Zin Zun Zan

Sul DDL Zan non ho particolari opinioni.
Concordo sul principio, ma ammetto che non ho mai letto il testo del DDL (dubito che lo avrei capito del tutto). Quindi non sono in grado di dire se era legge perfetta o se aveva anche dei difetti.
Diciamo che una norma in grado di fare incazzare contemporaneamente tutti gli omofobi fascioleghisti, cattoleghisti, forzanuovisti, e chi più ne ha più ne metta, doveva per forza avere anche qualcosa di buono.

Abbiamo perso l’occasione di essere un paese più civile?
Domanda difficile, bisognerebbe prima definire meglio cosa significa il termine civile, e come sappiamo non è facile anche perché il concetto di civiltà si evolve nel corso del tempo.
Ai tempi di Roma Caput Mundi era considerato civile avere degli schiavi (peraltro questa cosa degli schiavi è durata fino a non molto tempo fa. L’ultimo paese ad aver abolito la schiavitù ufficialmente è stata la Mauritania, nel 1980.*)
Questo tipo di evoluzione avviene innanzitutto attraverso un cambiamento culturale, non legislativo.
Una norma che rafforza un diritto è cosa buona e giusta.
Ma le norme seguono la cultura, e non il contrario.
Non penso che si possa imporre a un paese una certa forma di cultura per legge.
E l’occasione non l’abbiamo persa, semplicemente perché non l’abbiamo mai avuta.
Abbiamo perso l’occasione per sembrare un paese più civile, almeno secondo quelli che sono i canoni di una civiltà moderna, ma evidentemente ancora non siamo quel tipo di paese civile. Se lo fossimo avremmo eletto un parlamento diverso, che avrebbe fatto cose diverse.

L’Italia sarà un paese più civile quando nessuno si sentirà in diritto di poter discriminare qualcuno perché considerato diverso, che sia per via delle sue abitudini sessuali, o del colore della pelle, a prescindere dal fatto che ci sia una legge che lo impone.

Un merito indiscutibile comunque il DDl Zan ce l’ha, a prescindere dal fatto di non essere stato votato, ed è quello di aver fatto discutere di questo problema in tutte le sedi. Chissà che non sia servito comunque a introdurre il tarlo del pensiero in qualche testone.

Se poi vogliamo parlare dell’indegno spettacolo di senatori che esultano come invasati per l’affossamento di una legge, c’è poco da dire. Questa gente è stata eletta. Rappresenta i suoi elettori e non solo. Una volta eletto rappresenti, nel bene e nel male, tutti.
E’ passato da mo’ il tempo in cui si credeva che ci ci rappresenta dovesse essere migliore di noi.

* Fonte Wiikipedia

Milan – Torino: 1-0

Certe partite stropicciate te le devi semplicemente portare a casa, senza fare troppa filosofia.
Poi ti guardi alle spalle, vedi che dietro di te ci sono tutti gli altri, e sorridi.
Per ritrovare il bel gioco c’è tempo. Recuperiamo un paio di infortunati, covidizzati, acciaccati, fuoriformati, e poi ne riparliamo.
Ma nel frattempo, salutate la capolista, come dicono quelli che hanno fattole medie a Oxford.

Forza Milan e a culo tutto il resto (come dicono quelli che hanno fatto il catechismo a Cambridge).

In cerca di visibilità.

Quanto è ridicolo un paese in cui una politica in eterna cerca di credibilità può affermare una roba del genere:

«Quanto è credibile una Nazione nella quale si consente a un attore in cerca di visibilità di testimoniare contro un ex ministro della Repubblica deridendo le nostre istituzioni?»

senza essere sbertucciata sulla pubblica piazza da chiunque, compresi i suoi elettori?
Per capirsi, ecco l’attore in cerca di visibilità.

In effetti questa faccia non mi è nuova.

Me lo immagino il dialogo con il suo agente a Hollywood:
– “Richard, abbiamo un problema. La gente si sta dimenticando di te. Ci vuole un grande film.”
– “Ma no, non ti preoccupare, ho già la soluzione: vado in Italia a testimoniare contro Salvini”.
– “GENIO!”

Direi che piuttosto è vero il contrario. La scelta di chiamare Richard Gere a testimoniare ha lo scopo di dare visibilità internazionale al processo.
Ma questo, forse, la signora Meloni l’ha anche capito. E non avendo niente di credibile da dire, come suo solito la butta in caciara.

