La variante Udinese 1-1

Breve sunto della partita per chi avesse preferito guardare il Festival di Sanremo:
Primo tempo: l’Udinese arriva a San Siro con la precisa intenzione di difendere lo 0-0. Noi vorremmo (classico vorrei ma non posso) provare a fare qualcosa di diverso, ma a parte fra girare la palla (e le palle) nei pressi della loro area, siamo più inconcludenti di un bradipo che cerca di correre i 100 metri piani.
Si va all’intervallo a reti inviolate.
Secondo tempo: esce Tonali leggermente infortunato. Al suo posto Meitè.
Quelli dell’Udinese colgono il segnale e cominciano a provarci, soprattutto in contropiede.
Al 3° minuto Romagnoli para un tiro a porta vuota di Nestorovski, servito da un retropassaggio assassino di Theo Hernandez.
Passano altri 20 minuti e finalmente riusciamo a prendere gol, su palla inattiva, con un colpo di testa di Becao, grazie a una papera di Gigione nostro spaventato dalla presenza di Nestorovski.
Girandola di cambi, la partita non cambia.
Davanti i nostri tentativi di costruire un’azione degna di nota assomigliano a i tentativi di un piccione di giocare a scacchi.
Al 39° l’Udinese rimane addirittura in 10. Noi ne approfittiamo? Manco per il cazzo (scusate il francesismo).
Al 52°, sull’ultimo calcio d’angolo per noi, quando ormai non ci crede più nessuno, Stryger Larsen ci regala il più fesso dei rigori smanacciando un pallone che sembrava destinato a finire chissà dove.
Tira il presidente, gol, pareggio.
1-1 tutti a casa (tranne Stryger Larsen che probabilmente è stato abbandonato al primo autogrill sulla via del ritorno per Udine).

C’è poco da dire. temevo questa partita e purtroppo i miei timori si sono rivelati fondati.
Ora non resta che cercare di raddrizzare la barca e ricominciare a remare tutti assieme.

La variante Udinese

Francamente la partita di stasera mi preoccupa più di quella di domenica contro la Roma.
Troppo da perdere, troppe varianti, troppe assenze.
Troppe distrazioni (il Festiva è già iniziato).

Non so, sarà dura. ma se dovesse andare bene…

24

Volessi fare lo sborone scriverei un post di due righe:

Siamo tornati, merde.
Salutate la capolista.

Però, saranno i dieci anni di sofferenze, sarà l’età che porta consiglio e prudenza, sarà quel che sarà, mi godo il momento, i record, le 13 partite consecutive segnando almeno due gol, i 24 risultati utili consecutivi, il primo posto in classifica, i gol di Ibra, tutto, ma non sboroneggio (oddio, forse un po’ sì, è insito nella natura del tifoso). Mi godo tutto aspettando gli inevitabili passi falsi, sapendo che arriveranno. Sapendo che anche se sono partite male, in serie A ci sono squadre molto più attrezzate del Milan e che l’obiettivo resta arrivare nelle prime 4.
Due parole sulla partita di ieri. Ottimo il risultato, un po’ meno il gioco, per una volta. Ci ha messo del suo l’Udinese, ci abbiamo messo un po’ del nostro, sta di fatto che non è stato un partitone. Ma come dicono quelli che se ne intendono, se riesci a vincere anche quando giochi male, stai diventando grande.
E comunque, salutate la capolista.

Non ci sono più le mezze misure.

Il calcio è fatto così, o si vince o si perde. O si pareggia, ma a noi il pareggio non interessa. Per cui o si vince o si perde.
Due settimane fa si perdeva, la settimana scorsa si è vinto, la prossima lo sapremo solo vivendo.
Non mi meraviglia il fatto che questa serie di vittorie sia arrivata quando Gattuso ha capito che Cutrone le ossa se le deve fare in campo e non in panchina, né m stupisce che, per esempio, ieri si sia vinto anche grazie all’uscita di Higuain.
Certe partite si vincono solo quando si vede il fondo del pozzo.
Chiariamoci, resto dell’idea che Higuain è sempre meglio averlo in campo, ma ci sono situazioni in cui c’è il rischio che ci si adagi un po’ sul pensiero che prima o poi ci penserà lui a risolverla, per cui ogni tanto ci vuole una scossa.
Diciamo poi che ieri sera l’arbitro non ha aiutato (sono ancora aperte le iscrizioni al campionato mondiale di eufemismi?). Per 100 minuti ha consentito ai giocatori diversamente bianconeri di menare come fabbri facendo finta di niente e l’unico rosso gli è scappato quando era assolutamente inevitabile, fallo tattico da dietro di uno tutte consonanti e cattiveria agonistica su Castillejo, al 95°. Per non parlare della colossale perdita di tempo nell’ultimo quarto d’ora del secondo tempo, per la quale ha concesso solo 5 minuti di recupero, nei quali l’Udinese ha continuato bellamente a perdere tempo.
Per non parlare del tentativo di annullare il gol, per altro regolarissimo, di Romagnoli. Che non sarà mai come il numero 6, né come il numero 3, ma nel ruolo di capitano comincia a trovarcisi bene. Sicuramente meglio di quello dell’anno scorso.
Detto questo, ci aspetta una settimana a interessante. Speriamo che dall’infermeria arrivino buone notizie e forza Milan, sempre.

