L’amore ai tempi dell’amuchina #1

Domenica:
il gol di Ibra era regolare, ma vabbé. È una quisquilia rispetto a quel rigore per fallo sulla palla.
Il Milan ormai è un vecchio cane zoppo sdraiato vicino al marciapiedi. Gli arbitri passano e, volendosi far vedere forti e coraggiosi, tirano un calcio al cane zoppo. E poi scappano, che non si sa mai.

Ieri:
Situazione coronavirus. Sono a casa in smart working con Mati, visto che la scuola è chiusa.
Dato che si annoiava, stamattina le ho fatto pulire la cucina, poi le ho fatto preparare l’impasto per una pizza, poi le ho fatto grattugiare il pane vecchio e preparare l’impasto per una torta.
Credo che domani chiamerà la preside per chiedere che venga riaperta la scuola.

Oggi:
A un certo punto si passa dallo smart working all’arresto domiciliare. Diciamocelo, in ufficio, alla fine, si è più tranquilli. E a un certo punto si stacca. Qui invece, con il fatto che non vuoi dare l’impressione di lavorare meno, un’ora dopo la fine del tuo orario sei ancora lì a rispondere alle email.
La mia religione vieta di lavorare gratis.

Oggi: Mati ha sparecchiato, apparecchiato, svuotato la lavastoviglie, riempito e fatto partire la lavatrice, guardato tik tok sul mio iPhone, aiutato a preparare il pranzo, è venuta con me a fare la spesa (a proposito, i supermercati si stanno riempendo di nuovo e ringraziano per gli incassi inaspettati).
Ad un certo punto ha anche fatto i compiti si scienze. Per ben 4 minuti. Al quinto era stanca.

Mi sono ricordato di avere da parte un flacone di Amuchina, ancora sigillato, da un litro. Scadenza agosto 2021.
Io non dico niente, ma le offerte sono libere.
Astenersi perditempo, arbitri e juventini.

Gli scherzi di Giampaolo

Avessi almeno visto la partita, potrei anche commentare, ma no. Mi trovavo fuori casa, non ho fatto l’abbonamento a DAZN, per non parlare delle cavallette, signora mia, le cavallette! Per cui mi sono trovato ad ascoltare la cronaca della partita sulla app dell’ACMilan, col commento di Suma.
Esperienza quasi lisergica, ma poco utile a capire come siano andate veramente le cose.
Poi però mi sono letto tutti i commenti, giusto per avere la certezza di capirci ancora meno. E infatti una qualche idea me la sono fatta, probabilmente sbagliata.
Ne butto giù qualcuna in ordine sparso:

  • Giampaolo è uno che fa gli scherzoni. Settimana scorsa ha messo in campo metà squadra fuori ruolo, questa settimana s’è divertito a spaventarci con Piatek e Paquetà in panchina. Contro il Verona potrebbe inventarsi di giocare col portiere volante e la difesa a due. E Borini prima punta, seconda punta e trequartista.
  • C’è gente versatile, come Borini, che in qualunque ruolo venga schierato fa il suo allo stesso modo, ossia correndo come un pazzo, e gente come Suso che se lo sposti di un cm dal suo habitat va in crisi. Tendenzialmente, visto che non abbiamo certo una squadra di fenomeni, sarei per far giocare tutti nel loro ruolo. Tranne Borini, che lui va bene un po’ ovunque.
  • Paquetà è un trequartista e il suo posto è in campo, non in panchina. Borini, ovviamente, dove lo metti sta.
  • Piatek deve giocare sempre. Altrimenti non lamentiamoci se poi non segna. È piuttosto difficile tirare in porta dalla panchina. A meno che tu non sia Borini.
  • Oggi finisce il mercato e finalmente pare che siamo riusciti a sbolognare Andrè Silva. Adesso ufficialmente abbiamo solo una punta di ruolo. E Borini.
  • Quindi mi volete dire che il governo del paese è nelle mani di poche decine di migliaia di bimbiminkia che credono che DiMa sia uno statista e DiBa un messia? AH NO, QUESTO È UN ALTRO DISCORSO. (Resta aperta l’opzione Borini presidente del consiglio)
  • Nel frattempo l’Italia del basket ha fatto quel che doveva fare, battendo agilmente Filippine e Angola, e s’è praticamente assicurata il passaggio del turno (per complicare le cose la Serbia dovrebbe perdere contro le Filippine) ai Mondiali cinesi. Anche senza Borini.
  • Il certificato

