Ho visto cose

  • Ho visto Montolivo trasformarsi in un giocatore di calcio per due partite consecutive.
    All’inizio quasi non ci credevo. Ho pensato ad un sosia, ma fonti ben informate mi hanno confermato che si tratta veramente di lui.
  • Ho visto la difesa del Milan, che nelle prime tre partite aveva preso 7 gol, riuscire a non prenderne uno per tre partite di fila.
  • Ho visto addirittura due vittorie di fila, prima del pari con la Fiorentina.

Porco cane, fate che tutto questo non vada perduto come lacrime nella pioggia.

E torniamo a parlare di cose serie

  • Milan-Udinese: che c’è da dire? Si poteva tentare di vincerla tirando in porta. Ma nessuno s’è preso la briga di provarci.  La tristezza poi ci avvolse come il miele.
  • Sampdoria-Milan: non ho visto il primo tempo, ma me ne sono fatto un’idea leggendo un po’ di commenti in giro. Non mi sono perso nulla. Nel secondo ho visto un po’ di agonismo, insieme ai soliti difetti degli ultimi anni. C’è solo da ringraziare che nello squallido mercato di quest’estate non sono neppure riusciti a vendere Bacca.
  • Milan-Lazio: si gioca già domani, mi sento di fare una otelmata: scenderanno in campo in 22, 11 per squadra. Avete presente il calcetto del martedì? Purtroppo sono malato e so che guarderò anche questa.

Napoli-Milan: 4-2

La mano di Montella è come la pennellata dell’artista. Magari il quadro è una crosta, ma se c’è la pennellata c’è tutto.
Sabato sera di pennellate d’artista ne abbiamo viste a bizzeffe, anche se soprattutto da parte dei giocatori del Napoli, ma qualcosa abbiamo visto anche da parte della squadra con maglia color verdemerdadimucca.
Però mentre noi abbiamo prodotto sprazzi di bel gioco, loro hanno prodotto 4 gol.
Siamo andati sotto di 2 gol nel primo tempo, siamo riusciti nella mezza impresa di recuperare il pareggio, e alla fine siamo crollati contro una squadra che in tutti i reparti, tranne che in porta, ha giocatori migliori.
Gli sprazzi di bel gioco non bastano.
Se poi il migliore in campo è il tuo portiere, ma comunque ne prendi 4, dovrebbe scattare un allarme.
Il problema è sempre lo stesso, il gioco lo fanno i giocatori e se mancano i giocatori giusti per il gioco che vuoi fare non vai da nessuna parte.
Noi poi abbiamo a che fare con giocatori che più che per il gioco che vuole fare l’allenatore sospetto non essere adatti semplicemente per il gioco del calcio. Non faccio nomi, li conosciamo tutti ormai, ma per facilitare il compito vi do un indizio: stazionano dalle parti del centrocampo e dovrebbero, oltre a produrre palloni giocabili per gli attaccanti, fornire un minimo di copertura alla difesa.
Mettiamoci poi un fenomeno che si fa espellere per doppio vaffa ed un altro per doppia mancanza di neuroni ed avremo il quadro definitivo.
Faccio a questo punto una breve parentesi di carattere generale: se ogni calciatore cui scappa un vaffa durante la partita dovesse beccarsi un’ammonizione, alla terza di campionato la serie A verrebbe sospesa per mancanza di giocatori disponibili. Non sarà bello, non sarà elegante, ma è così.
Però se già te ne è scappato uno e ti sei già beccato un giallo, tappati quella cacchio di bocca o abbi l’intelligenza di non imprecare in italiano. Ogni riferimento all’espulsione di Kucka è voluto.
Quanto a NIang, no comment. Per una giusta ne fa sempre un paio di sbagliate. Sotto di un gol, in 10 contro 11, farsi espellere in quel modo è la cosa peggiore che puoi fare.
Altra parentesi di carattere generale: io avrei premiato anche la recita di Reina con un cartellino. Non smetteremo mai di vedere gente che sembra morire sul campo di calcio per un sospiro, se non si comincia a punire seriamente queste simulazioni.
Morale, alla seconda di campionato abbiamo già segnato 5 gol, che non è male, ma ne abbiamo presi 6, che è male, molto male, che sarebbero potuti essere molti di più se non avessimo un giovane fenomeno tra i pali.
Ma vediamo l’aspetto positivo: siamo ancora davanti ai cugini e ci resteremo almeno ancora per un paio di settimane.

