Il certificato

⁃ “Oh, è iniziato, datti una mossa.”
⁃ “E’ iniziato cosa? Cosa dovrei fare?”
⁃ “L’anno nuovo, il 2019. E’ iniziato da un pezzo, una settimana, e tu non hai ancora scritto niente.”
⁃ “ E quindi?”
⁃ “Eh oh, devi scrivere. A quest’ora il ministro dell’intestino ha già 458 stati di facebook, 350 tweet e 257 post su instagram (uno a pasto), e tu niente. E il 2019 è già iniziato da una settimana. UNA SETTIMANA!”
⁃ “A parte che del ministro intestinale non me ne potrebbe fregare di meno se neanche me ne fregasse qualcosa, quelli che mi preoccupano sono i suoi fan, al limite, e la pochezza del loro pensiero. A parte questo, dicevo, che cosa vuol dire che è finito il 2018? Cosa vuol dire che è iniziato il 2019?”
⁃ “Eh, è l’anno nuovo, quello vecchio è finito e tu non hai ancora scritto niente. Una volta qui era tutto un fiorire di classifiche e buoni propositi. Adesso il nulla, il deserto, il vuoto, la calotta cranica di Di Maio…”
⁃ “Ha fatto la battutona, ha fatto! Ma non ti vergogni? Comunque non è questo il problema. Il problema è: chi ti dice che ci sia qualcosa di diverso? Dove è scritto che siccome siamo nel 2019 e non più nel 2018 le cose andranno meglio? Chi ti certifica che adesso vale la pena di scrivere, sforzarsi, spremersi, perché finalmente il 2018 è finito? Voglio un certificato. Un pezzo di carta, anzi di pergamena, in cui si attesta che sì, è il 2019, è tutto diverso. Come abbiamo sconfitto la povertà e la vergogna, abbiamo sconfitto anche il 2018.”
⁃ “Ma che ca…”
⁃ “IL CERTIFICATO! VOLUTO DAL POPOLO. 2019, ANNO BELLO. 2018 FINITO! CER-TI-FI-CA-TO.”
⁃ …