    ⁃ “Oh, è iniziato, datti una mossa.”
    ⁃ “E’ iniziato cosa? Cosa dovrei fare?”
    ⁃ “L’anno nuovo, il 2019. E’ iniziato da un pezzo, una settimana, e tu non hai ancora scritto niente.”
    ⁃ “ E quindi?”
    ⁃ “Eh oh, devi scrivere. A quest’ora il ministro dell’intestino ha già 458 stati di facebook, 350 tweet e 257 post su instagram (uno a pasto), e tu niente. E il 2019 è già iniziato da una settimana. UNA SETTIMANA!”
    ⁃ “A parte che del ministro intestinale non me ne potrebbe fregare di meno se neanche me ne fregasse qualcosa, quelli che mi preoccupano sono i suoi fan, al limite, e la pochezza del loro pensiero. A parte questo, dicevo, che cosa vuol dire che è finito il 2018? Cosa vuol dire che è iniziato il 2019?”
    ⁃ “Eh, è l’anno nuovo, quello vecchio è finito e tu non hai ancora scritto niente. Una volta qui era tutto un fiorire di classifiche e buoni propositi. Adesso il nulla, il deserto, il vuoto, la calotta cranica di Di Maio…”
    ⁃ “Ha fatto la battutona, ha fatto! Ma non ti vergogni? Comunque non è questo il problema. Il problema è: chi ti dice che ci sia qualcosa di diverso? Dove è scritto che siccome siamo nel 2019 e non più nel 2018 le cose andranno meglio? Chi ti certifica che adesso vale la pena di scrivere, sforzarsi, spremersi, perché finalmente il 2018 è finito? Voglio un certificato. Un pezzo di carta, anzi di pergamena, in cui si attesta che sì, è il 2019, è tutto diverso. Come abbiamo sconfitto la povertà e la vergogna, abbiamo sconfitto anche il 2018.”
    ⁃ “Ma che ca…”
    ⁃ “IL CERTIFICATO! VOLUTO DAL POPOLO. 2019, ANNO BELLO. 2018 FINITO! CER-TI-FI-CA-TO.”
    ⁃ …

    Croniche del santissimo #Gennarinogattuso. 1.12.33

    Nell’ameno paesello di San Brembano Merlato Catino Marittimo in assassina, vive una bambina di nome Jazira.
    Jazira è una di quelle bambine che avendo di una tonalità di pelle un po’ scorretta non piacciono molto al nostro ministro dell’intestino, perché crescendo potrebbe diventare una pericolosa terrorista o contestare il suo fascino da padre e da ministro dell’intestino (un giorno queste due cose saranno lo stesso crimine).
    Detto questo, la bambina era molto triste e piangeva sempre perché non poteva mai vedere il suo papà, che lavora di notte come passaggio a livello umano nelle locali ferrovie.
    Passava giorno di lì il Santissimo Gennarinogattuso e venne a sapere di questa incresciosa situazione. Egli trovò intollerabile la tristezza della povera bambina e nella sua saggezza trovò la soluzione.
    Disse quindi agli zotici paesani: mettete una foto del padre nella cella della ragazzina, affinché lei la veda tutti i giorni e se ne consoli.
    Gli zotici, impressionati dalla sua saggezza e un po’ intimoriti dalle nocche delle sue mani forti come fucili, eseguirono, e da quel giorno Jazira fu meno infelice.
    Questo per dire che Gennaro Gattuso risolve problemi, non ne crea. E se siamo quarti in classifica dopo un paio di decenni occorre cominciare a riconoscere i suoi meriti.

    Il cane dei poteri forti

    ⁃ Prof, il mio tema è stato manipolato da una manina criminale, io non volevo scrivere se avessi ma se avrei.
    ⁃ Giggino, ma guarda che io il tuo compito ancora non l’ho ricevuto.
    ⁃ ah, allora me l’ha mangiato il cane dei poteri forti. Quello è terribile, tutte le volte che esco di casa cerca di mordermi. Che peccato prof, era un bellissimo compito, scritto col cuore.

    10 cose che gettate in campo nel derby sarebbero state più utili di Kalinic

    1 I baffetti da sparviero alla Andrè Silva schiariti con l’acqua ossigenata sulla faccia di Kessie.
    2 Un Ficus Benjamin da salotto in finta pelle umana.
    3 Il Caucaso decaucasizzato.
    4 Un’enorme buca con dentro 10 piccoli indiani che recitano un monologo di Claudio Bisio.
    5 Il sindaco del Molise vestito da tecnico del suono audioleso.
    6 Il piede sinistro di Luciana Littizzetto.
    7 Un coro di voci bianche specializzato in colonne sonore per film porno.
    8 Una riproduzione in peluche in scala 1:1 dei testicoli del David di Michelangelo da appendere allo specchietto della Panda.
    9 Una schedina del totocalcio del 1997 da un’idea di Andrea Accorsi, cugino di Stefano in crisi da mancanza di attenzioni.
    10 Questa lista.

