Stanotte ho fatto un sogno strano.

Mi è apparso Salvini, avvolto a mo’ di tunica in una bandiera dell’Europa, sul capo una corona di Euro, in mano una effige del Sacro Cuore di Ursula von der Leyen.
Mi ha spiegato che i famosi 40 milioni di Euro non sono più nella disponibilità della lega perché li ha dati tutti in beneficienza a Emergency e Sea Watch.

Mi sa che ieri sera ho esagerato col cren.

La cura SilvioB

Avete sentito? Ha dato della culona inchiavabile alla Merkel, orrore, orrore!
Avete visto? Ha dato dell’abbronzato a Obama, orrore, orrore!

Avete visto? Salvini mangiava ciliegie mentre Zaia parlava dei bambini morti di COVID-19!
Brivido, terrore, raccapriccio!

Abbiamo visto quanto è servito con Berlusconi. Il risultato è e sarà lo stesso con Salvini.
Perché se tanta gente è riuscita a passare un colpo di straccio su 20 anni di insulti vari (ogni riferimento ai salviniani a sud del Po è voluto), non cambierà idea per l’ennesima cafonata. Non cambierà idea e basta, a meno che non la cambi per motivi suoi (che in genere, l’abbiamo capito, partono dal portafogli più che dal cuore).

Che poi, se vogliamo dirla tutta, a me quello delle ciliegie sembrava, oltre che una cafonata, un messaggio interno un po’ mafioso a Zaia, che alcuni danno come possibile successore di Salvini a capo della Lega. Una roba tipo “sì, sì, parla parla, intanto io mi faccio i fatti miei”, o, se vogliamo usare una citazione un po’ più nota, “io sono io e voi non siete un cazzo”.

Non so se sia la soluzione, ma penso che sia meglio farlo sparire nel suo mondo di seguaci (veri e fasulli) sui social, invece che continuare a parlarne.

Sì, adesso lo sto facendo anche io, in qualche modo. Ma in realtà non sto parlando di lui, ma di chi (e a chi) gli si oppone. e non riesce a fare a meno di gridare ogni volta la sua sacrosanta indignazione.

La bestia si nutre di questo. E’ un troll. Lui lancia l’esca e voi puntualmente ci cascate. Così poi lui fa la vittima, “ecco, io cerco di salvare il paese dall’invasione dei tedeschi ne**i d’europa, e loro si attaccano alle mie ciliege”, e voi di nuovo a protestare indignati, e via così.

Una volta, agli albori dell’internet, agli albori dei forum e dei blog, si diceva “don’t feed the troll”.

Ecco, fate come agli albori dell’internet, don’t feed the troll.

La crisi spiegata ai gattini

Ho visto l’apertura del PD ad una ipotesi di governo coi cinquestelle come un male necessario.
Ho detto necessario, non piacevole. E Soprattutto non credo che si debba andare fino in fondo a tutti i costi. Anzi.
E’ stato un male necessario, perché bisognava disinnescare le assurde pretese di Salvini di avere “pieni poteri”, chiarendo (evidentemente ce n’è bisogno) che siamo in una Repubblica parlamentare e che i Governi si fanno in Parlamento, non in spiaggia.
Per cui se cade un Governo non si va automaticamente al voto solo perché lo chiede chi l’ha fatto cadere.
Se cade un Governo se ne fa un altro, e se questo ottiene la fiducia in Parlamento, il 50% dei parlamentari + 1, governa.
Si va a elezioni anticipate se il Parlamento non è in grado di dare la fiducia ad un Governo.
E’ stato necessario, ma secondo me è comunque un male. Perché per quanto mi sforzi, non riesco a trovare punti in comune tra il PD e quelli che fino alla scorsa settimana lo definivano “il partito di Bibbiano”, tra il PD e quelli che definiscono i suoi elettori “Pidioti”, tra il PD e chi per 14 mesi ha accettato e sostenuto tutto quello che ha fatto Salvini, pur di tenere il proprio sedere sulla poltrona, e si è accorto delle sue malefatte solo quando Salvini ha minacciato di sfilargliela da sotto le chiappe.
Esistono motivi politici di opportunità per cui sarebbe forse meglio mollare il colpo e lasciare, come si dice, il cerino in mano a Di Maio e co.
Anzi, verrebbe da chiedersi chi glie lo fa fare di sforzarsi tanto per tentare di togliere le castagne dal fuoco a questa banda di incompetenti.
Ma esistono motivi politici e di opportunità per cui sarebbe meglio non farlo. Tipo che alla fine chi ci va di mezzo siamo sempre e comunque noi.
In questo momento il PD è quello che ha meno da perdere. Era già all’opposizione e tutto sommato ha consolidato un suo zoccolo duro di elettori.
Ma confido che all’interno del partito ci sia già chi lavora per riuscire a mandare in vacca tutto e peggiorare le situazione.
Per cui non me ne occupo in questo post. Ce ne vorrebbe un altro molto lungo, dal quale forse non riuscirei mai a uscire.
In tutto questo, purtroppo, l’ago della bilancia resta in mano ai 5stelle, dei quali mi fido quanto mi fiderei di un tassista cieco.
Se vogliono riprovarci con Salvini, facciano pure.
Si troveranno a dover scegliere tra un bis di quanto già visto negli ultimi mesi – ma dovranno fare i conti con la propria inadeguatezza e con un alleato ancora più arrogante e bizzoso di quanto non sia stato finora – o il voto subito. Per poi ritrovarsi probabilmente tra qualche mese fuori da ogni possibilità di governo. Altro che cambiamento.
Potrebbe anche essere un passaggio salutare per loro. Potrebbe essere la volta buona che tentano di pescare al loro interno, se c’è, qualcuno che sappia almeno fare un cerchio col bicchiere.
Ma non penso che l’Italia possa aspettare i loro comodi, né lo farà.
Poi magari mi sbaglio (non sarebbe la prima volta), ma credo che a questo punto anche lo stesso Salvini non abbia tutta questa voglia di rimettere in piedi un Governo coi 5stelle, sia che si tratti di un Conte-bis che di qualsiasi altro governo.
Gli toccherebbe fare quello da cui ha cercato di scappare aprendo la crisi, cioè una legge di bilancio che tenti di raddrizzare la rotta per evitare l’aumento dell’IVA.
Oltretutto dovrebbe farlo ingoiando il rospo di tutti gli insulti che gli sono arrivati dai suoi alleati in questa fase di crisi. Difficile da spiegare ai suoi elettori duri e puri.
Oppure dovrebbe riaprire una crisi subito dopo aver tentato di chiudere quella precedente, sapendo che i 5stelle hanno comunque un tavolo aperto col PD. Anche questa mossa, a occhio, mi sembra un po’ difficile da spiegare.
Però a questo punto si trova in mezzo al guado. Non può sfiduciare di nuovo il governo di cui fa parte (governo dimissionario). Non può trattare per cercare di mettere in piedi un governo in cui non ci siano i 5stelle. Non può, in questo momento, trattare per un nuovo governo coi 5stelle.
Può solo mettersi ad aspettare per decidere contro cosa o contro chi sbraitare.
Cosa succedera?
Spero proprio che nessuno dei miei sette lettori si aspetti che io sia in grado di fare previsioni in questa situazione.
Mi sono limitato a riassumere quel che penso di avere capito. Con la consapevolezza che potrei anche non averci capito una mazza (non sarei in nessun caso l’unico).

