Vuvuzela la la la

Lasciamo perdere. Lasciamo perdere.
Tornare in ufficio non è difficile. Il difficile è restarci.
Ma che ce frega, stasera giuoca la fantastica compagine italiana e ci sarà da divertirsi.
Sto già trattenendo gli sbadigli.

Intanto va avanti anche il resto del mondo. Per dire, l’Olimpia Milano è riuscita a raggiungere la finale dei playoff per la seconda volta consecutiva, e per la seconda volta consecutiva perderà 4 a 0 contro Siena. Ma è bello esserci.

MINCHIAPAPA', 37!

Io volevo iniziare la settimana con la celebrazione dell’anniversario del mondiale di calcio, avete presente le solite robe tipo po po po popopooo poooo, po po po popopooo poooo, etc. etc., che alla faccia di tutti i cinici scettici (e non dico altro per non offendere nessuno) io quel mondiale lì me lo sono proprio goduto e lo aspettavo da 24 anni, io, un altro mondiale vinto dall’Italia dopo quello dell’82.

Ma tempus fugit e nel frattempo ci sono stati altri eventi degni di nota.

Tipo il secondo giocatore italiano scelto nel draft  NBA, dopo Bargnani, non per fare la comparsa. Sì, vabbè, direte voi, Marco Belinelli è stato solo la 18a scelta, ma ragazzi, è stato comunque il primo degli europei, non è roba da poco. Già questo basterebbe, gli italiani stanno sbarcando in NBA e, finalmente, non entrano da una porta secondaria, ma soprattutto promettono di restarci da protagonisti. Un altro dei miei sogni di gioventù che si realizza.

Ok, mea culpa, ho trascurato il draft di quest’anno. Ma mi rifaccio subito con la summer league, che è solamente una passerella di presentazione per le squadre, non si gioca mica sul serio, ma esordire con 37 punti, anche se in una partita praticamente amichevole, ripeto 37 punti, 37, è un gran bel botto.

9/13 da due, 5/7 da tre, 4/6 ai liberi con cinque rimbalzi, due assist e un recupero.

Roba che gli stessi commentatori americani si stanno fregando gli occhi, e i Golden State Warriors si fregano anche le mani.

Questo giocatorino qui, insieme al mago Bargnani, al bambino (che temo al massimo tra due anni- se riusciamo a trattenerlo, se no già l’anno prossimo – ci lascerà per volare anche lui in america), farà parte della nostra nazionale ai prossimi europei.

P.s: la celebrazione del mondiale la faccio così, con due link molto autoreferenziali: il mio post poche ore dopo la vittoria, e quello del mattino dopo.

 

 

CAPIAMOCI

Il vaticano esiste.
Sì, lo so, lo sapete che esiste. Lo sappiamo tutti. Purtroppo.
Il vaticano esiste, è uno stato autonomo, indipendente, il cui territorio si trova ad essere circondato da un altro stato altrettanto autonomo, altrettanto indipendente, ma soprattutto (a differenza) laico. Almeno così dovrebbe essere, sulla carta.
Il capo di stato del vaticano interviene ogni giorno, direttamente o tramite i suoi scherani, sulle faccende della politica e della vita quotidiana dell’altro stato. Pare che sia un loro diritto e guai a contestarglielo.
Però, se qualcuno, magari un comico, all’interno dell’altro stato, quello laico, sul palco di un concerto organizzato dai sindacati, non dal club delle parrocchie, osa dire qualcosa sul vaticano, apriti cielo, attentato!
È terrorismo alimentare furori ciechi e irrazionali contro chi parla sempre in nome dell’amore, l’amore per la vita e l’amore per l’uomo. È vile e terroristico  lanciare sassi questa volta addirittura contro il Papa, sentendosi coperti dalle grida di approvazione di una folla facilmente eccitabile. Ed usando argomenti risibili, manifestando la solita sconcertante ignoranza sui temi nei quali si pretende di intervenire pur facendo tutt’altro mestiere.”  (*Detto da gente che parla di famiglia professando la castità ed il celibato).
Ecco, io penso che il vaticano sia un piccolo stato straniero, circondato da un altro stato indipendente, col quale i rapporti sono regolati da un concordato. Uno stato molto piccolo, senza difese, senza confini naturali. Sia chiaro, non sto auspicando nessun atto violento, nessuna invasione, niente di tutto ciò. Personalmente mi sento molto pacifista, anche nei confronti dello sturmpapen.
Ma perché dovremmo dare tutto questo peso e questa attenzione a quello che esce da questo staterello, abitato tra l’altro da maschi adulti che indossano sottane?
E’ un po’ come dare un peso internazionale al villaggio dei puffi.
P.S: le frasi incriminate, quelle del comico, sarebbero queste:
«Il Papa ha detto che non crede nell’evoluzionismo. Sono d’accordo, infatti la Chiesa non si è mai evoluta»

