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Natural Born Pirla

Poco da dire

In attacco siamo pericolosi come Winnie the Pooh.

Se la nazionale avesse dovuto incontrare noi per qualificarsi ai mondiali, saremmo ancora sullo 0-0 dopo andata, ritorno, supplementari, 1500 rigori, lancio della monetina, rissa con l’aggravante di futili motivi, secchezza delle fauci.

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Matteo stai sereno

Non dico la mia sul destino di Renzi solo perché non ce l’ho, una mia da dire.
Il che dovrebbe essere un motivo più che sufficiente, se non fosse che per molti evidentemente non basta.
Non sono un suo fan, non lo sono mai stato. Ma non sono neppure uno di quelli che tirano fuori i canini solo a sentirlo nominare.
Diciamo che sono però uno che pensa che se lui è un male, in questo momento resta il male minore, e che chi lo vorrebbe cacciare a tutti i costi dovrebbe fare il favore di estrarre dal cilindro qualcuno che possa fare di meglio.
Prendete questo post, sostituite Matteo con Vincenzo e Renzi con Montella e rileggetelo facendo finta che abbia scritto due post invece che uno.

Brevi recensioni sparse

Assassins Creed, il film, è una cagata pazzesca. Trama inconsistente e insulsa, oltre il limite della normale sospensione dell’incredulità che viene generalmente concessa per questo genere di film, recitazione all’altezza del resto, davvero nulla di che.

Beverly Hills cop, invece, è quel genere di film che, pur nella loro insipienza, ogni volta che mi capita sotto gli occhi finisco per vedere.

Star trek discovery: sono fermo alla prima puntata. Sarà un caso? Penso di no.

Kill Monty

Lo dico ora e non ci penso più: pur non essendo del tutto convinto che sarebbe la soluzione a tutti i nostri problemi, secondo me se la società ha deciso che cambiare allenatore può servire a migliorare le cose (sempre che abbiano in mente una soluzione accettabile, che non può essere quella di bruciare Gattuso come hanno fatto Galliani & Co. con Seedorf Inzaghi e Brocchi), il momento giusto è questo.
Lo facciano subito, stasera, in modo da affrontare il Sassuolo con una squadra che non possa nascondersi dietro all’allenatore e poi avere davanti la pausa di campionato per cominciare a ricostruire la stagione.

Buona la quarta.

Vi aspettavate le solite quattro righe sul Milan?

E invece no, sono un ragazzo pieno di sorprese e quindi oggi parlo dell’Olimpia.

Lo so, era un bel pezzo che non ne scrivevo.

Ormai questo sembrava essere quasi un blog monotematico. In realtà un tempo non era così, ma sono tante le cose di cui, per un motivo o per l’altro, ho quasi smesso di scrivere qui, ritrovandomi a parlare quasi esclusivamente del Milan.

Ma torniamo a bomba.

Io non sono tra quelli che, alla notizia dell’arrivo di Pianigiani, si sono strappati le vesti. Ero al Forum ad assistere alle ultime partite dei playoff l’anno scorso. Lì sì che c’era da strappare qualcosa.

Ma anche questa è un’altra storia.

Non volevo scrivere di questo, ma della partita vista ieri sera. Di una squadra che inspiegabilmente ha, ad un certo punto, un blocco. Comincia a sbagliare in difesa e soprattutto a sbagliare in attacco e in poco meno di sei minuti finisce sepolta da uno svantaggio di 15 punti. La stessa squadra che tutto d’un tratto supera quel blocco ed in quattro minuti recupera tutto lo svantaggio e, alla fine vince anche la partita.

Cose non da poco, signori miei.

Cose non da poco.

Soprattutto se fatte da una squadra che quest’anno ha nuovamente rivoluzionato completamente la propria rosa, oltre a cambiare allenatore, e che arriva da una stagione sostanzialmente fallimentare.

Bonucci, la VAR, il Milan e l’alcolismo

“Iuston, mi sa che abbiamo un problema.”
“Un problema?”
“Sì, un problema.”
“Eh, di che tipo?”
“Del tipo che avevamo chiesto un grande condottiero e ci avete mandato un fashion blogger.”
“Ma se abbiamo preso Bonucci.”
“Appunto!”

“Iuston, mi sa che abbiamo un altro problema.”
“Un altro problema?”
“Sì, un altro problema.”
“Eh, di che tipo?”
“Del tipo che avevamo chiesto un grande stratega e ci avete mandato un artigiano della qualità.”
“Ma se in panchina avete Montella.”
“Appunto!”

“Iuston, mi sa che abbiamo un altro problema.”
“Un altro problema?”
“Sì, un altro problema.”
“Eh, di che tipo?”
“Del tipo che avevamo chiesto un finalizzatore implacabile e ci avete mandato un cartonato pubblicitario.”
“Ma se abbiamo preso Kalinic.”
“Appunto!”