La VARiante Massa

Milan – Napoli + VAR: 0-1

Possiamo andare avanti a discutere finché vogliamo di tutti i (tanti) torti della squadra in questo periodo.
Possiamo parlare della scarsa brillantezza offensiva, del centrocampo lento e macchinoso, di Kessie che in attesa di decidere cosa vuole fare da grande dovrebbe per lo meno cercare di ricominciare a giocare a calcio, della difesa con un solo titolare su 4, del fatto che continuiamo a regalare gol ai nostri avversari facendo errori banali, del modulo, del clima, della febbre di Theo, della leggerezza di Brahim Diaz, dell’età di Ibra, dei cambi di Pioli, dei tanti (troppi) infortuni muscolari, dei tanti punti persi nelle ultime partite.
Tutto vero, tutto chiaro.

Ma quando ci viene annullato un gol come quello di ieri sera, salta tutto.
Per considerare un giocatore sdraiato a terra, che non tocca la palla in alcun modo, in fuorigioco attivo bisogna essere o incompetenti o in malafede. Forse entrambe le cose messe insieme.

Non meritavamo di vincere, ma avevamo raggiunto nel finale un meritato pareggio, e ci è stato rubato con una decisione assurda.
C’è poco altro da dire.

Milan – Liverpool: Reazioni a freddo

Ottimista: siamo ancora primi in campionato.

Pessimista: non siamo all’altezza della Champions League.

Complottinterista: eh, ma gli arbitri, ci hanno voluto fare fuori.

Disfattista: troppi infortuni, la sfiga ci perseguita.

Opinionista: io l’avevo detto.

Colpevolista: tutta colpa di Kessie, altro che 9 milioni di Euro, calci in culo.

Faccio l’accento svedese: eh, ma Ibra è vecchio ormai.

Benaltrista: ci sono cose più gravi, tipo la dittatura sanitaria, e voi pensate al calcio.

Vaccinista: vaccinatevi, merde.

Juventista: eh, ma se c’era Rebic (Leao, Kjaer, Giraud, Mazinga Z).

Decisionista: dobbiamo comprare una punta (un terzino, un centrale, un trequartista, Mazinga Z).

Piolista: spiace, manca ancora qualcosa, ma la squadra è giovane, sono lezioni che serviranno.

Milanista: comunque vada, forza Milan, sempre.

Genova per noi – Milan: 0-3

Mi si nota di più se comincio lamentandomi della sfiga o beandomi per la vittoria?
Oppure potrei cominciare dichiarando il mio eterno amore per Andrij Shevchenko, ma anche per Ibra e, tra un po’, per Messias.

Cominciamo con la sfortuna. C’è che dice che quest’anno andiamo avanti solo a botte di culo. Sul serio, l’ho letto.
L’anno scorso erano i rigori, quest’anno sono le botte di culo.
Abbiamo talmente tanto culo che nello stesso giorno perdiamo prima Bennacer per una labirintite (ma quanti casi di calciatori con la labirintite avete mai sentito, finora?) e poi Kjaer, al primo minuto della partita (legamenti, operazione, stagione finita. Che culo, eh?).
Per non parlare degli altri assenti forzati, giusto per citarne alcuni: Calabria, Giraud, Rebic, Castillejo.

La partita non ha avuto storia, fortunatamente, ma dentro alla partita di storie ce ne sono state. Da quella, ormai arcinota, di Messias, a quella di Gabbia costretto a entrare dopo l’infortunio di Kjaer e sostituito nella ripresa (e qui si capirà se il ragazzo ha il carattere necessario per giocare a certi livelli), a quella di Ibra per cui ormai ci sono ben poche parole, o di Pioli fresco di meritatissimo rinnovo, etc. etc.
Ora non vorrei sembrare melenso, ma lo sport è bello anche per questo, per le storie di chi lo fa, e per le storie di chi lo guarda.

Tutto questo per dire che quando ho visto Sheva un po’ mi sono commosso, e per una volta, mi è un po’ dispiaciuto per un nostro avversario. Ma per poco, poi è passata.

In ogni caso, forza Sheva, ma soprattutto forza Milan, sempre.

