Aspettando cassazione

Veramente, se ritenessi di avere qualcosa di utile da dire su questa faccenda lo farei, anche se il tempo che ho a disposizione per il blog è sempre più ridotto all’osso. E non perché mi sia fatto una vita, quella ce l’ho e non so dire se negli ultimi tempi sia peggiorata o migliorata. Alcune cose sono cambiate, tra queste il tempo a disposizione per leggere e scrivere blog. Poi forse ho anche meno opinioni, meno tempo per farmene, non so.
Di fatto sulla sentenza che arriverà domani, quale che sia, ho poco da dire.
Temo che sia comunque troppo tardi, non cambierà le cose, non cambierà le sorti di un paese governato da una maggioranza che non mi rappresenta, ma nel quale l’opposizione mi rappresenta ancora meno.
Dirò di più, comunque vada non stapperò bottiglie domani. Oppure sì, ma non saranno per festeggiare, solo per la voglia di bere qualcosa con amici.
E a culo tutto il resto.

 

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Il popolo della riverginità

Hai passato anni a ingoiare tranquillamente ministri che rispondevano ai giornalisti con rutti e scorregge, o mostrando il dito medio, hai sostenuto un governo che spergiurava che Rubyrubacuori fosse la nipote di Mubarak, hai finto di non sentire quando il tuo presidente del consiglio dichiarava che Vittorio Mangano è stato un eroe, non hai fatto un plissé per un ministro cui qualcuno ha pagato la casa a sua insaputa,  hai riso per il presidente bello giovane e abbronzato, hai sghignazzato per la culona inchiavabile, hai annuito soddisfatto quando dicevano che la crisi non esiste e che noi eravamo messi meglio di tutti gli altri, hai sostenuto con tutte le forze intellettuali che ti rimanevano che le attività paranormali fra le lenzuola del capo del governo sono solo gossip (anche quando si ipotizza che abbia commesso dei reati) e non dovrebbero essere argomento di discussione politica e ora invece sei profondamente scandalizzato per un ministro tecnico che s’è detto, in una conversazione privata captata dai giornalisti, che è schifato da certa politica?
Allora anche tu sei pronto per iscriverti al Popolo della Riverginità.
Altro che libertà, altro che amore che vince su invidia e odio, anche tu ormai sei entrato nella politica del nuovo millennio ed hai capito che il ricambio necessario non è nelle ideologie, non è nelle candidature, ma è nella ricostruzione ideale del metaforico imene che separa quello che hai detto oggi da quelli che penserai domani.
Il futuro del paese non può prescindere dalla ricostruzione di una nuova verginità plasticosa che consenta di non doversi mai guardare indietro. Lo sai tu, lo sappiamo noi, lo sanno anche loro, i comunisti.
Quindi cosa aspetti? Il futuro è qui, a portata di mano!
Prendi subito la tessera del PDR, il POPOLO DELLA RIVERGINITA’.
In omaggio riceverai immediatamente un set di 125 imeni di ricambio per affrontare ogni imprevisto della vita con una verginità tutta nuova e una eccezionale sorpresa a tua insaputa.

Rigor Monti

“Papà, me le prendi le olimpiadi?”

“NO”

“Dai, farò il bravo, le voglio le voglio le voglio!”

“Finiscila lì, so già che fine farebbero, come i mondiali di nuoto. Ti sei fatto sequestrare un sacco di piscine e le altre sono abbandonate chissà dove.”

“Stavolta ti giuro che ci sto attento e ci giocherò tantissimo, dai. Tutti i miei amici ce le hanno.”

“Ho detto no. Devi ancora finire di fare i compiti, hai spalato la neve?”

“Ma quella non è colpa mia, il cane mi ha mangiato la pala, e poi c’erano quelli della protezione civile che mi volevano picchiare, uno ha detto che chiamava a suo cugino, e poi avevo sbagliato pagina del diario, e stavo mettendo a posto tutti i miei cameratini soldatini di plastica, non è stata colpa mia! (Cit.). Dai, comprami le olimpiadi, ti prego ti prego ti prego, ti giuro che farò il bravissimo tipo per semprissimo.”

“NO”

La monotonia del posto fisso

Sta lì, immemore e tosto,
fermo come un citofono,
non si muove, non favella,
non racconta una novella,
monotono, il posto fisso.

Ci provo a distrarlo
sorrido, canticchio, rosicchio
tossisco, sgranocchio, scribacchio,
ma lui non reagisce, nemmeno piega, un plissé, un etciù,
monotono, il posto fisso.

