I 5 eventi più belli del 2011*

*= In realtà l’anno non è ancora finito e in 10 giorni potrebbero succederne di cose, ma facciamo che per ora va bene così e poi nel caso aggiorno la classifica.

  1. Le dimissioni di Berlusconi
  2. Le dimissioni di Berlusconi
  3. Le dimissioni di Berlusconi
  4. Le dimissioni di Berlusconi
  5. Lo scudetto del Milan

Milano anno domini 1011

Succede che con cadenza quasi annuale mi tocca avere a che fare, per i motivi più svariati, con l’italica burocrazia ed i suoi apparati infernali. Ogni volta ne esco con la convinzione che il solo scopo della loro esistenza è riconfermare , se mai ce ne fosse bisogno, che sudditi siamo, sudditi resteremo e da sudditi moriremo, in coda ad uno sportello.
Questa volta tocca all’INPS e al Comune di Milano.
Ma quale sia l’ente o la struttura del momento e che cosa faccia non fa differenza, in fondo sono tutti uguali.
Bollatemi pure di qualunquismo, se credete. Nella mia esperienza personale però non ricordo una sola occasione in cui una qualsiasi pratica si sia risolta senza dover tornare almeno una volta allo stesso sportello,e senza aver fatto tappa da un’altra parte. Manca sempre qualcosa, che deve essere rilasciata da un altro ufficio e non esiste una volta che te lo dicano in anticipo, in modo da arrivare con tutto pronto.
Chi ha mai goduto degli assegni per il nucleo familiare (ANF, per gli amici) sa come funziona normalmente. La domanda per percepirli si consegna alla propria azienda, la quale paga e poi recupera dall’INPS.
Dato  però che vivo nel peccato c’è prima un ulteriore passaggio, la richiesta di autorizzazione all’inclusione di piccoletta nel mio nucleo familiare, che diversamente dalla richiesta di pagamento deve essere portata direttamente all’INPS. Oppure spedita per raccomandata, ma se poi manca qualcosa bisogna aspettare che la ricevano, che la guardino e che si degnino di comunicarlo. In ogni caso una coda ci scappa, se non è all’INPS è alle poste. Visto che con le poste ho già dato in passato, ho deciso di andare direttamente all’INPS. Non bisogna mai farsi mancare niente.
Pertanto, una volta scaricato il modulo, dopo aver letto varie volte le istruzioni (non so chi le ha scritte, ma il male che gli auguro non lo posso riportare qui per decenza), l’ho compilato e settimana scorsa sono andato allo sportello della sede INPS a consegnarlo.
Fatta la solita, immancabile, coda allo sportello mi segnalano che manca qualcosa (te pareva): oltre alla richiesta debitamente compilata e firmata, devo produrre una dichiarazione della S.S. firmata e accompagnata da copia del suo documento d’identità (il campione di DNA lo chiederanno la prossima volta)  attestante che lei non percepisce gli ANF, e uno stato di famiglia storico alla data di nascita della piccoletta, per dimostrare che quando è nata io ero residente nella stessa casa (non so cosa cambi, ma questa è la spiegazione che mi hanno dato)(adesso invece potrei anche essermi trasferito in Papuasia, o averci trasferito lei, non so)(ma che se ne andassero affanculo tutti).
Evidentemente il fatto che io sottoscriva nella richiesta esattamente le stesse informazioni, assumendone le responsabilità di fronte alla legge (e un po’ anche a dio e alla madonna, abbondantemente chiamati in causa all’uopo) non basta. Sono precisi questi dell’INPS. Peccato che nelle istruzioni del maledetto modulo tutto questo non ci sia. Precisi ma un po’ distratti. Birbantelli.
Pertanto stamattina sono passato in anagrafe per richiedere il certificato storico. Il quale è storico davvero, per cui non possono mica produrmelo al momento semplicemente ripescando i dato in un archivio informatico.
Altrimenti si chiamerebbe stato di famiglia moderno.
Eh no. E’ storico, cazzo, STORICO. Bisogna risalire fino al 2007. Mica pizza e fichi.
Pertanto stamattina mi hanno rilasciato soltanto una ricevuta, storica anch’essa. Una strisciolina di carta ingiallita e dotata del tipico odore della carta vecchia, quella che emana dai vecchi libri dimenticati in soffitta.
Ho chiesto quanto devo aspettare. La risposta è stata il classico “non so”.
Qualcuno (qualcuno chi? Gli gnomi degli archivi? Una squadra di speleologi archivisti?)(immagino i preparativi per la spedizione, roba che Indiana Jones è una bibliotecaria) dovrà andare fisicamente a ripescare in archivio la documentazione necessaria (così mi è stato detto), che a questo punto immagino essere stata vergata a mano su una preziosa pergamena filigranata con rarissimi peli pubici di vergine albina.
Dato che devono andare a cercare in questi fantomatici archivi (e soprattutto dato che siamo oltre metà luglio, ho pensato io, per cui prima di un mese e mezzo non se ne parla) l’unica cosa che posso fare è aspettare che il Comune mi richiami.  E cara grazia che mi richiameranno loro e non dovrò andare io più volte a vedere se hanno trovato qualcosa.
Quando ciò avverrà potrò finalmente andare a ritirare il mio certificato storico (ovviamente dopo aver fatto la solita coda) per poi rimettermi in coda all’INPS per completare la documentazione per la richiesta di autorizzazione. Che mi arriverà per posta, a questo punto non prima della pasqua del 2012, ovviamente tramite raccomandata. Quindi, dopo aver fatto la coda alla posta (il destino è cinico e baro, ‘sto bastardo) per ritirare la raccomandata dell’INPS, potrò finalmente presentare alla mia azienda la richiesta per gli ANF.
Non siamo mai usciti dal medioevo.  Luglio 2011, non 1011.
L’Italia non è mai uscita dal medioevo.
Ci sono due classi ben definite di persone, i privilegiati e i sudditi. Ciò che distingue i privilegiati non è solo la ricchezza economica, ma il potere che consiste nel fatto di non dover mai sottostare a queste vessazioni della burocrazia, al limite mandano qualcuno in loro vece ed a loro comunque arriva tutto subito.
Ecco, quando immagino una sorta di contrappasso per questa casta (termine che non mi piace molto, ma descrive la situazione meglio di tanti altri) non penso tanto di vederli lavorare 8 ore al giorno per uno stipendio che il mese dopo sarà già esaurito solo per acquistare beni essenziali (sarebbe comunque molto bello), ma li vedo mettersi in coda ad uno sportello, usando le proprie ore di lavoro e spendendo i loro soldi, costretti a passare da un ente all’altro per ottenere un certificato.
Li vedo sentirsi rispondere “no guardi, deve mettere un bollo da 11 centesimi, vada in posta dall’altra parte della strada e poi torni qui a rifare la coda. E mi raccomando, settimana prossima si ricordi di tornare per portare il modulo verde b32 in tre copie autenticate, necessario per ottenere il salvacondotto rosa d6 preliminare all’apertura della pratica per verificare se ci sono i requisiti per il conseguimento del certificato. E non si dimentichi il consenso dei parenti fino al terzo grado, con la delega del cane e la foto tessera del pesce rosso”.

