E’ un bel governo! Un santo! Un apostolo!

Chi si aspettava un governo tecnico, un governo del presidente, un chiamatelo come vi pare, se l’è bellamente presa in quel posto. E devo dire che non è una gran sorpresa.
Personalmente non avevo grandi aspettative, che è un modo per diminuire il rischio di rimanere delusi.
Però.

Però.

Questo sembra davvero un pateracchio senza forma né sostanza frutto di un’applicazione pedissequa del manuale Cencelli.
C’è dentro di tutto, qualche tecnico per fare presenza, vecchi arnesi della politica che fu ripescati da chissà quale sgabuzzino, giovani arnesi inservibili della politica che non sarà mai, uomini e donne di partito con varie sfumature di impresentabilità e per finire in bellezza qualche caso umano che aiuta a tenere su l’audience.

Ora vedremo se Draghi, incassata la fiducia che dovrebbe essere piuttosto ampia, riuscirà a imporre una sua linea o se dovrà chiedere il parere di tutti i partiti anche per scegliere che calzini mettersi la mattina.

Come faremo senza

Risveglio difficile?
Avete maledetto la sveglia e chi l’ha inventata?
Cercate il lato buono di questa giornata: stasera Di Maio non sarà più ministro.
(In realtà lo sarà ancora, ma solo per sbrigare le faccende correnti e poi via, verso nuove avventure).

Ecco, prendete l’elenco dei ministri ed applicate lo stesso mantra snocciolandoli uno ad uno.
Luciana Lamorgese via, verso nuove avventure
Luigi Di Maio via, verso nuove avventure
Alfonso Bonafede via, verso nuove avventure
Lorenzo Guerini via, verso nuove avventure
Roberto Gualtieri via, verso nuove avventure
Dario Franceschini via, verso nuove avventure
Paola De Micheli via, verso nuove avventure
Roberto Speranza via, verso nuove avventure
Lorenzo Fioramonti via, verso nuove avventure
Stefano Patuanelli via, verso nuove avventure, etc. Etc.
Non è quasi consolatorio?

Diciamocelo, se non fosse che si tratta del peggiore momento possibile (per 49 milioni di motivi, oserei dire), forse ma forse a Renzi bisognerebbe fare un monumento, per aver scalzato dalla cadrega questa accozzaglia di incompetenti.

Maledetto benedetto lunedì

Sono reduce da un week end di influenza. Un week end complicato, ma questo lunedì porta con sé un po’ di notizie che meritano, se non di essere commentate (cosa potrebbe cambiare la mia opinione?), di essere almeno ricordate.
La prima, importante soprattutto per me, è che nonostante gli innumerevoli tentativi, sono riuscito a trattenere i polmoni nella cassa toracica. Ok, vista la qualità dell’aria di Milano, non è che me ne faccia poi molto. Ma ho la sensazione che senza sarebbe comunque peggio.
La seconda è che il Milan ha vinto una partita brutta. L’ha vinta giocando male, con Gigio ancora una volta migliore in campo, ma l’ha vinta. Da quando è tornato Zlatan sono 4 di fila (e un pareggio). Non male.
mi piace anche citare la vittoria del Napoli di Ringhio Gattuso sull’impero del male rubentino. Sì, mi piace molto.
Poi c’è Kobe. E qui son solo lacrime. Per chi ama il basket è una botta enorme. Non ho parole.
Poi c’è l’Emilia Romagna, che ha ricacciato la bestia. Non tutto è perduto in questo paese.
La notizia però dovrebbe essere il fatto che il tam tam mediatico della sua macchina da guerra ci abbia fatto credere che c’era davvero la possibilità di una sua vittoria.
Comunque è lunedì. S’è fatta una certa.
BUONGIORNISSIMO,KAFFEEEE’?

Il cambiamento del Governo

Ovvero, come invertendo i fattori il risultato cambia.
Lo dico subito e mi tolgo il pensiero: a me il nuovo governo PD-M5S non piace.
Ma mi piaceva molto meno quello precedente M5S-Lega.
Siamo passati da una sensazione di profondo disgusto a una sensazione di disgusto quasi ineluttabile.
Volendo fare un esempio che si capisca (e ogni riferimento che può parere casuale, non lo è) siamo passati dall’olio di ricino all’olio di fegato di merluzzo.
Ovviamente si tratta di una iperbole. Per conoscere il vero sapore dovremo vedere la lista dei ministri.

