C’è sempre di peggio, basta saper aspettare

Uno non fa in tempo ad indignarsi per le cretinate dette dal noto comico che salta fuori qualcuno a fare peggio, per quanto potesse sembrare incredibile. Che poi questo qualcuno sia un leghista è solo il naturale ordine delle cose.
Se supera quello che credevi essere il normale livello di cretineria non può che essere di origine leghista, è a quello che servono.
Il sindaco di Adro, per esempio. A parte che dopo la storia della scuola ricoperta di simboli di partito stai ancora a chiederti perché questo sia ancora sindaco, tanto per cominciare. Perché vabbé che la democrazia si basa sul consenso, ed essendo stato eletto è giusto che sia nominato sindaco, ma quando si assume una determinata carica si diventa comunque il rappresentante dello stato, ergo delle sue leggi, per cui se un sindaco si pone al di fuori delle leggi dello stato non vedo perché quest’ultimo non debba dargli un benedetto calcione sui suoi coglioni padani (che non sono i tuoi elettori anche se la definizione farebbe pensare).

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Caro leghista

Caro leghista che adesso ti senti all’opposizione e sbraiti concetti beceri e senza senso (esattamente come quando eri al governo, peraltro), mi ero preparato un discorsetto abbastanza lungo e dettagliato per te, ma poi ho pensato a quello che sei, a cosa voti e a cosa pensi producono i tuoi 2 neuroni attivi ed ho deciso di semplificare il concetto: vaffanculo.
Sul serio, pensavo di chiederti dov’eri e cosa pensavi quando i tuoi paladini, invece che ergersi a difensori della povera gente come fanno adesso, stavano in una maggioranza parlamentare che invece che occuparsi della crisi (che c’era già da prima, mica se l’è inventata adesso Monti) passava tutto il suo tempo a occuparsi delle intercettazioni di Silvio (quelle sì che erano un problema di tutti gli italiani) o depenalizzava il falso in bliancio, o votava per certificare che il parlamento era davvero convinto che berlusca credesse che Ruby fosse la nipote di Mubarak.
Però lo so dov’eri, caro leghista. Eri esattamente dove sei adesso, e pensavi le stesse cose sconclusionate che pensi adesso, che consistono più o meno in un “L’ha detto il Bossi”.
Quindi semplifico, caro leghista, vaffanculo.
Vaffanculo tu, la tua padania inesistente e vaffanculo anche al tuo Bossi, che nel frattempo ha piazzato il figlio genio (non voglio sapere com’è l’altro) nel Consiglio Regionale Lombardo, 15.000 € al mese presi anche dalle tue tasche, caro leghista.
Questo capisci, vaffanculo. Questo ti do.

Lettere e consigli per il voto

La letterina del Milan club non l’ho ricevuta per un motivo molto semplice, non sono iscritto a nessun Milan Club e se mai avessi avuto intenzione di iscrivermi ora mi è passata del tutto.
Se fossi stato iscritto e l’avessi ricevuta probabilmente l’avrei rispedita al mittente, insieme alla tessera e alla richiesta di veder rotolare (metaforicamente, s’intende) la testa del coordinatore.
La prima considerazione che viene da fare è che, nonostante lo sforzo da servo zelante del coordinatore dei Milan Club, i milanisti si sono limitati a festeggiare lo scudetto e poi hanno votato come cazzo gli pareva. Dimostrandosi meno pecore di quanto qualcuno vorrebbe e tenendo giustamente separati i due ambiti, quello della passione sportiva e quello della politica.
La seconda considerazione è che forse questi iscritti ai Milan Club non sono poi tanti. Non lo vedo come un brutto segno. Da tempo le tifoserie organizzate sono ben lontane da quello che avrebbero dovuto essere alle origini e personalmente non avverto tutta questa necessità della loro esistenza.
In compenso ho ricevuto una letterina del CdA della fondazione che gestisce l’asilo di piccoletta. Un asilo privato, ahime, gestito da ciellini. Lo sapevo, ma per una serie di motivi che non sto a spiegarvi quando l’abbiamo iscritta abbiamo dovuto scegliere tra mandarla lì o aspettare un altro anno ed entrare nella girandola delle graduatorie. E poi magari doverla comunque mandare lì, ma con una anno di asilo in meno.
La letterina del CdA della fondazione ciellina che gestisce l’asilo, inviata ai genitori ed agli insegnanti, suggeriva senza troppi giri di parole di votare per la Moratti.
Essendo la comunicazione del CdA di una fondazione privata che gestisce una scuola privata non credo che questo costituisca reato, anche se forse dovrebbe, dato che la scuola è privata ma gode di finanziamenti pubblici e fornisce un servizio pubblico, anche se a pagamento. Di certo è una di quelle cose che, nella mia etica personale, non si fanno.
Evidentemente (ma su questo ho sempre avuto pochi dubbi) l’etica personale dei ciellini è ben diversa dalla mia. Io non sono come loro. E’ una di quelle cose di cui vado fiero.
La prima reazione è stata quella di rispondere con una letteraccia e ritirare piccoletta dall’asilo. Poi ho pensato che non fosse giusto che fosse lei a pagare per la loro scorrettezza e per la mia incazzatura venendo allontanata dai compagni di classe e dalle maestre cui è ormai affezionata.
Un genere di attenzione che, evidentemente, a quelli della fondazione ciellina non è passata manco per la capa.
Ovviamente non ho votato per la Moratti e non lo farò al ballottaggio.  Perché è solo col voto che ci si libera di certi personaggi e della loro moralità a flusso variabile.
Ho votato PISAPIA al primo turno,  voterò PISAPIA al ballottaggio e invito tutti voi che passate di qua, se siete milanesi o avete amici milanesi, a votare e far votare PISAPIA. E’ semplice, basta mettere una crocetta sul nome e passa la paura.
Io posso farlo, qui, perché questo è il mio blog privato, non rappresento una scuola, o una passione sportiva, rappresento solo me stesso e le mie opinioni. Non mischio le carte, dico quel che penso e sottopongo il mio pensiero al vostro giudizio. Poi voi siete liberi, dopo aver letto questo post, di fare quello che vi pare; commentare, ignorarmi, cancellare il mio blog dal vostro feed, grattarvi o anche, magari, decidere di darmi retta.
 

