Dai dai dai

Premesso che non credo che qualcuno seriamente stia lavorando, nel Milan, per non raggiungere il sesto posto, mi viene da dire che se anche fosse lo stanno facendo sbagliato.
Cioè, preciso: il gioco ed il dinamismo mostrati contro l’Atalanta sono stati perfetti, per perdere, ma lasciarsi sfuggire l’occasione di farsi raggiungere dalla Fiorentina (l’Inter ormai è inarrivabile), addirittura con un gol in fuorigioco nel finale, potrebbe rivelarsi un errore fatale.
Detto questo, dico io quello che Montella, giustamente, non ha potuto dire nel dopo gara, pungolato dai giornalcosi di Sky sulla necessità di acquisti per l’anno prossimo: Se ne salvano in 3, forse quattro.
Tutti gli altri possono e anzi devono essere rimpiazzati da giocatori più bravi, se vogliamo uscire da questo baratro.
I quattro che si salvano ovviamente sono Gigio “Santo subito” Donnarumma, Gigio “Senza te non ce so sta‘” Romagnoli, Gigio “Quanto ci manchi” Bonaventura e Gigio “Andale andale andale arriba arriba arriba” Suso.
La proprietà cinese è pregata di prendere nota.
Grazie

Cinquanta sfumature di Montella

C’è una profonda base di masochismo nel continuare imperterriti a seguire questo Milan partita dopo partita, settimana contro settimana. Non trovo altra risposta a chi mi chiede perché lo faccio. Mi piace soffrire, è evidente. Se il Milan l’anno prossimo mettesse in vendita una serie di magliette ufficiali in latex, con le borchie ed il collarino, le comprerei subito.

Domenica scorsa Montella aveva sparigliato le carte regalando alla Fiorentina il secondo tempo invece che il primo. Nessuno se lo aspettava e la mossa a sorpresa ha fruttato la vittoria, anche se non so quante volte questo trucco potrà essere ripetuto ancora. Un secondo tempo come quello  contro la Fiorentina, in cui sembrava che stessimo giocando in 9 contro 11 come col Bologna, è comunque un attentato alla pazienza anche del tifoso più accanito, oltre che alla sua salute. 

Ieri col Sassuolo l’ha fatta più semplice. Giocate come cacchio ve pare e sgonfiatevi quando volete. Il risultato è stato che a tratti il Sassuolo sembrava una squadra molto più forte di quello che è. Se solo avessero cercato di segnare, invece che cercare il rigore buttandosi a terra ogni volta che entravano in area, avrebbero portato a casa ben altro risultato.

Alle volte, si sa, ci vuole culo. E su quello in particolare sembra aver puntato ieri il nostro bravo allenatore. Non si spiega altrimenti il fatto di aver tenuto in campo l’anima de li mortacci di Bacca per tutto quel tempo, invece che sostituirlo subito dopo aver segnato un rigore sbagliandolo.

Detto questo toccherebbe anche parlare dell’arbitro, che in effetti ha fatto più danni di Trump ad un gay pride, ma non ne ho poi tutta questa voglia.

Per una volta pare che il Milan sia stato favorito dal susseguirsi degli errori arbitrali. Non che ci sia da festeggiare, ma non vedo perché dovrei lamentarmi. Sono certo che la classe arbitrale italiana troverà un modo per compensare.