Sassuolo & the City

Allora, parliamone.
Perdere ci sta.
Perdere l’imbattibilità in campionato, dopo 12 giornate, ci sta.
Anche perdere due partite di fila, volendo, ci sta.
Ci sta, forse, un po’ meno prendere 7 gol in due partite, quando ne hai presi 11 nelle 12 precedenti.

Abbiamo un problema?
E’ presto per dirlo, ma se dovessi sbilanciarmi direi che ne abbiamo un paio, ma non sono problemi nuovi. Sono gli stessi dell’anno scorso.

Il primo è che soprattutto in difesa la coperta è corta. Non ci possiamo permettere che manchi uno dei 4 titolari, tanto meno 2. Per cui senza Calabria e Tomori, come successo nelle ultime due partite di campionato, la difesa soffre molto di più.

Il secondo in attacco; Ibra da solo non basta. Giraud e Brahim Diaz non si sono ancora ripresi dopo il Covid, Leao non è (ancora) un goleador, anche se ha tanti margini di miglioramenti, Pellegri è un mistero avvolto nel mistero e Rebic è sempre rotto. Ci vuole una punta. Una vera, che si occupi soprattutto di buttarla dentro.
Anche mercoledì scorso contro l’Atletico alla fine l’abbiamo risolta solo al 90°, grazie a un gol provvidenziale di Messias.

Al di là dei tanti gol presi, soprattutto con la Fiorentina ci hanno penalizzato i tanti gol sbagliati.
E anche ieri, pur avendo giocato nettamente peggio del Sassuolo, nelle poche occasioni avute non siamo mai riusciti a creare veri pericoli per la difesa del Sassuolo.
Ho visto tanti tiri da fuori, e soprattutto fuori.

Certo, le statistiche tenderebbero un po’ a smentirmi (30 gol segnati in 14 partite non sono pochi), ma le stesse statistiche ci dicono che il cannoniere della squadra, il solito immarcescibile Zlatan, ha solo 5 gol finora. Seguono Giraud e Leao con 4. E’ un bene che ci siano tanti gol segnati da tutti i giocatori della squadra. Ma ci vuole un bomber. Uno che la butta dentro anche quando le cose non vanno. Uno da 20 gol a stagione.

Detto questo, siamo ancora in pieno obiettivo annuale, che (repetita iuvant) secondo me è ripetere la qualificazione alla prossima Champions League. Tutto il resto, se viene, è grasso che cola.
Per cui va bene, non perdiamo di testa.

Abbiamo avuto una sbandata, con due sconfitte decisamente diverse una dall’altra. Non perdiamo la testa e vediamo di riprendere il passo già da mercoledì.

Concludendo, come sempre FORZA MILAN.

Fiorentina – Milan: 4-3

Mi piacerebbe soffermarmi sulla partita, sul suicidio quasi perfetto del Milan che si porta a casa da Firenze 4 gol subiti, di cui due regalati da Tatarusano & Gabbia e da Theo Hernandez.
Vorrei parlare della quasi tripletta di Ibra.
Gradirei analizzare la lunga serie di occasioni sprecate, soprattutto nel primo tempo, che a certe squadre basterebbero per tutto un campionato.
Mi piacerebbe, ma mi tocca parlare d’altro.

Cari pseudotifosi che dopo la partita di sabato avete deciso di sollazzarvi insultando Matteo Gabbia sui social, non siete degni.

Lo sport è fatto di sconfitte e di successi. Ci sta sbagliare una partita. Soprattutto se hai 22 anni, sei la riserva della riserva e sei alla tua seconda presenza stagionale. Per non parlare degli errori fatti da giocatori ben più blasonati ed esperti, che hanno avuto un carto peso sul risultato finale.
Se non lo capite, e a partita finita decidete di scaricare la vostra bile su un ragazzo per una partita sbagliata, fareste meglio a dedicarvi a altro.

