Votarsi addosso – moriremo tutti, sì, ma non c’è fretta

Cominciamo con una nota lieta, che la giornata è già abbastanza funesta di suo: il buon Giggino Di Maio dovrà finalmente trovarsi un lavoro vero. Non è questione di astio personale, ma considero la sua sfolgorante (e del tutto immeritata) carriera l’esempio più lampante di cosa è andato storto nella politica italiana degli ultimi 10 anni.
In qualche modo mi azzardo a dire che è stato lui, lui e tutto il M5S, a consegnarci nelle mani di Giorgia Meloni.

Ora vediamo un po’ di numeri: ha votato il 64% degli aventi diritto.
Di questi 1 su 4 ha votato per FDI, meno di 1 su 10 per Forza Italia e meno di 1 su 10 per la Lega.
Avremo un governo di destra. Ma (e qui mi lancio in una previsione personale) non filerà tutto liscio come sembra. Anche perché per capire quali saranno veramente gli equilibri interni alla coalizione bisognerà aspettare che si costituiscano i gruppi parlamentari e già è evidente che la Lega, per fare un esempio non casuale, avrà grazie soprattutto ai collegi uninominali molti più parlamentari rispetto ai voti presi. Cosa che rende Salvini, che sulla carta ha preso una tranvata peggiore anche di quella del PD, determinante per il governo. Da capire quanto peso avrà ancora il berlusca.
Poco meno di elettori 2 su 10 hanno votato per il PD, che conferma sostanzialmente il suo zoccolo duro di votanti ma non va oltre questo. Anzi, considerando il calo dei votanti, perde voti. Sommando verdi e sinistra, che supera di poco la soglia di sbarramento, + Europa, che resta sotto la soglia, e l’inutile e irrilevante Di Maio (e forse anche dannoso) il centrosinistra arriva quasi 3 votanti su 10 (26%. 1 su 4, quanto – da solo – il partito di Meloni & co. Nessuno si azzardi a parlare di risultato positivo e bye bye Letta.
Quel che resta del fu M5S ha insospettabilmente tenuto, prendendo 1,5 voti su 10, e bisognerà tenerne conto in parlamento. Purtroppo, mi viene da dire. Chissà se questa volta vorranno di nuovo aprire la scatoletta di tonno.
Il terzo polo ha preso meno della lega, con meno di 1 voto su 10. Ora vedremo quanto ci metteranno a trasformarsi in 3° 4° e 5° polo.
Tutti gli altri, fortunatamente, sono praticamente non pervenuti.

Le conclusioni le trarremmo a breve. Winter is coming.

Certe notti e altre cose così

Vorrei rassicurare tutti, a differenza della regina d’Inghilterra sono ancora vivo e lotto con voi.
Anzi, godo pure di una ottima salute.
Sì, insomma, buona.
Discreta. E chiudiamola qui.
Il fatto è che da un paio di settimane, dopo essere andato a costituirmi dal mio nuovo medico con i fogli con le analisi del sangue in mano, sono a dieta talmente stretta che la mia voglia di vivere ha chiesto asilo politico in Corea del Nord.
Aggiungete a questo una pigrizia settembrina fuori scala ed ecco spiegato perché da un paio di settimane non scrivo più.

Adesso però, per recuperare, faccio un breve sunto di quello che avrei scritto, se avessi scritto quello che mi è pesato troppo il culo per scriverlo.

Avrei voluto scrivere del Milan, delle serate di Champions e di quelle di campionato, di alcuni milanisti che in realtà sembrano interisti, del fatto che non perdiamo più da un sacco di tempo (oops, too late), degli italiani, degli stranieri e dei nazisti della Croazia (odio i nazisti della Croazia), etc. etc.

Avrei voluto scrivere degli Europei di basket, una parte dei quali si è tenuta anche in Italia, e della meravigliosa nazionale italiana allenata da quel meraviglioso folle che è Pozzecco.
Avrei voluto anche scrivere di un sistema che, nel nostro paese, sembra si stia adoperando per distruggere completamente il basket, partendo dalla federazione per arrivare ai media, che ignorano tutto quello che non è calcio.

Avrei voluto anche scrivere della nazionale di pallavolo, ma poi avrei dovuto precisare che non si tratta esattamente del mio sport preferito (di fatto nella mia personale classifica si piazza parecchio in basso, ma questo è un altro discorso).
Vincere un mondiale è comunque un’impresa non da poco che merita tutti i miei sinceri complimenti.

Avrei voluto scrivere della partita di ieri e lo sto facendo.
Bella partita, innanzitutto, e bellissimo Milan.
Se avessimo vinto nessuno avrebbe potuto contestare nulla.
Ma per vincere bisogna, oltre che bravi, essere un po’ più cinici e un po’ più fortunati degli avversari. Qualità che ieri hanno arriso al Napoli.
Resta nella memoria una partita che, nella delusione del risultato, ci ha mostrato un Milan forte, forse anche più di quello che ha vinto lo scudetto. Una squadra tutt’altro che in crisi.

