Problemino notturno

Dice qualche malalingua che io ho un problemino notturno. Non pensate male.
Secondo la malalingua di cui sopra io russerei. E quando mi descrive questa mia attività lo fa usando ardite metafore, tipo trattori diesel, bombe a mano, aerei in fase di decollo.
A parte il fatto che io dormo da sempre con me stesso e non mi sono mai svegliato per il rumore (motivo per cui stento a crederle), questo presunto mio russare comporta il fatto che in certe notti (ultimamente la frequenza è aumentata), lei si sveglia ad una cert’ora e comincia ad infastidirmi, al punto che in alcune occasioni con la mia solita giovialità (“amore, russi, non riesco a dormire” “Ok, vado sul divano tesoro”* “Grazie” “ma figurati, mi sacrifico volentieri”**) mi sono di buon grado adeguato a trasferirmi sul divano. Che però non è comodo come un letto.
Per cui nelle occasioni più recenti ho adottato un’altra soluzione, che adesso vado ad illustrare: dato che la piccoletta ha preso l’abitudine di addormentarsi nel lettone con la mamma, invece che riportarla nel suo letto prima di coricarmi per godere del meritato riposo, vado direttamente a dormire nel suo letto e così siamo contenti tutti.
Stanotte però mi è venuta in mente una domanda di carattere educativo e morale che adesso giro anche a voi, perché io non so rispondere:
dopo quante notti consecutive che passo nella cameretta della piccoletta sono autorizzato a togliere il poster di Peppa Pig e sostituirlo con quello di Pippo Inzaghi?

*Il linguaggio utilizzato nel dialogo potrebbe essere stato riportato in maniera edulcorata per venire incontro ai lettori più sensibili.
** MAVAVVANCULOTULAMADONNAEQUELLACAZZODIINSONNIADELCAZZO
DIO@@@@EVAFFANCULOANCHEILDIVANO

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E noi tifiamo Napule tié

Ho visto solo il secondo tempo, ché il primo me lo sono perso perché la S.S. aveva deciso di guardarsi un pallosissimo documentario su un cazzo di grattacielo costruito in culo ai cammelli (un giorno dovrò farlo un post su quanto sono pallosi i documentari sulla costruzione di case, grattacieli, stazioni, aeroporti, cantieri, dighe, ponti, e cazzabubbole varie. Ma non oggi).
Devo dire che ho goduto come un riccio.
Un po’ per il Napoli, un po’ per la sottile (neppure troppo) soddisfazione di vedere il Chelsea preso a pallate.
Il Napoli in fondo, quando non gioca contro di noi, non è la squadra che mi sta antipatica più di tutte. Diciamo che nella speciale classifica si piazza a una certa distanza dalle prime, per diversi motivi.
Innanzitutto per empatia, perché ho diversi amici terroni diversamente nordici cui voglio bene quasi come se fossero persone come noi.
Poi perché ha avuto il merito di portare in Italia Maradona, ed è una cosa di cui gli amanti del calcio, magari senza sbandierarlo troppo, dovrebbero comunque essere grati.
E poi perché in questa situazione contribuisce a risollevare il ranking dell’Italia.
Il Chelsea invece è una squadra ha avuto demeriti difficili da dimenticare: innanzitutto Mourinho. Tutto quello che è stato toccato da lui per me è no buono. Punto.
Poi Shevchenko. E’ indubbio che il passaggio al Chelsea sia stato l’inizio della fine della carriera di uno dei giocatori che ho amato di più (virilmente e sportivamente, si intende).
Poi Carletto. L’hanno scaricato per passare a questo nuovo fenomeno della panchina, Vilas Boas, e adesso stanno raccogliendo palate di merda.
No, non sono uno che porta rancore, io. Neppure per conto terzi.
Tutto questo dovevo per evitare che si dica che io tifo contro le altre italiane in Champions.

Però, stasera, è un altra storia.

Averci un certo karma

Io per esempio stasera non ho cenato. Buono per la dieta, che devo predere un po’ di chili che avevo perso e ho ripreso. Ho anche fatto sport, ho preso a pugni un cazzo di citofono di merda e a calci un muro.
Poi mi sono fermato, per fare stretching.
Il citofono non l’ha presa bene, mai poi ho raccolto i pezzi e li ho rimessi insieme. Tanto funzionare non funzionava neppure prima.
Per la cena ho rimediato con un grappino, così magari non mi calmo ma non me ne frega un cazzo di niente, al terzo-quarto non sentirò neppure più la fame.
Ma anche da voi il lunedì sera i porconi fioccano come le nespole è foriero di maggiori tensioni, più che nelle altre serate, o è solo che io ho un karma di  merda?

