L’anniversario

Ufficio domestico con sedia milanista

Oggi, un anno fa, facevo il primo giorno di smart working della mia vita. 
Avrebbe dovuto essere essere una sorta di sperimentazione, avrei dovuto lavorare da casa per due giorni a settimana, non di più. 
Non sono più tornato in ufficio, se non per qualche gita estemporanea.
E’ stato un anno vissuto pericolosamente, in cui ho dovuto costruire una nuova normalità.
Ho lavorato forse con meno stress (non sempre), ma anche con orari meno definiti. Prima, finito il mio orario, timbravo e tornavo a casa, e non se ne parlava più fino al giorno dopo. Ora gli orari dovrebbero essere più o meno gli stessi, ma non c’è un cartellino da timbrare e la giornata finisce quando riesco a chiudere il portatile, cosa che spesso capita più tardi rispetto all’orario esatto.
Mi è capitato, per fortuna poche volte, di chiudere il computer, andare a prendere la ragazzina di casa all’uscita da scuola, e poi riaccendere tutto al ritorno a casa per finire qualche lavoro urgente (cosa che lavorando in ufficio sarebbe stata impensabile).
Certe pause che lavorando in ufficio erano considerate quasi ineluttabili, tipo il caffé coi colleghi alla macchinetta a metà mattina, sono semplicemente sparite, diluite in una giornata lavorativa con ritmi completamente diversi.
Per alcuni aspetti, tipo la linea internet, ero già pronto essendo un nerd di vecchia data.
Per altri un po’ meno. Per dire, ho dovuto comprare una sedia da ufficio per casa (ovviamente ho preso una sedia da gamer milanista, ma questa è un’altra storia), e ho dovuto inventare una postazione di lavoro che da provvisoria è diventata permanente.
Per altri problemi una soluzione vera non è ancora arrivata, tipo il fatto che continuo a ricevere buoni pasto elettronici che, da casa, fatico ad utilizzare.
Le prospettive future sono di continuare così ancora almeno per il 2021, e poi non si sa (qui subentrano anche molte scelte aziendali, al momento imperscrutabili).

Penso che oggi, per festeggiare, in pausa pranzo farò un’eccezione alla regola e mi berrò una birretta.

Colors

La zona arancione rafforzata mi fa pensare al caffè corretto.
Io capisco che c’è sempre qualcuno cui bisogna lisciare il pelo, ma se sono stati definiti 3 colori, a prescindere da quanto siano fondati i meno i criteri di scelta, a cosa serve poi andare a cercare 50 sfumature di arancione per non passare in zona rossa?
(Per i meno acuti, è una domanda retorica).
Sei in zona gialla? Bene.
Le cose peggiorano? Zona arancione.
Peggiorano ancora? Rossa.
Non che questo mi piaccia, ovvio.
Ma non ne usciremo inventando ogni volta un nuovo modo per piegare le regole che ci siamo appena dati.

Ne usciremo quando saremo riusciti a vaccinare abbastanza persone da creare la famosa immunità di gregge, questo lo sanno ormai tutti.

Milan-Inter: 0-3

Perdere contro la seconda squadra di Milano è una cosa che dà particolarmente fastidio. Non che ci siano sconfitte piacevoli, ovviamente, ma con loro è una cosa particolare. Sembra quasi contro natura.
L’unica squadra contro cui è ancora peggio è la Juvemerda.
Perdere contro l’Inter allenata da quel tipo lì, l’emblema del gobbo dentro, quello della partita del gol di Muntari, quello del “siete voi la mafia del calcio”, è come perdere contemporaneamente contro l’Intermerda e la Juvemerda. Insieme, una sopra l’altra, fuse in un mostro osceno.
Al di là della classifica, ed al di là del fatto che loro sono la squadra costruita per vincere tutto quest’anno e i prossimi.

Purtroppo la sconfitta è netta. Purtroppo non c’è molto da dire. Bravi loro, meno bravi noi.
Ora, dato che loro comunque sono quella cosa lì, bauscia fino al midollo, racconteranno di una partita in cui hanno avuto dominio assoluto per 110 minuti e avrebbero potuto vincere 47-0.
Non è andata esattamente così.
Certo, loro hanno vinto di 3 gol, riuscendo ad andare a segno al 5° minuto grazie anche a un nostro marchiano errore in difesa, ma dopo il primo quarto d’ora del primo tempo, in cu abbiamo risentito del gol preso troppo presto, la partita è stata molto più equilibrata di quel che dice il risultato. soprattutto negli ultimi dieci minuti prima dell’intervallo. Loro ci hanno fatto paura in contropiede, ma abbiamo avuto almeno due nette occasioni per pareggiare, sfumate per un soffio.
Nei primi 5 minuti del secondo tempo abbiamo avuto altre tre occasioni clamorose, sventate da altrettanti miracoli di Handanovic.
Il fatto che il tuo portiere sia stato il migliore in campo in una partita che hai vinto 3-0 la dice comunque lunga su come è andata realmente.
Hanno trovato altri due gol in contropiede, ma fino al gol dello 0-2 la partita s’è svolta sempre intorno alla loro area e nessuno si sarebbe stupito del pareggio.
Sono stati bravi a fare il loro gioco e a capitalizzare le occasioni. Onore al merito. Questo non mi priverà del piacere di mandare in posti poco piacevoli tutti gli interisti che mi rivolgeranno la parola nei prossimi giorni.