(Nella foto la ricevuta storica. Ho cancellato solo il numero della pratica ed i nomi mio e del funzionario. Sì, avete letto bene, Parla ancora di Lire.)

Proposte serissime di modifica dell’Articolo 1 della Costituzione

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica, può provocare secchezza delle fauci e, in rarissimi casi più gravi, morte. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica popolare cinese affittata in leasing al popolo italiano. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica chiusa per ferie fino al 21//12/2012.  E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica nei giorni pari, una monarchia illuminata nei giorni dispari e il paese del sole e dell’ammore nella calde notti brianzole. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica, no aspetta, come va avanti? Chiama coso che non mi ricordo… E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica … omissis … E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica con guaina impermeabile a base di bitume, armata al poliestere, posta in opera mediante applicazione a fiamma con giunti sormontati e stuccati a caldo. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica nella misura in cui. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica. No no, aspetta, non ce la faccio. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica, abbassate i vostri scudi e arrendetevi. Assimileremo le vostre peculiarità biologiche e tecnologiche alle nostre. La vostra cultura si adatterà a servire noi. La resistenza è inutile. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1 Scemo chi legge. (Nina)

 
Si dia il via al televoto!

Il diavolo e l'acquasanta

Solo per dire che il Milan ha preso pure Legrottaglie.
Non so bene a cosa serva, forse a consentire ad Allegri di far giocare ancora un po' quel titano di Thiago Silva a centrocampo, visto che ne perdiamo due a partita.
Ma più probabilmente fa parte di un'ampia strategia del berlusca per cercare di riavvicinare gerarchie le vaticane.

 

Un paese normale

A questa stronzata del paese normale ormai non crede più nessuno, è evidente, anche perché prima di dirlo, "un paese normale" bisognerebbe avere una minima idea di cosa dovrebbe essere.
Volendo dare però una definizione un po' spiccia mi verrebbe da dire "un paese diverso dal nostro" e forse basterebbe.
Basta fare così: guardare come si fanno le cose da noi in Italia, immaginare una soluzione diversa  purché abbia anche solo l'apparenza di essere sensata, ecco quello che fa così è un paese normale.
Se invece si fa come in Italia si è in Italia.
Ora immaginiamo questo fantomatico paese normale, che abbiamo capito non è l'Italia, in cui un ministro dichiara di aver trovato delle microspie nel proprio ufficio.
Immaginate che lo stesso ministro dichiari di non aver fatto nessuna denuncia, perché sarebbe inutile.
Un ministro, un rappresentante dello stato, che dichiara apertamente di non essersi rivolto agli organi dello stesso stato che lui rappresenta, perché sarebbe inutile. Vogliamo farci su un semplice sillogismo?
Immaginate, in questo paese che non è l'Italia, le possibili reazioni dell'opinione pubblica.
Immaginate di aggiungere un'altra perla: il ministro però ha avvisato il ministro dell'interno (quello della polizia e dei servizi segreti, per capirsi), che "ha mandato i suoi uomini" (la polizia? i servizi segreti? la supersquadra delta force?) e neppure lui ha fatto partire una denuncia, un'indagine, niente.
Immaginate cosa succederebbe in questo paese che non è l'Italia.
E adesso state a guardare cosa invece succede da noi.

 

Wikileaks – tanto rumore per nulla

Finora le rivelazioni di Wikileaks sull'Italia non hanno rivelato nulla che non fosse già noto anche solo ad un lettore de L'Avvenire o di Novella2000.
Notizie trite e ritrite, di quelle che fanno inarcare un sopracciglio ai non berlusconiani e provocano un  sbuffo ai berlusconiani, senza spostare nessuno dalle sue convinzioni.