Bella Torino, ma non ci vivrei

Il Torino è da sempre una di quelle squadre che, quando giocano contro qualcun altro, mi stanno simpatiche. Un po’ per quella storia lì, che insomma non si può dimenticare, un po’ perché comunque per essere l’altra squadra di calcio di quella città lì, insomma, qualcosa devi avere. È quel qualcosa, per quanto riguarda il Torino, si chiama dignità.
Dignità e palle d’acciaio, da squadra operaia vera nella città della squadra più borghese che ci sia.
Tutto questo, ovviamente, vale quando non giocano contro il Milan.
Ora, se vogliamo parlare delle due partite consecutive contro il Torino, parliamone, ma c’è poco da dire che non sia già stato detto dopo quasi tutte le altre partite di questa stagione. Milan squadra operaia che non molla mai, anche se regala sempre però un tempo agli avversari, e in altre stagioni queste partite sarebbe finite con una sconfitta, quando riesci a recuperare uno svantaggio così devi anche avere la cattiveria necessaria per chiudere la partita, etc. etc.
Un sassolino però me lo voglio togliere dalla scarpa. Balotelli è stato messo alla gogna ed accusato di tutte le nefandezze possibili e immaginabili per molto meno di quello che ha fatto (o meglio non fatto) Niang nelle ultime partite. E Balotelli, scusate se è poco, è comunque uno che di gol per Milan ne ha segnati molti di più di quelli di Niang.

Il buongiorno di vede dal Milan-Cagliari

La buona notizia è che questo Milan è una squadra che non molla l’osso. La qualità è quella che conosciamo già, la stessa più o meno degli ultimi anni, ma la cosa che è cambiata è che una partita come quella di domenica, in cui a dieci minuti dalla fine ancora nessuno l’aveva messa dentro, in altri tempi recenti sarebbe finita così come stava o magari anche peggio. In certi casi basta un contropiede nel finale e via, ci vuol poco a mandare tutto in vacca.
Invece stavolta, in extremis, è arrivato il gol. E’ arrivato, non a caso, grazie a Lapadula, abbondantemente invocato per quasi tutto il secondo tempo, e anche del primo per quanto mi riguarda, ed entrato solo nel finale per motivi che non capisco e non voglio capire. Diciamo che, visto che ha funzionato, Montella ha ragione.
Vuolsi così colà dove si puote ciò che si vuole, e più non dimandare (tiè, beccatevi ‘sta citazione colta).
Quando uno inizia con citazioni così nel primo post dell’anno, non può che essere un anno eccezionale (veramente). Oggi faccio faville.
La notizia così così è che contro il Cagliari, in una partita in cui hai tenuto il pallino del gioco praticamente sempre, non puoi arrivare quasi alla fine ancora sullo 0-0, soprattutto non puoi giocare così e poi fare solo mezzi tiri o tiri sbagliati.
La notizia brutta è che Bacca e Niang sembravano due che giocavano a calcio insieme per la prima volta dopo aver per anni praticato sport diversi (soprattutto Niang, a volte sembra uno che non si rende conto di star giocando a calcio).
Quando arriva il momento per dire che un giovane tanto promettente in realtà è una sòla?
Temo, ma mi auguro che non sia così, che quel momento per il povero (si fa per dire) M’Baye quel momento si avvicini.
Detto questo tutto è bene quel che finisce bene, per cui godiamoci il momento.
Su questo argomento, per ora, non ho altro da dire.

 

