Juvemerda-Milan: che ve lo dico a fare

Ce cosa volete che dica? Loro sono più forti, più bravi, più belli, hanno più soldi, hanno lo stadio di proprietà, vinceranno la Champions, la coppa Italia e eccezionalmente quest’anno due scudetti al prezzo di uno.
Poi però alla fine di una partita con una squadra nettamente inferiore hanno avuto bisogno dell’ennesimo aiutino per vincere, e se glie lo fai notare con la consueta pacatezza (ladri), fanno gli offesi.
Ti stuprano e pretendono che tu gli dica che ti è piaciuto.
Su questa cosa non ho altro da dire, l’ennesima commemorazione del gol di Muntari celebrata degnamente.

Sogno di una partita di fine inverno. Milan – Chievo: 3 – 1

Alla fine quello che chiediamo noi milanisti molto poco evoluti è una partita tranquilla, almeno contro una squadra sulla carta meno forte.
Il 3-1 è, da questo punto di vista, un risultato bugiardo. Non perché non rispetti i valori in campo (il Chievo è riuscito a segnare solo su un rigore completamente inventato), ma perché fa pensare ad una partita controllata in scioltezza e senza particolari patemi. Cosa che invece non è assolutamente successa. Quello che è successo è che ancora una volta s’è visto un Milan capace di farsi del male da solo, giocando molle a centrocampo soprattutto nei primi 20-25 minuti e sprecando gol a ripetizione.
Comunque vediamo gli aspetti positivi.
Bacca sembra essersi sbloccato. Certo, ha sbagliato un rigore tirato normalmente e almeno un altro paio di gol, ma la doppietta su azione è un gran buon segno.
La terza vittoria consecutiva è un altro buon segno. Da quanto non capitava un filotto così?
Ha segnato pure Lapadula, che vogliamo di più?
Gigione continua col suo ritmo di almeno un miracolo a partita.
Locatelli è rientrato ed ha giocato un’ottima partita. Forse un po’ di riposo gli ha fatto bene.
Deulofeu migliora di partita in partita. Gli manca solo la parola, pardòn, il gol.
Unica nota negativa l’infortunio di Suso. Incrociamo le dita e speriamo che sia una cosa breve. Brevissima.

Cinquanta sfumature di Montella

C’è una profonda base di masochismo nel continuare imperterriti a seguire questo Milan partita dopo partita, settimana contro settimana. Non trovo altra risposta a chi mi chiede perché lo faccio. Mi piace soffrire, è evidente. Se il Milan l’anno prossimo mettesse in vendita una serie di magliette ufficiali in latex, con le borchie ed il collarino, le comprerei subito.

Domenica scorsa Montella aveva sparigliato le carte regalando alla Fiorentina il secondo tempo invece che il primo. Nessuno se lo aspettava e la mossa a sorpresa ha fruttato la vittoria, anche se non so quante volte questo trucco potrà essere ripetuto ancora. Un secondo tempo come quello  contro la Fiorentina, in cui sembrava che stessimo giocando in 9 contro 11 come col Bologna, è comunque un attentato alla pazienza anche del tifoso più accanito, oltre che alla sua salute. 

Ieri col Sassuolo l’ha fatta più semplice. Giocate come cacchio ve pare e sgonfiatevi quando volete. Il risultato è stato che a tratti il Sassuolo sembrava una squadra molto più forte di quello che è. Se solo avessero cercato di segnare, invece che cercare il rigore buttandosi a terra ogni volta che entravano in area, avrebbero portato a casa ben altro risultato.

Alle volte, si sa, ci vuole culo. E su quello in particolare sembra aver puntato ieri il nostro bravo allenatore. Non si spiega altrimenti il fatto di aver tenuto in campo l’anima de li mortacci di Bacca per tutto quel tempo, invece che sostituirlo subito dopo aver segnato un rigore sbagliandolo.

Detto questo toccherebbe anche parlare dell’arbitro, che in effetti ha fatto più danni di Trump ad un gay pride, ma non ne ho poi tutta questa voglia.

Per una volta pare che il Milan sia stato favorito dal susseguirsi degli errori arbitrali. Non che ci sia da festeggiare, ma non vedo perché dovrei lamentarmi. Sono certo che la classe arbitrale italiana troverà un modo per compensare.