Dialoghi domestici

Ritornano, dopo non so quanti anni, i fantastici dialoghi domestici in casa Bisax.

S.S: “Però, che stronzo che è il mio ex, sua nonna è morta un anno fa e non mi ha detto niente.

Bisax: “Beh, insomma, l’hai lasciato più di 10 anni fa per metterti con me, nel frattempo noi abbiano avuto una figlia e lui s'è sposato, non ci trovo nulla di strano.”

S.S: “Cosa vuol dire? Siamo stati insieme un sacco di tempo e io a sua nonna ero affezionata, poteva almeno avvisarmi.

Bisax: “Ok, allora facciamo così, quando muore mia nonna io ti avviso”

S.S.: “Cretino”.
 

Tornare è un po' morire 2011

Son stato via due settimane e non è cambiato il mondo, anche se un paio di cosette sono successe.
Dato che di quel che è successo nel mondo probabilmente ne sapete  più di me, non mi resta che un resoconto frettoloso di quel che è successo a me. Se l’argomento non interessa mi chiedo che ci venite a fare su questo blog (lasciate perdere, sono appena rientrato, magari poi il mio umore migliora).
Ho letto tutto “Presagi di tempesta” nei primi 4 giorni. Poi, siccome stupidamente non mi ero portato altri libri (pensavo che le oltre 800 pagine sarebbero bastate), mi sono dedicato alla quinta serie di supernatural. E a metà della sesta.
Alta cultura, come potete vedere.
A questo punto dovrebbero seguire una dotta recensione del libro, dettagliata anzichenò, e una recensione un po’ meno dotta del telefilm, ma francamente ho addosso uno spleen tale che proprio non mi passa manco per la capa.
Per cui vi basti sapere che mi sono piaciuti entrambi, che temevo che Brandon Sanderson non sarebbe stato così bravo a completare l’opera di Robert  Jordan e invece mi sono ricreduto.
Poi ho fatto altre cose, ho mangiato ottimi pesci ed ottimi pezzi di carne, ho bevuto un po’ di vino e un po’ di birra, ho sciacquettato le mie terga nell’acqua del mare, ho insegnato alla treenne a stare a galla nel periglioso mare, ho visto tramonti ed eclissi di luna, ho fatto 421 foto di cui almeno 300 alla piccoletta o a sua madre, ho seguito con apprensione prima e con gioia poi le sorti dei referendum, ho visto cose e fatto cose, ma poche, il meno possibile.
Ed alla fine son tornato, mannaggia a me e alle pessime idee.

 

Il blog è morto e chi l'ha morto sei tu

Dopo questo titolo accattivante volto ad attirare l’attenzione dei geek del globo terraqueo, segue un breve ma esaustivo elenco di cose che finalmente (passati 39 anni della mia vita) ho capito sulle donne:

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

Le regole base del trasloco

(Post soggetti a periodici aggiornamenti).

Se c’è una donna in casa, è lei la prima cosa da inscatolare. Poi puoi lavorare tranquillo.  L’applicazione di questa regola rende superflue tutte le altre.

Prima di mettere in scatola la carta igienica, verifica almeno che tutti abbiano fatto un giro di cacca.

Se il trasloco è tra una settimana, aspetta a inscatolare tutta la biancheria di ricambio.

Le scatole ingombrano. E’ vero che è meglio prepararsi per tempo, ma se svuoti tutti i mobili una settimana prima avrai i mobili vuoti e tutta la casa ingombra di scatoloni per una settimana.

Col cazzo che sposto tutte le scatola da qua a la perchè tu devi passare l’aspirapolvere.

Tutti gli oggetti che assomigliano ad attrezzi che potrebbero tornare utili, tipo metro, martello, avvitatore, etc non devono essere inscatolati.

Idem per i generi di sussistenza, soprattutto la birra.

Mandala a fare un giro.

Mandala dal parrucchiere.

Quando torna mandala dai suoi. E che si porti anche la piccoletta.