L’idea di rifugiarsi nuovamente nel morbido abbraccio di Nonno Napolitano è l’indegna conclusione di una gestione grottesca e dilettantistica fino all’inverosimile.
Ovviamente sarebbe ingeneroso dare tutte le responsabilità a Bersani. La sua c’è, e ce l’ha tutta, ma poi anche altri devono prendersi le proprie.
Se non fossi convinto che Grillo fa parte del problema, non della soluzione, direi che capisco fin troppo bene chi ha deciso di votarlo l’ultima volta e soprattutto chi sta pensando di votarlo la prossima.
Non riesco a concepire come in tutto il paese non si riesca a trovare un candidato che non abbia superato l’età della pensione già dal secolo scorso, e anche questo è un problema non da poco in un paese che soprattutto ha un bisogno disperato di rinnovare la sua classe dirigente. Gli stessi grillini che si dipingono come alfieri del nuovo propongono un ottantenne che è tutt’altro che nuovo alla politica italiana.
Detto questo, mi chiedo dove  pensa davvero di andare un partito che in un paio di giorni è riuscito a smentire sé stesso, dopo due mesi di proclami, per cercare un inciucio che non è riuscito, bruciando il suo primo candidato (peraltro molto poco gradito alla sua stessa base), per poi fare un’improvvisa retromarcia e riuscire a bruciare, oltre al candidato migliore del mazzo (Prodi) anche quel poco di credibilità che, forse, gli era rimasta da parte dell’ultimo zoccolo duro di irriducibili ottimisti.
Ora c’è la fuga verso Napolitano e non escludo che non riescano nel miracolo di bruciare anche lui, dopo di che veramente non so cosa possano fare, se non votare Rodotà e poi ritirarsi tutti all’estero.
E’ ovvio che, comunque vada a finire, a questo punto  tutta l’attuale dirigenza del PD deve fare le valigie e levarsi dai coglioni. Lasciare spazio a chi se lo vuole prendere, sia esso Renzi o Civati, o chicchessia, ma sparire, sperando che del partito si possa ancora salvare qualcosa.

 

Pensieri primari

A furia di emendare e regolamentare verranno a dirci che alle prossime elezioni potrà votare per la coalizione di centrosinistra solo chi dimostra di aver votato a tutti i due turni delle primarie, o se ne ha saltato uno deve essere in grado di produrre una giustificazione scritta e documentata.
Devo dire che questa situazione un po’ di imbarazzo me lo sta creando, anche perché il sospetto che dietro a tutti questi bizantinismi ci sia solo la paura di voti esterni al centrosinistra per favorire Renzi non l’ho mica inventato io.
Innanzitutto io domenica scorsa non ho votato. Se fossi andato sicuramente avrei votato Bersani, ma non perché sono terrorizzato dall’idea che vinca Renzi.
Per quanto ci abbiano provato, tutti quelli che hanno voluto convincermi che Renzi è il male assoluto non ci sono riusciti. Anzi, per come la vedo io le idee di Renzi (non tutte, ma questo vale per chiunque) sono secondo me quello che ci voleva per il PD. Soprattutto quando parla della necessità di rinnovare la classe dirigente del partito (tra l’altro non è neppure un’idea tanto nuova, ve lo ricordate Nanni Moretti)?
Il problema è il candidato.
Una opzione Renzi con un candidato diverso da Renzi mi avrebbe attratto di più. Ora però non chiedetemi di fare nomi, non lo so.
Detto questo non andrò a votare al ballottaggio, non ho voglia di farmi fare la giustificazione scritta dai genitori.
E quando ci saranno le elezioni di primavera voterò per il centrosinistra, anzi, voterò PD. chiunque sia il candidato.
D’altronde mi è già toccato di votare per gente dello spessore di Rutelli (o di Penati, per restare alle cose lombarde), e non erano neppure usciti dalle primarie, erano piovuti dal cielo. Direi che di anticorpi in questo senso ne ho abbastanza.

Approposito d primarie

Prima delle primarie verrà la maialata, per cui non so se domenica torno a casa in tempo per andare a votare.
C’è poi che non sono mica del tutto convinto neppure che sia una buona idea andare a votare a queste primarie, da quanto mi sta a culo il regolamento ad minchiam approvato in corsa per i motivi che sappiamo.
C’è infine che non sono poi così certo del voto che eventualmente darei.
Esclusi per comune senso del pudore Puppato e Tabacci, ed escluso anche Vendola, resterebbero i due noti contendenti Bersani e Renzi.
Su Renzi ho cercato di farmi un’idea leggendo tutto quello che sono riuscito a trovare e l’idea che mi sono fatto è che sono molto più bravi i suoi detrattori a farmi venire il pensiero di votarlo che i suoi sostenitori. Anzi, se lasciasse perdere i suoi sostenitori e si affidasse in toto alle cure dei detrattori avrebbe la vittoria in pugno.
Però non lo voterò. Perché essere giovani e sfrontati non basta. E perché se è vero che i suoi avversari non sono riusciti a convincermi che lui è l’incarnazione del male e non va assolutamente votato, è altrettanto vero che nessuno dei suoi sostenitori è riuscito a convincermi che invece vale la pena di provare.
Alla fine rimane Bersani. Che è probabilmente la scelta migliore per un milione di motivi. Ma ancora non sono convinto. Perché far vincere lui significa far vincere il PD per quello che è stato negli ultimi anni, compresi i tanti errori, le mancate decisioni, gli accordi al ribasso, le scelte di non scegliere, etc.
Per cui si torna al punto di partenza.
Non so se andrò a votare le primarie di domenica. Un po’ per i postumi della maialata, un po’ perché non so se voglio andarci. E di questo mi dispiaccio, che finora le primarie me le sono votate tutte e anche con un pizzico di entusiasmo.
Ma se andassi a votare poi alla fine voterei Bersani. Turandomi il naso al pensiero di quel “Papa – Giovanni”-