Genoa-Milan e Milan-Pescara, due post in uno

E’ stata una settimana complicata.
Il post, dopo la partita di martedì, era quasi pronto. Ma mi sono dimenticato di pubblicarlo. Per cui ne approfitto adesso, ci metto una pezza con anche la partita di ieri, e via come se nulla fosse successo.
Cominciamo con Genoa-Milan.
Diciamolo: dopo la partita con la Juvemerda un bagno di umiltà era, se non necessario, quantomeno prevedibile. Detto questo, c’è modo e modo di farlo il bagno di umiltà. Si sarebbe potuto pareggiare, vincere con un gol di culo facendo un enorme fatica, perdere subendo un gol di culo. Invece no, le cose bisogna comunque farle alla grande. Quindi tre a zero e tutti a casa MIlan.
Se serviva una dimostrazione che non esistono I fantomatici poteri forti che vorrebbero favorire il Milan, è arrivata.
Se serviva una dimostrazione che questo Milan non è squadra da scudetto, al limite da primi sei posti, è arrivata.
Detto fra noi, io comunque mica lo sentivo tutto questo bisogno di dimostrazioni del genere.
E’ bastato per una volta fare delle scelte di formazione diverse da quelle che Montella evidentemente è costretto a fare ogni domenica. È bastato cambiare due giocatori per perdere tutto quel poco di buono che si è visto in campo da questo Milan. Il fatto è che alla fine la partita, a parte il risultato, non è stata più disastrosa di altre e fino all’autogol di Kucka era il Genoa che stava soffrendo, contro una squadra con un uomo in meno. Però bisogna anche buttarla dentro, signori miei. E’ la dura legge del gol, altrimenti poi succede quello che è successo..
E veniamo ora a Milan-Pescara: se serviva un’altra conferma sulla mancanza di validi sostituti per la formazione titolare, eccola lì su un piatto d’argento. Ripeto che non ne sentivo un grande bisogno, ma tant’è.
Se è vero che Gomez se l’è pure cavata senza fare troppi disastri, ma per questo va ringraziato anche l’attacco del Pescara, come commentare la prestazione del principito Sosa? O il nulla condito di niente combinato da Luiz Adriano quando è entrato al posto di Bacca?
(A proposito, cosa ha combinato il povero Lapadula per venire nuovamente ignorato? Ha insultato la mamma di Montella?)
Comunque è arrivata una vittoria, grazie alla punizione con tiro merda di Bonaventura, che con un po’ più di fortuna avrebbe potuto essere anche più tonda (due pali, mica ciccioli). Ma che senza San Gigione e i suoi miracoli tra i pali sarebbe anche potuta non arrivare. MI dicono dalla regia che comunque il portiere fa parte della squadra, per cui ci sta che il nostro faccia il suo dovere e tolga le castagne dal fuoco con le sue manone guantate.
L’attaccante attacca, il portiere porta, tutto va come deve andare (abbiate pietà di me, è pur sempre lunedì mattina).
Sei punti in tre partite in otto giorni sono un buon bottino, direi che finora sta andando meglio di quanto prevedibile, in attesa dei cinesi coi loro furgoni pieni di Euri marchiati CE (China Export).
Siamo terzi, con di fronte una settimana piena di riposo e poi un impegno sulla carta non impossibile contro il Palermo. Potrebbe andare peggio.

Chievo-Milan: 1-3

Come trovarsi secondi in classifica a propria insaputa e vivere felici, almeno per 6 giorni.
Certo, sulla posizione in classifica incidono pesantemente i continui suicidi degli altri, ma importa il giusto. Dopo anni in cui il Milan si sparava regolarmente sulle gengive ogni volta che qualcosa cominciava a girare non dico bene, ma almeno benino, guardare gli altri che fanno la stessa cosa dà un minimo di consolazione. Soprattutto se nel frattempo i tuoi simpatici paladini riescono finalmente a non perdere punti una domenica sì e l’altra pure.
Ora, da qui a immaginare che si possa competere seriamente per il secondo posto fino alla fine, dato per assodato che il primo è già stato assegnato a settembre, mi sembra un po’ presuntuoso. I problemi degli ultimi anni sono stati risolti solo in parte, la rosa è quella che è e non si può pensare di reggere tutto il campionato giocando solo nel secondo tempo. Prima o poi bisognerà tentare di giocare anche una partita intera, per dire.
Ma finora questo nuovo vecchio Milan di Montella un paio di indicazioni positive le sta dando. Lo dimostrano i punti fatti, lo dimostra la classifica, lo dimostra il nostro sorrisetto quando incrociamo tifosi della seconda squadra di Milano.
La prima, e più importante, indicazione, è che il cosiddetto progetto giovani, con cui ci hanno frantumato l’anima per anni senza mai attuarlo né cominciare a provarci, è fattibile. Bastava provarci.
E’ possibile far giocare in porta un diciassettenne al posto di un trentenne. E’ possibile promuovere un ragazzino della primavera in prima squadra e addirittura fargli sostituire il trentenne capitano.
E’ possibile giocare con la squadra più giovane del campionato e battere formazioni infarcite di giocatori d’esperienza, portando anche a casa i risultati.
Altra indicazione da non trascurare è che fortuna audaces iuvat. Tradotto dal latinorum, se provi a tirare in porta hai più probabilità che entri, magari su una carocchia sanguinosa tirata da 40 metri da un centrocampista coi piedi a forma di mattone, o di sponda rimbalzando su un difensore. Se non ci provi mai e pensi solo a tentare di non prenderle, non lo saprai mai, ma soprattutto rischi che i tiri di sponda entrino nella tua porta.
Fino a sabato godiamoci il momento.
Poi sabato sera, non è il caso di farsi troppe illusioni, occorrerà fare qualcosa di più di quanto fatto finora per portare a casa la pellaccia. Se fossi uno che scommette, punterei sul bagno di sangue.
Ma in fondo in fondo una piccola parte di me pensa che sperare non costa niente.