La crisi spiegata ai gattini

Ho visto l’apertura del PD ad una ipotesi di governo coi cinquestelle come un male necessario.
Ho detto necessario, non piacevole. E Soprattutto non credo che si debba andare fino in fondo a tutti i costi. Anzi.
E’ stato un male necessario, perché bisognava disinnescare le assurde pretese di Salvini di avere “pieni poteri”, chiarendo (evidentemente ce n’è bisogno) che siamo in una Repubblica parlamentare e che i Governi si fanno in Parlamento, non in spiaggia.
Per cui se cade un Governo non si va automaticamente al voto solo perché lo chiede chi l’ha fatto cadere.
Se cade un Governo se ne fa un altro, e se questo ottiene la fiducia in Parlamento, il 50% dei parlamentari + 1, governa.
Si va a elezioni anticipate se il Parlamento non è in grado di dare la fiducia ad un Governo.
E’ stato necessario, ma secondo me è comunque un male. Perché per quanto mi sforzi, non riesco a trovare punti in comune tra il PD e quelli che fino alla scorsa settimana lo definivano “il partito di Bibbiano”, tra il PD e quelli che definiscono i suoi elettori “Pidioti”, tra il PD e chi per 14 mesi ha accettato e sostenuto tutto quello che ha fatto Salvini, pur di tenere il proprio sedere sulla poltrona, e si è accorto delle sue malefatte solo quando Salvini ha minacciato di sfilargliela da sotto le chiappe.
Esistono motivi politici di opportunità per cui sarebbe forse meglio mollare il colpo e lasciare, come si dice, il cerino in mano a Di Maio e co.
Anzi, verrebbe da chiedersi chi glie lo fa fare di sforzarsi tanto per tentare di togliere le castagne dal fuoco a questa banda di incompetenti.
Ma esistono motivi politici e di opportunità per cui sarebbe meglio non farlo. Tipo che alla fine chi ci va di mezzo siamo sempre e comunque noi.
In questo momento il PD è quello che ha meno da perdere. Era già all’opposizione e tutto sommato ha consolidato un suo zoccolo duro di elettori.
Ma confido che all’interno del partito ci sia già chi lavora per riuscire a mandare in vacca tutto e peggiorare le situazione.
Per cui non me ne occupo in questo post. Ce ne vorrebbe un altro molto lungo, dal quale forse non riuscirei mai a uscire.
In tutto questo, purtroppo, l’ago della bilancia resta in mano ai 5stelle, dei quali mi fido quanto mi fiderei di un tassista cieco.
Se vogliono riprovarci con Salvini, facciano pure.
Si troveranno a dover scegliere tra un bis di quanto già visto negli ultimi mesi – ma dovranno fare i conti con la propria inadeguatezza e con un alleato ancora più arrogante e bizzoso di quanto non sia stato finora – o il voto subito. Per poi ritrovarsi probabilmente tra qualche mese fuori da ogni possibilità di governo. Altro che cambiamento.
Potrebbe anche essere un passaggio salutare per loro. Potrebbe essere la volta buona che tentano di pescare al loro interno, se c’è, qualcuno che sappia almeno fare un cerchio col bicchiere.
Ma non penso che l’Italia possa aspettare i loro comodi, né lo farà.
Poi magari mi sbaglio (non sarebbe la prima volta), ma credo che a questo punto anche lo stesso Salvini non abbia tutta questa voglia di rimettere in piedi un Governo coi 5stelle, sia che si tratti di un Conte-bis che di qualsiasi altro governo.
Gli toccherebbe fare quello da cui ha cercato di scappare aprendo la crisi, cioè una legge di bilancio che tenti di raddrizzare la rotta per evitare l’aumento dell’IVA.
Oltretutto dovrebbe farlo ingoiando il rospo di tutti gli insulti che gli sono arrivati dai suoi alleati in questa fase di crisi. Difficile da spiegare ai suoi elettori duri e puri.
Oppure dovrebbe riaprire una crisi subito dopo aver tentato di chiudere quella precedente, sapendo che i 5stelle hanno comunque un tavolo aperto col PD. Anche questa mossa, a occhio, mi sembra un po’ difficile da spiegare.
Però a questo punto si trova in mezzo al guado. Non può sfiduciare di nuovo il governo di cui fa parte (governo dimissionario). Non può trattare per cercare di mettere in piedi un governo in cui non ci siano i 5stelle. Non può, in questo momento, trattare per un nuovo governo coi 5stelle.
Può solo mettersi ad aspettare per decidere contro cosa o contro chi sbraitare.
Cosa succedera?
Spero proprio che nessuno dei miei sette lettori si aspetti che io sia in grado di fare previsioni in questa situazione.
Mi sono limitato a riassumere quel che penso di avere capito. Con la consapevolezza che potrei anche non averci capito una mazza (non sarei in nessun caso l’unico).

