I pazzi, quelli veri.

Quando la realtà supera la fantasia che supera la realtà che supera la fantasia.
La bozza di contratto di governo vera va oltre. Oltre tutto.
Remissione di parte del debito. Ci starebbe anche, via, chi non è mai andato in banca a chiedere che cancellassero un po’ di rate del mutuo?
E poi fuori tutti, usciamo dall’Euro. Ma dopo la cancellazione del debito, così ce lo cancellano in Euro e non in Lire.
E dopo essere usciti dall’Euro tutti in braccio a papà Putin. Così riusciranno in quello in cui non sono riusciti i COMUNISTI in 40 anni di COMUNISMO: farci annettere all’unione sovietica (o a quel che ne rimane).
Per non parlare del COMITATO DI CONCILIAZIONE, ma che bella invenzione.
Non mi è chiaro però se sarà un consesso di persone che si incontrano veramente o una chat su Whatsapp. Direi meglio la seconda, che si possono mettere le faccine.

Annunci

Partite segnate.

Certe partite sono segnate per diversi motivi.
Vuoi perché l’avversario che hai di fronte è oggettivamente più forte (bastano i punti in classifica a testimoniarlo), vuoi perché ti ritrovi a giocare contro una squadra in missione, vuoi perché nonostante tutto tu hai una squadra giovane e inesperta mentre loro sono i volponi più volponi di tutti, per cui è un attimo prenderlo in quel posto.
Per cui, dicevo, l’esito di ieri era praticamente già scritto.
Salvo miracolo.
Che fino ad un secondo prima della fine del primo tempo era sembrato quasi possibile.
Quasi.

Domani ci sarà il funerale di mio padre e io non so cosa mettermi

Lunedì ci ha lasciati un uomo buono.
Un uomo grande e grosso sempre gentile con tutti.
L’uomo che mi ha insegnato a tentare di essere sempre migliore senza giudicare gli altri, perché chi ha più testa la usi, a cercare la battuta sempre, perché non c’è niente che non si possa sopportare o affrontare, se trovi il modo di riderci su.
L’uomo che mi ha insegnato che ci si può portare dietro per oltre vent’anni il dolore per un’unghia incarnita. Vent’anni dopo che è stata curata. Diventando l’incubo delle commesse dei negozi di scarpe della zona.
L’uomo che mi ha insegnato l’importanza delle parole, e infatti adesso non riesco a trovarle.
Ciao papà.

Bene ma non benino

Lo so che c’è chi ancora aspetta un commento sulla partita di domenica e uno, magari, sull’eliminazione della capra e della sua simpatica squadra di escrementi (sportivamente parlando, si intende) giunta all’ultimo minuto di recupero con un orgasmico rigore che tanto mi rattrista il cor.
Ma.
Mica posso fare tutto io.
Breve storia un po’ triste: domenica pomeriggio c’era il raggruppamento di mini volley della bimba. Dalle 14,30 alle 17,00.
Come ho passato il pomeriggio: fingendo di guardare partite di mini volley in una palestra di una scuola media in un paese il cui nome assomiglia sempre troppo a Vergate sul Membro. In realtà cercavo di guardare Milan-Napoli sull’IPad. Sia benedetto l’iPad e sia benedetto Skygo, che quando funziona (al netto di quel leggero ritardo per cui se tu stai guardando la partita su Skygo e il tuo vicino la sta guardando alla televisione tu esulti o smoccoli per la stessa azione un minuto dopo, col risultato di sembrare uno che arriva a piedi da Vergate sul Membro) è un gran bel servizio.
Ovviamente la partita l’ho vista a spizzichi e bocconi, sia quella di mini volley che quella di calcio, per cui non saprei dire molto se non che se il Milan avesse una punta sarebbe quasi una squadra di calcio e sempre sia lodato San Gigio Donnarumma.

E venne il giorno, ma era un lunedì

E venne il giorno in cui Kalinic, a costo della sua stessa reputazione, segnò il gol che salva la ghirba alla squadra.
Che poi abbia segnato sbagliando un gol sbagliato è un’altra faccenda.
Ha segnato il gol del pareggio contro un Sassuolo che schierava 18 giocatori in area di rigore, più altri 5/6 davanti all’area e almeno 3 in porta e di questo gli va riconosciuto il merito.
Per cui propongo fin da ora, e non si dica che non sono stato io il primo, un rinnovo del contratto di 10 anni con vitalizio e bacio accademico a fine carriera.
Più un monumento equestre a Milanello.

10 cose che gettate in campo nel derby sarebbero state più utili di Kalinic

1 I baffetti da sparviero alla Andrè Silva schiariti con l’acqua ossigenata sulla faccia di Kessie.
2 Un Ficus Benjamin da salotto in finta pelle umana.
3 Il Caucaso decaucasizzato.
4 Un’enorme buca con dentro 10 piccoli indiani che recitano un monologo di Claudio Bisio.
5 Il sindaco del Molise vestito da tecnico del suono audioleso.
6 Il piede sinistro di Luciana Littizzetto.
7 Un coro di voci bianche specializzato in colonne sonore per film porno.
8 Una riproduzione in peluche in scala 1:1 dei testicoli del David di Michelangelo da appendere allo specchietto della Panda.
9 Una schedina del totocalcio del 1997 da un’idea di Andrea Accorsi, cugino di Stefano in crisi da mancanza di attenzioni.
10 Questa lista.