Lo fisso pure io, lo tocco col dito,
lo stuzzico, lo pungolo, gli faccio il solletico
ma lui resta fermo, noioso, marmoreo,
monotono, il posto fisso
è un dito nel culo. Il posto fisso.

 

C’è sempre di peggio, basta saper aspettare

Uno non fa in tempo ad indignarsi per le cretinate dette dal noto comico che salta fuori qualcuno a fare peggio, per quanto potesse sembrare incredibile. Che poi questo qualcuno sia un leghista è solo il naturale ordine delle cose.
Se supera quello che credevi essere il normale livello di cretineria non può che essere di origine leghista, è a quello che servono.
Il sindaco di Adro, per esempio. A parte che dopo la storia della scuola ricoperta di simboli di partito stai ancora a chiederti perché questo sia ancora sindaco, tanto per cominciare. Perché vabbé che la democrazia si basa sul consenso, ed essendo stato eletto è giusto che sia nominato sindaco, ma quando si assume una determinata carica si diventa comunque il rappresentante dello stato, ergo delle sue leggi, per cui se un sindaco si pone al di fuori delle leggi dello stato non vedo perché quest’ultimo non debba dargli un benedetto calcione sui suoi coglioni padani (che non sono i tuoi elettori anche se la definizione farebbe pensare).

Onorevole, quanto prende?

Sulla polemica riguardo la retribuzione dei nostri parlamentari la penso più o meno come Ivan Scalfarotto, non è un problema di quanto prendono, ma di cosa fanno per meritarsi quello che prendono.
Il fatto che invece mi pare debba scandalizzare di più è che non si riesce a deteminare una cifra esatta. Hanno messo in piedi un tale gioco delle tre carte, tra indennità, retribuzione vera e propria, diaria, rimborsi ed altre voci varie, che sembra quasi impossibile poter stabilire  quanto incassa al mese un parlamentare italiano. Alla faccia della trasparenza.
Che poi ci siano anche i parlamentari che si ostinano a sostenere che con tutte le spese che hanno i soldi che prendono sono pochi è addirittura un insulto alla decenza ed all’intelligenza di chi prende circa 1300 € al mese e si ritrova regolarmente alla terza settimana senza il becco di un quattrino. Ma questa è, come sempre, un altra storia.
Oltretutto i parlamentari sono tanti, quasi un migliaio, ma sono la punta dell’iceberg del costo della politica. Noi stiamo a fare le pulci alla punta, ma quello che rischia di affondare la baracca è il corpo, che sta sott’acqua e ci tiene a restarci, ed è fatto di quelle migliaia di politicanti e mezze tacche, amministratori di società ed enti pubblici, consorzi, municipalizzate  e chi più ne ha e più ne metta che vivono campando di politica e amministrando, a volte senza alcuna specifica competenza, beni pubblici.

Caro leghista

Caro leghista che adesso ti senti all’opposizione e sbraiti concetti beceri e senza senso (esattamente come quando eri al governo, peraltro), mi ero preparato un discorsetto abbastanza lungo e dettagliato per te, ma poi ho pensato a quello che sei, a cosa voti e a cosa pensi producono i tuoi 2 neuroni attivi ed ho deciso di semplificare il concetto: vaffanculo.
Sul serio, pensavo di chiederti dov’eri e cosa pensavi quando i tuoi paladini, invece che ergersi a difensori della povera gente come fanno adesso, stavano in una maggioranza parlamentare che invece che occuparsi della crisi (che c’era già da prima, mica se l’è inventata adesso Monti) passava tutto il suo tempo a occuparsi delle intercettazioni di Silvio (quelle sì che erano un problema di tutti gli italiani) o depenalizzava il falso in bliancio, o votava per certificare che il parlamento era davvero convinto che berlusca credesse che Ruby fosse la nipote di Mubarak.
Però lo so dov’eri, caro leghista. Eri esattamente dove sei adesso, e pensavi le stesse cose sconclusionate che pensi adesso, che consistono più o meno in un “L’ha detto il Bossi”.
Quindi semplifico, caro leghista, vaffanculo.
Vaffanculo tu, la tua padania inesistente e vaffanculo anche al tuo Bossi, che nel frattempo ha piazzato il figlio genio (non voglio sapere com’è l’altro) nel Consiglio Regionale Lombardo, 15.000 € al mese presi anche dalle tue tasche, caro leghista.
Questo capisci, vaffanculo. Questo ti do.