Partite segnate.

Certe partite sono segnate per diversi motivi.
Vuoi perché l’avversario che hai di fronte è oggettivamente più forte (bastano i punti in classifica a testimoniarlo), vuoi perché ti ritrovi a giocare contro una squadra in missione, vuoi perché nonostante tutto tu hai una squadra giovane e inesperta mentre loro sono i volponi più volponi di tutti, per cui è un attimo prenderlo in quel posto.
Per cui, dicevo, l’esito di ieri era praticamente già scritto.
Salvo miracolo.
Che fino ad un secondo prima della fine del primo tempo era sembrato quasi possibile.
Quasi.

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Bene ma non benino

Lo so che c’è chi ancora aspetta un commento sulla partita di domenica e uno, magari, sull’eliminazione della capra e della sua simpatica squadra di escrementi (sportivamente parlando, si intende) giunta all’ultimo minuto di recupero con un orgasmico rigore che tanto mi rattrista il cor.
Ma.
Mica posso fare tutto io.
Breve storia un po’ triste: domenica pomeriggio c’era il raggruppamento di mini volley della bimba. Dalle 14,30 alle 17,00.
Come ho passato il pomeriggio: fingendo di guardare partite di mini volley in una palestra di una scuola media in un paese il cui nome assomiglia sempre troppo a Vergate sul Membro. In realtà cercavo di guardare Milan-Napoli sull’IPad. Sia benedetto l’iPad e sia benedetto Skygo, che quando funziona (al netto di quel leggero ritardo per cui se tu stai guardando la partita su Skygo e il tuo vicino la sta guardando alla televisione tu esulti o smoccoli per la stessa azione un minuto dopo, col risultato di sembrare uno che arriva a piedi da Vergate sul Membro) è un gran bel servizio.
Ovviamente la partita l’ho vista a spizzichi e bocconi, sia quella di mini volley che quella di calcio, per cui non saprei dire molto se non che se il Milan avesse una punta sarebbe quasi una squadra di calcio e sempre sia lodato San Gigio Donnarumma.

E venne il giorno, ma era un lunedì

E venne il giorno in cui Kalinic, a costo della sua stessa reputazione, segnò il gol che salva la ghirba alla squadra.
Che poi abbia segnato sbagliando un gol sbagliato è un’altra faccenda.
Ha segnato il gol del pareggio contro un Sassuolo che schierava 18 giocatori in area di rigore, più altri 5/6 davanti all’area e almeno 3 in porta e di questo gli va riconosciuto il merito.
Per cui propongo fin da ora, e non si dica che non sono stato io il primo, un rinnovo del contratto di 10 anni con vitalizio e bacio accademico a fine carriera.
Più un monumento equestre a Milanello.

10 cose che gettate in campo nel derby sarebbero state più utili di Kalinic

1 I baffetti da sparviero alla Andrè Silva schiariti con l’acqua ossigenata sulla faccia di Kessie.
2 Un Ficus Benjamin da salotto in finta pelle umana.
3 Il Caucaso decaucasizzato.
4 Un’enorme buca con dentro 10 piccoli indiani che recitano un monologo di Claudio Bisio.
5 Il sindaco del Molise vestito da tecnico del suono audioleso.
6 Il piede sinistro di Luciana Littizzetto.
7 Un coro di voci bianche specializzato in colonne sonore per film porno.
8 Una riproduzione in peluche in scala 1:1 dei testicoli del David di Michelangelo da appendere allo specchietto della Panda.
9 Una schedina del totocalcio del 1997 da un’idea di Andrea Accorsi, cugino di Stefano in crisi da mancanza di attenzioni.
10 Questa lista.

Milan-Chievo

Dunque tu sei lì che ti guardi la tua soporifera partitella della domenica alle tre (l’orario in cui ormai si collocano le partite che non contano niente) e il Milan è pure in vantaggio di un gol.
Quindi tutto bene, niente da segnalare. Se non che sti maledetti ne beccano due in due minuti. E qui al tifoso milanista di consolidata esperienza scattano tutti gli allarmi. Qualcuno la ha chiamata sindrome da Istanbul e i milanisti troppo giovani per soffrirne sono ragazzi fortunati.
Fortuna vuole che in campo ci sono una serie di ragazzini anche loro troppo giovani per conoscere la sindrome da Istanbul e in panchina invece c’è uno che ha fatto il vaccino, per cui alla fine vince l’amore e soprattutto vince il MIlan.
E tu tiri un sospiro di sollievo.