Udinese + Banti – Milan: 2-1

La premessa vale tutto il post: se prendi gol da uno che un minuto prima avrebbe dovuto essere espulso, e invece si ritrova libero di involarsi su una fascia rimasta scoperta grazie al fallaccio con cui lui ha eliminato dal campo il suo diretto avversario, la partita è falsata.
5 arbitri, 5, e nessuno che veda quello che da una distanza molto maggiore hanno visto tutti, cioè che De Paul sarebbe dovuto uscire insieme alle briciole della caviglia di De Sciglio.
Poi si può parlare di tutto il resto, dell’ingresso tardivo di Vangioni, del concetto stesso di Vangioni come sostituto di De Sciglio, diBacca che sembra fare di tutto per dare ragione a chi vorrebbe la sua cessione immediata, del fatto che Lapadula deve avere combinato qualcosa di gravissimo alla mamma di Montella altrimenti non si spiega, degli errori di Locatelli che improvvisamente sembra sentire la pressione, di Donnarumma che ha salvato almeno due gol ma su quelli presi non è stato ineccepibile.
Che questo Milan non sia uno squadrone che tremare il mondo fa lo sappiamo benissimo, ce lo siamo già detti un milione di volte.
Possiamo anche chiederci, ma è ozioso, come sarebbe proseguita la partita se Bonaventura non si fosse fatto male. Ma i se non contano, contano i fatti.
Purtroppo il fatto che conta di più è che la valutazione sbagliata di Banti ci costa 3 punti (o 2, visto che eravamo in pareggio).
Tutto il resto è noia.

P.S: non ho commentato la partita con la juvemerda in coppa italia semplicemente perché non c’era nulla da dire. Basta leggere il post sulla partita col Napoli e cambiare i nomi.

Milan – Udinese: 1- 1

Il bravo commentatore direbbe di aver visto una partita a due volti. Primo tempo giocato decisamente meglio dall’Udinese, secondo tempo saldamente in mano al Milan.
Il tifoso che è in me si lamenta invece per una squadra che ha regalato un tempo prima di accorgersi che senza Bonaventura non si può giocare come se lui ci fosse, pensando soprattutto di sostituirlo con Kucka.
Il tifoso un po’ becero che è in me invece evidenzia che forse l’arbitro s’è fatto ingannare dalle maglie bianconere della Juv dell’Udinese.
Mettiamoci poi la traversa, la pioggia, la palla che si ferma sulla riga. Mettiamoci tutto.
Frulliamo, versiamo, e ne viene fuori l’ennesimo risultato inutile in una domenica in cui si sarebbe potuto risucchiare qualche punticino a chi sta davanti.
Eppure, considerando anche altre partitacce viste quest’anno, non mi sento di parlare di involuzione. Se non altro per quel che si è visto nel secondo tempo.
Restiamo una squadra mediocre, ma oggi avremmo meritato di vincere.

Udinese-Milan: 2-3. Perché TANTO DOLORE?