Lazie-Milan: 1-1

Avessi un terapista, o un confessore, o un padre spirituale (fate voi), mi sconsiglierebbe di continuare a guardare le partite del Milan. Non fa bene al mio equilibrio psichico né alla mia anima. Ma non ho niente di tutto ciò, ho un blog, e il blog se ne fotte del mio equilibrio psichico e tanto meno della mia anima. Tanto poi scrivo un post e mi sfogo. Il fatto è che ormai anche il blog non basta come sfogatoio, perché santamadonna non si può arrivare sempre alla fine della partita con ‘sto scimmione sulle spalle. Qui non c’è da guardare al bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Il bicchiere non esiste più, mi sono scolato il contenuto l’ho gettato contro il televisore urlando all’arbitro ‘Ti conosco per un furfante, una canaglia, un leccapiatti… per un fegato sbiancato… ti conosco per un manigoldo schizzinoso, per l’erede di un baule di stracci… composto d’una canaglia, d’uno straccione, d’un vigliacco, d’un tenutario di lupanare e d’un figlio ed erede d’una cagna bastarda.‘ quando ha fischiato il rigore inesistente a Donnarumma. Perché io sono uno sportivo prima che un tifoso, tranne quando si parla del Milan, ovviamente. Ma soprattutto perché quel rigore semplicemente non c’era. A meno che non abbiano recentemente modificato il regolamento prevedendo il rigore contro un portiere che stende in area un giocatore della sua stessa squadra. Fatto ciò e sbollita la furia, ho preso un altro bicchiere e l’ho riempito di nuovo, ma ha fatto la stessa fine quando l’arbitro non ha fischiato un rigore, secondo me abbastanza evidente, per fallo su Abate nel secondo tempo. Quindi sono passato direttamente al collo della bottiglia. Quella di ieri è stata a larghi tratti una partita tra due squadre con la consistenza offensiva della robiola Osella. Con in più l’aggiunta di una consistenza ancora più molliccia del centrocampo e della difesa milanista. Alla fine il pareggio sta un po’ stretto ai laziali, ma chissenefrega. Il rigore non c’era, ce n’era però uno per noi. Loro hanno tirato più di noi ma senza il rigore fasullo non sono riusciti a segnare, il problema è loro. Il problema nostro è che da un po’ di tempo a questa parte si fa una fatica boia anche a trovare un tiro, altro che segnare. Certo, avere là davanti una punta vera aiuterebbe, ma questi sono particolari. Fatto sta però che la situazione degli attaccanti milanisti non è particolarmente rosea, al momento. Il Bacca delle ultime partite è difficile da considerare come una punta, a volte anche come un giocatore. Deulofeu ha dimostrato di essere in grado di fare grandi partite, ma anche di fare partite un po’ meh. Ieri era nella fase meh. Ma oltretutto è appena arrivato e viene da un lungo periodo di attività molto ridotta, non si può pretendere che faccia sempre i miracoli. E comunque non è una punta. Ocampos è appena arrivato e ancora dobbiamo trovare una risposta alla domanda “chi è?”, per cui meglio non parlarne. E comunque non è una punta. Lapadula deve avere fatto un grosso sgarbo a Montella, visto che vede il campo solo quando non ci sono più alternative, e a volte neanche in quel caso. E comunque è una punta, ma non è certamente un campione di quelli che cambiano le sorti della squadra. Bonaventura ci ha lasciati. E comunque non è una punta. Per fortuna a settembre la premiata ditta non è riuscita a vendere Suso (ci hanno provato, ma poi grazie ad un provvidenziale infortunio di Honda hanno dovuto ripensarci) e adesso ce lo godiamo. E comunque non è una punta. Ciò detto i miei ringraziamenti vanno alla mamma di Gigione Donnarumma. Per par condicio anche al papà. Senza di lui in campo (Gigione, non il papà) adesso staremmo parlando di una sonora sconfitta del Milan, che a larghi tratti è semplicemente rimasto a guardare mentre la Lazie tirava in porta (in maniera spesso piuttosto loffa a dire il vero). Un punto è comunque meglio di zero punti. Attendendo l’arrivo dei cinesi col loro fugone carico di soldoni, temo che ci dobbiamo accontentare.