Lo sprezzo del ridicolo e l’italica scarpa

Se non ti rendi conto che quella che tu vai dipingendo come una fragorosa azione di protesta in realtà è una roba talmente scema che fa il giro ed è ancora più scema, allora sei pronto per andare a fare l’europarlamentare leghista.
Purtroppo i riferimenti di questo post non sono casuali né frutto di fantasia.
Altro che aver abolito la povertà, finora l’unica cosa che hanno abolito è il senso del ridicolo.

I mandato

Ci sono cose, nel bene o nel male, su cui bisogna stare attenti. Una di queste è la democrazia. L’altro, che per certi versi viene anche prima, è l’umanità.
La nostra, per esempio, è una democrazia parlamentare. A causa di ciò Salvini, facendo parte della coalizione che solo dopo le elezioni si è accordata per ottenere la maggioranza in Parlamento, è un ministro.
Questo però non gli consente di sostenere che ha ricevuto un preciso mandato, per le porcate che fa e che dice, da tutto il popolo italiano.
Il popolo italiano è composto anche dalla gran massa di persone che non hanno votato né lui né il suo partito e che non gli hanno sicuramente dato alcun mandato , non nel senso che intende lui, almeno.
Io personalmente, ci tengo a chiarire questo punto, non gli ho dato alcun mandato, anche se ogni volta che lo sento parlare lo manderei volentieri (lascio ben immaginare dove).
Quello che sta facendo in questi giorni, sia be chiaro, lo fa non non a nome mio né con la mia minima approvazione. Anzi, provo un persistente ribrezzo nei suoi confronti. Giusto per non cercare eufemismi quando non sono necessari.
Non so se sia peggio l’assoluta disumanità di quello che dice e sta facendo o l’arroganza con cui lo fa.

OK, E’ UNA SETTIMANA CHE PROVO A SCRIVERE QUESTO POST METTENDOCI TUTTA LA DIPLOMAZIA DI CUI (NON) SONO CAPACE, INFATTI NON NE VENGO A CAPO.
FANCULO ALLA DIPLOMAZIA, LO DICO ESATTAMENTE COME LO PENSO A FACCIO MOLTO PRIMA.
SALVINI FA SCHIFO. CHI SOSTIENE SALVINI FA SCHIFO. CHI GOVERNA CON SALVINI FACENDO FINTA DI NON VEDERE QUELLO CHE STA FACENDO SALVINI FA SCHIFO.
PUNTO.

Massimo Livore.