(Avrei voluto mettere la foto di tre pere, ma non ne ho in casa. Per cui godetevi questa sottile metafora con tre arance.)

Giusto un paio di banalità su Arsenal-Milan

A testa alta il mio prestigiosissimo belino.
Sta roba che abbiamo perso, ma a testa alta, quindi va tutto bene, ha rotto il cazzo.
Ha rotto il cazzo per la nazionale di rugby.
Ha rotto il cazzo per l’Olimpia un Eurolega.
Ha rotto il cazzo per il Milan.
E fidatevi, a testa alta e cazzo rotto non si va lontano.
Io a fine mese porto a casa uno stipendio (che non arriva vivo a metà del mese dopo, ma questa è un’altra storia).
Lo stipendio me lo devo guadagnare, e per farlo lavoro. Anche se non mi va. Anche se non mi piace.
Quello che segue è un dialogo immaginario a titolo di esempio.
“Amore, come è andata oggi?”
“Uh, bene tesoro, mi hanno licenziato, ma comunque sono uscito a testa alta”
“Oh, amore, sei il mio eroe!”
“Oh, tesoro, scopiamo”
“Sììììì, ma a testa alta”

INTERMEZZO DI BESTEMMIE A CASO

Breve considerazione sulla papera di Donnarumma:
Ha 19 anni e certe cose capitano anche a portieri con il doppio della sua età. Anzi, diciamo pure che probabilmente quel tiro lì la maggior parte degli altri portieri, se guardate bene, neppure l’avrebbero parato.
Poi sì, la respinta è venuta decisamente di merda e la palla è entrata in porta. Ma se la respinta fosse andata dove tutti vorremmo che fosse andata adesso parleremmo dell’ennesima paratona. E se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un carretto.
Invece sfiga ha voluto che la palla dopo la respinta abbia preso un effetto diabolico e sia tornata indietro per finire in porta, sull’altro palo. Roba che a volerla rifare non ci si riesce.
Per cui non rompete il cazzo a me e a lui.
E se c’è qualcuno che ritiene che Donnarumma è sopravvalutato vada a tifare una squadra più adatta alle sue competenze calcistiche.
I cugini lo accoglieranno a braccia aperte.

INTERVALLO PECORECCIO

L’Arsenal è più forte e più attrezzato. Non ci sono cazzi.
Però io mi ricordo il Milan di tre mesi fa.
Questo Milan avrebbe dovuto fare un vero miracolo per passare il turno.
Non l’ha fatto. Ma già il fatto che molti l’abbiano ritenuto possibile, fa tutta la differenza del mondo.
Amen.
Non sono contento, e su quella cosa del “a testa alta” ho già espresso il mio parere, ma non facciamone una tragedia. Gli ostacoli fanno parte del percorso.
Si inciampa, ci si rialza e si riparte. Ho fiducia in Gattuso, lui sa come si fa.

PAUSA DI RIFLESSIONE

Wellbeck e l’arbitro di porta sono pronti per la Juvemerda. Fossi Marotta ci farei un pensierino (e magari l’ha già fatto).

PAUSA THE CALDO

Parliamo di un po’ di singoli.
Kalinic non si può vedere in campo. Francamente.
Ci sono anche altri giocatori che non c’entrano molto con una squadra che vuole crescere, e che sicuramente vedremo andare via senza alcun rimpianto, ma lui è il peggiore, perché lui è quello che dovrebbe, per blasone e per esperienza, fare la differenza in meglio.
Su Andrè Silva invece penso che meriti ancora fiducia. Non fosse altro per l’età. Però se al primo minuto avesse centrato la porta invece che sparacchiare a lato non voglio neanche pensare cosa sarebbe potuto succedere.
Borini ieri ha fatto una grande partita, per i suoi standard, e non si può certo criticarlo. ma sono convinto che se al suo posto ci fosse stato Calabria avremmo comunque visto un’altra partita.
Ma ricordiamoci, se mia nonna avesse avuto le ruote sarebbe stata un carretto.

