Cosa dovremmo dire noi

12 punti nelle prime sei partite, quattro vittorie e due sconfitte, E che vittorie, e che sconfitte.

Non so a voi, Ma a me sembra il ritratto di una squadra bipolare.

10 gol segnati nelle prime sei partite del campionato. Poco meno di un gol a partita, se poi va a guardare come sono distribuiti questi 10 gol, nove sono stati segnati nelle partite che abbiamo vinto. Uno solo in una delle due sconfitte, nelle quali abbiamo preso sei degli otto gol subiti in totale.

Lasciando perdere però queste sfumature, sottigliezze, chiamatele come cazzo volete, 10 gol fatti in sei partite sono troppo pochi per una squadra che ambisce a posizioni di classifica elevate, mentre otto gol subiti in sei partite sono troppi per una squadra che ambisce a qualunque cosa che non sia sperare in una salvezza risicata.

Insomma nonostante tutte le grosse novità di quest’estate, non sembra un Milan troppo cambiato rispetto a quello dell’anno scorso.

Continuo a pensare che aspettarsi il miracolo di un Milan improvvisamente diventato dominatore del campionato sarebbe stato assolutamente irrealistico, ma anche io speravo che qualcosina di più si potesse vedere, se non per i risultati e i numeri, almeno per quanto riguarda lo spettacolo dato in campo.

L’anno scorso se non altro c’erano molte più scuse: società inesistente, rosa inadeguata, tifosi in rivolta, etc.

Ora la società c’è, La Rosa è stata migliorata, i tifosi hanno festeggiato tutta l’estate.

In tutto questo ho la preoccupante sensazione che chi ci dovrebbe capire più di tutti gli altri, l’allenatore, non ci stia capendo niente e vada avanti per tentativi. Un po’ come farei io se all’improvviso mi mettessero davanti al naso tutti gli ingredienti necessari e mi dicessero che devo preparare un elaborato piatto di cucina indiana senza darmi anche la ricetta.

Ma con la differenza che io non sono un cuoco, non ho fatto corsi, e non maneggio ingredienti esotici tutti i giorni.

Montella invece è un allenatore, è il suo mestiere, e ha sotto mano i giocatori del Milan tutti i giorni, per cui la ricetta dovrebbe essere lui a conoscerla.

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Vedi Napoli e poi muore Mihajlovic

Bon, non siamo qui a celebrare un’impresa. Quella di ieri sera non è stata La Partita Perfetta, né ci si è avvicinata.  E’ stata comunque una partita perfetta, nel senso che date le premesse e le attuali condizioni della squadra, quello doveva essere fatto è stato fatto. Cioè soffrire. Cantare, portare la croce e soffrire maledettamente.
Il Napoli ha pressato, ha spinto, ha frignato, ha tentato in vari modi, ma alla fine il Milan ha tenuto.
Il pareggio serve poco al Napoli e meno a noi, per la classifica. Ma a noi, per il morale e la convinzione, serve come il pane. E dato che sono questa le migliori armi di cui disponiamo, per una squadra che è da mezza classifica o poco più, una prestazione come quella di ieri è grasso che cola.

Le pessime idee del lunedì mattina

Il lunedì è una fregatura, si sa. Le idee che ti vengono il lunedì mattina dovrebbero essere lasciate a decantare almeno fino al martedì sera. Poi le si ritira fuori e si valuta se sono ancora buone o se sono delle solenni minchiate.
Mea culpa, lunedì scorso non l’ho fatto. M’è venuta questa ideuzza, chiedere ai miei 3 commentatori di lasciarmi uno spunto per un post, visto che non me ne venivano. Invece che aspettare ho subito pubblicato la richiesta con l’entusiasmo di uno che si appresta a cagare in un bagno pubblico senza guardare prima se c’è la carta igienica.
Robe che dopo non ci si può poi lamentare del risultato.
Ed infatti è successo questo:

secondo te ci dovrei andare all’old trafford a vedere una partita di cui non me ne frega una sega, francamente, col solo scopo di vedere da lontano uno degli uomini della mia vita?
(forse non ne vale la pena, ma l’ormone e’ l’ormone).
a te lo svolgimento del tema.

