Liberi e divisivi

Il 25 aprile è il giorno giusto per ricordarci che sì, va bene quasi tutto, ma non proprio tutto tutto. E che il problema di fare di tutta l’erba un fascio non è l’erba, ma il fascio.

Il 25 aprile è quel giorno che se per te non è un giorno da celebrare, sotto sotto sei un po’ fascista. E se sotto sotto sei un po’ fascista, ricordati che è molto più facile essere un po’ fascisti sotto una democrazia (anche se è sbagliato, ma se non l’hai ancora capito non c’è speranza per te) che essere qualunque altra cosa sotto il fascismo. Ed è per questo che celebriamo il 25 aprile.

Il 25 aprile è una giornata divisiva. Serve a separare chi è fascista e chi non lo è. E per ricordarci che non si può essere non fascisti senza essere antifascisti.


E’ un bel governo! Un santo! Un apostolo!

Chi si aspettava un governo tecnico, un governo del presidente, un chiamatelo come vi pare, se l’è bellamente presa in quel posto. E devo dire che non è una gran sorpresa.
Personalmente non avevo grandi aspettative, che è un modo per diminuire il rischio di rimanere delusi.
Però.

Però.

Questo sembra davvero un pateracchio senza forma né sostanza frutto di un’applicazione pedissequa del manuale Cencelli.
C’è dentro di tutto, qualche tecnico per fare presenza, vecchi arnesi della politica che fu ripescati da chissà quale sgabuzzino, giovani arnesi inservibili della politica che non sarà mai, uomini e donne di partito con varie sfumature di impresentabilità e per finire in bellezza qualche caso umano che aiuta a tenere su l’audience.

Ora vedremo se Draghi, incassata la fiducia che dovrebbe essere piuttosto ampia, riuscirà a imporre una sua linea o se dovrà chiedere il parere di tutti i partiti anche per scegliere che calzini mettersi la mattina.

Movimento 5scherzavo

Le ultime elezioni hanno messo il parlamento italiano, di fatto, in mano a questa gente qua:

“Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi

Un giorno ci verranno a dire che era tutto un enorme scherzo, o un esperimento sociale.

Eroi nel vento

Insomma, pare che non si possa fare a meno di dare un incarico a qualche storico eroe della seconda Repubblica.
Ogni riferimento a Guido Bertolaso in Lombardia è puramente casuale. D’altronde cosa mai potrebbe andare male?
Soprattutto visto l’enorme successo dell’operazione “ospedale fantasma”.
A proposito, se ne sa più qualcosa?

Come faremo senza

Risveglio difficile?
Avete maledetto la sveglia e chi l’ha inventata?
Cercate il lato buono di questa giornata: stasera Di Maio non sarà più ministro.
(In realtà lo sarà ancora, ma solo per sbrigare le faccende correnti e poi via, verso nuove avventure).

Ecco, prendete l’elenco dei ministri ed applicate lo stesso mantra snocciolandoli uno ad uno.
Luciana Lamorgese via, verso nuove avventure
Luigi Di Maio via, verso nuove avventure
Alfonso Bonafede via, verso nuove avventure
Lorenzo Guerini via, verso nuove avventure
Roberto Gualtieri via, verso nuove avventure
Dario Franceschini via, verso nuove avventure
Paola De Micheli via, verso nuove avventure
Roberto Speranza via, verso nuove avventure
Lorenzo Fioramonti via, verso nuove avventure
Stefano Patuanelli via, verso nuove avventure, etc. Etc.
Non è quasi consolatorio?

Diciamocelo, se non fosse che si tratta del peggiore momento possibile (per 49 milioni di motivi, oserei dire), forse ma forse a Renzi bisognerebbe fare un monumento, per aver scalzato dalla cadrega questa accozzaglia di incompetenti.