La ggente, i commenti

Il post “i cretini dei socialini” è uno sfogo, buttato giù praticamente di getto con tutti i pregi ed i difetti del caso, epiteti compresi.
Un po’ come quando senti alla televisione una cosa che ti fa imbufalire e cominci ad insultare lo schermo, fino a quando tua moglie non viene a darti una ciabatta sulla testa.
E’ uno sfogo nato su un blog che, fino a ieri, contava si e no 10 visualizzazioni al giorno nei giorni migliori, quasi sempre delle stesse persone, più qualche sventurato capitato per caso.
Il problema è che improvvisamente quel post ha cominciato a girare ed essere condiviso, soprattutto su Facebook, ed è diventato, come dicono quelli che se ne intendono, virale.
60.000 visualizzazioni in due giorni per l’equivalente della reazione di uno che si è pestato un dito con il martello. Un post in cui inveisco contro l’universo mondo più che altro per sfogare un momento di frustrazione.
Devo dire la verità, questa cosa un po’ mi spaventa, perché temo che se avessi scritto le stesse cose in forma asettica e didascalica, senza sfottò ed insulti, l’attenzione per il post sarebbe stata quella solita. Una decina di visualizzazioni e poi l’oblio.
Mi spaventa perché mi rendo conto che è il segno di un imbarbarimento non solo del linguaggio, ma anche della società, dal quale ovviamente io stesso non posso chiamarmi fuori.
Per non parlare dei tanti commenti ricevuti dal post, sia tra quelli che approvano, sia tra quelli che disapprovano o si sentono chiamati in causa e quindi rispondono agli insulti (ho cominciato io, lo so).
Anzi, parliamone.
Verrebbe da dire che ho visto cose in quei commenti che voi non potete neanche immaginare. Il fatto che invece siano perfettamente immaginabili, perché alla fine ricalcano tutto il campionato già visto migliaia di altre volte, mi toglie anche la soddisfazione della battuta.
Ho pensato a lungo su cosa fare dei commenti. Inizialmente ero dell’idea di pubblicarli tutti, sia quelli positivi che quelli negativi.
Ora, dopo averci pensato un po’ su, ho cambiato idea, per cui ho tolto l’approvazione anche a quelli che già erano visibili.
Uno dei vantaggi di essere il padrone di casa.
Per prevenire quelli che fatalmente grideranno alla censura, la moderazione ai commenti, su questo blog, esiste dalla notte dei tempi. E’ il mio piccolo sfogatoio personale, non sono tenuto a consentire che anche tutti i vostri sfoghi vengano pubblicati. E soprattutto voglio evitare che si crei una guerra tra bande nei commenti ad un mio post.
Non impedisco a nessuno di esprimere le proprie idee o opinioni. Semplicemente non qui.
Non ho cancellato comunque nessun commento, sono ancora lì in attesa di approvazione.
Qualcuno dirà “ecco, hai cominciato tu, insultando metà dell’universo mondo, e adesso non consenti neppure di risponderti!”. Sì. Cioè, no. Semplicemente non qui.
Poi con più calma deciderò anche se vale la pena di mantenere il post o cancellarlo.
Io non guadagno niente col blog, ricevere 10 o 100.000 visite per me è esattamente la stessa cosa, dal punto di vista economico. Dal punto di vista dell’autostima pure, perché se anche dà soddisfazione sapere che tanti leggono una cosa che ho scritto, mi piace molto meno l’idea che sia un post in cui lancio improperi a destra e a manca invece dei tanti, tantissimi post ironici e illuminanti che ho scritto in 13 anni di blog.

P.S: stasera c’è Napoli-Milan, per cui salvo imprevisti dal prossimo post tornerò finalmente ad occuparmi di facezie calcistiche.

I cretini sui socialini

Ho letto cose in questi due giorni che mi hanno fatto accapponare la pelle quasi quanto le bruttissime notizie che arrivano dal centro Italia. Mi prudono le mani, per cui abbandono la consueta leggerezza degli ultimi tempi e invece butto giù un po’ di pensieri sparsi. Se qualcuno si sentirà offeso, saranno beneamati cazzi suoi.