Come si risponde ad una richiesta del genere, pervenuta evidentemente da una gentil fanciulla in crisi ormonale? NO WAIT, non sto chiedendo altri suggerimenti, dio me ne scampi.
Innanzitutto, se lo chiedi a me io all’old trafford ci andrei di corsa (nei limiti delle mie capacità fisiche), ma io sono un maschio malato appassionato di calcio, non una gentile fanciulla.
Per cui all’Old Trafford ci andrei a prescindere, per la partita, per vedere giocare dal vivo lo United, per lo stadio, non per l’ormone.
Detto questo ritengo che l’ormone abbia la sua importanza e vada assecondato quanto più si può, pertanto la mia risposta non può che essere: sì, vai, cosa fai ancora qui?
A questo punto ho però una curiosità, anzi due. Che partita è e chi è l’oggetto di cotanto scatenamento ormonale? Giusto per farmi un’idea.

Averci un certo karma

Io per esempio stasera non ho cenato. Buono per la dieta, che devo predere un po’ di chili che avevo perso e ho ripreso. Ho anche fatto sport, ho preso a pugni un cazzo di citofono di merda e a calci un muro.
Poi mi sono fermato, per fare stretching.
Il citofono non l’ha presa bene, mai poi ho raccolto i pezzi e li ho rimessi insieme. Tanto funzionare non funzionava neppure prima.
Per la cena ho rimediato con un grappino, così magari non mi calmo ma non me ne frega un cazzo di niente, al terzo-quarto non sentirò neppure più la fame.
Ma anche da voi il lunedì sera i porconi fioccano come le nespole è foriero di maggiori tensioni, più che nelle altre serate, o è solo che io ho un karma di  merda?

Il cielo di Milano

Stamattina il cielo di Milano cantava “tristesa, per favore vai via” con la voce roca per via delle polveri sottili. Non mi risulta che la canzone abbia sortito alcun effetto. La tristesa è rimasta, il cielo pure, uguale a se stesso per tutto il giorno.

Ci son giorni in cui invece il cielo di Milano sembra un altro cielo, ma sono pochi, e pare quasi di essere in un altro posto, che so, Vigevano.

Ma non oggi.

Oggi il cielo di Milano è stato l’archetipo di se stesso.

Juve – Milan: 2-0

 Sottotitolo: PIrlo – Galliani: 2-0

Quando una squadra senza Pirlo incontra una squadra con Pirlo la squadra senza Pirlo è una squadra morta.
Quando una squadra che corre incontra una squadra che cammina la squadra che cammina è una squadra morta.
L’analisi della partita di ieri sera è tutta qua. Il bello è che, con una certa dose fortuna e parecchia sofferenza, stavamo quasi riuscendo a portare a casa un pareggio che, visto l’andamento della partita, sarebbe stato tutto oro colato. Ma la fortuna da sola non basta e, soprattutto, ha questa strana caratteristica di girare un po’ dove vuole, per cui se ci aveva un po’ aiutato fino quasi alla fine ad un certo punto è passata dalla parte della Juve consentendo il rimpallo sullo stinco del primo gol e la deviazione millimetrica del secondo.
In ogni caso se dovessi definire il Milan di questi tempi fortunato è l’ultima parola che mi verrebbe in mente. Soprattutto se si guarda agli infortuni.
Però loro correvano, noi no. Loro facevano girare la palla, noi no. Loro hanno tirato in porta, noi no. Non ci sono troppe scusanti in qualunque modo la si guardi. Quello di ieri sera è stato il peggior Milan che abbia visto da parecchio tempo a questa parte, soprattutto per l’incapacità manifesta di tentare qualunque tipo di reazione. Credo che se a gennaio non arriverà qualche innesto utile (non dico il fantomatico misterX, ma almeno qualcosa di meglio di Aquilani e Nocerino) quest’anno dovremo rassegnarci a guardare gli altri che festeggiano.