La sindrome di Istanbul è una malattia nota solo dal 2005 che colpisce tutti i milanisti che all’epoca erano in grado di intendere e di volere, qual ora la loro squadra del cuore si trovi ad avere, all’intervallo, un considerevole vantaggio sugli avversari.
I sintomi più ricorrenti sono ansia, secchezza delle fauci, voglia di morire, voglia di uccidere, sbiancamento anale, prurito vaginale (anche per gli uomini), santi e madonne.
Purtroppo la stessa sindrome pare colpire alle volte anche i giocatori, o l’allenatore.
Questo forse spiega il fatto che la squadra di pimpanti omaccioni che nel primo tempo maramaldeggiava per il campo vincendo e convincendo al rientro dopo aver bevuto il solito the si è trasformata un una compagine di umarelli che guardavano il cantiere per la curva mancante dello stadio di Udine, mentre i giocatori dell’Udinese si davano da fare per tentare (e quasi raggiungere) il pareggio.
Temo che ci abbia messo del suo anche il nostro gioviale allenatore, il quale avvedutosi del cambio tattico effettuato dagli avversari, che nel secondo tempo hanno messo in campo una formazione decisamente più offensiva e, diciamolo, disperata, ha tolto dal campo Calabria (che nel primo tempo aveva fatto vedere molte belle cose, anche in fase di spinta sulla fascia), per sostituirlo con il roccioso (nel senso più che altro di pesante, inamovibile) Alex.
Se il segnale doveva essere di starsene ben chiusi dietro è stato recepito. Almeno per la parte del chiusi, visto che raramente il Milan ha superato la metà campo. Sul ben avrei da ridire, visti i due gol presi quasi al volo e l’istantanea chiusura di tutti gli orifizi di noi poveri tifosi, cui la scritta “Istanbul” è ormai impressa a caldo in qualche parte del cervello.
Fortunatamente i tre punti sono arrivati lo stesso e quindi possiamo guardare al futuro con rinnovata speranza e gioia di vivere. Ma tanta sofferenza ha un prezzo, che si sappia.
Ciò detto mi prendo qualche riga per bearmi della partita di Supermario Balotelli. Il gol, una vera saetta, è solo la punte dell’iceberg. L’iceberg è invece fatto di tanto movimento, tanti falli subiti senza colpo ferire, tanto gioco a favore della squadra ed una stupida ammonizione per un fallo che, se l’avesse commesso chiunque altro in serie A, non sarebbe mai stata comminata. Ma è Balotelli.

Milan-Udinese: 2-0

No vabbè s’è fatta una cert’ora ed è pure lunedì e m’è venuto in mente che non ho scritto niente della partita di ieri. Adesso qualcosa ho scritto. Eccheccazzo. Fine.

Cosa volete ancora da me, il sangue? Non ce n’è più. Finito, kaputt. Come Torres.
Basta, esaurito.
Che poi va a finire che uno dice che senza Torres la squadra va un po’ meglio e poi si becca del tifoso poco evoluto. Non sia mai. Poco evoluto io. Tse!
Ma magari fosse solo questo. Magari.
E’ che è lunedì sera. Son passate delle ore, e nel frattempo è passato il teaser di star Wars VII.
E l’unica roba che c’ho nel cervello adesso è: Oh CAZZO, IL MILLENNIUM FALCON? IL MILLENNIUM FALCON!

IL MILLENNIUM FALCON!

Vedi Udine e poi rinasci; Udinese – Milan 1-2

Tocca fare la parte del vecchio brontolone.
Abbiamo vinto, viva Allegri?
Certo, ma anche no. O ni, se volete restare prudenti.
Insomma, abbiamo vinto fuori casa, abbiamo finalmente vinto contro una delle squadre di alta classifica, siamo anche in testa pro tempore, ma a parte questo tutto il brutto che si era visto nell’ultimo mese è rimasto senza cambiare di una virgola. Anzi, se non fosse entrato Maxi Lopez a dare una mano a El Sharawy non sappiamo cosa sarebbe potuto succedere, ma sappiamo cos’era successo fino al momento del cambio: nulla. Un bel nulla condito da niente, con contorno di vuoto cosmico. Centrocampo inutile e attacco inesistente.
Sono troppo duro?
Vediamo i fatti: non vorrei parlare sempre solo dei soliti due, poi magari qualcuno pensa che il mio è accanimento, ma Culo di legno sabato ha collezionato qualcosa come 15 palle perse. Evanuelson cosa ha collezionato? Qualcuno si ricorda di una sua azione degna di nota?
A parte i soliti due, gli altri quanti tiri sono riusciti a fare? Io ricordo un’azione di El Sharawy, poi nulla.
Blissettinho si muove tanto, ma se poi non c’è una punta da servire diventa movimento sterile. Infatti la partita è cambiata dopo il cambio, a conferma di una regola vecchia quanto il calcio: se hai in campo una punta, invece che tante mezze punte, le probabilità di segnare aumentano.
Abbiamo avuto però un po’ di notizie che meritano di essere evidenziate:
Mesbah non è il nuovo Maldini, ma a sinistra al momento pare molto più utile di Antonini e Zambrotta messi insieme.
Ambro da solo (perché di fatto era solo) rischia di ritrovarsi troppo presto a corto di ossigeno e di lucidità.
Nocerino è utile alla causa se c’è qualcuno che favorisce i suoi inserimenti, altrimenti no. Al momento della sostituzione ho bestemmiato forte, poi i fatti hanno dato ragione ad Allegri.
Maxi Lopez se gioca più di tre minuti magari trova anche il tempo di buttarla dentro.
El Sharawy in questo momento deve giocare titolare, non ci sono alternative. Ce ne saranno, forse, se e quando Pato rientrerà in uno stato di forma decente.