Ben poco, mi viene da dire.
Da qui alla fine della stagione ci sono 7 partite, una delle quali è la finale di coppa Italia con la Juve, che già sappiamo essere nettamente superiore a questo Milan.
Per la finale direi che non c’è molto da fare, se non tentare di fare la partita dell’anno e sperare contemporaneamente in un po’ di culo. Più di un po’. Tipo un’epidemia di influenza gastrointestinale che colpisce tutta la rosa della Juve, pure la primavera, con Allegri costretto a schierare la rappresentativa nazionale arbitri (la famosa Juve B) al posto dei soliti giocatori. In questo caso, a patto che la partita venga arbitrata da cinque scimmie fuggite dal bioparco di Roma, dove si sa non alberga molta simpatia per la vecchia signora, potremmo anche sperare nell’impresa.
Altrimenti, le risorse sono quelle che sono, il pronostico è inevitabilmente a favore dei gobbi e, oserei aggiungere, credo che nessuno potrebbe comunque fare un dramma in caso di una sconfitta che, diciamolo, sarebbe nell’ordine naturale delle cose. Direi che non è una grande base di partenza per motivare la squadra.
Certo, la palla è rotonda, nelle partite secche può succeder di tutto e via di banalità su banalità.
Per le restanti 6 partite di campionato la faccenda si complica ancora di più, perché qui Brocchi non solo deve come minimo conservare il sesto posto in classifica, e se possibile migliorarlo, ma soprattutto deve riuscire a dare un segno di discontinuità, nel gioco più ancora che nei risultati. Il che significa sostanzialmente dare un gioco ad una squadra che non sa nemmeno cosa significhi da almeno 5 anni, escludendo il tentativo fatto da Seedorf, che però ha messo in chiaro in tempi non sospetti che avrebbe avuto bisogno di cambiare almeno la metà dei giocatori, immaginando però nuovi arrivi diversi da quelli degli ultimi mercati.
Quindi? Si comincia cambiando modulo. E qui pare che già da domenica contro la Samp assisteremo al ritorno del 4-3-1-2 tanto auspicato dal presidente. Modulo che però a inizio campionato aveva provato anche Mihajlovic, con risultati non eccelsi.
Ma siamo certi che il problema in quel caso era l’allenatore, non i giocatori.
Con gli stessi giocatori Brocchi farà miracoli, tipo trovare un trequartista in una rosa in cui non ce ne sono.
Il modulo è importante, ma poi sono i giocatori in campo che lo devono applicare.
Quindi oltre al modulo mi aspetterei qualche importante novità nella formazione titolare, se non fosse che alla fine, gira e rigira, sarà pur vero che dai diamanti non nasce niente e dalla merda nascono i fior, ma qui hai voglia rimestare, solo merda c’è. Diamanti e fiori nascosti non se ne vedono.
Per tentare di lasciare un segno qualche cambio andrà comunque fatto, ma più per disperazione che per convinzione, dando spazio finalmente e veramente a quei pochi giovani su cui tante volte il Milan ha detto, senza farlo realmente, di puntare (l’unica eccezione finora è stata Donnarumma, per il quale dobbiamo ringraziare Mihajlovic).
Spero quindi di poter vedere in campo Calabria e Locatelli, per fare il primo esempio che mi viene in mente.
Per il resto c’è comunque ben poco da fare.
Personalmente davanti punterei su Balotelli (lo so, è una mia fissa) a spaziare dietro alle due punte, che inevitabilmente, dato che Menes ha meno di 10 minuti di autonomia e zero di voglia, dovranno essere Bacca e quel tizio tornato dalla Cina al posto di Luiz Adriano.
Spero che nessuno immagini di far fare il trequartista a Harvey Esajas Boateng. Ci ha già provato ai tempi la capra (un’altra delle sue grandi invenzioni) ed ha funzionato in qualche modo solo finché c’era Zlatan, ma solo perché c’era lui.
Oltre ad essere un medianaccio coi piedi appena sopra la media, Harvey Esajas Boateng è un ex giocatore da almeno un paio di stagioni e mi piacerebbe avere un po’ della roba buona che passava nella testa in quel momento a chi ha deciso di metterlo sotto contratto a gennaio.
Anche a centrocampo c’è poco da inventare; Bonaventura, anche se fuori forma, è imprescindibile, poi Locatelli (se vogliamo vedere l’effetto che fa) e chi? Honda? Montolivo? Kucka? Quest’ultimo è l’unico ad oggi in grado di garantire un po’ di corsa e intensità, peccato per i piedi invertiti. Honda ha alternato partite buone ad altre inguardabili. Montolivo recupera palloni, ma poi non ha la minima idea di cosa farsene; mettiamolo a fare il raccattapalle. Poli non lo voglio neppure sentire nominare e se ho dimenticato qualcun altro se lo merita.
In difesa la scelta è ancora minore.
Detto che magari riproviamo a puntare su Calabria (il che significa o farlo giocare a destra al posto di Antonelli o rinunciare ad Abate) al centro mi piacerebbe vedere se Rodrigo Ely è ancora abile ed arruolabile, dato che fino a qualche tempo fa se ne parlava molto bene.  Le sue prime comparsate insieme a Romagnoli però non hanno fatto vedere meraviglie, per cui temo che non si possa fare a meno di Alex (bel prospetto per il futuro!), insieme appunto a Romagnoli che è insostituibile, e l’altro a scelta tra Abate e Antonelli, a seconda del lato su cui si vuole provare Calabria.
De Sciglio è non pervenuto (soprattutto sul piano caratteriale) da troppo tempo per essere considerato un’opzione valida.
In porta Gigione non si discute.
Quindi restiamo in attesa del miracolo, se Brocchi sarà in grado di farlo.
Il mio consiglio, per chi ci crede, è pregare forte.
Dal canto mio sto rinforzando la riserva di grappa.

