Informazioni su Bisax

Natural Born Pirla

Astenersi perdigiorno

50 anni compiuti.
Bella presenza, ma senza esagerare.
Vaccinato.
Incensurato.

Direi che se siete alla ricerca di qualcuno da candidare alla Presidenza della Repubblica, potrei seriamente considerare la cosa.

Astenersi perditempo, perdigiorno, fessisti* fascisti e leghisti, non faccio proprio al vostro caso.

*=i fessisti sono tutti quei politici, partiti, movimenti e salcazzi vari che ammiccano ai vari complottismi antiscientifici per tentare di raccattare voti.

La VARiante Massa

Milan – Napoli + VAR: 0-1

Possiamo andare avanti a discutere finché vogliamo di tutti i (tanti) torti della squadra in questo periodo.
Possiamo parlare della scarsa brillantezza offensiva, del centrocampo lento e macchinoso, di Kessie che in attesa di decidere cosa vuole fare da grande dovrebbe per lo meno cercare di ricominciare a giocare a calcio, della difesa con un solo titolare su 4, del fatto che continuiamo a regalare gol ai nostri avversari facendo errori banali, del modulo, del clima, della febbre di Theo, della leggerezza di Brahim Diaz, dell’età di Ibra, dei cambi di Pioli, dei tanti (troppi) infortuni muscolari, dei tanti punti persi nelle ultime partite.
Tutto vero, tutto chiaro.

Ma quando ci viene annullato un gol come quello di ieri sera, salta tutto.
Per considerare un giocatore sdraiato a terra, che non tocca la palla in alcun modo, in fuorigioco attivo bisogna essere o incompetenti o in malafede. Forse entrambe le cose messe insieme.

Non meritavamo di vincere, ma avevamo raggiunto nel finale un meritato pareggio, e ci è stato rubato con una decisione assurda.
C’è poco altro da dire.

Milan – Liverpool: Reazioni a freddo

Ottimista: siamo ancora primi in campionato.

Pessimista: non siamo all’altezza della Champions League.

Complottinterista: eh, ma gli arbitri, ci hanno voluto fare fuori.

Disfattista: troppi infortuni, la sfiga ci perseguita.

Opinionista: io l’avevo detto.

Colpevolista: tutta colpa di Kessie, altro che 9 milioni di Euro, calci in culo.

Faccio l’accento svedese: eh, ma Ibra è vecchio ormai.

Benaltrista: ci sono cose più gravi, tipo la dittatura sanitaria, e voi pensate al calcio.

Vaccinista: vaccinatevi, merde.

Juventista: eh, ma se c’era Rebic (Leao, Kjaer, Giraud, Mazinga Z).

Decisionista: dobbiamo comprare una punta (un terzino, un centrale, un trequartista, Mazinga Z).

Piolista: spiace, manca ancora qualcosa, ma la squadra è giovane, sono lezioni che serviranno.

Milanista: comunque vada, forza Milan, sempre.

Genova per noi – Milan: 0-3

Mi si nota di più se comincio lamentandomi della sfiga o beandomi per la vittoria?
Oppure potrei cominciare dichiarando il mio eterno amore per Andrij Shevchenko, ma anche per Ibra e, tra un po’, per Messias.

Cominciamo con la sfortuna. C’è che dice che quest’anno andiamo avanti solo a botte di culo. Sul serio, l’ho letto.
L’anno scorso erano i rigori, quest’anno sono le botte di culo.
Abbiamo talmente tanto culo che nello stesso giorno perdiamo prima Bennacer per una labirintite (ma quanti casi di calciatori con la labirintite avete mai sentito, finora?) e poi Kjaer, al primo minuto della partita (legamenti, operazione, stagione finita. Che culo, eh?).
Per non parlare degli altri assenti forzati, giusto per citarne alcuni: Calabria, Giraud, Rebic, Castillejo.

La partita non ha avuto storia, fortunatamente, ma dentro alla partita di storie ce ne sono state. Da quella, ormai arcinota, di Messias, a quella di Gabbia costretto a entrare dopo l’infortunio di Kjaer e sostituito nella ripresa (e qui si capirà se il ragazzo ha il carattere necessario per giocare a certi livelli), a quella di Ibra per cui ormai ci sono ben poche parole, o di Pioli fresco di meritatissimo rinnovo, etc. etc.
Ora non vorrei sembrare melenso, ma lo sport è bello anche per questo, per le storie di chi lo fa, e per le storie di chi lo guarda.

Tutto questo per dire che quando ho visto Sheva un po’ mi sono commosso, e per una volta, mi è un po’ dispiaciuto per un nostro avversario. Ma per poco, poi è passata.