La partita del Porto dito

Porto – Milan di ieri sera ha dimostrato chiaramente alcune cose:
La prima è che la Champions League è su un altro livello rispetto alla serie A, nel caso qualcuno avesse ancora dei dubbi;
La seconda è che se ti mancano contemporaneamente giocatori del calibro di Maignan (anche se Tatarusano ieri non è stato particolarmente sollecitato), Theo Ernandez, Brahim Diaz, Rebic, Kessie, alla fine la differenza si vede e si sente.
La terza è che, ancora una volta, per gli arbitri siamo una squadra di seconda fascia, forse anche terza.

Non giriamoci intorno. La sconfitta è meritata, il risultato è giusto. Anche se, formalmente, non corretto.
Spiego: il Porto ha meritato i 3 punti, noi no, per cui il risultato è sostanzialmente giusto.
Però il solo gol segnato dal Porto è irregolare, perché prima del tiro c’è stato un fallo non fischiato su Bennacer.
Quindi il risultato giusto sarebbe stato un pareggio?

Mi ci sto un po’ arrovogliando su questa cosa, perché per quello che ho visto ieri sera la sconfitta è il risultato giusto, ma mi fa girare le balle il fatto che comunque perdiamo per un gol irregolare.
ll Milan non ha fatto nulla per meritare anche un solo punto ieri sera.
Ma non è mica colpa nostra se, pur dominando, il Porto è riuscito a fare un solo tiro in porta, in una azione che sarebbe stata da fermare.

Quelli bravi in questi casi parlano di sconfitte che aiutano a crescere. Io avrei preferito un pareggio che aiuta a crescere. Anche se non del tutto meritato.
Il calcio funziona così. Segni, vinci. Non segni, non vinci.
Domini tutta la partita ma non riesci a buttarla dentro? Fatti tuoi.
Non esistono compensazioni. Non dovrebbero esistere.

Quindi si può dire tranquillamente che il risultato di ieri sera è giusto, ma non corretto? Sì.

Detto questo, Forza Milan, e a culo tutto il resto.

Zero stress

Dopo due giorni di festeggiamenti per il compleanno della ormai quattordicenne, quel che ci voleva era giusto una serata di relax: divano, partita, zero stress.
Appunto.
Una di quelle serate in cui magari ti appisoli anche un po’ durante il secondo tempo.
Appunto.
E’ andata proprio così, mannaggia la miseria.

Primo tempo quasi bello nella sua inguardabilità. Hai voglia a dire che la rosa è lunga ed è stata rinforzata; certe assenze, tutte insieme, si fanno sentire eccome, anche e soprattutto nella testa di chi va in campo.
Pur riconoscendo tutti i meriti possibili al Verona ed alla sua arguta tattica di gioco, siamo scesi in campo nella nostra versione brutta brutta in modo assurdo, una parodia del bel Milan visto nelle ultime partite, e giustamente siamo stati impallinati.
Due volte.
Una con un rigore inventato, ma tant’è, non credo che vedremo in giro gente che costruisce assurde teorie sui rigori contro il Milan.
Giusto per rincarare la dose, s’è pure spaccato Rebic.

Eppure nell’intervallo ero relativamente tranquillo. Sapevo che nel secondo tempo i ragazzi ci avrebbero provato, che in un modo o nell’altro la partita sarebbe cambiata. Questa ormai è una squadra che ispira fiducia. Sai che se scivolano trovano il modo di rialzarsi, o che comunque ci provano con tutte le loro forze.
Mi sono comunque preso un grappino, che non si sa mai.

Secondo tempo, soprattutto per noi, molto migliore. E dato che il mio livello di empatia per i tifosi del Verona è decisamente basso, oserei dire che è stato migliore in assoluto.
Ora dovrei forse lanciarmi in un panegirico nei confronti di Leao, che sta diventando un supereroe, e di Castillejo, che è l’hombre del partido, indubbiamente.
Ma continuo a pensare che, al di là dei meriti estemporanei dei singoli, il vero miracolo è la squadra.
Un miracolo compiuto da Maldini, dalla società, da Pioli, da Ibra, da tutti i giocatori.

Forza Milan, e a culo tutto il resto.

Massimo Livore l’ipocrita (e noi no)

Faccio un esempio.
Personalmente di quello che fa Luca Morisi nel suo privato, che abbia rapporti intimi le papere (purché consenzienti) o che decida di inalare anche le ceneri di sua nonna, non me ne potrebbe fregar de meno.
Fintanto che quello che fa non è illegale – e questo nel caso lo decide la magistratura, non io o qualche giornalista – ma soprattutto fintanto che non fa del male agli altri, per me chiunque può fare quello che vuole.
Diciamo però che se fino al giorno prima di essere beccato hai tirato a campare gettando palate di escrementi mediatici e esponendo alla gogna chi osava criticare il tuo padroncino, se hai sommerso per anni i social media con immagini del tuo padroncino con il rosario in mano, di slogan sulla difesa della famiglia tradizionale, contro la droga, contro le unioni civili, e chi più ne ha più ne metta, forse non sarai un criminale (questo, s’è detto, lo deciderà la magistratura), ma sicuramente sei una colossale merda ipocrita.