l’analisi del voto che tutti stavate aspettando

Prima di queste elezioni il PD (o meglio il centro-sinistra) amministrava 53 dei Comuni in cui si è votato. Ora sono 91.
E’ evidente che si tratta di un tracollo, Bersani deve subito dimettersi, cospargersi il capo di cenere e sparire dalla faccia della terra per lasciare il posto a …. (metteteci voi il nome, se lo avete).
Il movimento 5 stelle ha stravinto le elezioni, visto che adesso ha il Sindaco in 3 Comuni:

Parma

Salcazzo sul membro

Vergate di sotto.

Lo so, i nomi dei due comuni più piccoli sono inventati di sana pianta, ma per quanto quelli veri li abbia letti sui giornali non riescono a restarmi in testa.
Certo, il risultato di Parma è significativo. Sono passati da un’amministrazione di centro-destra ad una di grillini eletti col voto del centro-destra. Adesso finalmente vedremo se dietro agli slogan ed alla faccia di Grillo ci sono persone in grado di amministrare una città.
IL PDL si sta liquefacendo e francamente la cosa non può che farmi piacere, ma il motivo di vera esultanza è la tranvata epocale presa dalla lega. Non mi illudo che i suoi elettori abbiano improvvisamente raggiunto l’illuminazione, probabilmente si sono presi una vacanza ed al prossimo turno troveranno qualcuno di ancora peggiore da votare, ma sono uno che alle volte sa anche accontentarsi.

Monti, Monti, ti sorridon le Heidy

Il governo Monti piace ai tedeschi e nuoce gravemente allo spread, che infatti oggi si sta rimpicciolendo a vista d’occhio, soprattutto da quando sono stati (finalmente) presentati i famigerati provvedimenti anti crisi (il finalmente è per la presentazione, non per i provvedimenti). Ricordo però che uno spread non fa primavera e che bisogna ancora passare dal parlamento. Giusto per contestualizzare la situazione.

Passata l’euforia per la presentazione dei provvedimenti si può anche andare, volendo, nel merito, che (molto sinteticamente) è questo: Monti non è di sinistra. Il governo Monti non è di sinistra, è un governo tecnico, ma fatto da gente sostanzialmente di centro-destra (più destra che centro, in alcuni casi). Non ci si può aspettare che un governo così, oltre a fare finalmente qualcosa di serio per fronteggiare la crisi (e questo, mi si consenta, è comunque un mezzo miracolo in confronto al governo precedente), lo faccia anche con provvedimenti che piacciano a chi si sente di sinistra.

La novità è che, per una volta, abbiamo a che fare con una destra seria, che fa le cose seriamente e sembra quasi di essere in un altro paese. Un governo di destra fa cose da governo di destra, anche quando è appoggiato dai partiti di sinistra come in questo caso, per un motivo molto semplice: sono quelle le cose che sa fare.

Per tentare di salvare il paese dalla crisi abbiamo dovuto sostituire un governo di destra impresentabile, con un altro governo sempre di destra, stavolta presentabile, ma pur sempre di destra. Se ci si deve rammaricare di qualcosa è del fatto che in questo momento i partiti di sinistra non sono in grado di fare un governo di sinistra che faccia anche cose che piacciono alla sinistra.

Buongiorno Milano


Pensarci, sorridere: Milano senza Moratti Sindaco, ma soprattutto senza De Corato, Salvini e tutti gli altri personaggi che per anni hanno anteposto la loro faccia all’attività delle istituzioni.
È difficile fare previsioni su come amministrerà veramente Pisapia, probabilmente nel sottobosco c’è già un gran movimento per piazzare le persone giuste nelle poltrone giuste (non dobbiamo illuderci che queste cose non esistano più solo perché ha vinto Pisapia) e la Moratti ha lasciato sul piatto del nuovo Sindaco almeno un paio di polpette avvelenate (Expò, consulenze, etc) ma mi pare che comunque il tasso di bellezza della città sia già salito di molti gradini.
Pensarci, sorridere.
Quanto tempo era che non pensavamo a Milano con questo sorriso stampato sulla faccia?