In ogni caso, forza Sheva, ma soprattutto forza Milan, sempre.

Sassuolo & the City

Allora, parliamone.
Perdere ci sta.
Perdere l’imbattibilità in campionato, dopo 12 giornate, ci sta.
Anche perdere due partite di fila, volendo, ci sta.
Ci sta, forse, un po’ meno prendere 7 gol in due partite, quando ne hai presi 11 nelle 12 precedenti.

Abbiamo un problema?
E’ presto per dirlo, ma se dovessi sbilanciarmi direi che ne abbiamo un paio, ma non sono problemi nuovi. Sono gli stessi dell’anno scorso.

Il primo è che soprattutto in difesa la coperta è corta. Non ci possiamo permettere che manchi uno dei 4 titolari, tanto meno 2. Per cui senza Calabria e Tomori, come successo nelle ultime due partite di campionato, la difesa soffre molto di più.

Il secondo in attacco; Ibra da solo non basta. Giraud e Brahim Diaz non si sono ancora ripresi dopo il Covid, Leao non è (ancora) un goleador, anche se ha tanti margini di miglioramenti, Pellegri è un mistero avvolto nel mistero e Rebic è sempre rotto. Ci vuole una punta. Una vera, che si occupi soprattutto di buttarla dentro.
Anche mercoledì scorso contro l’Atletico alla fine l’abbiamo risolta solo al 90°, grazie a un gol provvidenziale di Messias.

Al di là dei tanti gol presi, soprattutto con la Fiorentina ci hanno penalizzato i tanti gol sbagliati.
E anche ieri, pur avendo giocato nettamente peggio del Sassuolo, nelle poche occasioni avute non siamo mai riusciti a creare veri pericoli per la difesa del Sassuolo.
Ho visto tanti tiri da fuori, e soprattutto fuori.

Certo, le statistiche tenderebbero un po’ a smentirmi (30 gol segnati in 14 partite non sono pochi), ma le stesse statistiche ci dicono che il cannoniere della squadra, il solito immarcescibile Zlatan, ha solo 5 gol finora. Seguono Giraud e Leao con 4. E’ un bene che ci siano tanti gol segnati da tutti i giocatori della squadra. Ma ci vuole un bomber. Uno che la butta dentro anche quando le cose non vanno. Uno da 20 gol a stagione.

Detto questo, siamo ancora in pieno obiettivo annuale, che (repetita iuvant) secondo me è ripetere la qualificazione alla prossima Champions League. Tutto il resto, se viene, è grasso che cola.
Per cui va bene, non perdiamo di testa.

Abbiamo avuto una sbandata, con due sconfitte decisamente diverse una dall’altra. Non perdiamo la testa e vediamo di riprendere il passo già da mercoledì.

Concludendo, come sempre FORZA MILAN.

Genti strani

Gente strana ce n’è tanta. Gente con dei problemi.

C’è in giro gente che dice di preferire l’inverno all’estate. Ma questo è un altro discorso.

C’è in giro gente che non avendo un utero pontifica su chi ne ha uno e su come dovrebbe usarlo. Ma anche questo è un altro discorso.

Il discorso è che ho prenotato la terza dose del vaccino contro il Covid-19.
E che ho già fatto, per la prima volta nella mia vita, il vaccino anti-influenzale.

Ora siete liberi di scatenare il vostro e sticazzi? più liberatorio, e in un certo senso vi capisco.
Perché ce lo dici? Perché ce lo comunichi? Perché dovrebbe interessarci?

Perché mi sarei un po’ rotto i coglioni di vedere in giro post di idioti no-vax, no-greenpass, no mask, no-stocazzo come se ci fossero solo loro.
Sono una sparuta minoranza di idioti molto rumorosi, cui qualcuno purtroppo dà voce per interessi diversi, ed è ora di dirglielo. E di ripeterlo. Fino a quando non se ne fanno una ragione (ammesso che siano in grado).

Certo, direte voi, ci sono anche quelli che non possono vaccinarsi. Ma sono una minoranza nella minoranza, hanno un certificato che attesta la loro condizione e generalmente non ammorbano gli altri con teorie strampalate. Vaccinarsi, oltretutto, serve anche a proteggerli.

A quelli che invece non si vaccinano perché hanno paura, pur dichiarando di non essere no-vax, do una notizia flash: siete anche voi dei no-vax del cazzo. Perché la paura nasce spesso dall’ignoranza, e l’ignoranza si combatte informandosi.

Se con tutte le fonti disponibili, e sono tantissime, decidete di dare credito solo a quelle che sostengono le tesi no-vax, siete anche voi dei no-vax del cazzo.