– «Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, a Franco e per uno della banda della Magliana. È giusto così. Assieme a Gesù Cristo non c’erano due malati di Sla, ma c’erano due ladroni».

 
Eh sì, un vero terrorista.

IL MIO POST SUGLI AVVOCATI

“Due giornate anche all’azzurro per la provocazione

La Fifa punisce Zidane e anche Materazzi

Tre giornate di squalifica al numero dieci francese per la testata all’italiano durante la finale dei Mondiali a Berlino

(Corriere)

LA LEGGE E’ QUELLA COSA CHE CONSENTE A CHIUNQUE DI FAR VALERE I PROPRI DIRITTI, NEI CONFRONTI DI CHIUNQUE NON POSSA PERMETTERSI UN AVVOCATO MIGLIORE DEL SUO.

Evidentemente non è più il caso, e siamo anche un po’ stufi, di fare una comparazione tra il gesto deprecabile di Zidane e la provocazione (deprecabile anch’essa) di Materazzi.

Nè tra il talento calcistico di Zidane (grandissimo) e quello di Materazzi.

Ma vogliamo dire due parole sulla differenza evidente di spessore tra l’avvocato di Zidane e quello di Materazzi?

Volendo usare una metafora molto delicata, hanno dato 30 anni all’assassino e poi si sono tirati in pari con 20 anni al morto.

MORALIST! EGOIST!

Se vogliamo possiamo anche fare i moralisti dell’ultima ora, su quello che potrebbe aver detto Materazzi a Zidane.

Anzi, se volete, potete.

Perchè io mi chiamo fuori, lo trovo un giochino un po’ ipocrita.

Materazzi è quello che si sente cantare regolarmete “figlio di …” in tutti gli stadi d’Italia, giusto per capirsi.

E non esiste un solo campo di calcio, neppure negli oratori, in cui non si sentano complimenti ed esclamazioni che molti scaricatori di porto, per dire, forse nemmeno conoscono (a meno che non si tratti di ex calciatori).

Inoltre, giusto per dire l’ultima, qualunque cosa possa aver detto Materazzi a Zidane, difficilmente può essere più forte di quello che abbiamo urlato noi, in piedi davanti al televisore, non solo a Zidane, ma ad ogni singolo giocatore Francese, all’allenatore esagitato, all’arbitro in occasione del rigore, al guardalinee che ha annullato il gol di Toni, etc. E non credo che Zidane, per contro, abbia passato tutta la partita a fargli i complimenti per il suo taglio di capelli.

Non so voi, ma prendersela con Materazzi mi pare un buon modo per parlare d’altro invece che ammettere la sconfitta. Il guaio vero è che, se questo è un atteggiamento comprensibile da parte dei Francesi, la cosa grave è che da noi ci sono sempre i soliti pecoroni pronti ad immolarsi di fronte a qualsiasi ragionevolezza pur di praticare un po’ di sano autolesionismo, o pur di cercare di distinguersi dagli altri appiccicandosi al petto una medaglietta da Cavaliere della Sacra Purezza Immacolata (ma de che?).