Poi avrei voluto scrivere anche di argomenti non sportivi, ma questo è materiale per un altro post.
Ci aspetta la solita inutile e insensata pausa per la nazionale. In ogni caso, un Forza Milan ci sta sempre bene, anzi direi benone.


Affrontare la crisi

mentre oggi nella compagine societaria entrano un po’ tutti, dai NY Yankees a Lebron James, ieri la compagine in campo ha faticato parecchio a entrare in area del Sassuolo e ha portato a casa un laconico 0-0 contro la stessa squadra che, a fine maggio, aveva maciullato festeggiando il 19° scudetto.

Diciamolo, la sensazione è che, complice un fuorviante turnover, la squadra abbia preso un po’ sottogamba la partita.
Forse qualcuno si aspettava di tornare a Sassuolo e riprendere la festa esattamente da dove era finita a maggio.
Ma non siamo più a maggio.
L’eroe della serata è stato sicuramente Magic Mike Maignan che ha parato un rigore risparmiandoci la fatica di dover cercare un recupero.
Antieroe, spiace dirlo, Leao, che ci ha provato un po’ di volte, ma con tiri sbilenchi e molli.

Se poi uno va a guardare, in generale, un po’ di numeri, alla quarta giornata abbiamo gli stessi punti, con lo stesso numero di gol segnati e di gol subiti, dello stesso campionato (non serve ricordare come è andata a finire).
Ma c’è poco da illudersi, siamo in piena crisi e dobbiamo farcene una ragione. La consapevolezza è il primo passo per poter sperare di affrontare la situazione e trovare delle soluzioni per poter arrivare, a fine stagione, almeno in zona Champions.
In ogni caso, e in attesa del derby, Forza Milan.

Crisi Milan

Continuiamo a far finta di niente e a comportarci come se non fossimo quello che siamo, cioè una squadra che al massimo può aspirare a un quarto posto regalato, e questo non va bene.
Ok, al momento siamo davanti ai prossimi campioni d’Italia, insieme al Napoli (a proposito, complimenti per l’acquisto di CR7), ma anche all’Atalanta, alla Lazio, alla Roma e addirittura al Torino, ma non vedo come questa possa essere una cosa positiva.
L’illusione porta con sé, fatalmente, la delusione.

Per cui mi siedo sulla sponda del fiume e aspetto l’inevitabile, proclamando un laconico “Forza Milan”.

Meglio la prima

Ora che ci siamo tolto il problema della prima posizione in classifica, che ci metteva un po’ in imbarazzo dato che, si sa, è una posizione già prenotata e assegnata con largo anticipo, possiamo finalmente iniziare il campionato, con l’obiettivo dichiarato e scontato di arrivare alla fine, con un po’ di fortuna, nei primi 4 in classifica.
Voglio fare il ganassa, io ci credo. Possiamo arrivare terzi.
Non sarà facile, ma nulla lo è.

Detto questo, un pareggio in casa dell’Atalanta ci sta. Se avessimo sprecato un po’ meno forse ci sarebbe stato anche un risultato migliore.
Ma alla fine va comunque bene così.
Siamo in perfetta media inglese (chi ha una certa età sa di cosa parlo) e ancora una volta abbiamo affrontato la partita giocando dall’inizio con una formazione in cui non c’era nessuno dei nuovi arrivati.
Non so se si tratti di un eccesso di gratitudine da parte di Pioli nei confronti dei ragazzi che hanno appena vinto uno scudetto, o se si tratti solo di dare ai nuovi i tempi giusti per inserirsi nel gioco della squadra. Lo vedremo nel prosieguo del campionato.
Però questo è un fatto.

Come è un fatto quello che abbiamo incassato già 3 gol, segnandone 5.
In due partite.
A agosto.
Buon segnale in attacco o pessimo in difesa? Ai posteri l’ardua sentenza.

Il campionato è ancora molto lungo, e sarà un campionato molto strano.
Che noi affronteremo, è giusto ribadirlo, con lo scudetto sulla maglia.
Forza Milan, sempre.

Bona la prima – ferie agostane edition

Che dire, sembra passata tutta un’estate, e invece no.
Ricominciamo come abbiamo finito, vincendo e facendo scoppiare fegati.
Non a caso la formazione iniziale messa in campo da #Pioliisonfire non includeva nessuno dei nuovi arrivati di questa breve estate.

