Apri tutto, smarmella

Oggi la piccola di casa è rientrata a scuola.
Non vi dico l’entusiasmo.
Ma non è questo il problema.
Il problema è se ce lo possiamo permettere.
Il problema è quanto durerà.

Capisco le esigenze economiche e familiari che portano a richiedere le aperture, ma mi restano sempre i dubbi su quanto questo possa essere sicuro.
Il caso della Sardegna, passata in poche settimane da una inedita zona bianca al rosso di oggi dovrebbe fare riflettere.

Purtroppo dovrebbe essere ben chiaro a tutti che l’unica speranza per poter davvero tornare a riaprire tutto è la vaccinazione di massa (per la quale, purtroppo, non ci sono stati significativi cambi di passo).
E’ cambiato il governo, ma mi sembra che non sia cambiata la strategia (se la si può chiamare così) che è quella di navigare a vista sperando nella buona sorte.

Nel frattempo, e temo che stia succedendo questo, possiamo solo contare che la bella stagione rallenti i contagi, come l’anno scorso.
Ma l’anno scorso venivamo da un lockdown, che peraltro si è concluso il 3 maggio, molto più rigido delle attuali zone rosse.
Siamo ancora a metà aprile, manca un po’ alla vera bella stagione e intanto qui piove e fa freddo.
Il rischio è che tra due settimane ci ritroviamo di nuovo a dover chiudere tutto, per poi sperare di poter riaprire confidando nell’estate.

Un po’ di cose sul Coviddi

Iniziamo con un piccolo aneddoto.
Milano, ingresso ospedale. Sono in coda per entrare (devo ritirare il referto di un accertamento). Sul pavimento ci sono dei grandi adesivi tondi e gialli con scritto “aspetta qui“, per mantenere il distanziamento. Ogni volta che entra qualcuno si passa all’adesivo successivo.
A un certo punto avverto una presenza alle mie spalle. Un signore anzianotto, con la mascherina messa un po’ così (mezzo naso scoperto), a circa trenta, quaranta centimetri dalla mia schiena.
Faccio un passo avanti. Lo fa anche lui.
Lo guardo. Niente. Non coglie.
La fila avanza, mi sposto un po’ oltre il mio adesivo.
Mi ritrovo di nuovo l’anziano a pochi centimetri dalla schiena.
Faccio un altro passo avanti, per distanziarlo, ma non posso farne altri per non andare io troppo vicino a chi mi precede.
Pochi secondi e l’anziano è di nuovo lì, a un passo da me.
Mi giro e gli chiedo di allontanarsi un po’. Mi guarda stranito. Poi fa un passo indietro bofonchiando.
(Non preoccupatevi, è ancora vivo, per quanto ne posso sapere).
Morale dell’aneddoto: se la gente non è in grado tenere le distanze anche quando glie le disegnano (ben visibili) sotto i piedi, dove vogliamo andare?

Avete presenti le famose tre T?
NO?
Poco male, pare che non le abbia presenti nessuno.
La strategia delle tre T per fronteggiare il Covid-19 consiste semplicemente in Tamponi, Trattamento, Tracciamento.
Sulle prime, a quanto pare, ci siamo attrezzati in qualche modo (è da valutare la seconda, ma spero che non ce ne sia veramente bisogno).
Quella che manca è la terza, il Tracciamento.
Immuni (l’avete scaricata, vero?) potrebbe servire, ma per vari motivi non è mai decollata.
(A proposito, se non l’avete fatto scaricatela e attivatela, non fate i mona).
Da quel che si legge in giro, il tracciamento, che dovrebbe essere alla base, non viene fatto o viene fatto a CDC (cazzo di cane), e questo secondo me è il vero problema.
Perché se non abbiamo idea di come viaggia il virus, tutto il resto serve solo per fare ammuina.
E’ come dare la caccia alla fottuta zanzara che non ti sta facendo dormire senza accendere la luce, per non svegliare la moglie che se la dorme beata (true story, ma anche similitudine a più strati) (sì, qui ci sono ancora le zanzare).

Non so se sia veramente utile chiudere a casa gli studenti delle superiori (sono anzyano dentro, le nuove denominazioni gelminiane non mi vanno giù neanche a spingere), ma se serve a svuotare almeno un po’ i mezzi di trasporto pubblici nelle ore di punta, male non fa.
Anche perché se il problema è la socializzazione, trovarsi, abbracciarsi, limonare, fare i tik tok, grattarsi (Cit.), a quell’età lo sanno fare benissimo una volta finite le lezioni (a proposito, visto che hanno tutti lo smartphone, controllate che abbiano installato Immuni).
Il problema però è sempre quello, se non si fa un tracciamento fatto bene, e quindi non si ha la minima idea su come e dove avvengono veramente i contagi, non si può fare altro che andare per tentativi, cercando di limitare i danni.
Che è esattamente quello che stanno facendo il go-go-go-go-governo e le regioni.

Che poi leggo nell’internet di tutte queste mamme affrante che scrivono dei loro figli disperati, perché non possono più svegliarsi prima dell’alba per andare a scuola in presenza, e francamente non mi capacito. La mia tredicenne di riferimento pagherebbe per dormire un ora in più e non dovere andare a scuola.
Si vede che i tempi sono cambiati.
O che sono un pessimo padre. Anche perché neppure a me dispiacerebbe poter puntare la sveglia un’ora più avanti.

Addendum: il tizio morto in Brasile era in lista ma non era ancora stato inserito nella sperimentazione, non gli avevano ancora inoculato niente, né il vaccino né il placebo. Per cui mi spiace per lui, ma se questa notizia, pubblicata al solito a CDC (ormai dovreste sapere cosa significa) da certa nostra stampa, per sostenere le vostre cazzo di teorie strampalate contro i vaccini, siete dei poveri idioti.
L’unica soluzione definitiva è il vaccino. fatevene una ragione e andate in pace.