Vedi Napoli e poi muore Mihajlovic

Bon, non siamo qui a celebrare un’impresa. Quella di ieri sera non è stata La Partita Perfetta, né ci si è avvicinata.  E’ stata comunque una partita perfetta, nel senso che date le premesse e le attuali condizioni della squadra, quello doveva essere fatto è stato fatto. Cioè soffrire. Cantare, portare la croce e soffrire maledettamente.
Il Napoli ha pressato, ha spinto, ha frignato, ha tentato in vari modi, ma alla fine il Milan ha tenuto.
Il pareggio serve poco al Napoli e meno a noi, per la classifica. Ma a noi, per il morale e la convinzione, serve come il pane. E dato che sono questa le migliori armi di cui disponiamo, per una squadra che è da mezza classifica o poco più, una prestazione come quella di ieri è grasso che cola.

Milan – Udinese: 1- 1

Il bravo commentatore direbbe di aver visto una partita a due volti. Primo tempo giocato decisamente meglio dall’Udinese, secondo tempo saldamente in mano al Milan.
Il tifoso che è in me si lamenta invece per una squadra che ha regalato un tempo prima di accorgersi che senza Bonaventura non si può giocare come se lui ci fosse, pensando soprattutto di sostituirlo con Kucka.
Il tifoso un po’ becero che è in me invece evidenzia che forse l’arbitro s’è fatto ingannare dalle maglie bianconere della Juv dell’Udinese.
Mettiamoci poi la traversa, la pioggia, la palla che si ferma sulla riga. Mettiamoci tutto.
Frulliamo, versiamo, e ne viene fuori l’ennesimo risultato inutile in una domenica in cui si sarebbe potuto risucchiare qualche punticino a chi sta davanti.
Eppure, considerando anche altre partitacce viste quest’anno, non mi sento di parlare di involuzione. Se non altro per quel che si è visto nel secondo tempo.
Restiamo una squadra mediocre, ma oggi avremmo meritato di vincere.

Il Derby

Se c’è un motivo per cui mi sta sui coglioni l’attuale dirigenza, tutta, del Milan, è perché hanno fatto di tutto per fare disamorare me, e molti altri tifosi, al punto di arrivare alla domenica del derby senza quasi mai pensarci durante la settimana, come se fosse una partita qualunque.
Poi però ti casca addosso la consapevolezza. Arriva all’improvviso, è un momento, in cui pensi che cazzo, stasera c’è il derby.
Quella partita lì, il derby. IL DERBY.
Porca puttana, il DERBY.
E adesso c’ho addosso una fregola che andrei a casa Milan a con una cintura esplosiva a urlare che se non mi restituiscono il mio Milan, quello per cui valeva la pena fare il tifo a prescindere dalla classifica o dalla competizione, spacco tutto e morite male maledetti cani.
Stasera c’è il derby, e fotte sega di tutto il resto, è il derby.
Porca puttana.

Colpa di Allegri

Ormai credo che sia chiaro che non amo particolarmente Allegri. Diciamo che nella mia personale classifica degli allenatori del Milan sta un pelino sotto Fatih Terim e un pelino sopra Tabarez, ma solo perché l’uruguagio non ha avuto il tempo di esprimersi al meglio.
Ci sono però alcune colpe specifiche che attribuisco ad Allegri e grazie alle quali avrei gioito sommessamente, col mio classico aplomb, se se ne fosse andato a Roma.
La prima, si sa, ha la faccia gioiosa e spensierata di Pirlo. Se ad un certo punto la società ha deciso che non serviva più c’è anche il suo zampino. Ma un allenatore che rinuncia consapevolmente a Pirlo pensando di poterlo sostituire con uno come Emanuelson, o come Boateng, fa una precisa autodenuncia sui propri valori calcistici.
La seconda è Ibra. Sono fortemente portato a credere alle voci che vogliono che Allegri sia stato il grande regista occulto della cessione di Ibra, e che abbia insistito a tal punto che Galliani non abbia potuto rifiutare, infilando nell’affare anche Thiago Silva pur di poterlo vendere.
Questo fa di Allegri il mio nemico numero uno, prima ancora dei giocatori con cui ha importunato il mio amore per il calcio in questi anni. Tipo l’inutile Evanuelson schierato trequartista, giusto per (ri)fare un esempio.
Adesso salta fuori questa storia di El Shaarawy, che sembra venga mandato in giro col cartello “SALDI” appeso al collo, e mi viene da pensare che un allenatore con le palle farebbe le barricate per evitare la sua cessione. A meno che… a meno che non fosse lo stesso allenatore a volerla.
Per cui delle due l’una: o Allegri non ha le palle, e quindi è meglio che se ne vada quanto prima, o è uno che ritiene che sia un buon affare cedere uno come il faraone per prendere Matri o i miseri resti di Kakà.
In ogni caso il mio giudizio non cambia: Allegri non è un allenatore da Milan.
Potrei ricredermi solo se l’anno prossimo riuscisse, oltre che a vincere qualcosa, a far giocare un calcio decente alla squadra per almeno un paio di partite consecutive.
Cosa che non si mai è vista negli ultimi 3 anni, a prescindere dai risultati, dovuti sia a meriti nostri che a demeriti altrui.

Pensieri scarsi dopo la terza giornata di campionato

  • Squadra scarsa messa male in campo = risultati scarsi. Punto. Il post potrebbe fiire anche qui.
  • Allegri è un allenatore da Milan? Secondo me no. O meglio, è un allenatore da questo Milan ed ottiene i risultati che questo Milan può ottenere. Cambierebbe qualcosa mandandolo via? Non lo so, ma ho l’impressione che a lui si chieda di fare qualcosa di più di quello che può fare e che con questo tipo di aspettative e richieste il risultato sia che non riesce a fare neppure quello che sa, cioè mettere in campo una dignitosa squadra da mezza classifica.
  • Via Allegri chi? Qui c’è il problema. Sul materiale umano non mi metto neppure a discutere, ci mancherebbe, ma il materiale calcistico a disposizione del mister è quello che vediamo tutti, per cui i miracoli non si possono fare comunque. Ma magari c’è in giro qualcuno che, avendo meno pressioni addosso, riesce a utilizzarlo un po’ meglio. Però non ho idea di chi possa essere.
  • Le statistiche dicono che contro l’Atalanta il Milan ha fatto 42 cross. Il campo dice che forse su 42 uno è stato pericoloso per la difesa dell’Atalanta. Quando quest’estate tutti i tifosi milanisti che conosco e anche quelli che non conosco imploravano le proprie divinità preferite per l’acquisto di un terzino decente si sbagliavano proprio tutti? (tralascio il discorso sull’utilità delle divinità)
  • Dei trentamarri non parlo.
  • Neanche dei cugini.
  • Domani c’è la prima partita di Champions league. Ho preso il biglietto, insieme al fratellino. Ma ho come il presentimento che se andassi a vedere un film polacco coi sottotitoli in francese mi divertirei di più. Ho detto tutto.