Chiariamoci, qui non si tratta di fare moralismo d’accatto. Io stesso durante la partita non ho lesinato invettive, improperi, vituperi e espressioni colorite nei confronti di Gabbia, di Tatarusano, Leao, Theo Hernandez e chi più ne ha più ne metta. Ibra no, non sia mai. Anche se ha sprecato tutto il primo tempo facendosi trovare sempre in fuorigioco.
Ho pure nominato a sproposito animali e divinità varie.
L’ho fatto dal mio divano, l’ho fatto nella chat in cui commento la partita con alcuni compagni di fede milanista, e l’avrei fatto ad alta voce se fossi stato allo stadio.
Qualche tempo fa giustificato i fischi Donnarumma in occasione della partita della nazionale a San Siro e lo rifarei
Ho scritto anche in passato parecchi post critici nei confronti di parecchi giocatori e anche di qualche allenatore, del Milan e non, affibbiando pure nomignoli vari (per non parlare degli arbitri). Rifarei, e rifarò, anche questo.
Il diritto alla critica, anche feroce, ci sta.
Ma c’è un limite che non va mai valicato.

Il limite è quello dell’insulto personale.

Un conto è sfogarsi nei confronti di un giocatore, o più giocatori, per quello non è piaciuto durante una partita.
Un altro è fare una caccia all’uomo sui social con offese che travalicano i confini dello sport e vanno sul personale.

Non siete degni del Milan.
Non siete degni di dirvi sportivi.

Post derby con (in)colpevole ritardo.


Milan – Inter: 1-1
Oggi è giovedì e io, oggi, commento con la mia solita sagacia il derby che s’è giocato domenica scorsa.
Lo so, signora mia, è passato qualche giorno. Ma a volte capita, quando ci si diverte, di non trovare il tempo o la voglia di scrivere stupidate sul blog.
Poi pensi ai 12 lettori che ti sono rimasti e fai uno sforzo.

Allora, che c’è da dire su questo fantastico derby?
Che il pareggio, alla fine, è il giusto risultato di una partita in cui non ci siamo fatti mancare quasi niente, compreso il solito gol fasullo.

La partita conferma la sensazione che i cugini, ahimè, sono più attrezzati di noi per la vittoria del campionato. Ma anche che la banda di ragazzini terribili non ha paura di niente e di nessuno, e se avessimo un maggiore supporto dalle punte andrebbe anche meglio.

A proposito, com’era la storia dei rigori per il Milan?
E, ribadisco nel caso non si fosse capito, il primo rigore che ci hanno fischiato contro è vero come una banconota da 13 euro.

Pensierino del giorno sui NO-VAX: il vaccino è come il casco se vai in moto. Non ti impedisce di cadere, ma se cadi non ti spacchi la testa.

Schiacci un tasto ed esce il Porto dito

Milan- Porto: 1-1

Ancora una volta il Porto ha giocato molto meglio di noi, soprattutto nel primo tempo. Nel secondo tempo ci siamo ripresi e tutto sommato il pareggio è il risultato giusto.
Ancora una volta però abbiamo subito un gol dopo un fallo non fischiato su un nostro centrocampista.
Sta diventando una specie di abitudine e questo è un problema. Un problema che riguarda gli arbitri, certamente, ma soprattuto la squadra, che deve perdere l’abitudine malsana di fermarsi in attesa di un fischio che non arriverà facendosi infilzare come uno spiedo.
Possiamo dire che si tratta di una forma di ingenuità che a certi livelli non ci si può permettere.

A parte questo direi che, come ampiamente prevedibile, possiamo salutare la Champions di quest’anno, anche se l’aritmetica non ci condanna definitivamente. La speranza è che la salutiamo giocando due belle partite, per poi tornare a puntare sull’obiettivo di stagione, che è lo stesso dell’anno scorso. Qualificarci per giocare la prossima.

Ora testa al derby e forza Milan, sempre.

Milan – Torino: 1-0

Certe partite stropicciate te le devi semplicemente portare a casa, senza fare troppa filosofia.
Poi ti guardi alle spalle, vedi che dietro di te ci sono tutti gli altri, e sorridi.
Per ritrovare il bel gioco c’è tempo. Recuperiamo un paio di infortunati, covidizzati, acciaccati, fuoriformati, e poi ne riparliamo.
Ma nel frattempo, salutate la capolista, come dicono quelli che hanno fattole medie a Oxford.

Forza Milan e a culo tutto il resto (come dicono quelli che hanno fatto il catechismo a Cambridge).