Proposte serissime di modifica dell’Articolo 1 della Costituzione

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica, può provocare secchezza delle fauci e, in rarissimi casi più gravi, morte. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica popolare cinese affittata in leasing al popolo italiano. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica chiusa per ferie fino al 21//12/2012.  E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica nei giorni pari, una monarchia illuminata nei giorni dispari e il paese del sole e dell’ammore nella calde notti brianzole. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica, no aspetta, come va avanti? Chiama coso che non mi ricordo… E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica … omissis … E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica con guaina impermeabile a base di bitume, armata al poliestere, posta in opera mediante applicazione a fiamma con giunti sormontati e stuccati a caldo. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica nella misura in cui. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica. No no, aspetta, non ce la faccio. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1: L’Italia è una repubblica democratica, abbassate i vostri scudi e arrendetevi. Assimileremo le vostre peculiarità biologiche e tecnologiche alle nostre. La vostra cultura si adatterà a servire noi. La resistenza è inutile. E non rompete le balle a Berlusconi.

Art. 1 Scemo chi legge. (Nina)

 
Si dia il via al televoto!

Inquinare lentamente, inquinare meno?


Il Tavolo sulla qualità dell'aria convocato a Palazzo Isimbardi dal presidente della Provincia di Milano ha preso la decisione di combattere l'inquinamento portando a 70 Km/h la velocità massima sulle tangenziali milanesi.
Non ho dati scientifici alla mano per sostenere che una macchina che viaggia a velocità ridotta produce meno polveri, ma credo che non ne abbia neppure chi ha preso questa decisione.  A rigor di logica viene da pensare che possa anche essere così, ma non so dire quanto possa essere il vantaggio in percentuale, né se questo vantaggio sia reale per tutti i veicoli e per tutti i guidatori.
Però pur senza questo tipo di dati, basta un po' di semplice buon senso per capire che una macchina che resta in circolazione, col motore acceso, più a lungo, inquina per più tempo. Il rischio che la maggior permanenza in strada possa annullare il beneficio dato dalla minore velocità c'è.
Oltretutto bisogna considerare che le tangenziali milanesi spesso sono già bloccate in molte fasce orarie, per cui una riduzione dei limiti massimi non fa, nelle ore di punta, alcuna differenza. Si sta fermi col motore acceso, punto.
L'effettiva utilità di questo provvedimento mi sfugge. O meglio, non mi sfugge ma non ci vorrei pensare. Serve solo a poter sostenere di aver fatto qualcosa, di averci provato. E a tirar su un po' di soldi con le multe.
Oltretutto fuori tempo massimo, come al solito.

 

I vecchi subiscon le ingiurie degli anni

La situazione attuale, lo stato delle cose, è questa, certificata dalla giunta per le autorizzazioni della Camera dei Deputati: il Presidente del Consiglio è rincoglionito.
Non lo dico io, si badi bene.
Anzi, non mi assumo nessuna responsabilità e mi dissocio preventivamente dal contenuto del post che sto per scrivere, in quanto potrebbe contenere opinioni che rechino dispiacere ad un'alta carica dello stato.
Lo dicono loro,  i servi zelanti della giunta delle autorizzazioni, quando rinviano alla procura le carte processuali motivando che la competenza spetta al tribunale dei Ministri, perché quando il berlusca ha fatto quelle 24 telefonate (24, mica ciccioli) tra le 2 e le sei del mattino di una notte d'estate, per fare uscire di prigione Ruby, era veramente convinto che fosse la nipote di Mubarak e quindi stava agendo "per motivi istituzionali".
Una cosa che si spiega in un modo soltanto: Berlusconi ormai può essere infinocchiato da chiunque, senza che nessuno di coloro che lo circondano faccia uno straccio di controllo.
Gli si può dare a bere qualsiasi cosa, anche di essere il più grande statista degli ultimi 150 anni e il secondo centravanti di sempre (il primo però l'ha comprato lui, per cui è come se fosse).
Chi si fiderebbe ad affidare ad un uomo in questo stato anche solo la lista della spesa, col timore che si  invece che mezzo Kg di patate porti a casa un Etto di tartufi, spendendosi tutta la pensione, perché venditore gli ha garantito che sono comunque tuberi e vanno bene lo stesso?
Noi possiamo fidarci di mandarlo, obnubilato com'è, a condurre trattative internazioniali, o a risolvere delicati problemi interni?
La soluzione è una soltanto: BERLUSCONI VATTENE!