  • Se il vostro primo pensiero, di fronte a un terremoto così devastante, è al trattamento che ricevono i richiedenti asilo comparato a come verranno gestiti quelli che hanno perso tutto, è inutile che precisiate che “non siete razzisti ma… etc. etc.” Siete razzisti, e questo è il meno. Siete soprattutto ignoranti, nel senso che ignorate, e siete delle merde umane. Punto.
  • Basterebbe informarsi su come realmente stanno le cose riguardo la balla degli hotel di lusso, dei telefonini e dei 35 euro al giorno. Basterebbe, ma non lo farete perché se aveste voluto farlo lo avreste già fatto. Si fa molto prima a leggere le stronzate che scrive Salvini e sputare cazzate. Non perché siete razzisti, ovviamente lo siete anche se negate, ma perché siete delle merde. Punto.
  • In questa prima fase le tendopoli per accogliere i terremotati sono indispensabili, non c’è alternativa. Non dovrebbe essere necessario spiegare i motivi, ma mi sento buono e vi do un po’ di spunti su cui riflettere, se ci riuscite: sono la soluzione più rapida per tamponare l’emergenza e dare a chi non ha più una casa un posto in cui dormire ed un minimo di servizi. Spostare tutti in strutture diverse significa di fatto deportare alcune migliaia di persone in posti situati in un raggio di almeno 70-80 Km di distanza, forse anche di più, dove lo sciame sismico non è più percepibile. Un’operazione del genere richiederebbe comunque settimane, non ore, perché bisogna trovare le strutture dove portare le persone, e poi anche portarcele materialmente. Nel frattempo le si lascia all’aria aperta? Direi di no, quindi le tende servono. Sembra una stronzata, ma pensate anche solo alla quantità di mezzi  di trasporto (autobus, camion, etc.) in uscita ed all’intralcio che procurerebbero ai mezzi dei soccorsi in entrata. Ooops, ho scritto “pensate”. Non offendetevi, provateci. Inoltre tutte queste persone verrebbero disperse in un’area enorme, e questo renderebbe molto più complesse anche tutte le altre attività, tipo quella di fornire loro cibo ed assistenza medica e psicologica. Raggruppare 1.000 persone in un solo campo, o in alcuni campi in un’area ristretta, è molto più efficiente che disperderle a gruppi di decine, in decine di località diverse, sparse in un’area di centinaia di Km quadrati. Questo almeno nell’immediato.
  • Certamente le tende sono e devono essere una soluzione temporanea. Utile nella primissima emergenza e deleteria se prolungata. Una collocazione diversa per tutte le persone coinvolte dovrà essere trovata, in attesa della ricostruzione. Saranno hotel a 5 stelle? Buon per loro. Ma non bisogna dimenticare che la vera soluzione del problema sarà quando verrà restituita loro una vera casa in cui vivere. E’ questo il vero problema, la ricostruzione. Ed è su questo che bisognerebbe prestare maggiore attenzione. Sui tempi e sulle modalità di ricostruzione, non sul ricovero temporaneo, che è importante, ma deve essere temporaneo e, per quanto possibile, breve.
  • Il terremoto non è stato provocato ad arte da un complotto giudoplutomassorettiliano. Non esiste. Se lo credete non posso fare nulla per voi. Siete scemi che credono di aver capito tutto meglio degli altri, dei piccoli imbecilli deliranti che pensano di elevarsi sulla massa perché pensano di aver compreso tutto su un complotto talmente segreto che l’internet è pieno di tutto e del contrario di tutto su di esso. Senza nessuna prova di nulla, perché semplicemente non esiste. Il problema è vostro.
  • Il terremoto non è stato voluto da Dio, Gesù Cristo, la madonna o chi per essi per punirci per la Legge sulle unioni civili, o per l’aumento del numero di atei, o per la diminuzione del numero dei pirati. Anche in questo caso se lo credete non posso fare nulla per voi. Se volete essere dei buoni cristiani, invece che pregare e mandare anatemi, mandate aiuti. Oppure continuate pure a pregare, ma tra una avemaria e l’altra mandate aiuti. Soldi, cibo, beni di prima necessità. Altrimenti continuate a fare gli stronzi come avete fatto finora e aspettate che il vostro dio venga a prendervi per portarvi nel vostro paradiso su misura.
  • Il momento ed il luogo esatto in cui avverrà un terremoto al momento non sono prevedibili con metodi scientifici. Sto parlando di scienza, non di gente che crede di aver individuato i centri Haarp guardando la conformazione delle nuvole sulle foto satellitari del meteo. Non è possibile quindi avvisare la popolazione di qualunque posto che a breve ci sarà un terremoto e quindi bisogna evacuare. Se credete che sia possibile e non è stato fatto per questo quello o quell’altro motivo rileggetevi i due punti precedenti.
  • Quello che però è possibile prevedere è che in una zona in cui ci sono già stati terremoti prima o poi ce ne saranno altri. Esistono svariate mappe dell’Italia che suddividono le varie zone in base al numero di eventi sismici registrati, alla loro intensità, ai danni provocati, ed al rischio che si ripresentino. Si chiamano zone sismiche, ne avrete sentito parlare. Consentono di fare previsioni su base statistica non su quando o come, ma sul fatto che prima o poi possa avvenire un terremoto in qualche luogo. Sulla base di queste previsioni si possono adottare delle misure preventive. Tipo costruire edifici con tutte le caratteristiche antisismiche individuate dalla moderna scienza. E, per quanto possibile, adeguare gli edifici di vecchia costruzione. Costa, ma certamente costa meno che ricostruire dopo che è crollato tutto. Dove è stato fatto, un terremoto di magnitudo 6,2 della scala Richter provoca pochi danni e poche vittime. Dove non è stato fatto, perché noi siamo l’Italia, la patria della bellezza, non della sicurezza e della lungimiranza, crollano interi paesi e muoiono centinaia, se non migliaia, di persone. Se vivete in una zona a rischio sismico, forse conviene che cominciate a informarvi sulla sicurezza della vostra casa, soprattutto se molto vecchia.
  • Non è possibile donare il montepremi del superenalotto per l’emergenza terremoti. Ancora una volta basterebbe informarsi per capire il motivo, ma è più semplice fare gli eroi da tastiera. Il motivo è semplice: il superenalotto è proprietà di Sisal, che è una società privata che si occupa di scommesse. Sisal paga ovviamente delle tasse allo Stato, e anche una concessione, ma i soldi del montepremi sono proprietà di Sisal, che li utilizza per pagare i suoi clienti che azzeccano la combinazione esatta. E’ una scommessa gestita da un privato.Se sisal decidesse di non pagare i premi per utilizzare il montepremi in un modo diverso, oltre ovviamente a perdere i clienti, perché nessuno gioca o scommette se non ha speranza di vincere, avrebbe pure delle conseguenze legali. Come succederebbe a qualunque privato che si fa pagare e poi non fornisce il servizio per cui è stato pagato. Provate a chiedere a Marchionne di usare i soldi delle caparre per il terremoto invece che per fare arrivare le Panda e chi le ha acquistate e poi vedete che succede.
  • Certo, poi Sisal può tranquillamente decidere di usare una parte dei suoi proventi per beneficenza, e probabilmente già lo fa, come tutte le altre grandi aziende. Come potreste fare anche voi, per dire.