Aspettando la Lazie

Che dire dopo le partite con la Samp e col Bologna che non si sia già detto?
Credo nulla, motivo per cui non ho scritto nulla. Alla lunga scrivere sempre le stesse cose sulle stesse situazioni diventa un gioco stufoso sia per chi scrive che per chi legge.
Però dopo Bologna due cosette in più si possono anche dire.
La prima è che è chiaro che oltre al problema della squadra c’è anche un problema della società, che semplicemente non esiste. Per cui tutto può succedere, anche di finire una partita in nove grazie ad un arbitro affetto da cartellinite acuta (con ammonizioni date a cazzo ed una squadra penalizzata ancora una volta, ed ancora una volta quella squadra è il Milan), senza che nessuno faccia un sospiro.
Per quanto non li consideri un esempio da seguire, guardate che casino fanno i dirigenti della Juvemerda o dei cugini di campagna ogni volta che si sentono maltrattati dagli arbitri. Pensate poi a quello che è uscito dalla società Milan dopo le ultime partite.
Una squadra per vincere ha bisogno che tutte le sue componenti facciano la loro parte. Qui una semplicemente non esiste.
La seconda è che mercoledì sera sono passato in due minuti da uno stato di rassegnata apatia ad uno di tale euforia che l’adrenalina mi ha tolto il sonno. Questo Milan fa male alla salute, occorre porre un rimedio.
Detto questo, tra arbitri fantasiosi e sfiga ancora più fantasiosa, ci ritroveremo stasera a giocare contro la Lazie con una formazione che non farebbe neppure la parte del Milan B in una amichevole per provare gli schemi. Aggiungiamo anche la fantasia di Montella, che quando vuole ci si mette pure lui (ma che gli ha fatto Lapadula, gli ha rigato la macchina?), ed il quadro è ben poco ottimistico.
Infatti io non sono ottimista. Non molto.

P.S: spero ovviamente di sbagliarmi. E comunque forza Milan, sempre.

Udinese + Banti – Milan: 2-1

La premessa vale tutto il post: se prendi gol da uno che un minuto prima avrebbe dovuto essere espulso, e invece si ritrova libero di involarsi su una fascia rimasta scoperta grazie al fallaccio con cui lui ha eliminato dal campo il suo diretto avversario, la partita è falsata.
5 arbitri, 5, e nessuno che veda quello che da una distanza molto maggiore hanno visto tutti, cioè che De Paul sarebbe dovuto uscire insieme alle briciole della caviglia di De Sciglio.
Poi si può parlare di tutto il resto, dell’ingresso tardivo di Vangioni, del concetto stesso di Vangioni come sostituto di De Sciglio, diBacca che sembra fare di tutto per dare ragione a chi vorrebbe la sua cessione immediata, del fatto che Lapadula deve avere combinato qualcosa di gravissimo alla mamma di Montella altrimenti non si spiega, degli errori di Locatelli che improvvisamente sembra sentire la pressione, di Donnarumma che ha salvato almeno due gol ma su quelli presi non è stato ineccepibile.
Che questo Milan non sia uno squadrone che tremare il mondo fa lo sappiamo benissimo, ce lo siamo già detti un milione di volte.
Possiamo anche chiederci, ma è ozioso, come sarebbe proseguita la partita se Bonaventura non si fosse fatto male. Ma i se non contano, contano i fatti.
Purtroppo il fatto che conta di più è che la valutazione sbagliata di Banti ci costa 3 punti (o 2, visto che eravamo in pareggio).
Tutto il resto è noia.

P.S: non ho commentato la partita con la juvemerda in coppa italia semplicemente perché non c’era nulla da dire. Basta leggere il post sulla partita col Napoli e cambiare i nomi.