    Le bisaxarie presidenziali

    Quello lì con un sondaggino informale tra gli amichetti commentatori suoi lancia la candidatura alla Presidenza della Repubblica, pretendendo che gli altri si pieghino a 90 e dicano “sì sì che magari ci scappa l’accordo”, e noi che facciamo?
    Il minimo, signora mia, è fare lo stesso.
    Domani lancerò le Presidenziali di Condominio con un volantino in ascensore.
    Nel frattempo, dato che c’ho un blog anche io e da prima di Beppegrillo, mi faccio anche io la mia piccola votazione. Poi per comodità sottopongo il risultato a Uolterueltroni, che mi sa che Bersani in questi giorni è troppo impegnato a tenere la schiena dritta e non si può distrarre.
    Giusto per evitare perdite di tempo, vi faccio la lista dei candidati. Voi se volete ne scegliete uno nei commenti. Se non volete lasciate perdere.
    Poi io tiro le somme e se mi piace il risultato lo propongo.
    Altrimenti dico che ci sono anche i voti via email che conosco solo io e propongo chi mi pare. Cioè il guccio. Gli altri nomi son lì per fare mucchio.
    I candidati:
    – Francesco Guccini
    – Zdenek Zeman
    – Franco Baresi
    – Giovanni Rana
    – Ornella Muti
    – Gloria Guida
    – Gianna Nannini
    – Gianni Rivera
    – Carla Signoris
    – Ilda Bocassini
    – Adelmo Fornaciari detto Zucchero
    – Enzo Catania detto Turbominchia

    Le cose importanti

    M’è venuto in mente che, nella remotissima ipotesi che ci fosse qualcosa di vero in questa baggianata su 21/12/2012 con cui ci hanno strafacassato i gioielli di famiglia, questo blog concluderebbe la sua esistenza con un post sul berlusca. Per come la vedo io, non sarebbe una bella cosa. Un po’ come morire lasciando ai posteri, invece che una frase storica o un buon consiglio, una scorreggia con la virgola.
    Certo, dopo che te ne sei andato non te ne frega niente, ma che figura signora mia.
    Son cose che tolgono il sonno, per cui scrivo un altro post assolutamente improvvisato, l’importante è che sia su un altro argomento.
    Il problema vero è che se avessi avuto un altro argomento su cui scrivere qualcosa lo avrei fatto prima, per cui sono un po’ in ambasce.
    Non è mica una roba facile, questo potrebbe essere l’ultimissimo post di questo blog, e anche se so che non ci sarebbe comunque nessuno a leggerlo, vorrei lasciare all’universo una traccia un po’ migliore.
    Ecco, trovato: ieri notte piccoletta ha vomitato. Due volte.
    La prima volta verso l’una. Era nel suo lettino, s’è svegliata, ha cominciato a piangere e ha vomitato. Oppure ha vomitato e poi ha pianto. Non so. Io sono accorso e per non sapere che fare ho messo le mani a conchetta sotto la sua bocca, pensando che servisse a qualcosa. Poi ho notato che aveva già svomitazzato dappertutto e ho lasciato perdere. Con le mie mani a conchetta piene di vomito sono andato in bagno ed ho scaricato il contenuto nel cesso.
    Nel frattempo è arrivata la SS con una bacinella, ha visto la scena ed ha vomitato pure lei. Nella bacinella.
    Poi abbiamo recuperato la bambina, l’abbiamo lavata, abbiamo disfatto il suo letto, gettato via tutto il vomito che aveva sparso sulle lenzuola, pulito i pavimenti, e s’è fatta una cert’ora.
    Quindi piccoletta è finita a dormire nel mio letto con la mamma e io sul divano.
    Verso le quattro e mezza ha rivomitato, ma è stata una cosa molto meno spettacolare e anche i danni sono stati più limitati.
    Solito giro di lavaggi, cambio di pigiami e lenzuola, e siamo tornati a dormire.
    Ecco, con queste belle immagini nel cervello direi che adesso possiamo affrontare la fine col sorriso.
    Non ringraziatemi, tanto moriremo tutti.

    C’è sempre di peggio, basta saper aspettare

    Uno non fa in tempo ad indignarsi per le cretinate dette dal noto comico che salta fuori qualcuno a fare peggio, per quanto potesse sembrare incredibile. Che poi questo qualcuno sia un leghista è solo il naturale ordine delle cose.
    Se supera quello che credevi essere il normale livello di cretineria non può che essere di origine leghista, è a quello che servono.
    Il sindaco di Adro, per esempio. A parte che dopo la storia della scuola ricoperta di simboli di partito stai ancora a chiederti perché questo sia ancora sindaco, tanto per cominciare. Perché vabbé che la democrazia si basa sul consenso, ed essendo stato eletto è giusto che sia nominato sindaco, ma quando si assume una determinata carica si diventa comunque il rappresentante dello stato, ergo delle sue leggi, per cui se un sindaco si pone al di fuori delle leggi dello stato non vedo perché quest’ultimo non debba dargli un benedetto calcione sui suoi coglioni padani (che non sono i tuoi elettori anche se la definizione farebbe pensare).