Il culo, la capra e il complotto della palla

La capra ce l’ha fatta ancora. Ma non è stata la batosta che temevamo alla vigilia, perché la Juvemerda, che comunque è una squadra più forte del Milan sgangherato degli ultimi anni, non ha dimostrato quasi nulla di tutta la sua superiorità.
Una squadra talmente forte che può vincere il campionato anche senza allenatore. O con uno come la capra in panchina, che è né più né meno che la stessa cosa.
Senza un po’ di culo, che alla capra in versione bianconera non manca, staremmo parlando probabilmente di un più giusto pareggio e nessuno avrebbe nulla da obiettare. Anche se un punto è appena meglio di zero punti, ma non fa poi tanta differenza per noi. Per come siamo messi, gli unici risultati utili possibili sono quelli da 3 punti. Tutto il resto è noia.
Comunque, sabato abbiamo visto un buon Milan, in grado di rendere molto difficile la vita di una Juvemerda non certo tra le migliori della stagione. Merito anche nostro. Finalmente una partita giocata con lo spirito giusto e la necessaria cattiveria, per lo meno fino al momento in cui il fisico, soprattutto quello di Kucka, ha retto.
La Juve se l’è cavata grazie a Buffon, ma anche grazie al culo. Sono ripetitivo?
Repetita Juve.
(Erano anni che volevo scriverla).
Il culo è soprattutto quello del gol di Pogba, che ha ciabattato la palla come il peggiore dei dilettanti. La palla però ha assunto volontà propria e, prendendosi una libertà che io non condivido, ha scavalcato il povero Gigione con un pallonetto.
La stessa palla si è invece rifiutata di entrare in porta quando a calciarla era Supermario, per me ieri migliore in campo fintanto che ha retto.
Ora, forse parlare di complotto sarà un po’ azzardato, ma non mi sembra del tutto casuale che proprio nella partita commemorativa del gol di Muntari la palla decida di prendersi certe libertà?
Mi punge vaghezza di citare con snob indifferenza i tre pali tre presi dal Milan. Parafrasando una vecchia canzone di Vecchioni, molto bella peraltro, forse non lo sai ma pure questo è culo.
Detto questo, ci sarebbe infine da parlare di quell’inezia della spintarella a Abate prima del tiro. Ma Pogba è il futuro del calcio, mica si può star lì a guardare queste sottigliezze.
Ora è da capire se il Milan riuscirà ad affrontare le prossime partite con la stessa cattiveria. Sarebbe l’unico modo di portare a casa la pellaccia.
Ma già quest’anno abbiamo visto prestazioni del genere, seguite da settimane di agonia. Per cui scusatemi ma mi faccio poche illusioni.

E poi, la bottiglia è vuota (Milan – Lazio: 1-1)

Alla fine ci diranno che la colpa è tutta di Mihajlovic, che con la formidabile rosa a disposizione non è riuscito ad arrivare neppure al terzo posto.
Del fatto che stia cercando di tenere in piedi la baracca pur venendo evidentemente sfiduciato dal Berlusca una settimana sì e l’altra pure non faranno cenno, ovviamente.
Come non faranno cenno del fatto che in questa rosa ci sono a malapena 10 giocatori in grado di fare una discreta figura (discreta, non buona) ma solo nella formazione ottimale e con un solo modulo possibile, il 4-4-2. Sì, avete letto bene, ho scritto 10. L’undicesimo bisogna inventarselo di volta in volta. Non parliamo poi delle riserve.
Per quanto riguarda la partita di ieri, guardatevi il post di settimana scorsa, o di quella precedente. C’è una tragica costanza di non rendimento in questa squadra che in qualche modo conforta.
Eppure da qui alla fine di campionato, tolte la Juve e la Roma, abbiamo tutte partite sulla carta abbordabili. Sulla carta, sottolineo sulla carta, almeno il 6° posto dovremmo riuscire a mantenerlo.
Io comunque, per non sbagliarmi, mi procuro qualche altra bottiglia.