La politica dei piccoli passi indietro: Milan-Napoli 1-2

Ora sarebbe anche tanto consolatorio mettersi a ragionare sul fatto che in fondo perdere contro questo Napoli ci sta, che comunque abbiamo visto una squadra che non molla, che nel secondo tempo ha dominato il Milan ed è mancato solo il gol, etc.
Però sta di fatto che queste cose son le stesse che ci ripetiamo da mo’, e son tutte cose vere e belle, ma non ti portano in zona Champions. Quello che ti porta in zona Champions sono i punti, che si fanno con le vittorie, che si ottengono segnando più degli altri, che al mercato mio padre comprò.
È qui, cara signora mia, casca l’asino. Ci sono un paio di questioni, giusto un paio, che non fanno ben sperare nel prossimo futuro. La prima è quella del mercato: abbiamo preso in prestito Delofeu! Era ora, finalmente tutto andrà per il verso giusto! O no?
Da umile tifoso non evoluto, mi consento due domande due:

  1. Ma sto Delufeu, chi minchia sarebbe? In che ruolo gioca? Qualcuno lo conosce?
  2. Se è così bravo, perché lo lasciano andare via in prestito e non c’è la coda di squadre cinesi con la valigetta dei soldi per prenderlo?

A parte questo, guardiamo un attimo alla squadra che c’è e non a quella che, forse, ci sarà. Questa è la seconda questione. Che poi forse è la prima.
Data per assodata la capacità di recupero, e di soffrire per ottenere questo recupero, già vista in parecchie partite in questa stagione, viene da dire bravi, ma anche meno, grazie.
Non è che ci si debba per forza trovare sempre a recuperare. Si potrebbe anche fare a meno di un po’ di sofferenza, qualche volta. Noi tifosi medi non avremmo nulla da lamentarci se per una volta si passasse in vantaggio per primi. Per dire. Senza aspettare di trovarsi con l’acqua alla gola per poi fare ogni volta la partita della vita.
Anche perché per recuperare spesso si fa il doppio della fatica, e non sempre ci si riesce.
Magari sarebbe meglio provare, la butto lì come ipotesi di ragionamento, a finire ogni tanto un primo tempo in pareggio, o ancora meglio in vantaggio, giusto per vedere l’effetto che fa. Da Tifoso semplice e poco studiato la butto lì, vedano poi lor signori.
Ci sarebbe poi anche da fare un piccolo ragionamento su alcuni singoli, ma già so che suona antipatico. Se però alla fine di un secondo tempo come quello visto sabato contro il Napoli, il giocatore del Milan più pericoloso in attacco risulta essere stato Gigione Donnarumma, di testa nei tempi supplementari, magari potrei evitare di farlo io questo ragionamento, ma mi aspetto che qualcuno dello staff tecnico ci pensi.
Di Niang non parlo più. Non so cosa è successo,  ma è chiaro che se mai c’è stato qualcosa, lo stiamo perdendo.
Ma Bacca, quel Bacca, che coi suoi gol ha tenuto a galla la squadra l’anno scorso, che fine ha fatto? Come è possibile che da quando è rientrato lui non ne vinciamo più una?
Tutto questo per dire che io non riesco ad essere uno di quei milanisti contenti della partita di ieri, perché alla fine ne siamo usciti a testa alta.
La testa alta, a zero punti, vale quanto i punti che si sono raccolti. E la capacità di recuperare da una situazione sfavorevole vale tanto, ma vale ancora di più la capacità di non trovarsi a dover recuperare ogni partita che giochi. Perché alla fine ti trovi a faticare il doppio nella metà del tempo, quando magari sarebbe stato sufficiente avere la giusta concentrazione dall’inizio. Per cui secondo me comincia a diventare più che evidente che questo è un problema.
Non puoi trovarti a dover inseguire la partita alla disperata ogni volta. Alla lunga la paghi, ed il Milan adesso la sta pagando.

 

ADDENDUM: spero che nessuno si aspetti un commento serio alle parole di Ambrosini su Sky, secondo cui questo Napoli sarebbe in alcuni movimenti addirittura migliore del Milan di Sacchi. A parte l’ovvia improbabilità di un paragone tra situazioni distanziate tra loro da più in due decenni,  certe idiozie sono talmente grandi che l’unica cosa che si può fare è ignorarle insieme a chi le ha pronunciate. Capisco tutte le ragioni che lo hanno portato a tanto malanimo nei confronti del Milan, ma è ovvio che oltre un certo limite l’unica risposta possibile è l’oblio.