Milan – Torino: 1-0

Certe partite stropicciate te le devi semplicemente portare a casa, senza fare troppa filosofia.
Poi ti guardi alle spalle, vedi che dietro di te ci sono tutti gli altri, e sorridi.
Per ritrovare il bel gioco c’è tempo. Recuperiamo un paio di infortunati, covidizzati, acciaccati, fuoriformati, e poi ne riparliamo.
Ma nel frattempo, salutate la capolista, come dicono quelli che hanno fattole medie a Oxford.

Forza Milan e a culo tutto il resto (come dicono quelli che hanno fatto il catechismo a Cambridge).

Torino-Milan. 0-7

Sette gol, due pali.
Posso solo dire una cosa: se avessimo giocato altre due partite così negli ultimi mesi, solo due (il pensiero a Spezia e Sassuolo non è casuale), oggi saremmo non solo contenti, ma tranquilli.
Invece ci servono ancora almeno 3 punti.

In ogni caso, forza Milan.

Bravi i ragazzi

Cosa fai quando cadi?
Ti rialzi, controlli che non ci sia nulla di rotto e riprendi a camminare.
E se scivolato su un merdone?
Ti rialzi, controlli che non ci sia nulla di rotto, ti pulisci la scarpa, poi ricominci a camminare.

Questo è quello che hanno fatto ieri i ragazzi. Si sono rialzati, hanno controllato che non ci fosse nulla di rotto (qualche contuso, ma per noi ormai è routine), si sono ripuliti dalle scorie lasciate dalla scivolata sul loame juventino e hanno ripreso il loro cammino verso la zona Champions.

A questo punto ci sono alcune cose notevoli da rilevare, e chi meglio di me per farlo?
La prima è che alla XVII giornata del girone di andata abbiamo già raggiunto i 40 punti, quota normalmente identificata come quella necessaria per la salvezza. Da qui in avanti è tutto grasso che cola, signora mia.
La seconda è che i ragazzi sono stati bravi, ma non troppo. 6 ammonizioni in una sola partita, poveri giocatori del Torino, quante botte che avranno preso.
Come? Siamo noi quelli che hanno due nuovi infortunati per contusioni? Quindi siamo così pirla da aver picchiato come fabbri ed esserci fatti male noi?
Meno male che c’era un arbitro perfetto a gestire la partita, se no chi sa come sarebbe potuta andare.
La terza è che, molto probabilmente, visto che siamo fortunati e aiutati dagli arbitri (meno male che l’ottimo Maresca ha severamente punito il disonestissimo Leao), lunedì prossimo affronteremo il Cagliari con una sola punta a disposizione, ma sarà il Capo di Tutto.
La quarta, ça va sans dire, è che inopinatamente, per una squadra che vive di soli colpi di culo e aiuti arbitrali (mercoledì, a sentire alcuni gobbi, abbiamo rubato anche perdendo, incredibile) siamo ancora primi in classifica, il che significa che siamo messi molto bene per l’obiettivo finale del quarto posto.
L’ultima, ma non è una novità, è che il famoso giornale rosa che una volta veniva considerato un prestigioso quotidiano sportivo, oramai ha la stessa valenza di un Libero qualsiasi e non va più bene neppure per lavare i vetri del cesso.
Come dimostrato dalla equilibratissima e onestissima prima pagina di oggi:

In ogni caso, salutate la capolista.

Bella Torino, ma non ci vivrei

Il Torino è da sempre una di quelle squadre che, quando giocano contro qualcun altro, mi stanno simpatiche. Un po’ per quella storia lì, che insomma non si può dimenticare, un po’ perché comunque per essere l’altra squadra di calcio di quella città lì, insomma, qualcosa devi avere. È quel qualcosa, per quanto riguarda il Torino, si chiama dignità.
Dignità e palle d’acciaio, da squadra operaia vera nella città della squadra più borghese che ci sia.
Tutto questo, ovviamente, vale quando non giocano contro il Milan.
Ora, se vogliamo parlare delle due partite consecutive contro il Torino, parliamone, ma c’è poco da dire che non sia già stato detto dopo quasi tutte le altre partite di questa stagione. Milan squadra operaia che non molla mai, anche se regala sempre però un tempo agli avversari, e in altre stagioni queste partite sarebbe finite con una sconfitta, quando riesci a recuperare uno svantaggio così devi anche avere la cattiveria necessaria per chiudere la partita, etc. etc.
Un sassolino però me lo voglio togliere dalla scarpa. Balotelli è stato messo alla gogna ed accusato di tutte le nefandezze possibili e immaginabili per molto meno di quello che ha fatto (o meglio non fatto) Niang nelle ultime partite. E Balotelli, scusate se è poco, è comunque uno che di gol per Milan ne ha segnati molti di più di quelli di Niang.

Milan-Torino: 3-2

Facciamo finta di non aver visto la partita e guardiamo solo i freddi numeri:

  • Abbiamo segnato 3 gol, cosa che non capitava da tempo, vincendo la prima partita del campionato con una tripletta dell’unico giocatore che per tutta l’estate abbiamo mandato in giro con il cartello “saldi” appeso al collo.
  • Abbiamo preso 2 gol ed abbiamo evitato il terzo solo grazie ad un 17enne che ha parato un rigore al 94° della prima di campionato.
  • Siamo, almeno ancora per 5 giorni, nel mucchione delle prime, a pari punti con la juvemerda e 3 punti sopra alla seconda squadra di Milano (che staziona in zona retrocessione).

Ecco, non è che ci sia da fare molte analisi, i problemi a centrocampo ed in difesa sono gli stessi che abbiamo lamentato negli ultimi 4 anni, non è cambiato nulla. Ma se il campionato finisse adesso avremmo poco da lamentarci.

Milan – Torino: 1-0

Non siamo una bella squadra, non di quel tipo di bellezza cui eravamo abituati fino a qualche anno fa. Ma se c’è un’inversione di tendenza, rispetto non solo alla prima parte della stagione ma anche agli ultimi 3 anni almeno, è nel fatto che siamo una squadra.
Una squadra con le palle, direbbe qualcuno. Una squadra con un gioco, soprattutto. Semplice, non spettacolare, ma solido ed efficace. E, signora mia, di questi tempi è grasso che cola.
Oltretutto siamo in un periodo di ottima forma fisica di quasi tutti i titolari.
Per cui ci sta che nel panorama desolante del campionato attuale rischiamo sul serio di riuscire nell’obiettivo minimo, che è quello di agganciare almeno il 5° posto.
Mi viene la tristezza a pensare che l’obiettivo stagionale è questo. ma ci vuole anche un po’ di realismo e questa è una squadra costruita su questi livelli che difficilmente può pensare di andare oltre, se la famiglia Berlusconi non mette una mano al portafoglio e non compra almeno un paio di giocatori di altro spessore nei ruoli chiave a centrocampo e in difesa.

Io rinascerò, rondine a primavera

Il faraone è tornato?  Adesso che abbiamo riaperto il campionato, abbiamo anche ritrovato la nostra grande speranza crestata? O si tratta di un ennesimo fuoco di paglia?
Ai posteri l’ardua sentenza.
Il resto, la vittoria rotonda contro un Torino già in vacanza, il 100° gol di Pazzini, la buona partita dell’olandesino, la nostra porta rimasta per una volta inviolata, è grasso che cola.