Dunque, l’uomo che produce quotidianamente nefandezze sui social a nome di Salvini ha un volto e un nome.
Dal volto verrebbe quasi da considerarlo l’anello di congiunzione tra il leghista medio e il cugino scemo di Rovazzi (detto con tanta stima per Rovazzi, cui per altro ho appena dato del cugino intelligente di qualcun altro).
Il nome è un nome come tanti, è il suo e se lo tiene. Non è neppure un nome segreto, anzi è noto e temo che nei prossimi tempi acquisirà sempre maggiore notorietà, ma io preferisco riferirmi lui con uno pseudonimo che mi sembra più adatto a quello che fa quotidianamente: MASSIMO LIVORE.
Se una mattina vi alzate e leggete l’ennesima sparata salviniana sui social, di quelle che fanno accapponare la pelle alla gente che ancora ha un cuore o un cervello, molto probabilmente la sparata non è stata prodotta nella scatola cranica di Salvini stesso. È farina del sacco di Massimo Livore.
È lui che ha trasformato Salvini da quello che era prima (aiutatemi a trovare le parole) all’attuale misto tra un BuongornoKafféééé e un bimbominkia dell’odio.
Salvini ci mette la faccia e l’arroganza e, ovviamente ne condivide il contenuto. Ma dietro ai tweet odiosi e a tutto il resto c’è Massimo Livore o qualcuno del suo staff.
Questo non rende Salvini meno responsabile, ma serve forse per capire che dietro a tutto quello che viene condiviso sui social di Salvini c’è, purtroppo, uno studio e una ragione.
È tutto frutto di una approfondita e, ahinoi, efficace analisi di marketing.
Lo staff di Massimo Livore ha individuato un target e a quello si sta rivolgendo.
Per cui Salvini non è il problema (un po’ lo è, ma capiamoci).
Il problema è che in Italia c’è un sacco di gente che aveva bisogno di quel linguaggio e di quei discorsi (chiamarli concetti o ragionamenti mi viene male, anche se mi rendo conto che questo fa di me uno snob).
Sono tanti, sono in mezzo a noi e non vedevano l’ora che arrivasse qualcuno a dir loro che hanno ragione. Che quei loro pensieri che noi snob bolliamo per razzisti non lo sono. Anzi, i razzisti siamo noi, all’incontrario.
Che se si sentono poveri e neri (Cit.) è colpa di quelli che realmente sono più poveri e più neri di loro.
Questo è il problema.
Per la soluzione, non so. Se la avessi forse non sarei qui, in balcone, con 35 gradi, a scrivere un post che leggeranno se va bene 35 persone (storicamente i mie post vengono letti in massa solo quando insulto a sangue qualcuno).
Rimane il fatto che una volta, nel paese in cui sono cresciuto io, dare a qualcuno del razzista o del fascista era un modo di insultarlo. Oggi c’è il rischio che ti ringrazino.

Salve Salvini

Ingenuamente alle volte mi chiedo se il baldo Salvini sia veramente così come si dipinge o se semplicemente si è fatto prendere troppo dalla parte che recita.
Ingenuamente ed anche inutilmente, perché la quantità (e la qualità) delle enormità che dice e scrive tutti i giorni non cambia se le pensa davvero o se finge. Come non cambia la bava alla bocca che puntualmente si scatena tra i suoi seguaci nei confronti del nemico di turno.
Mi stupisce poi questa capacità di riuscire ogni giorno che passa ad alzare l’asticella. Se ci pensate non è facile. Anche perché davvero ci sono volte in cui penso che peggio non si potrebbe fare neanche scavando.
Eppure il giorno dopo lui ce la fa.
Bisogna riconoscere che dai e dai una cosa l’ha imparata bene: tirare fuori il peggio da sé stesso e dai suoi seguaci. Quelli che “non sono razzista ma”, “aiutiamoli a casa loro”, “35 euro, hotel 5 stelle iPhone e Wi-Fi gratis”.
Anche loro, la sera, prima di addormentarsi, dopo aver detto le loro preghierine, un po’ di vergogna la proveranno?
Odio e razzismo. Razzismo e odio. Aggiungi un po’ di sana ignoranza ed avrai una miscela esplosiva. Fatico a immaginare una combinazione peggiore.
Signori leghisti, sappiate però che io non vi odio.
Mi fate schifo, mi fa schifo la vostra mancanza di umanità, ma non vi odio.
E se proprio devo augurarvi qualcosa, vi auguro tutto quello che voi augurate ogni giorno agli altri.

I pazzi, quelli veri.

Quando la realtà supera la fantasia che supera la realtà che supera la fantasia.
La bozza di contratto di governo vera va oltre. Oltre tutto.
Remissione di parte del debito. Ci starebbe anche, via, chi non è mai andato in banca a chiedere che cancellassero un po’ di rate del mutuo?
E poi fuori tutti, usciamo dall’Euro. Ma dopo la cancellazione del debito, così ce lo cancellano in Euro e non in Lire.
E dopo essere usciti dall’Euro tutti in braccio a papà Putin. Così riusciranno in quello in cui non sono riusciti i COMUNISTI in 40 anni di COMUNISMO: farci annettere all’unione sovietica (o a quel che ne rimane).
Per non parlare del COMITATO DI CONCILIAZIONE, ma che bella invenzione.
Non mi è chiaro però se sarà un consesso di persone che si incontrano veramente o una chat su Whatsapp. Direi meglio la seconda, che si possono mettere le faccine.