E ora un post inutilmente riflessivo


Il vero lusso di questi tempi è potersi muovere lentamente, fare le cose lentamente, pensare anche lentamente.
Invece siamo costretti a correre sempre, a stare sempre sul pezzo, evitare se possibile di pensare troppo.
Abbiamo sempre i minuti contati, dobbiamo sempre fare più cose insieme e chiuderle tutte subito, anche prima se possibile, perché nel frattempo se ne aggiungono altre.
Forse è anche per questo che siamo sempre tutti così incazzati.

Detto questo, forse la partita di stasera era quel che ci voleva, per capire che non siamo ancora una squadra forte e che c’è ancora parecchia strada da fare.

La fretta è sempre una cattiva consigliera. Facciamo un passo alla volta.

Lazie-Milan: andiamo in finale

Ok, appena mi riprendo dalla sofferenza di questa serata ci ripenso e ricomincio a soffrire.
Però nel frattempo me la godo, e mi godo questa squadra che gioca e non molla mai, mai, mai. Come le mie coronarie, finora (e speriamo ancora per un po’).
Domenica sera ci sarà il derby.
I ragazzi saranno stanchi.
Ci sarà da soffrire.
Sarà bello.

Amare Rino Gattuso

Io Gennaro Gattuso lo amo.
Di un amore molto virile, ovviamente, assolutamente platonico e sportivo, un amore maschiale tutto pacche sulle spalle e gare di rutti, birra e partita, ma lo amo.
L’ho amato quando giocava, perché non si poteva non amare uno come lui.
Come allenatore l’amore se l’è dovuto sudare un po’, anche perché le recenti delusioni hanno indurito il cuore di molti tifosi. Ma sudare per lui non è mai stato un problema.
E’ arrivato quando ormai sembrava che non si potesse far niente, con quel fighetto da bar di Montella ad un passo dalle lacrime isteriche, ha studiato la situazione, ha detto “ci penso io” e da buon Gennaro Aggiustatutto ha preso gli attrezzi del mestiere ed ha effettivamente aggiustato tutto.
Ha preso una squadra senza capo né coda, ci ha infilato dentro il braccio fin quasi all’ascella e l’ha rivoltata come un calzino, dandole un senso.
Che in fondo è un po’ quello che faceva anche quando giocava.
Il centrocampo non girava? Lui apriva la valvola dei polmoni e cominciava a correre per tre.
Un attaccante avversario faceva lo screanzato e pensava di andare in porta con la palla? Una bella martellata ad altezza caviglia e via il problema alla radice.
Gattuso è nato per questo.
E’ l’eroe che non ti aspetti, quello che nei film di avventura alla fine risolve sempre tutti i problemi al protagonista (e nei porno gli tromba la moglie, ma questa è un’altra storia). Quello che all’inizio sembra un semplice comprimario, ma se ci pensi ti rendi conto che tiene insieme tutti i pezzi di una storia sgangherata.
Immaginate Star Wars senza R2-D2.
Ora immaginate il Milan degli ultimi 20 anni senza Gattuso.
(Non c’è bisogno di sforzarsi, basta pensare a cos’è successo negli ultimi anni).
Ecco.

Milan-Sampdoria: 1-0

Ci sono partite e partite.
Quella con la Samp è stata una Partita. Con la P maiuscola, dopo tanto tempo.
Intendiamoci, siamo comunque ad abissi dal Milan degli invincibili, ma domenica sera il Milan è sembrato, finalmente, una squadra di calcio, con un gioco, un senso ed una sua logica. E tutto questo per 90 minuti, rintuzzando quando gli altri tentavano invano di fare qualcosa e ripartendo a modo suo, gestendo la palla, addirittura tirando in porta.
Mi sono quasi commosso vedendo giocatori del Milan fare lanci di 30 metri che finivano sul piede di altri giocatori del MIlan che stoppavano la palla e sapevano cosa farsene.
Roba che da anni non si vedeva dalle nostre parti e con le nostre maglie.
Ehi, ripeto, nulla di trascendentale. Non siamo il nuovo Barcellona e di cose da migliorare ce ne sono a bizzeffe. Ma che passi avanti rispetto a solo due mesi fa.

Firmato: un milanista abbastanza contento, per ora.