Fosse solo Salvini

Il problema non è solo Salvini.
Il problema non è che Salvini fa quello che dice (ahahahahah).
Il problema è quello che dice Salvini.
Soprattutto il problema siete voi, che vi bevete tutto quello che dice Salvini senza riflettere su quanto sia aberrante e inumano.
Voi che vi bagnate nelle mutande ogni volta che un ministro fa il bullo su un social media.
Voi che vi siete fatti convincere da questa gente qua. Quelli che dieci anni fa dicevano che il problema dell’Italia erano i terroni e che la soluzione era una fantomatica nazione delle patatine con un nome da formaggio (Padania is not Italy, do you remember?), e che ora difendono l’Italia (terroni compresi) dall’invasione nera di una massa di poveracci che ha contemporaneamente la colpa di rubarci il lavoro (già sentita questa, cari terroni?) e di non fare un cazzo tutto il giorno (anche questa non mi è nuova).
Voi che a chi scappa dalla guerra vi arrogate il diritto di dire che avrebbero dovuto restare dov’erano a combattere e morire. Eroi col culo degli altri.
Voi che a chi scappa dalla fame vi arrogate il diritto di dire che siccome non scappano da una guerra devono tornare a morire di fame.
Voi, seduti sul divano, di fronte a uno schermo, che sicuramente commenterete dandomi del buonista, del Piddino, che mi direte “portateli a casa tua”, voi siete il problema.
Verrà un giorno in cui la maggior parte di voi si vergognerà di quello che dice in questi giorni, ma non potrà negare niente, perché internet non cancella niente.

Il certificato

⁃ “Oh, è iniziato, datti una mossa.”
⁃ “E’ iniziato cosa? Cosa dovrei fare?”
⁃ “L’anno nuovo, il 2019. E’ iniziato da un pezzo, una settimana, e tu non hai ancora scritto niente.”
⁃ “ E quindi?”
⁃ “Eh oh, devi scrivere. A quest’ora il ministro dell’intestino ha già 458 stati di facebook, 350 tweet e 257 post su instagram (uno a pasto), e tu niente. E il 2019 è già iniziato da una settimana. UNA SETTIMANA!”
⁃ “A parte che del ministro intestinale non me ne potrebbe fregare di meno se neanche me ne fregasse qualcosa, quelli che mi preoccupano sono i suoi fan, al limite, e la pochezza del loro pensiero. A parte questo, dicevo, che cosa vuol dire che è finito il 2018? Cosa vuol dire che è iniziato il 2019?”
⁃ “Eh, è l’anno nuovo, quello vecchio è finito e tu non hai ancora scritto niente. Una volta qui era tutto un fiorire di classifiche e buoni propositi. Adesso il nulla, il deserto, il vuoto, la calotta cranica di Di Maio…”
⁃ “Ha fatto la battutona, ha fatto! Ma non ti vergogni? Comunque non è questo il problema. Il problema è: chi ti dice che ci sia qualcosa di diverso? Dove è scritto che siccome siamo nel 2019 e non più nel 2018 le cose andranno meglio? Chi ti certifica che adesso vale la pena di scrivere, sforzarsi, spremersi, perché finalmente il 2018 è finito? Voglio un certificato. Un pezzo di carta, anzi di pergamena, in cui si attesta che sì, è il 2019, è tutto diverso. Come abbiamo sconfitto la povertà e la vergogna, abbiamo sconfitto anche il 2018.”
⁃ “Ma che ca…”
⁃ “IL CERTIFICATO! VOLUTO DAL POPOLO. 2019, ANNO BELLO. 2018 FINITO! CER-TI-FI-CA-TO.”
⁃ …

Il governo dei miracolati.