Maledetto benedetto lunedì

Sono reduce da un week end di influenza. Un week end complicato, ma questo lunedì porta con sé un po’ di notizie che meritano, se non di essere commentate (cosa potrebbe cambiare la mia opinione?), di essere almeno ricordate.
La prima, importante soprattutto per me, è che nonostante gli innumerevoli tentativi, sono riuscito a trattenere i polmoni nella cassa toracica. Ok, vista la qualità dell’aria di Milano, non è che me ne faccia poi molto. Ma ho la sensazione che senza sarebbe comunque peggio.
La seconda è che il Milan ha vinto una partita brutta. L’ha vinta giocando male, con Gigio ancora una volta migliore in campo, ma l’ha vinta. Da quando è tornato Zlatan sono 4 di fila (e un pareggio). Non male.
mi piace anche citare la vittoria del Napoli di Ringhio Gattuso sull’impero del male rubentino. Sì, mi piace molto.
Poi c’è Kobe. E qui son solo lacrime. Per chi ama il basket è una botta enorme. Non ho parole.
Poi c’è l’Emilia Romagna, che ha ricacciato la bestia. Non tutto è perduto in questo paese.
La notizia però dovrebbe essere il fatto che il tam tam mediatico della sua macchina da guerra ci abbia fatto credere che c’era davvero la possibilità di una sua vittoria.
Comunque è lunedì. S’è fatta una certa.
BUONGIORNISSIMO,KAFFEEEE’?

Gli scherzi di Giampaolo

Avessi almeno visto la partita, potrei anche commentare, ma no. Mi trovavo fuori casa, non ho fatto l’abbonamento a DAZN, per non parlare delle cavallette, signora mia, le cavallette! Per cui mi sono trovato ad ascoltare la cronaca della partita sulla app dell’ACMilan, col commento di Suma.
Esperienza quasi lisergica, ma poco utile a capire come siano andate veramente le cose.
Poi però mi sono letto tutti i commenti, giusto per avere la certezza di capirci ancora meno. E infatti una qualche idea me la sono fatta, probabilmente sbagliata.
Ne butto giù qualcuna in ordine sparso:

  • Giampaolo è uno che fa gli scherzoni. Settimana scorsa ha messo in campo metà squadra fuori ruolo, questa settimana s’è divertito a spaventarci con Piatek e Paquetà in panchina. Contro il Verona potrebbe inventarsi di giocare col portiere volante e la difesa a due. E Borini prima punta, seconda punta e trequartista.
  • C’è gente versatile, come Borini, che in qualunque ruolo venga schierato fa il suo allo stesso modo, ossia correndo come un pazzo, e gente come Suso che se lo sposti di un cm dal suo habitat va in crisi. Tendenzialmente, visto che non abbiamo certo una squadra di fenomeni, sarei per far giocare tutti nel loro ruolo. Tranne Borini, che lui va bene un po’ ovunque.
  • Paquetà è un trequartista e il suo posto è in campo, non in panchina. Borini, ovviamente, dove lo metti sta.
  • Piatek deve giocare sempre. Altrimenti non lamentiamoci se poi non segna. È piuttosto difficile tirare in porta dalla panchina. A meno che tu non sia Borini.
  • Oggi finisce il mercato e finalmente pare che siamo riusciti a sbolognare Andrè Silva. Adesso ufficialmente abbiamo solo una punta di ruolo. E Borini.
  • Quindi mi volete dire che il governo del paese è nelle mani di poche decine di migliaia di bimbiminkia che credono che DiMa sia uno statista e DiBa un messia? AH NO, QUESTO È UN ALTRO DISCORSO. (Resta aperta l’opzione Borini presidente del consiglio)
  • Nel frattempo l’Italia del basket ha fatto quel che doveva fare, battendo agilmente Filippine e Angola, e s’è praticamente assicurata il passaggio del turno (per complicare le cose la Serbia dovrebbe perdere contro le Filippine) ai Mondiali cinesi. Anche senza Borini.