Cosa fatta male capo fatto male ha

Impegnato a festeggiare con abbondanti libagioni il raggiungimento dei 45 anni del mio gemello, non ho visto la partita. Per cui di cosa stiamo parlando?
Tanto più che in seguito, preso da una inspiegabile spossatezza, non ho neppure voluto vedere gli highlights della partita, per cui ogni mio commento sarebbe inevitabilmente futile e sbagliato.
Ho però letto qualche altro commento, che riassumo più o meno così: il Milan è stato in partita per i primi 20 – 25 minuti. Ha pure provato a vincere, senza riuscire a buttarla dentro. Poi ha preso il solito gol del cazzo e si è sgonfiato come un soufflè. Balotelli merda.
Sorvolo sui commenti nei confronti del Balo, perché non avendo visto nulla della partita non sono in grado di giudicare la sua prestazione. Inoltre sapete che ho un pregiudizio positivo nei suoi confronti che rende poco attendibile il mio giudizio e che mi fa pensare che i vostri siano viziati allo stesso modo, ma in senso contrario. Per cui è meglio lasciar perdere e tirare avanti.
Sulla squadra il giudizio complessivo non cambia. i 9 risultati positivi di seguito prima di ieri non ne hanno fatto un top team. La sconfitta di ieri non sposta una virgola, se non che forse riporta coi piedi per terra qualcuno che magari si era illuso. I problemi ed i punti di forza sono sempre gli stessi. Ora c’è solo da sperare che la squadra si rialzi in fretta e non si lasci condizionare dalle voci che, inevitabilmente, cominceranno a fioccare come le nespole. A cominciare da quelle sull’imminente esonero di Mihajlovic.

Addendum: però qualche parolina sulla sciagurata decisione di regalare (sì, perché al momento è regalato) il faraone alla Roma, con in più l’opzione si svenderglielo a fine anno nel caso dovesse continuare a fare bene come sta facendo adesso, potremmo anche cominciare a spenderla. Dalle mie parti chi ha preso una decisione strategica di tale devastante portata sarebbe da cacciare a calci nell’inguine. Soprattutto dato che non è la prima volta (vogliamo parlare di Saponara? Meglio di no).
Che poi sono gli stessi che hanno tranquillamente venduto gente come Ibra e Thiago Silva, per non citare Pirlo che invece è stato proprio regalato, che tanto noi avevamo Acerbi e Emanuelson (ve lo ricordate Evanuelson? Io purtroppo sì), e che quest’anno hanno rinforzato la squadra con la salma di Boateng, che ogni volta che lo vedo in campo mi fa venire in mente Harvey Esajas.

Milan – Torino: 1-0

Non siamo una bella squadra, non di quel tipo di bellezza cui eravamo abituati fino a qualche anno fa. Ma se c’è un’inversione di tendenza, rispetto non solo alla prima parte della stagione ma anche agli ultimi 3 anni almeno, è nel fatto che siamo una squadra.
Una squadra con le palle, direbbe qualcuno. Una squadra con un gioco, soprattutto. Semplice, non spettacolare, ma solido ed efficace. E, signora mia, di questi tempi è grasso che cola.
Oltretutto siamo in un periodo di ottima forma fisica di quasi tutti i titolari.
Per cui ci sta che nel panorama desolante del campionato attuale rischiamo sul serio di riuscire nell’obiettivo minimo, che è quello di agganciare almeno il 5° posto.
Mi viene la tristezza a pensare che l’obiettivo stagionale è questo. ma ci vuole anche un po’ di realismo e questa è una squadra costruita su questi livelli che difficilmente può pensare di andare oltre, se la famiglia Berlusconi non mette una mano al portafoglio e non compra almeno un paio di giocatori di altro spessore nei ruoli chiave a centrocampo e in difesa.

Vedi Napoli e poi muore Mihajlovic

Bon, non siamo qui a celebrare un’impresa. Quella di ieri sera non è stata La Partita Perfetta, né ci si è avvicinata.  E’ stata comunque una partita perfetta, nel senso che date le premesse e le attuali condizioni della squadra, quello doveva essere fatto è stato fatto. Cioè soffrire. Cantare, portare la croce e soffrire maledettamente.
Il Napoli ha pressato, ha spinto, ha frignato, ha tentato in vari modi, ma alla fine il Milan ha tenuto.
Il pareggio serve poco al Napoli e meno a noi, per la classifica. Ma a noi, per il morale e la convinzione, serve come il pane. E dato che sono questa le migliori armi di cui disponiamo, per una squadra che è da mezza classifica o poco più, una prestazione come quella di ieri è grasso che cola.