Tolgo subito di mezzo la questione: il rigore ci poteva stare. In altre zone del campo sarebbe stato fischiato il fallo 9 volte su 10. In area, si sa, bisogna andarci un po’ più coi piedi di piombo. Soprattutto se è la nostra area. Non sia mai che ti capiti di fischiare un #rigoreperilMilan, che poi quelli nati dopo e male se ne risentono.
Ma il difensore dell’udinese ha preso in pieno Calabria e non ha neppure sfiorato la palla, per cui di cosa stiamo parlando?

Quanto alla partita, siamo stati un po’ fessi nei due gol dell’udinese. Diciamo che qualcuno aveva forse ancora un po’ la testa in vacanza, ma abbiamo segnato 4 gol e ho contato almeno un altro paio di occasioni sprecate.
Per cui anche qui, di cosa stiamo parlando?

Nel secondo tempo Pioli si è anche tolto lo sfizio di far assaggiare l’erba di San Siro ai nuovi acquisti (quelli che a Maldini e Massara è stato generosamente consentito di prendere tra una beffa quotidiana e l’altra).
E’ presto per giudicare, soprattutto dato che la partita era virtualmente finita già da un po’. ma credo che possiamo essere legittimamente ottimisti sul terzo posto alla fine di questo nuovo campionato..

Consegnare alla storia

Ma esattamente, cosa significa “ consegnare alla storia?

Posso dire che stamattina ho consegnato alla storia un bello stronzo fumante? E poi ho tirato l’acqua.

“Abbiamo consegnato alla storia il fascismo” significa che lo hanno espulso dal culo e hanno tirato l’acqua?

Significa che il fascismo appartiene agli escrementi della storia? Che il fascismo è merda?

Non so, ma non credo che la sig.na Meloni l’abbia inteso in questo senso. Soprattutto se poi le sue liste continuano a essere zeppe di gente che tiene il busto del capoccione in camera da letto e che quindi, alla storia, non ha consegnato un bel cazzo di niente.

Perle di saggezza in una giornata di campagna elettorale estiva \ 01

Io spero davvero che la campagna elettorale del PD non proceda solo sui temi del “o noi o Meloni” e dei rapporti (invero gravissimi) tra Salvini e Putin.
Abbiamo già visto cosa produce la politica vista solo in termini di demonizzazione dell’avversario.

Che Giorgia Meloni sia o no fascista, o che dichiari o meno di esserlo, conta davvero molto poco. Lo sono la maggior parte dei suoi elettori e dei soloni alle sue spalle in FDI.
Questo sarebbe un problema solo se facessimo finta di credere che non siano esistiti fino all’altro ieri, ma sarebbe una scelta piuttosto stupida.
In Italia i fascisti non sono mai spariti. La differenza è che adesso si fanno chiamare sovranisti e si vergognano un po’ meno.
Lo stesso vale per l’asservimento di Salvini a Putin. Non è una novità e per quello che è il senso delle istituzioni di Salvini e del leghista medio non è un problema. De franza o de Spagna purché se magna.
Non li batti tentando di delegittimarli. Perché per i loro elettori loro sono legittimatissimi.

Li batti se riesci a farti votare da chi non voterebbe per loro, ma al momento neppure per te.
Li batti se riesci a portare ai seggi quelli che per ora non vogliono votare.
Per farlo bisogna avere programmi credibili, ma soprattutto bisogna essere credibili.
E qui, signora mia, casca l’asino.

Forse, ma dico forse, bisognerebbe ricominciare a fare un po’ di politica, quella vera.

Non vorrei sembrare presuntuoso, ma butto giù un piccolo elenco di temi fondamentali che, secondo me, un partito progressista (una volta si diceva di sinistra, ma non vorrei esagerare) dovrebbe affrontare.
L’ordine non è importante, sono tutti fondamentali:
La crisi climatica, la crisi economica, l’immigrazione, le retribuzioni, il lavoro giovanile, l’evasione fiscale, la pandemia, i diritti civili, la criminalità organizzata, la transizione ecologica, la sicurezza sul lavoro, la pandemia, le pensioni, etc.
Se ho dimenticato qualcosa, accetto suggerimenti.

Gli argomenti sono tanti, e molto importanti. Spero proprio che il PD non passi tutta la campagna elettorale a parlare solo di Meloni e Salvini, altrimenti non solo non guadagnerà voti, ma rischia di perderne anche qualcuno di quelli che ha sempre avuto.

S’i’ fosse Draghi, arderei ’l mondo

Il discorso che farei io in parlamento, se fossi al posto di Draghi.
(Che spiega molto bene perché non sono e non sarò mai al posto di Draghi)

Buongiorno,
sarò breve (si dice sempre così).
Volete che resti?
Ci sono solo tre condizioni:
1) basta stronzate
2) basta stronzate
3) basta stronzate
Pensateci e fatemi sapere.