Dai dai dai

Premesso che non credo che qualcuno seriamente stia lavorando, nel Milan, per non raggiungere il sesto posto, mi viene da dire che se anche fosse lo stanno facendo sbagliato.
Cioè, preciso: il gioco ed il dinamismo mostrati contro l’Atalanta sono stati perfetti, per perdere, ma lasciarsi sfuggire l’occasione di farsi raggiungere dalla Fiorentina (l’Inter ormai è inarrivabile), addirittura con un gol in fuorigioco nel finale, potrebbe rivelarsi un errore fatale.
Detto questo, dico io quello che Montella, giustamente, non ha potuto dire nel dopo gara, pungolato dai giornalcosi di Sky sulla necessità di acquisti per l’anno prossimo: Se ne salvano in 3, forse quattro.
Tutti gli altri possono e anzi devono essere rimpiazzati da giocatori più bravi, se vogliamo uscire da questo baratro.
I quattro che si salvano ovviamente sono Gigio “Santo subito” Donnarumma, Gigio “Senza te non ce so sta‘” Romagnoli, Gigio “Quanto ci manchi” Bonaventura e Gigio “Andale andale andale arriba arriba arriba” Suso.
La proprietà cinese è pregata di prendere nota.
Grazie

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Se saltelli entra Locatelli

Una volta si attendevamo con ansia le partite col real Madrid o col Barcellona. Negli ultimi anni ci tocca l’ansia per il Sassuolo. Segno dei tempi che son davvero cambiati.
Stasera ho visto due Milan, anzi tre, e due di quei tre erano inguardabili.
Il primo è quello che ha giocato fino all’ingresso di Niang, incapace di far partire l’azione (quanto sentiremo la mancanza di Romagnoli!) e quindi costretto a un continuo sterilissimo possesso palla nella sua metà campo, in cui Paletta e Gomez ogni volta che si sono trovati con la palla tra i piedi non sapevano cosa farne e quando finalmente riuscivano a darla a Mortolivo quello la rimandava sempre indietro.
In pratica una schifezza totale. Al confronto quello del Milan di Inzaghi era calcio totale.
Poi è entrato Niang e se non altro (questo è il secondo Milan) abbiamo avuto lì davanti qualcuno che riusciva a saltare l’uomo e creare qualche vera preoccupazione al Sassuolo.
La difesa però, e il centrocampo, hanno continuato a ballare in maniera tremenda. Tant’è che il Sassuolo è andato, meritatamente, in vantaggio di due gol.
Per vedere anche una squadra che riusciva a far partire l’azione con la palla al piede da davanti alla difesa è dovuto entrare Locatelli al posto di Montolivo, che nelle ultime due partite ci aveva quasi illuso di essere un vero giocatore. Poi stasera ci ha riportati alla dura realtà.
Buttando via l’adrenalina della vittoria in rimonta, non è il caso di gridare ad un miracolo che non c’è. Diciamo che per una volta, raddrizzate un paio di cose che erano da raddrizzare, le occasioni sono arrivate e sono state sfruttate al massimo. C’è da baciarsi i gomiti, il Milan degli ultimi anni si sarebbe portato a casa la sconfitta e forse sarebbe anche riuscito a peggiorare il passivo.
Oggi, grazie a un rigore effettivamente generoso (non c’era, come non c’era quello che chiedono quelli del Sassuolo, se ne facciano una ragione), ad una cannonata incredibile di Locatelli ed al gol di Paletta, festeggiamo una vittoria che fino alla mezzora del secondo tempo sembrava impossibile. Ma grazie anche all’ennesimo miracolo di Donnarumma nel finale ed al fatto che loro, pur schiacciando il Milan in area nel finale, non sono riusciti a trovare di nuovo la porta.
Ma non dimentichiamo che abbiamo visto un Milan talmente brutto che, se non lo avessimo visto, si potrebbe definire solo come talmente brutto che non può essere vero.
Gli eroi della giornata sono Locatelli e Niang, se lo meritano. Gigione ormai quasi non ci stupisce più. Godiamoci questi ragazzini favolosi.
Per una sera non voglio ripensare a gente come Mortolivo e Abate.
Voglio andare a letto pensando al gran gol di Locatelli e sperando che da oggi sia lui il titolare fisso a centrocampo.

Genoa-Milan: 1-0

Due giorni dopo. Due, perché non si commentano le partite a caldo, ma se poi neppure dopo un giorno hai sbollito l’incazzatura è meglio aspettare un altro giorno. Non tanto per recuperare un minimo di lucidità, quella o ce l’hai o non ce l’hai, ma per lo meno per cercare di limitare il turpiloquio.
Non so se comunque ce la farò.
Cominciamo parlando dell’orario. Io già più volte ho espresso la mia pacata disapprovazione per la decisione di giocare alcune partite in orari improbabili. Non ho ancora stabilito se siano peggio quelle alle 18,00, sia il sabato che la domenica, o quelle alle 12,30 della domenica. E’ certo che a chi ha avuto la brillante idea, a chi la ha approvata e a chi persevera nel portarla avanti non posso che augurare lunghi periodi di stitichezza, intervallati da improvvisi ed incontrollabili attacchi di diarrea.
Tanto dovevo.
Ora andiamo alla partita. Poco da dire. Se giochi senza un centrocampo degno di tale nome ti ritrovi con la difesa scoperta e un attacco che non attacca. Soprattutto se gli altri lo sanno e si adeguano.
Per cui non stupisce il fatto che la difesa è sempre in affanno e prima o poi la becchi.
In questo campionato, in 6 partite, il Milan ha vinto 3 partite e 3 ne ha perse. Ha segnato 8 gol e ne ha presi 9. Soprattutto ha sempre preso gol.
Centrocampo scarso, difesa in affanno e attacco spuntato. Poi capita che anche le difese avversarie abbiano brutte serate, o i tuoi attaccanti abbiano serate migliori delle altre, per cui magari segni più degli altri. Ma se sistematicamente la tua difesa è esposta agli avversari c’è poco da fare. Prepariamoci ad un altro anno di sofferenza.
Dei singoli non parlo, e neppure degli arbitri. Anche se francamente uno come Tagliavento dovrebbe passare la domenica guardando le partite alla televisione invece che sul campo a far danni.
Fine della sottile analisi.
Quest’anno il campionato ha deciso di farlo strano e questa è una delle poche speranze che ci restano, a meno che a gennaio non si provveda a prendere un centrocampista in grado di dare quelle che una volta, quando chi scrive era giovane, si chiamavano geometrie.  Mestiere per il quale, so di essere ripetitivo, il prode Montolivo non sembra essere portato.