Carne al fuoco

Bon, di roba ne è successa parecchia, ma talmente tanta che non saprei da dove cominciare, per cui ho deciso che distribuirò al popolino una varia seria di perle lasciando che sia lui poi a gestirle come crede.
(Ad essere onesti con la primavera incipiente m’è calata addosso una tale pigrizia che non ho voglia di approfondire nessun argomento, per cui vedo di cavarmela così).
In ordine sparso:

  • Se i no-tav sono questa roba qui, viene voglia di fargli passare un treno veloce anche nel cesso di casa, con loro seduti sulla tazza.
  • Facciamo così, le modifiche all’articolo 18 passano solo se contemporanreamente trovate il modo di aumentare le retribuzioni almeno dell’80%. Se dobbiamo fare come i tedeschi, vediamo di farlo fino in fondo, che qui di soldi per la vaselina non ce ne sono più.
  • Domani c’è Milan-Barcellona. Se le cose dovessero andare secondo gli attuali valori calcistici ci dovrebbero ridurre come degli straccetti, vista anche la composizione probabile della nostra difesa e la forma di Lionello messi.   Però per contratto devo scrivere che la palla è rotonda e non si sa mai che il calcio è bello proprio per questo e bisogna crederci fino alla fine perché non è finita fino al triplice fischio etc. etc. Visto che me la guarderò da casa se non altro potrò anestetizzarmi coi grappini.
  • L’Inter ahahaha ha cambiato di nuovo ahahahallenatore ahahahah. Non ho altro da dire su qeuesta faccenda.
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Rigor Monti

“Papà, me le prendi le olimpiadi?”

“NO”

“Dai, farò il bravo, le voglio le voglio le voglio!”

“Finiscila lì, so già che fine farebbero, come i mondiali di nuoto. Ti sei fatto sequestrare un sacco di piscine e le altre sono abbandonate chissà dove.”

“Stavolta ti giuro che ci sto attento e ci giocherò tantissimo, dai. Tutti i miei amici ce le hanno.”

“Ho detto no. Devi ancora finire di fare i compiti, hai spalato la neve?”

“Ma quella non è colpa mia, il cane mi ha mangiato la pala, e poi c’erano quelli della protezione civile che mi volevano picchiare, uno ha detto che chiamava a suo cugino, e poi avevo sbagliato pagina del diario, e stavo mettendo a posto tutti i miei cameratini soldatini di plastica, non è stata colpa mia! (Cit.). Dai, comprami le olimpiadi, ti prego ti prego ti prego, ti giuro che farò il bravissimo tipo per semprissimo.”

“NO”

La monotonia del posto fisso

Sta lì, immemore e tosto,
fermo come un citofono,
non si muove, non favella,
non racconta una novella,
monotono, il posto fisso.

Ci provo a distrarlo
sorrido, canticchio, rosicchio
tossisco, sgranocchio, scribacchio,
ma lui non reagisce, nemmeno piega, un plissé, un etciù,
monotono, il posto fisso.

Lo fisso pure io, lo tocco col dito,
lo stuzzico, lo pungolo, gli faccio il solletico
ma lui resta fermo, noioso, marmoreo,
monotono, il posto fisso
è un dito nel culo. Il posto fisso.

 

Resident evil liberalization – prossimamente nei migliori cinema

Esterno giorno.
Un ignaro commercialista di Cantù trova un taxi in piazza Cadorna, si china verso il conducente, domanda:
Scusi, mi porta in Piazza CastAAAARGHHHH!

Interno, farmacia al Giambellino, un’anziana signora ha appena ritirato la ricetta dal medico e si rivolge alla farmacista:
Avrei bisogno di una confezione di nimesulAAAAAARGHHHHH!

Così inizia il contagio. In un mondo ormai distrutto dal virus della liberalizzazione, chi ci potrà salvare?

L’invidia del Tevez

Sembra solo ieri che Tevez era dato per sicuro al Milan. Vedi tu a distrarti come cambiano le cose in questo rutilante mondo moderno.
Un giorno Tevez è del Milan, il giorno dopo Moratti, stufo di sentire Galliani vantarsi di fare le nozze coi fichi secchi, si mette in mezzo con una controofferta al City, e adesso eccoci qua, tutti col fiato sospeso, tutti in spasmodica attesa.
Dove andrà Tevez? Chi riuscirà a comprarlo?
Son domande su cui l’italiano medio non dorme la notte, soprattutto alla vigilia di un derby. Anche perché chi dorme non piglia Tevez, è risaputo.
La prossima mossa di Moratti sarà quella di anticipare il Governo Monti ed annunciare, il 19 gennaio, un suo piano di liberalizzazioni. Il contenuto non è ancora noto, ma è certo che sarà, come al solito, un piano signorile ed elegante. In puro stile Moratti.

Caro leghista

Caro leghista che adesso ti senti all’opposizione e sbraiti concetti beceri e senza senso (esattamente come quando eri al governo, peraltro), mi ero preparato un discorsetto abbastanza lungo e dettagliato per te, ma poi ho pensato a quello che sei, a cosa voti e a cosa pensi producono i tuoi 2 neuroni attivi ed ho deciso di semplificare il concetto: vaffanculo.
Sul serio, pensavo di chiederti dov’eri e cosa pensavi quando i tuoi paladini, invece che ergersi a difensori della povera gente come fanno adesso, stavano in una maggioranza parlamentare che invece che occuparsi della crisi (che c’era già da prima, mica se l’è inventata adesso Monti) passava tutto il suo tempo a occuparsi delle intercettazioni di Silvio (quelle sì che erano un problema di tutti gli italiani) o depenalizzava il falso in bliancio, o votava per certificare che il parlamento era davvero convinto che berlusca credesse che Ruby fosse la nipote di Mubarak.
Però lo so dov’eri, caro leghista. Eri esattamente dove sei adesso, e pensavi le stesse cose sconclusionate che pensi adesso, che consistono più o meno in un “L’ha detto il Bossi”.
Quindi semplifico, caro leghista, vaffanculo.
Vaffanculo tu, la tua padania inesistente e vaffanculo anche al tuo Bossi, che nel frattempo ha piazzato il figlio genio (non voglio sapere com’è l’altro) nel Consiglio Regionale Lombardo, 15.000 € al mese presi anche dalle tue tasche, caro leghista.
Questo capisci, vaffanculo. Questo ti do.