 

Milan-Torino: 3-2

Facciamo finta di non aver visto la partita e guardiamo solo i freddi numeri:

  • Abbiamo segnato 3 gol, cosa che non capitava da tempo, vincendo la prima partita del campionato con una tripletta dell’unico giocatore che per tutta l’estate abbiamo mandato in giro con il cartello “saldi” appeso al collo.
  • Abbiamo preso 2 gol ed abbiamo evitato il terzo solo grazie ad un 17enne che ha parato un rigore al 94° della prima di campionato.
  • Siamo, almeno ancora per 5 giorni, nel mucchione delle prime, a pari punti con la juvemerda e 3 punti sopra alla seconda squadra di Milano (che staziona in zona retrocessione).

Ecco, non è che ci sia da fare molte analisi, i problemi a centrocampo ed in difesa sono gli stessi che abbiamo lamentato negli ultimi 4 anni, non è cambiato nulla. Ma se il campionato finisse adesso avremmo poco da lamentarci.

La serie A, lo stato B

Lo ammetto subito e così mi tolgo il pensiero: non vedevo l’ora che ricominciasse il campionato.
Pur sapendo che sarà l’ennesimo anno di sofferenza pessimismo e fastidio.
Pur avendo assistito ad una estate che ha inserito il Milan nelle barzellette sportive del prossimo decennio.
Pur essendo consapevole. Punto.
Essendo consapevole.
Cosa cazzo vuol dire essere milanista e consapevole? Niente.
Consapevole di cosa?
Come si fa ad essere consapevoli di qualcosa e restare milanisti in questo periodo?
Qui siamo oltre il livello di evoluto o non evoluto.
Non vedevo l’ora che cominciasse questo nuovo campionato, pur essendo un inguaribile milanista, cioè uno che in questo momento farebbe meglio a fare di tutto per non essere consapevole di nulla.
Farò ancora una volta tutto quello che posso per guardare tutte le partite del Milan che posso, esponendomi al ludibrio degli altri. Sperando che i giocatori che scenderanno in campo con quella maglia lì si rendano conto del peso che portano sulle spalle.
Quello dell’inconsapevolezza volontaria e sciocca di chi spera di poter esultare per le loro azioni.
Poi andrà come deve andare, folza Milan, Juve melda.
E a culo tutto il resto.