Matteo stai sereno

Non dico la mia sul destino di Renzi solo perché non ce l’ho, una mia da dire.
Il che dovrebbe essere un motivo più che sufficiente, se non fosse che per molti evidentemente non basta.
Non sono un suo fan, non lo sono mai stato. Ma non sono neppure uno di quelli che tirano fuori i canini solo a sentirlo nominare.
Diciamo che sono però uno che pensa che se lui è un male, in questo momento resta il male minore, e che chi lo vorrebbe cacciare a tutti i costi dovrebbe fare il favore di estrarre dal cilindro qualcuno che possa fare di meglio.
Prendete questo post, sostituite Matteo con Vincenzo e Renzi con Montella e rileggetelo facendo finta che abbia scritto due post invece che uno.

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Cosa dovremmo dire noi

12 punti nelle prime sei partite, quattro vittorie e due sconfitte, E che vittorie, e che sconfitte.

Non so a voi, Ma a me sembra il ritratto di una squadra bipolare.

10 gol segnati nelle prime sei partite del campionato. Poco meno di un gol a partita, se poi va a guardare come sono distribuiti questi 10 gol, nove sono stati segnati nelle partite che abbiamo vinto. Uno solo in una delle due sconfitte, nelle quali abbiamo preso sei degli otto gol subiti in totale.

Lasciando perdere però queste sfumature, sottigliezze, chiamatele come cazzo volete, 10 gol fatti in sei partite sono troppo pochi per una squadra che ambisce a posizioni di classifica elevate, mentre otto gol subiti in sei partite sono troppi per una squadra che ambisce a qualunque cosa che non sia sperare in una salvezza risicata.

Insomma nonostante tutte le grosse novità di quest’estate, non sembra un Milan troppo cambiato rispetto a quello dell’anno scorso.

Continuo a pensare che aspettarsi il miracolo di un Milan improvvisamente diventato dominatore del campionato sarebbe stato assolutamente irrealistico, ma anche io speravo che qualcosina di più si potesse vedere, se non per i risultati e i numeri, almeno per quanto riguarda lo spettacolo dato in campo.

L’anno scorso se non altro c’erano molte più scuse: società inesistente, rosa inadeguata, tifosi in rivolta, etc.

Ora la società c’è, La Rosa è stata migliorata, i tifosi hanno festeggiato tutta l’estate.

In tutto questo ho la preoccupante sensazione che chi ci dovrebbe capire più di tutti gli altri, l’allenatore, non ci stia capendo niente e vada avanti per tentativi. Un po’ come farei io se all’improvviso mi mettessero davanti al naso tutti gli ingredienti necessari e mi dicessero che devo preparare un elaborato piatto di cucina indiana senza darmi anche la ricetta.

Ma con la differenza che io non sono un cuoco, non ho fatto corsi, e non maneggio ingredienti esotici tutti i giorni.

Montella invece è un allenatore, è il suo mestiere, e ha sotto mano i giocatori del Milan tutti i giorni, per cui la ricetta dovrebbe essere lui a conoscerla.

Vedi Napoli e poi muore Mihajlovic

Bon, non siamo qui a celebrare un’impresa. Quella di ieri sera non è stata La Partita Perfetta, né ci si è avvicinata.  E’ stata comunque una partita perfetta, nel senso che date le premesse e le attuali condizioni della squadra, quello doveva essere fatto è stato fatto. Cioè soffrire. Cantare, portare la croce e soffrire maledettamente.
Il Napoli ha pressato, ha spinto, ha frignato, ha tentato in vari modi, ma alla fine il Milan ha tenuto.
Il pareggio serve poco al Napoli e meno a noi, per la classifica. Ma a noi, per il morale e la convinzione, serve come il pane. E dato che sono questa le migliori armi di cui disponiamo, per una squadra che è da mezza classifica o poco più, una prestazione come quella di ieri è grasso che cola.

Milan – Udinese: 1- 1

Il bravo commentatore direbbe di aver visto una partita a due volti. Primo tempo giocato decisamente meglio dall’Udinese, secondo tempo saldamente in mano al Milan.
Il tifoso che è in me si lamenta invece per una squadra che ha regalato un tempo prima di accorgersi che senza Bonaventura non si può giocare come se lui ci fosse, pensando soprattutto di sostituirlo con Kucka.
Il tifoso un po’ becero che è in me invece evidenzia che forse l’arbitro s’è fatto ingannare dalle maglie bianconere della Juv dell’Udinese.
Mettiamoci poi la traversa, la pioggia, la palla che si ferma sulla riga. Mettiamoci tutto.
Frulliamo, versiamo, e ne viene fuori l’ennesimo risultato inutile in una domenica in cui si sarebbe potuto risucchiare qualche punticino a chi sta davanti.
Eppure, considerando anche altre partitacce viste quest’anno, non mi sento di parlare di involuzione. Se non altro per quel che si è visto nel secondo tempo.
Restiamo una squadra mediocre, ma oggi avremmo meritato di vincere.

Il Derby

Se c’è un motivo per cui mi sta sui coglioni l’attuale dirigenza, tutta, del Milan, è perché hanno fatto di tutto per fare disamorare me, e molti altri tifosi, al punto di arrivare alla domenica del derby senza quasi mai pensarci durante la settimana, come se fosse una partita qualunque.
Poi però ti casca addosso la consapevolezza. Arriva all’improvviso, è un momento, in cui pensi che cazzo, stasera c’è il derby.
Quella partita lì, il derby. IL DERBY.
Porca puttana, il DERBY.
E adesso c’ho addosso una fregola che andrei a casa Milan a con una cintura esplosiva a urlare che se non mi restituiscono il mio Milan, quello per cui valeva la pena fare il tifo a prescindere dalla classifica o dalla competizione, spacco tutto e morite male maledetti cani.
Stasera c’è il derby, e fotte sega di tutto il resto, è il derby.
Porca puttana.