P.s: ma tu guarda se mi tocca anche difendere il macellaio. E’ proprio vero che il mondo sta cambiando.

IL MONDIALE DEI REIETTI

Occhio impallato, movimenti rallentati, lingua scamosciata.

Un intero paese in doposbronza da Mondiale.
Ad una cert’ora sono finalmente andato a dormire, ma non mi sono addormentato. Diciamo che sono svenuto.
Il risveglio è inevitabilmente arrivato troppo presto. Bisognerebbe che certi eventi si celebrassero il sabato sera.

PO PO PO POPOPOPO

PO PO PO POPOPOPO

I tetracampioni. Su questa finale ci marceremo per non so quanti anni.
Stamattina io ed il mio collega interista (quello che capisce di calcio) già discutevamo su chi potrebbe andare ai prossimi mondiali. Ai quali arriveremo, per una volta, senza il patè d’animo delle qualificazioni (Lester mi fa notare che da questa edizione non esiste più l’esenzione dalle qualificazioni per chi vince. Azz! che tempismo, o è una congiura?).
Di questa Nazionale dei reietti, la Nazionale più antipatica, i gol segnati da tutti tranne che dagli attaccanti, Materazzi cannoniere, Gattuso sette polmoni, la mafia i parassiti ed i mandolini, non ne resteranno molti.

PO PO PO POPOPOPO

PO PO PO POPOPOPO

Poi c’è anche l’altro collega interista, quello che non capisce niente di calcio, che per voler fare sempre il Bastian Contrario ha tifato per la Francia ed oggi era incazzato nero. Non ho potuto trattenermi, “tu sei proprio un interista nella peggiore accezione, perdente fino al midollo. Anche il mondiale sei riuscito a perdere”.
Non me ne vogliano gli altri, quando ci vuole ci vuole.

PO PO PO POPOPOPO

PO PO PO POPOPOPO

L’Italia aveva già vinto il suo mondiale riconquistando il tifo di scettici, moralisti da bar, snob da forza Ghana. Ma portarsi anche a casa la coppa è un’altra cosa.
Del mondiale dell’82 mi restano in mente poche immagini, l’urlo di Tardelli, Zoff che alza la coppa, Pertini che esulta. Di questo ci resterà forse Gattuso in mutande, Materazzi col cappello tamarro, la faccia assolutamente inespressiva di Pirlo prima del primo rigore (eppure sentivo che una volta segnato quello sarebbe andato tutto bene), la testata di Zidane.
E’ stato il mondiale dei giocatori reietti.
Tutti aspettavano Totti, Toni, Gilardino, 60 gol in una stagione, a sommarli. Invece s’è giocato sempre a centrocampi bloccati, la differenza l’ha fatta chi doveva far partire l’azione e far girare la palla. Con tanto di compitino aggiuntivo, recuperare tutti i palloni possibili.
E’ stato il mondiale di Pirlo. Uno che se sbaglia un passaggio, dopo averne fatti 25 giusti, la gente si ricorda sempre solo di quell’ultimo errore. Sarà per via del nome che si porta addosso, sarà per quella faccia da scemo del villaggio (l’unico giocatore più brutto di lui è Ribery). A suo modo un reietto, lontano milioni di Km dall’attrazione mediatica che scatenano personaggi come Totti o Del Piero (cui assomiglia un po’ di più per quel suo essere assolutamente schivo fuori dal campo).
Soprattutto è stato il mondiale di Materazzi e Gattuso, quelli che ovunque vadano, nelle partite fuori casa, si beccano i cori ignobili dei soliti idioti.
Chissà che dopo questo mondiale, in cui sono stati fondamentali, l’aria negli stadi non cambi anche per loro.

A proposito:

PO PO PO POPOPOPO

PO PO PO POPOPOPO