Se decidete di ignorare il fatto che la stragrande maggioranza delle persone che vi circondano ha fatto il vaccino, moltissimi già due dosi, e stanno tutti bene, siete anche voi dei no-vax del cazzo.

Se decidete di ignorare il fatto, evidentissimo, che è molto, ma molto, ma molto più probabile morire di Covid-19 che di vaccino, beh, fatevene una ragione, siete anche voi dei no-vax del cazzo.

Ma anche per questo, c’è un vaccino.
E’ sufficiente informarsi presso fonti attendibili, lasciando perdere ammiocuggino.orgl o mihannocandidatoalnobelmanessunolosa.int.
Basta smettere di dare retta a chi millanta titoli o candidature improbabili per venderti cure ancora più improbabili, e costosissime.

A meno che non siate di quelli per cui noi vaccinati saremmo dovuti morire tutti entro due mesi dal vaccino (vi do una notizia, non è successo), di quelli che pensano che dietro a tutto questo ci sia un complotto di Bill Gates (a proposito, attendo ancora i bonifici degli ultimi mesi) per iniettarci microchip che ci trasformino in macchine telecomandate attraverso il 5G e decimare la popolazione mondiale (vi do un altra notizia, ci sono metodi più sbrigativi ed economici, tipo lasciarci morire tutti di Codiv-19), o di quelli che “siamo sotto una dittatura sanitaria” (anche a voi do una notizia, se fossimo in una vera dittatura non potreste propagandare le vostre stronzate in libertà) o di quelli che “il vaccino è il marchio di satana” (no, per voi niente notizie, non siete in grado).
Per costoro occorre un trattamento un po’ più drastico, magari ricominciando dalla prima elementare.

Fiorentina – Milan: 4-3

Mi piacerebbe soffermarmi sulla partita, sul suicidio quasi perfetto del Milan che si porta a casa da Firenze 4 gol subiti, di cui due regalati da Tatarusano & Gabbia e da Theo Hernandez.
Vorrei parlare della quasi tripletta di Ibra.
Gradirei analizzare la lunga serie di occasioni sprecate, soprattutto nel primo tempo, che a certe squadre basterebbero per tutto un campionato.
Mi piacerebbe, ma mi tocca parlare d’altro.

Cari pseudotifosi che dopo la partita di sabato avete deciso di sollazzarvi insultando Matteo Gabbia sui social, non siete degni.

Lo sport è fatto di sconfitte e di successi. Ci sta sbagliare una partita. Soprattutto se hai 22 anni, sei la riserva della riserva e sei alla tua seconda presenza stagionale. Per non parlare degli errori fatti da giocatori ben più blasonati ed esperti, che hanno avuto un carto peso sul risultato finale.
Se non lo capite, e a partita finita decidete di scaricare la vostra bile su un ragazzo per una partita sbagliata, fareste meglio a dedicarvi a altro.

Chiariamoci, qui non si tratta di fare moralismo d’accatto. Io stesso durante la partita non ho lesinato invettive, improperi, vituperi e espressioni colorite nei confronti di Gabbia, di Tatarusano, Leao, Theo Hernandez e chi più ne ha più ne metta. Ibra no, non sia mai. Anche se ha sprecato tutto il primo tempo facendosi trovare sempre in fuorigioco.
Ho pure nominato a sproposito animali e divinità varie.
L’ho fatto dal mio divano, l’ho fatto nella chat in cui commento la partita con alcuni compagni di fede milanista, e l’avrei fatto ad alta voce se fossi stato allo stadio.
Qualche tempo fa giustificato i fischi Donnarumma in occasione della partita della nazionale a San Siro e lo rifarei
Ho scritto anche in passato parecchi post critici nei confronti di parecchi giocatori e anche di qualche allenatore, del Milan e non, affibbiando pure nomignoli vari (per non parlare degli arbitri). Rifarei, e rifarò, anche questo.
Il diritto alla critica, anche feroce, ci sta.
Ma c’è un limite che non va mai valicato.

Il limite è quello dell’insulto personale.

Un conto è sfogarsi nei confronti di un giocatore, o più giocatori, per quello non è piaciuto durante una partita.
Un altro è fare una caccia all’uomo sui social con offese che travalicano i confini dello sport e vanno sul personale.

Non siete degni del Milan.
Non siete degni di dirvi sportivi.

Post derby con (in)colpevole ritardo.


Milan – Inter: 1-1
Oggi è giovedì e io, oggi, commento con la mia solita sagacia il derby che s’è giocato domenica scorsa.
Lo so, signora mia, è passato qualche giorno. Ma a volte capita, quando ci si diverte, di non trovare il tempo o la voglia di scrivere stupidate sul blog.
Poi pensi ai 12 lettori che ti sono rimasti e fai uno sforzo.