La partita del Porto dito

Porto – Milan di ieri sera ha dimostrato chiaramente alcune cose:
La prima è che la Champions League è su un altro livello rispetto alla serie A, nel caso qualcuno avesse ancora dei dubbi;
La seconda è che se ti mancano contemporaneamente giocatori del calibro di Maignan (anche se Tatarusano ieri non è stato particolarmente sollecitato), Theo Ernandez, Brahim Diaz, Rebic, Kessie, alla fine la differenza si vede e si sente.
La terza è che, ancora una volta, per gli arbitri siamo una squadra di seconda fascia, forse anche terza.

Non giriamoci intorno. La sconfitta è meritata, il risultato è giusto. Anche se, formalmente, non corretto.
Spiego: il Porto ha meritato i 3 punti, noi no, per cui il risultato è sostanzialmente giusto.
Però il solo gol segnato dal Porto è irregolare, perché prima del tiro c’è stato un fallo non fischiato su Bennacer.
Quindi il risultato giusto sarebbe stato un pareggio?

Mi ci sto un po’ arrovogliando su questa cosa, perché per quello che ho visto ieri sera la sconfitta è il risultato giusto, ma mi fa girare le balle il fatto che comunque perdiamo per un gol irregolare.
ll Milan non ha fatto nulla per meritare anche un solo punto ieri sera.
Ma non è mica colpa nostra se, pur dominando, il Porto è riuscito a fare un solo tiro in porta, in una azione che sarebbe stata da fermare.

Quelli bravi in questi casi parlano di sconfitte che aiutano a crescere. Io avrei preferito un pareggio che aiuta a crescere. Anche se non del tutto meritato.
Il calcio funziona così. Segni, vinci. Non segni, non vinci.
Domini tutta la partita ma non riesci a buttarla dentro? Fatti tuoi.
Non esistono compensazioni. Non dovrebbero esistere.

Quindi si può dire tranquillamente che il risultato di ieri sera è giusto, ma non corretto? Sì.

Detto questo, Forza Milan, e a culo tutto il resto.

Zero stress

Dopo due giorni di festeggiamenti per il compleanno della ormai quattordicenne, quel che ci voleva era giusto una serata di relax: divano, partita, zero stress.
Appunto.
Una di quelle serate in cui magari ti appisoli anche un po’ durante il secondo tempo.
Appunto.
E’ andata proprio così, mannaggia la miseria.

Primo tempo quasi bello nella sua inguardabilità. Hai voglia a dire che la rosa è lunga ed è stata rinforzata; certe assenze, tutte insieme, si fanno sentire eccome, anche e soprattutto nella testa di chi va in campo.
Pur riconoscendo tutti i meriti possibili al Verona ed alla sua arguta tattica di gioco, siamo scesi in campo nella nostra versione brutta brutta in modo assurdo, una parodia del bel Milan visto nelle ultime partite, e giustamente siamo stati impallinati.
Due volte.
Una con un rigore inventato, ma tant’è, non credo che vedremo in giro gente che costruisce assurde teorie sui rigori contro il Milan.
Giusto per rincarare la dose, s’è pure spaccato Rebic.

Eppure nell’intervallo ero relativamente tranquillo. Sapevo che nel secondo tempo i ragazzi ci avrebbero provato, che in un modo o nell’altro la partita sarebbe cambiata. Questa ormai è una squadra che ispira fiducia. Sai che se scivolano trovano il modo di rialzarsi, o che comunque ci provano con tutte le loro forze.
Mi sono comunque preso un grappino, che non si sa mai.

Secondo tempo, soprattutto per noi, molto migliore. E dato che il mio livello di empatia per i tifosi del Verona è decisamente basso, oserei dire che è stato migliore in assoluto.
Ora dovrei forse lanciarmi in un panegirico nei confronti di Leao, che sta diventando un supereroe, e di Castillejo, che è l’hombre del partido, indubbiamente.
Ma continuo a pensare che, al di là dei meriti estemporanei dei singoli, il vero miracolo è la squadra.
Un miracolo compiuto da Maldini, dalla società, da Pioli, da Ibra, da tutti i giocatori.

Forza Milan, e a culo tutto il resto.