Ora, giusto per restare in tema, qualcuno s’è improvvisamente accorto che all’interno di associazioni di chiaro stampo nostalgico del fascismo c’è un pienone di fascisti.
Son quelli che da anni vanno in giro a celebrare i fasti del fascismo.
Son quelli che da anni impestano il web di bufale sui meriti del duce (no, non ha inventato lui le pensioni, fatevene una ragione).
Son quelli che per anni hanno votato la Lega di Salvini, a patto che ogni tanto dicesse o facesse qualcosa di abbastanza fascista (cosa che lui non ha avuto problemi a fare).
Son quelli che adesso votano Fratelli d’Italia e la Meloni, cui non è neppure necessario chiedere di fare o dire qualcosa di fascista.
Son quelli che si tatuano simboli fascisti, si incontrano tra fascisti e improvvisamente hanno come un tic e gli si alza il braccino a fare il saluto romano.
Son quelli che negli ultimi anni, quando sentivano i soliti soloni (di destra e di sinistra) sostenere che in Italia non c’è un problema di fascismo se la ridevano, perché per loro essere fascisti è tutto tranne che un problema.
Ma adesso ci si accorge che, ahinoi, ci sono dei fascisti in Italia?
Ben svegliati fiorellini.

One week later (robe da Milan)

Eh, ne sono successe di cose in questa settimana.
Dall’ennesima rapina del secolo, ad opera dell’arbitro turco in Champions League, alla mancata rapina (ma di poco) coll’Atlanta nel finale, direi che si possono individuare alcune costanti:
– siamo belli belli in modo assurdo, fintanto che la tensione resta alta;
– siamo, diciamo, un po’ disattenti; tendiamo a lasciare il portafogli in vista;
– non siamo considerati, dagli arbitri sia in Europa che in patria, una squadra da tutelare;
Siamo una squadra fortissimi, fatta di gente fantastici, ma dobbiamo imparare a evitare certi cali di tensione (repetita iuvant);
– i commentatori di DAZN fanno schifo al cazzo.

Milan – Venezia: 2-0

Che dire?
Partita non bellissima, ma utilissima, soprattutto per il risultato, che ci consente di restare attaccati all’obiettivo stagionale di qualificarci nuovamente alla Champions League, senza eccessivi sforzi.

Un po’ per gli infortuni, che non mancano mai, un po’ per scelta (condivisibile), partiamo con una formazione decisamente rimaneggiata. Giochiamo senza una punta di ruolo, e con quattro panchinari (Romagnoli non me ne voglia, ma è così) su quattro in difesa.
Nel primo tempo riusciamo nell’impresa di non fare neppure un tiro in porta.
Ci proviamo, tiriamo, ma con scarsa mira e ancor più scarsa efficacia.
Il Venezia si difende ordinatamente e ostinatamente.
Nel secondo tempo il copione si ripete, fino a quando Pioli decide che è ora di cambiare qualcosa, e mette in campo tre titolari.
Questo basta a vedere un’altra partita. E a portarsi a casa senza troppi patemi i tre punti.

La palma del migliore in campo se la giocano Theo Hernandez e Saelemaekers, che ieri sera sembra a tratti indiavolato.

Tutto il resto è contorno. Maignan che cazzia tutti al 93°, l’ingresso di Pellegri, gli infortunati che esultano dalla tribuna, Tonali che fa il vecchio saggio in campo. La squadra c’è, la squadra funziona, ci sono enormi margini di crescita.

Ora però mi tocca menzionare il coglione che ha pensato bene di portarsi allo stadio un puntatore laser e di usarlo per spararlo in faccia ai giocatori del Venezia. Lo ho notato una prima volta in un inquadratura durante una rimessa laterale. Si vedeva bene anche il punto da dove partiva il raggio. E poi ho visto, l’hanno vista tutti quelli che hanno guardato la partita in TV, la luce verde sul volto del portiere, nel secondo tempo.
Ora, chiaramente stiamo parlando di un minus habens, uno che non dovrebbe poter frequentare luoghi in cui si celebrano eventi sportivi.
Ma quello che vorrei dire è che se io ho fugacemente intuito, da un’inquadratura in movimento, il punto da cui partiva il fascio di luce, non dovrebbe essere difficile inquadrare con uno zoom, anche senza mandarla in onda, la faccia dell’imbecille, consentendone l’identificazione.
E quindi non dovrebbe essere neppure così difficile raggiungerlo e impedirgli vita natural durante l’accesso allo stadio.
Questo almeno è quello che vorrei vedere.