Allora, che c’è da dire su questo fantastico derby?
Che il pareggio, alla fine, è il giusto risultato di una partita in cui non ci siamo fatti mancare quasi niente, compreso il solito gol fasullo.

La partita conferma la sensazione che i cugini, ahimè, sono più attrezzati di noi per la vittoria del campionato. Ma anche che la banda di ragazzini terribili non ha paura di niente e di nessuno, e se avessimo un maggiore supporto dalle punte andrebbe anche meglio.

A proposito, com’era la storia dei rigori per il Milan?
E, ribadisco nel caso non si fosse capito, il primo rigore che ci hanno fischiato contro è vero come una banconota da 13 euro.

Pensierino del giorno sui NO-VAX: il vaccino è come il casco se vai in moto. Non ti impedisce di cadere, ma se cadi non ti spacchi la testa.

Schiacci un tasto ed esce il Porto dito

Milan- Porto: 1-1

Ancora una volta il Porto ha giocato molto meglio di noi, soprattutto nel primo tempo. Nel secondo tempo ci siamo ripresi e tutto sommato il pareggio è il risultato giusto.
Ancora una volta però abbiamo subito un gol dopo un fallo non fischiato su un nostro centrocampista.
Sta diventando una specie di abitudine e questo è un problema. Un problema che riguarda gli arbitri, certamente, ma soprattuto la squadra, che deve perdere l’abitudine malsana di fermarsi in attesa di un fischio che non arriverà facendosi infilzare come uno spiedo.
Possiamo dire che si tratta di una forma di ingenuità che a certi livelli non ci si può permettere.

A parte questo direi che, come ampiamente prevedibile, possiamo salutare la Champions di quest’anno, anche se l’aritmetica non ci condanna definitivamente. La speranza è che la salutiamo giocando due belle partite, per poi tornare a puntare sull’obiettivo di stagione, che è lo stesso dell’anno scorso. Qualificarci per giocare la prossima.

Ora testa al derby e forza Milan, sempre.

Zin Zun Zan

Sul DDL Zan non ho particolari opinioni.
Concordo sul principio, ma ammetto che non ho mai letto il testo del DDL (dubito che lo avrei capito del tutto). Quindi non sono in grado di dire se era legge perfetta o se aveva anche dei difetti.
Diciamo che una norma in grado di fare incazzare contemporaneamente tutti gli omofobi fascioleghisti, cattoleghisti, forzanuovisti, e chi più ne ha più ne metta, doveva per forza avere anche qualcosa di buono.

Abbiamo perso l’occasione di essere un paese più civile?
Domanda difficile, bisognerebbe prima definire meglio cosa significa il termine civile, e come sappiamo non è facile anche perché il concetto di civiltà si evolve nel corso del tempo.
Ai tempi di Roma Caput Mundi era considerato civile avere degli schiavi (peraltro questa cosa degli schiavi è durata fino a non molto tempo fa. L’ultimo paese ad aver abolito la schiavitù ufficialmente è stata la Mauritania, nel 1980.*)
Questo tipo di evoluzione avviene innanzitutto attraverso un cambiamento culturale, non legislativo.
Una norma che rafforza un diritto è cosa buona e giusta.
Ma le norme seguono la cultura, e non il contrario.
Non penso che si possa imporre a un paese una certa forma di cultura per legge.
E l’occasione non l’abbiamo persa, semplicemente perché non l’abbiamo mai avuta.
Abbiamo perso l’occasione per sembrare un paese più civile, almeno secondo quelli che sono i canoni di una civiltà moderna, ma evidentemente ancora non siamo quel tipo di paese civile. Se lo fossimo avremmo eletto un parlamento diverso, che avrebbe fatto cose diverse.

L’Italia sarà un paese più civile quando nessuno si sentirà in diritto di poter discriminare qualcuno perché considerato diverso, che sia per via delle sue abitudini sessuali, o del colore della pelle, a prescindere dal fatto che ci sia una legge che lo impone.

Un merito indiscutibile comunque il DDl Zan ce l’ha, a prescindere dal fatto di non essere stato votato, ed è quello di aver fatto discutere di questo problema in tutte le sedi. Chissà che non sia servito comunque a introdurre il tarlo del pensiero in qualche testone.

Se poi vogliamo parlare dell’indegno spettacolo di senatori che esultano come invasati per l’affossamento di una legge, c’è poco da dire. Questa gente è stata eletta. Rappresenta i suoi elettori e non solo. Una volta eletto rappresenti, nel bene e nel male, tutti.
E’ passato da mo’ il tempo in cui si credeva che ci ci rappresenta dovesse essere migliore di noi.

* Fonte Wiikipedia