  • Abbiati: ha fatto un paio di mezzi miracoli, ma alla fine ci poteva fare ben poco. Il secondo gol gli è passato in mezzo alle gambe, ma c’è stata quella mezza deviazione di Matri. Voto 6, perché se ci siamo illusi è stato soprattutto grazie a lui.
  • Bonera: a sinistra non è un granché, ormai si sa. Chiamato a sostituire Abate a destra è stato un mezzo disastro. Spostato al centro a sostituire Nesta abbiamo preso due pere, sarà un caso? Voto 3. Antonini non è stato molto migliore, ha la scusante di aver giocato poco ma dopo una serata così il suo 4 se lo porta a casa pure lui.
  • Nesta: gli anni cominciano a farsi sentire, purtroppo non c’erano alternative, visto che anche Yepes s’è fatto male. Comunque finché è rimasto in campo ha avuto qualche pericolosa incertezza di troppo, voto 4,5.
  • Thiago Silva: un paio di interventi prodigiosi, l’unico insieme ad Abbiati a salvarsi e tentare di salvare la carretta. Ma da solo, ovviamente, non basta. Visto il risultato finale si becca un 6 e via così. Se avessimo sculato il pareggio sarebbe stato da 8.
  • Zambrotta: un ex, in tutti i sensi. Ha fatto appena un po’ meglio di Bonera, ma sarebbe stato quasi impossibile fare peggio. Voto 4.
  • Van Bommel: non è Pirlo, non può neppure provare a far girare la palla come faceva lui. Il suo mestiere è quello di creare un argine davanti alla difesa, ma non ha la mobilità per fare tutto da solo. Voto 4,5.
  • Seedorf: culo di legno all’ennesima potenza. Non riesce a giocare due partite in una settimana, figuriamoci 7 in meno di un mese. Lento, svogliato, incapace di trovare il guizzo per lanciare Ibra. Voto 3,5. Galliani e Allegri: prima o poi qualcuno ci dovrà cosa avevano in mente quando hanno deciso di lasciare andare via Pirlo per tenersi lui. Voto 2 alla coppia.
  • Nocerino: c’è poco da fare, è costretto a giocare anche perché non ci sono alternative, ma ogni volta che lo vedo in campo mi dà la sensazione di correre soprattutto a vuoto. I piedi sono quelli che sono, l’intregrazione con la squadra pure, non sembra per ora un giocatore da Milan. Voto 4. Ambrosini: rientrato dall’infortunio, non poteva farci niente, ma si accomuna anche lui alle sorti della squadra. Voto 5 sulla fiducia.
  • Boateng: vabbé, rientra dall’infortunio. Vabbé, se non gli arrivano palloni giocabili non è colpa sua. Vabbè, l’espulsione è una cagata dell’arbitro, ma lui l’ha aiutato e ci ha messo del suo. Voto 4.
  • Cassano: la bella statuina. Bella poi, è tutto da vedere. A suo favore c’è da dire che non è mai stato una prima punta. Ma col suo talento ci si aspetta sempre e comunque qualcosa di più. Voto 4. Emanuelson: il sospetto si fa man mano certezza, non è un giocatore da Milan. Voto 3.
  • Ibra: mah, ha giocato una partita mercoledì portando avanti la baracca quasi da solo. Ieri però gli avversari erano di tutt’altro spessore e lui è sparito insieme al resto della squadra. Dice che era stanco. Dopo essere stato fermo più di un mese. Stanco. Ma va’ a cagare va’. Voto 4,5.
  • Allegri: non capisco. Mi sembra soprattutto che manchi di coraggio, affidandosi ai vecchi bolliti nella speranza che la classe e l’esperienza bastino. È evidente che non è così. Voto 4.