Juvemerda – Milan: 1-1

Mi tolgo subito il pensiero: un po’ rode.
Con un po’ più di accortezza, e magari di fortuna, avremmo potuto portarci a casa i 3 punti.

Fino a non più di un anno fa un pareggio al juvemerdastadium sarebbe stato grasso che cola.
Ma quella che ha giocato contro di noi ieri sera è una squadra che rispecchia la sua posizione in classifica, una provinciale che ha tentato solo di piazzare il pullman davanti alla porta e ripartire in contropiede.
Mi tolgo subito il pensiero: un po’ rode.
Fino a non più di un anno fa un pareggio al juvemerdastadium sarebbe stato grasso che cola.
Ma quella che ha giocato contro di noi ieri sera è una squadra che rispecchia la sua posizione in classifica, una provinciale che ha tentato solo di piazzare il pullman davanti alla porta e ripartire in contropiede.
Si potrebbe quasi dire che in realtà abbiamo lasciato 2 punti contro una squadra da zona retrocessione.

Peccato per i primi 20 minuti troppo timidi da parte nostra. Peccato per quell’iniziale errore di formazione. Tomori deve stare al centro della difesa, non sulla fascia.
Peccato per quell’errore di Theo, che ancora è lontano dalla forma migliore, ma soprattutto non può mai essere lasciato da ultimo uomo. Piuttosto si rinuncia a un saltatore in area.
Peccato per la parata di Sesgni Scesgni Skensci Szczesny, che dopo aver regalato grandi soddisfazioni ai tifosi di tutte le altre squadre, proprio ieri sera con noi si è ricordato di essere un portiere.

Ora andiamo alle menzioni d’onore. La prima, meritatissima, è per Tonali. Per restare al Milan ha accettato una riduzione dell’ingaggio (capito, presidente?), facendo storcere il naso a qualche pseudotifoso che non lo considerava all’altezza. Quest’anno è partito fortissimo ed è sempre tra i migliori in campo. Tant’è che quando è stato il momento di mettere dentro Bennacer per rinfrescare il centrocampo non è uscito lui, ma qualcun altro che anche ieri ogni tanto sembrava un po’ distratto (Presidente, ti fischiano le orecchie?). E lui ha ripagato con una prestazione solidissima, infiocchettata da un assist.
Seconda menzione d’onore è per Oluwafikayomi Oluwadamilola Tomori.
È un mulo, l’amico Fikayo, un martello, un aratro.
Ha iniziato la partita in un ruolo non suo, e si è visto. Ma quando è ritornato al suo posto ha dato dimostrazione di essere uno dei migliori centrali del campionato.
Last but not least, Ante Psyco Rebic. Sembrava l’anello debole.
Non è un vero centravanti, ci vuole un centravanti. Perché non abbiamo un centravanti?
Lo ammetto, questo tipo di pensieri ha affollato anche la mia mente per gran parte della partita. Fino a quando lui, dopo aver discusso con quel gran gentiluomo di Bonucci, l’ha infilata. Per altro con un pregevolissimo gesto sia tecnico che atletico.
Per dire, se un gol così lo avesse segnato CR7* quando ancora indossava l’ignobile maglia dei gobbi, ci avrebbero scassato i cabasisi per settimane.
Appendice di menzione d’onore per Kalulu, l’uomo che non ti aspetti. Oltre ad aver ridato equilibrio, e spinta sulla fascia, alla squadra, ha sfiorato il gol che avrebbe reso giustizia ai valori espressi in campo. Cosa volere di più da uno che per molti dovrebbe essere la riserva della riserva di Calabria?

  • * La citazione di CR7 è fatta apposta per far rodere il culo ai gobbi.

Il ballo delle debuttanti

Dopo tre giornate siamo a punteggio pieno in campionato, belli come il sole.
Che di per sé sarebbe una buona notizia già da sola.
In Champions non siamo partiti altrettanto bene, ma vista la partita di ieri non mi posso lamentare.
Il divario tra noi e il Liverpool è evidente, lo è stato per tutta la partita, ma non è stata una disfatta e anzi siamo usciti da Anfield, come si dice, a testa alta. Cosa che non cambia niente, abbiamo perso e siamo già ultimi nel girone.
Però la banda di ragazzini ci ha fatto divertire e se gioca come ieri, magari qualche punto riesce anche a farlo.
Detto questo, superare il girone sarebbe un miracolo. Quello cui dobbiamo puntare è fare dei buoni risultati e, soprattutto, garantirci di tornare in Champions anche l’anno prossimo.