Chievo-Milan: 1-2

  • La partita di ieri sera conferma cosa già scritte da queste parti. Alcune molte volte.
    Verrebbe voglia di non mettersi a ripeterle, ma a questo punto tanto varrebbe occuparsi d’altro.
    Quindi le ripeto, un po’ alla rifusa, come mi vengono in mente:
    • Non è che ci si possa permettere di fare proprio tutto questo turnover;
    • Però, la scuadra ha carattere e, anche se non sa nemmeno cosa si il bel gioco, sa cos’è il gioco;
    • Il carattere è ovviamente quello de suo allenatore, e guai a chi lo tocca;
    • Checché ne dica qualcuno, non è che gli arbitri ci vogliano proprio un gran benone, l’espulsione di Gattuso lo conferma.

    Detto questo, siamo alla quinta vittoria consecutiva. Direi che ci si può accontentare.

    Prof Bisax

    Sono stato contattato da una ditta che fa e-learning.
    Mi propongono di insegnare a fare il blogging.
    Ho chiesto, “ma come ti permetting?” (questa ci mette un po’, ma quando arriva vi conviene essere seduti).
    Dice, la ditta, che hanno anche previsto di pagarmi bene, per insegnare blogging in e-learning. Ma ho detto loro che non ho niente da insegnare, io, sul blogging.
    Però se vogliono posso fare un e-learning su come si fa la carbonara.

    La ricetta

    Quindi facciamola anche noi sta battuta, che se ne sente la necessità: Acerbi è uno di quelli che hanno ricevuto la ricetta per marcare Piatek. La differenza rispetto ad altri è che l’ha pure letta.
    Ok, sta benedetta ricetta a dire il vero mi sembra un filino datata, diciamo che ha la stessa età del giuoco del calcio: marcatura a uomo e appena si avvicina il pallone, stendilo (non il pallone, l’uomo). Se l’arbitro non ha nulla da obiettare, vai avanti così tutta la partita.
    L’arbitro non ha avuto nulla da obiettare.
    Acerbi è andato avanti tutta la partita.
    I suo compagni di squadra pure, nella più classica delle loro interpretazioni del calci:, mena come un fabbro e buttati come un angelo del proscenio.
    Il Milan ha comunque aiutato parecchio l’impresa di Acerbi, facendo di tutto per non dare a Piatek un pallone decente che fosse uno. Forse perché preoccupati della sua incolumità.
    Cose che capitano quando entri in campo con la sola preoccupazione di non prenderle. C’è di buono che fino a un paio di mesi fa le avremmo prese, invece ieri la Lazio è stata più pericolosa coi gomiti che coi piedi e lo 0-0, anche se non bello, ci sta.

    Il Milan, Gattuso, il Paròn

    Poco da dire, questo Milan assomiglia sempre di più al suo allenatore.
    Non è spettacolare, e se lo è non lo fa apposta, ma non gli interessa.
    Fa quello che deve fare, mettendoci la giusta cattiveria.
    E’ dotato di una intelligenza naturale, non istruita, anzi, a volte quasi ignorante, ma efficace.
    Per certi versi, concedetemi l’azzardo, dei grandi allenatori della storia del Milan, quello cui Gattuso assomiglia di più è il Paròn Nereo Rocco.

    In galera , in galera

    Non festeggerò il carcere di Formigoni.
    Non perché lo consideri innocente, né perché abbia mai condiviso nessuna delle sue idee o azioni. Non ho mai avuto alcun tipo di simpatia per lui, né politica né umana.
    Ho sempre avversato CL e il suo braccio economico, la compagnia delle opere.
    Ma sono anche dell’idea che mettere in cella Formigoni adesso sia l’equivalente di un inutile accanimento terapeutico.
    A che pro?
    Ci deve essere un altro modo.

    Televoto! Te le voto!

    Io per esempio vorrei il televoto per programmi come Masterchef o 4 ristoranti. A che servono le opinioni di questi 4 ristoratori radical chic, magari anche stellati?
    La Gente ha il diritto di votare da casa i piatti che vuole far vincere!
    Basta con queste elite!
    E’ semplice, basta inquadrare il piatto. La Gente lecca lo schermo e poi vota quello che preferisce.
    Lo stesso si può fare per scegliere le conduttrici di programmi tv. Loro le escono, la Gente tocca lo schermo (può anche leccarlo se vuole, è in casa sua) e vota quella che ha le tette più belle. Bello, diretto, democratico.

    Democrazia! Abbasso le elite! Viva la Gente!

    Ma mì, ma mì, Mahmood, 40 dì, 40 nott

    Prima di questo festival non conoscevo né Mahmood, né Ultimo, né la maggior parte dei cantanti giovani che hanno gareggiato.
    Sono vecchio d’orgoglio (Cit.), ascolto quasi solo musica composta nello scorso millennio.
    Dopo questo festival continuerò tranquillamente a lasciare che le nostre esistenze si incrocino molto sporadicamente. Pace, e sia così.
    Però, complice anche la convalescenza da una bronchite, quest’anno ho seguito poco il festival rispetto agli anni scorsi. Per quel poco che ho sentito, le canzoni in gara mi sono parse peggiori di quelle degli scorsi anni, ed è tutto dire. Non ne ho trovata una che mi piacesse. Quella di Mamood, se non altro, mi è sembrato avesse un senso.
    Dirò, non mi è piaciuta neppure la canzone di Daniele Silvestri, di cui sono un fan da quando entrambi eravamo più giovani.
    Detto questo, se sei uno di quelli per cui la vittoria di Mahmood è il segno dell’apertura all’islamizzazione della società, e dove andremo a finire signora mia, e moriremo tutti musulmani, e capitano mio capitano, hai un problema.
    Hai la merda nel cervello.
    Non sarà una canzonetta a rovinare questo paese, ma tu e quelli come te.

    Fosse solo Salvini

    Il problema non è solo Salvini.
    Il problema non è che Salvini fa quello che dice (ahahahahah).
    Il problema è quello che dice Salvini.
    Soprattutto il problema siete voi, che vi bevete tutto quello che dice Salvini senza riflettere su quanto sia aberrante e inumano.
    Voi che vi bagnate nelle mutande ogni volta che un ministro fa il bullo su un social media.
    Voi che vi siete fatti convincere da questa gente qua. Quelli che dieci anni fa dicevano che il problema dell’Italia erano i terroni e che la soluzione era una fantomatica nazione delle patatine con un nome da formaggio (Padania is not Italy, do you remember?), e che ora difendono l’Italia (terroni compresi) dall’invasione nera di una massa di poveracci che ha contemporaneamente la colpa di rubarci il lavoro (già sentita questa, cari terroni?) e di non fare un cazzo tutto il giorno (anche questa non mi è nuova).
    Voi che a chi scappa dalla guerra vi arrogate il diritto di dire che avrebbero dovuto restare dov’erano a combattere e morire. Eroi col culo degli altri.
    Voi che a chi scappa dalla fame vi arrogate il diritto di dire che siccome non scappano da una guerra devono tornare a morire di fame.
    Voi, seduti sul divano, di fronte a uno schermo, che sicuramente commenterete dandomi del buonista, del Piddino, che mi direte “portateli a casa tua”, voi siete il problema.
    Verrà un giorno in cui la maggior parte di voi si vergognerà di quello che dice in questi giorni, ma non potrà negare niente, perché internet non cancella niente.