Via Cesare Battisti

Innanzitutto, no.
Quello delle vie non è lo stesso arrestato ieri. Quello delle vie era un patriota italiano morto nel 1916 (Se volete leggere la sua storia, basta cercarlo su internet e scansare le notizie sul Cesare Battisti più recente)
Ma per sapere che non è lo stesso basterebbe anche solo ricordarsi che in Italia non si possono dedicare vie a persone che non siano morte da almeno 10 anni.
Quindi lo ripeto, non è lui.
Lui, quello arrestato ieri e di cui tutti parlano come se fosse l’unico problema dell’Italia, è solo un omonimo. Parola complessa, lo so, ma significa semplicemente che ha lo stesso nome.
Un po’ come Paolo Rossi. L’Italia è piena di gente che si chiama Paolo Rossi, ma quello che ha vinto il mondiale dell’82 è uno solo. Gli altri, anche se magari sono il vostro vicino di casa, non sono lui. Quindi se vi vantate di essere vicini di Paolo Rossi, beati voi, e magari beato anche lui (dipende dal fatto che siate buoni vicini o vicini di merda), ma non è detto che sia lo stesso Paolo Rossi.
Così per dire.
Torniamo al Cesare Battisti di oggi.
E’ un criminale? Sì, certamente.
Non vedo altro modo di definire una persona che ha alle spalle 4 condanne per omicidio e che per questo dovrebbe scontare l’ergastolo. Criminale e latitante (altro crimine) fino a domenica scorsa.
Ma non è questo il punto.
Il punto è: a cosa serve tutto questo?
Sia chiaro, sono fermamente convinto che chi ha commesso un reato ed è stato condannato debba scontare la sua pena.
Ma sono anche dell’idea che il carcere serva soprattutto per due scopi: il primo è impedire che qualcuno possa reiterare il reato commesso o compierne altri, ossia a proteggere la società da una persona socialmente pericolosa, e l’altro è rieducare, in modo che chi ha commesso un reato possa riabilitarsi e tornare nella società. e anche questo è un modo di proteggere la società.
Lo so, è roba da libro dei sogni (un libro scritto da un altro Cesare, Beccaria, nel 1764), ma mi piace pensare che le cose dovrebbero andare così.
Certo, perché questo possa succedere occorre anche che la macchina della giustizia sia veloce e sia giusta. È il presupposto fondamentale. Ma questo è un altro discorso.
Un’altra condizione indispensabile è che le carceri in Italia funzionino davvero come istituti in cui si fa riabilitazione e non solo detenzione a scopo punitivo. Sappiamo che in genere non è così.
Detto questo, ripeto la domanda: a cosa serve tutto questo?
Adesso che Cesare Battisti è in un carcere italiano, con il ministro dell’intestino che si pavoneggia e promette che non ne uscirà mai, come se fosse nelle sue prerogative stabilire la carcerazione di un individuo (no, non lo è, ci sono i giudici per quello), quale problema è stato risolto?
Non certo quello di impedirgli di commettere altri reati in Italia, per motivi abbastanza evidenti, il primo dei quali è che era fuori dal paese e non pare avesse intenzione di tornarci. Sembra banale, ma è piuttosto difficile uccidere qualcuno in Italia se sei dall’altra parte del mondo e vivi pure con la paura di essere arrestato appena metti fuori il naso.
Lasciamo perdere la riabilitazione: sappiamo che in Italia non esiste. Quindi?
L’abbiamo già visto. L’arresto di Cesare Battisti serve solo a consentire a qualcuno di pavoneggiarsi (guarda caso, a pochi mesi da una campagna elettorale) dando in pasto alle belve feroci del suo elettorato un pericoloso nemico da sbranare, giusto perché non si dica che se la prende solo coi migranti.
E con questo non voglio dire che Cesare Battisti è una vittima. Sia chiaro. È un criminale e merita di scontare la sua pena.
Ma siamo del tutto sicuri che, dopo 40 anni di cui 30 da latitante, tutto questo teatrino serva veramente a qualcosa e che questa alla fine sia giustizia, o vendetta a scopo di propaganda?

Il certificato

⁃ “Oh, è iniziato, datti una mossa.”
⁃ “E’ iniziato cosa? Cosa dovrei fare?”
⁃ “L’anno nuovo, il 2019. E’ iniziato da un pezzo, una settimana, e tu non hai ancora scritto niente.”
⁃ “ E quindi?”
⁃ “Eh oh, devi scrivere. A quest’ora il ministro dell’intestino ha già 458 stati di facebook, 350 tweet e 257 post su instagram (uno a pasto), e tu niente. E il 2019 è già iniziato da una settimana. UNA SETTIMANA!”
⁃ “A parte che del ministro intestinale non me ne potrebbe fregare di meno se neanche me ne fregasse qualcosa, quelli che mi preoccupano sono i suoi fan, al limite, e la pochezza del loro pensiero. A parte questo, dicevo, che cosa vuol dire che è finito il 2018? Cosa vuol dire che è iniziato il 2019?”
⁃ “Eh, è l’anno nuovo, quello vecchio è finito e tu non hai ancora scritto niente. Una volta qui era tutto un fiorire di classifiche e buoni propositi. Adesso il nulla, il deserto, il vuoto, la calotta cranica di Di Maio…”
⁃ “Ha fatto la battutona, ha fatto! Ma non ti vergogni? Comunque non è questo il problema. Il problema è: chi ti dice che ci sia qualcosa di diverso? Dove è scritto che siccome siamo nel 2019 e non più nel 2018 le cose andranno meglio? Chi ti certifica che adesso vale la pena di scrivere, sforzarsi, spremersi, perché finalmente il 2018 è finito? Voglio un certificato. Un pezzo di carta, anzi di pergamena, in cui si attesta che sì, è il 2019, è tutto diverso. Come abbiamo sconfitto la povertà e la vergogna, abbiamo sconfitto anche il 2018.”
⁃ “Ma che ca…”
⁃ “IL CERTIFICATO! VOLUTO DAL POPOLO. 2019, ANNO BELLO. 2018 FINITO! CER-TI-FI-CA-TO.”
⁃ …

Croniche del santissimo #Gennarinogattuso. 1.12.33

Nell’ameno paesello di San Brembano Merlato Catino Marittimo in assassina, vive una bambina di nome Jazira.
Jazira è una di quelle bambine che avendo di una tonalità di pelle un po’ scorretta non piacciono molto al nostro ministro dell’intestino, perché crescendo potrebbe diventare una pericolosa terrorista o contestare il suo fascino da padre e da ministro dell’intestino (un giorno queste due cose saranno lo stesso crimine).
Detto questo, la bambina era molto triste e piangeva sempre perché non poteva mai vedere il suo papà, che lavora di notte come passaggio a livello umano nelle locali ferrovie.
Passava giorno di lì il Santissimo Gennarinogattuso e venne a sapere di questa incresciosa situazione. Egli trovò intollerabile la tristezza della povera bambina e nella sua saggezza trovò la soluzione.
Disse quindi agli zotici paesani: mettete una foto del padre nella cella della ragazzina, affinché lei la veda tutti i giorni e se ne consoli.
Gli zotici, impressionati dalla sua saggezza e un po’ intimoriti dalle nocche delle sue mani forti come fucili, eseguirono, e da quel giorno Jazira fu meno infelice.
Questo per dire che Gennaro Gattuso risolve problemi, non ne crea. E se siamo quarti in classifica dopo un paio di decenni occorre cominciare a riconoscere i suoi meriti.