ASPIRAZIONI DELUSE A PRIORI

 

Quello che vorrei poter realizzare, nel weekend a venire, è un programma di assoluta bassezza, bieco che più bieco non si può, puro abbruttimento come piace a me. Adesso ve lo illustro pure:

  • Sabato mattina: sonno e riposo, riposo e sonno, poi formazione del fantacalcio e pranzo;
  • Sabato pomeriggio, divano, Italia-Scozia per evitare il cucchiaio di legno, poi al computer, le prime puntate della quarta serie di Lost (non ne ho ancora vista una) in attesa di Milan-Roma;
  • Sabato sera: chevvelodicoaffà;
  • Sabato notte, un paio di birre e poi a letto;
  • Domenica, quel che resta della quarta serie di Lost e poi la seconda di Heroes, anch’essa scaricata ed abbandonata.

Quello che invece enti superiori hanno già programmato per me:

  • Sabato mattina: aiuto nei lavori domestici, spesa;
  • Sabato pomeriggio: shopping
  • Sabato sera: chevvelodicoaffà;
  • sabato notte: nanna;
  • Domenica: gita in collina coi suoceri.

Indovinate un po’ come andrà a finire?

 

 

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AVVERTIMENTI PER IL WEEKEND

 

Tra pochi minuti uscirò dall’ufficio, ergo uscirò dal mondo.

Esplico: Fastweb, che fornische al mio bilocale la maggior parte dei collegamenti esterni, telefono, tv sky, internet, skype, email, etc., ha deciso da due giorni di non funzionare. Quindi uscendo da qui, se stasera il tecnico non riuscirà a risolvere il problema, sarò escluso da tutto, in una bolla che mi riporta diritto negli anni ’80, ma con un cellulare quasi scarico al posto del telefono domestico.

Domani è giornata di pulizie e shopping con la Signorina Matrioska. Poi vorrei vedere le semifinali di Rugby, ma tutto dipende dal tecnico di Fastweb che stasera mi accingo ad attendere con comprensibile ansia.

Domenica non c’è il campionato di calcio. Quindi neppure il Fantacalcio (incredibile, io e i miei soci siamo primi in classifica).

Domenica mattina, se riuscirò a trovare il mio seggio, che pare essere in una via di Milano che non si trova su googlemaps, andrò a votare alle primarie del Partito Democratico, versando il mio obolo e mettendo le crocette a favore di Rosi Bindi, che non è Veltroni.

Dopodichè mi avvierò verso una amena località ove, tempo permettendo, mi attende una grigliata (a metà ottobre? sì, a metà ottobre) con un collega della succitata signorina ed altra gente che non conosco, coi quali poi, forse, se riusciamo a metterci d’accordo, ci potrebbe scappare anche di suonare qualche nota.

Credo proprio che ci si ribeccherà lunedì.

Non fate nulla che io non farei.

 

L'IMPONDERABILE LEGGEREZZA DEL WEEKEND

 

L’imponderabile è successo. Gli All Blacks hanno perso il quarto di finale con la Francia. 20-18 e tutti a casa. Non è la prima volta e qui si sfiora il dramma. Perché anche ai mondiali precedenti gli All Blacks erano arrivati con la patente dei più forti di tutti ed avevano perso prima della finale, dopo un girone in cui avevano spazzato via tutti come fossero moscerini. Ed anche la volta precedente.

Questa volta doveva esserci la rivincita, ma non c’è stata.

Gli All-Blacks, la nazionale più forte e più famosa del mondo, ha vinto il mondiale una sola volta, alla prima edizione. Poi non c’è più riuscita. Una vera maledizione, verrebbe da dire, e non escludo che qualcuno non cominci a pensarlo sul serio. Di fatto la nuova Zelanda aveva vissuto gli ultimi quattro anni come una lunga preparazione di questa coppa del mondo. Hanno vinto tutto quello che c’era da vincere, hanno spaventato letteralmente il mondo del Rugby, si sono preparati come non aveva mai fatto nessuno, con un solo scopo: rivincere, finalmente, la coppa. Ed invece, come sempre può capitare negli sport veri, qualcosa è andato storto. La paura di fallire fa brutti scherzi, alle volte ti può portare a fallire veramente.

I risultati dei quarti:

Australia – Inghilterra
10-12
Nuova Zelanda – Francia
18-20
Sudafrica – Fiji
37-20
Argentina – Scozia
19-13

Le semifinali:

Inghilterra – Francia 13/10
Sudafrica – Argentina 14/10

 


In the frattemp (eh, si vede che ho studiato?), la mia amata Olimpia Milano ha deciso di dare da subito la chiara indicazione di che razza di campionato ci farà vedere, andando a perdere a Rieti. Il bambino ha male ad una spalla e si è dovuto a fermare a 12 punti. La sensazione che se non gira lui non gira tutta la squadra continua a farsi sentire. I risultati altalenanti sembrano gli stessi dell’anno scorso. Il gioco ancora non c’è, ce ne eravamo accorti già domenica scorsa, quando comunque avevamo vinto contro una Eldo troppo scarsa per essere vera. Bisogna dare tempo e fiducia al nuovo allenatore, la squadra è completamente rinnovata rispetto all’anno scorso, bla bla bla, etc. etc. etc.

 

 


Ah, tanto per saltare di palo in frasca, Golardino ha segnato una doppieta. Era ora.

 

Mo’ vediamo se saprà ripetersi anche quando giocheremo contro una squadra con un portiere.

Del nostro, di portiere, non parlo. Prima se ne va e meglio è.

 

LO SPORT DEL WUIKEND

Oggi grande giornata di calcio, con Roma-Inter alle 18,00 che è un ottimo aperitivo, soprattutto per chi può guardarsela con un certo distacco. Livello d’attesa circa 5 su 10.
Inizia pure il campionato di Basket. L’Olimpia gioca domani contro l’Eldo Napoli. Attesa 7 su 10. Magari domani mattina sarò più preso.

Ma c’è poco da fare, oggi conto i minuti per Italia-Scozia, il resto è solo di contorno. 10 su 10, direi. Sono in clima prepartita pazzesco.
Ne frattempo mi sono goduto gli All Blacks, che per non smentirsi hanno passeggiato anche sui Romeni. 85-8 e via andare.
Finora gli unici a fare due mete contro la nuova Zelanda siamo stati noi. Sperèm.
Stasera è la sera.

SI PUO’ FARE



SI PUO’ FARE



SI PUO’ FARE!

NON C'E' PIU' RELIGIONE

 

Abominio, sacrilegio.

I maledetti spocchiosi mangialumache biasciconi francesi hanno commesso il peggior sacrilegio che si potesse compiere. Ritiro tutti i complimenti che, in un momento di inspiegabile euforia, mi sono lasciato sfuggire nei loro confronti.

Hanno abolito, dopo le partite del mondiale di Rugby (che per disgrazia si organizza in Francia) il terzo tempo.

Il terzo tempo, capite? Il terzo tempo! Il terzo tempo è lo spirito del rugby, prima ci si riempie di mazzate sul campo e poi si beve e si festeggia TUTTI INSIEME, vincitori e vinti.

Togliere il terzo tempo è come giocare con una palla rotonda.

Per fortuna che ci sono gli All Blacks: "È per questo che a Lione — dice Rui Cordeiro, pilone portoghese —, quando gli All Blacks hanno spalancato la porta del nostro spogliatoio, ciascuno con una birra per sé e una per il diretto avversario, ci siamo entusiasmati e commossi. Abbiamo respirato quella sana, vecchia, alcolica aria della tradizione".