Quindi l’onda di rinnovamento che doveva travolgerci e produrre il favoloso governo del cambiamento si è risolta in un’accozzaglia di vecchi arnesi della politica (di quelli che però hanno avuto l’accortezza di rendersi poco visibili negli anni scorsi) e scappati di casa miracolati. Oltre a qualche nostalgico di una dittatura che per sua fortuna non ha mai vissuto sulla sua pelle.
Bene ma non benissimo, verrebbe da dire tra una lacrima e l’altra.
C’è solo da sperare che vengano travolti dalla loro incompetenza prima che questa travolga noi, ma la paura è per quello che potrebbe succedere dopo.
Il mio innato ottimismo è fortemente tentato di arrendersi e scappare in Papuasia.
Anche perché trovo che sia molto più probabile una vincita al Superenalotto piuttosto che questo governo riesca davvero a migliorare qualcosa, qualsiasi cosa, in questo paese. A parte la posizione sociale ed economica dei suoi stessi componenti.
Come passare da nullatenente mantenuto a Ministro della Repubblica in pochi anni.
In questi giorni poi ho letto di tutto, per cui non c’è molto che potrei aggiungere, soprattutto un lunedì mattina.
Noto solo che un tratto che sembra accomunare gli elettori di entrambi i partiti del nuovo Governo è l’odio verso qualcuno o qualcosa.
Odio alimentato ad arte sia dai 5S che dalla Lega.
Questo è quello che mi spaventa di più, perché sia che il governo resti in piedi sia che fallisca tutto questo odio in qualche modo si scaricherà da qualche parte. E io non auguro (quasi) a nessuno di essere lì in mezzo quando succederà.

Vabbé il mandato, ma mandato dove, di grazia?

Ripetiamo tutti insieme:
Gli elettori del PD non hanno dato al PD il mandato di stare all’opposizione.
Gli elettori del PD non hanno dato al PD il mandato di stare all’opposizione.
Gli elettori del PD non hanno dato al PD il mandato di stare all’opposizione.
Semmai sono stati gli altri. E sono stati tanti, troppi.
Gli elettori del PD hanno dato al PD il mandato di governare, come fanno tutti gli elettori di tutti i partiti.
Ora arriva il bello però. Perché se è vero, ed è vero, che chi ha votato per il PD non lo ha fatto sperando che perdesse ed andasse all’opposizione, ma che vincesse ed andasse al governo, è anche vero, anzi dovrebbe essere pure ovvio, che non è un mandato a fare qualunque cosa. Non è un mandato a fare il contrario di quello che ha fatto negli ultimi 5 anni. Non è un mandato a fare il contrario di quello che ha promesso in campagna elettorale.
Per cui se i 5stelle adesso sentono tutta questa impellenza di governare con il PD, la strada c’è ed è semplice: ACCETTINO E SI IMPEGNINO A SOTTOSCRIVERE E PORTARE A COMPIMENTO IL PROGRAMMA DEL PD.
Altrimenti, ognuno per la sua strada e poco amici come prima.
#senzadime

Matteo stai sereno

Non dico la mia sul destino di Renzi solo perché non ce l’ho, una mia da dire.
Il che dovrebbe essere un motivo più che sufficiente, se non fosse che per molti evidentemente non basta.
Non sono un suo fan, non lo sono mai stato. Ma non sono neppure uno di quelli che tirano fuori i canini solo a sentirlo nominare.
Diciamo che sono però uno che pensa che se lui è un male, in questo momento resta il male minore, e che chi lo vorrebbe cacciare a tutti i costi dovrebbe fare il favore di estrarre dal cilindro qualcuno che possa fare di meglio.
Prendete questo post, sostituite Matteo con Vincenzo e Renzi con Montella e rileggetelo facendo finta che abbia scritto due post invece che uno.