Quindi, la batosta c’è. è incontestabile, ma non sul piano del gioco. Anzi, ho visto pure dei segnali di ripresa. Però è evidente che non ci si può sempre e solo affidare agli estri di Ibra. Occorre trovare delle alternative, anche a livello di modulo, perché ormai è chiaro che, dopo un anno a mille all’ora, gli altri sanno fin troppo bene come giochiamo e come fermarci, per cui se non riesci ad andare al massimo son guai.

Incidentalmente, siamo ancora messi abbastanza bene per l’obiettivo di fine stagione, che è quello di entrare nei primi 4 posti, per cui affidiamoci a quei segnali di ripresa che abbiamo visto oggi in vista delle prossime partite. E fanculo alla capolista.

Su ieri sera

Ieri sera sono successe due cose interessanti ed una storica. A voi la scelta su quale sia l’una e quali le altre. Insomma, ci siamo capiti.

In ordine di tempo, la prima è il pareggio del Milan in Europa league, contro una squadra di livello decisamente scarso, con due gol annullati, un gol preso al 93° alla fine di un azione il cui la quaterna arbitrale stava già pensando alla birrata post-partita, giocando in modo preoccupantemente insulso per qualità ed intensità.
Possiamo cercare scuse nel fatto che, per l’ennesima volta, la formazione era abbondantemente rimaneggiata, e che qualcuno avrà avuto ancora da smaltire le scorie mentali della figuraccia rimediata sabato contro lo Spezia, ma si tratta comunque di scuse.
La Stella Rossa vista ieri correva la metà dello Spezia di sabato, eppure siamo riusciti a segnare due gol solo grazie a un autogol e a un rigore. E a regalare loro la speranza di passare il turno con un pareggio nel finale che francamente non ci voleva.

La seconda, decisamente migliore, è l’ennesima vittoria in Euroleague dell’Olimpia Milano, che quest’anno sta facendo una stagione veramente straordinaria.
Lo so, negli ultimi anni sull’Olimpia ho scritto pochissimo rispetto al passato. Un po’ per scaramanzia, un po’ per pigrizia. Ma ho sempre e comunque seguito la squadra, andando spesso, quando si poteva, a vederla al Forum, e quella di quest’anno è veramente una corazzata.

La terza è l’atterraggio di Perseverance su Marte. E su questo, veramente, c’è poco da dire.
Ho una certa, molte cose che adesso sono comuni, fanno parte di quello che quando avevo l’età di mia figlia (primi anni ’80, per intendersi), si vedevano solo nei telefilm di fantascienza. Basti pensare a cosa si può fare oggi con uno smartphone.
Magari quando mia figlia avrà l’età che ho io adesso i viaggi spaziali saranno un’esperienza più comune. E se sarà così, un tassello del progresso che avrà portato a quel punto è stato piantato ieri sera.

E’ un bel governo! Un santo! Un apostolo!

Chi si aspettava un governo tecnico, un governo del presidente, un chiamatelo come vi pare, se l’è bellamente presa in quel posto. E devo dire che non è una gran sorpresa.
Personalmente non avevo grandi aspettative, che è un modo per diminuire il rischio di rimanere delusi.
Però.

Però.

Questo sembra davvero un pateracchio senza forma né sostanza frutto di un’applicazione pedissequa del manuale Cencelli.
C’è dentro di tutto, qualche tecnico per fare presenza, vecchi arnesi della politica che fu ripescati da chissà quale sgabuzzino, giovani arnesi inservibili della politica che non sarà mai, uomini e donne di partito con varie sfumature di impresentabilità e per finire in bellezza qualche caso umano che aiuta a tenere su l’audience.

Ora vedremo se Draghi, incassata la fiducia che dovrebbe essere piuttosto ampia, riuscirà a imporre una sua linea o se dovrà chiedere il parere di tutti i partiti anche per scegliere che calzini mettersi la mattina.

Spezia-Milan: 2-0 Male male male

La seconda squadra di Milano ha l’opportunità di superarci proprio nella settimana che precede il derby. Buon per loro se sapranno coglierla.
Restiamo ancora messi bene per il quarto posto, ma non possiamo permetterci molte altre seratacce come questa.

Non so se dopo un anno vissuto pericolosamente siamo completamente scarichi, o se si tratta solo di una serata nata male e finita peggio, ma stasera ho visto una squadra che non riusciva a tenere palla, che non riusciva a fare più di un passaggio, che non ha mai vinto un contrasto,
mentre quelli dello Spezia invece correvano più dell’Atalanta, erano sempre in anticipo, trovavano sempre il passaggio migliore.

C’è poco da commentare e poco cui aggrapparsi in questa partita. A tratti è sembrato di vedere il Milan del 2019, del 2018, del 2017, e via così. Dominato mentalmente ancor prima che fisicamente.

Spero di vedere segnali di ripresa già dalla prossima partita di Europaleague.

Stanotte ho fatto un sogno strano.

Mi è apparso Salvini, avvolto a mo’ di tunica in una bandiera dell’Europa, sul capo una corona di Euro, in mano una effige del Sacro Cuore di Ursula von der Leyen.
Mi ha spiegato che i famosi 40 milioni di Euro non sono più nella disponibilità della lega perché li ha dati tutti in beneficienza a Emergency e Sea Watch.

Mi sa che ieri sera ho esagerato col cren.

Movimento 5scherzavo

Le ultime elezioni hanno messo il parlamento italiano, di fatto, in mano a questa gente qua:

“Sei d’accordo che il MoVimento sostenga un governo tecnico-politico: che preveda un super-Ministero della Transizione Ecologica e che difenda i principali risultati raggiunti dal MoVimento, con le altre forze politiche indicate dal presidente incaricato Mario Draghi

Un giorno ci verranno a dire che era tutto un enorme scherzo, o un esperimento sociale.