Se saltelli entra Locatelli

Una volta si attendevamo con ansia le partite col real Madrid o col Barcellona. Negli ultimi anni ci tocca l’ansia per il Sassuolo. Segno dei tempi che son davvero cambiati.
Stasera ho visto due Milan, anzi tre, e due di quei tre erano inguardabili.
Il primo è quello che ha giocato fino all’ingresso di Niang, incapace di far partire l’azione (quanto sentiremo la mancanza di Romagnoli!) e quindi costretto a un continuo sterilissimo possesso palla nella sua metà campo, in cui Paletta e Gomez ogni volta che si sono trovati con la palla tra i piedi non sapevano cosa farne e quando finalmente riuscivano a darla a Mortolivo quello la rimandava sempre indietro.
In pratica una schifezza totale. Al confronto quello del Milan di Inzaghi era calcio totale.
Poi è entrato Niang e se non altro (questo è il secondo Milan) abbiamo avuto lì davanti qualcuno che riusciva a saltare l’uomo e creare qualche vera preoccupazione al Sassuolo.
La difesa però, e il centrocampo, hanno continuato a ballare in maniera tremenda. Tant’è che il Sassuolo è andato, meritatamente, in vantaggio di due gol.
Per vedere anche una squadra che riusciva a far partire l’azione con la palla al piede da davanti alla difesa è dovuto entrare Locatelli al posto di Montolivo, che nelle ultime due partite ci aveva quasi illuso di essere un vero giocatore. Poi stasera ci ha riportati alla dura realtà.
Buttando via l’adrenalina della vittoria in rimonta, non è il caso di gridare ad un miracolo che non c’è. Diciamo che per una volta, raddrizzate un paio di cose che erano da raddrizzare, le occasioni sono arrivate e sono state sfruttate al massimo. C’è da baciarsi i gomiti, il Milan degli ultimi anni si sarebbe portato a casa la sconfitta e forse sarebbe anche riuscito a peggiorare il passivo.
Oggi, grazie a un rigore effettivamente generoso (non c’era, come non c’era quello che chiedono quelli del Sassuolo, se ne facciano una ragione), ad una cannonata incredibile di Locatelli ed al gol di Paletta, festeggiamo una vittoria che fino alla mezzora del secondo tempo sembrava impossibile. Ma grazie anche all’ennesimo miracolo di Donnarumma nel finale ed al fatto che loro, pur schiacciando il Milan in area nel finale, non sono riusciti a trovare di nuovo la porta.
Ma non dimentichiamo che abbiamo visto un Milan talmente brutto che, se non lo avessimo visto, si potrebbe definire solo come talmente brutto che non può essere vero.
Gli eroi della giornata sono Locatelli e Niang, se lo meritano. Gigione ormai quasi non ci stupisce più. Godiamoci questi ragazzini favolosi.
Per una sera non voglio ripensare a gente come Mortolivo e Abate.
Voglio andare a letto pensando al gran gol di Locatelli e sperando che da oggi sia lui il titolare fisso a centrocampo.