Nulla da dichiarare

Sarei tentato di continuare questo silenzio stampa sul Milan, se non fosse che era dovuto più a pigrizia mancanza di tempo che a scaramantici a o altri motivi. Per cui mi faccio forza libero di un paio di impegni minori e butto giù due righe, giusto per dire che sì, sembra proprio che qualcosa stia cambiando, finalmente.
E’ presto per cantare vittoria, è presto per qualunque cosa, ma ci sono segnali positivi e, soprattutto, risultati positivi.
Vedremo, ma è bello poter affrontare qualche lunedì con la faccia di quelli che si sono portati a casa i 3 punti.

P.S: se per vedere che c’era un fallo di mano sono necessari 82 replay e un’inquadratura da sotto l’ascella del portiere, ma soprattutto se l’arbitro e il VAR hanno convalidato, è gol. Mettetevi l’anima in pace.

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Cosa dovremmo dire noi

12 punti nelle prime sei partite, quattro vittorie e due sconfitte, E che vittorie, e che sconfitte.

Non so a voi, Ma a me sembra il ritratto di una squadra bipolare.

10 gol segnati nelle prime sei partite del campionato. Poco meno di un gol a partita, se poi va a guardare come sono distribuiti questi 10 gol, nove sono stati segnati nelle partite che abbiamo vinto. Uno solo in una delle due sconfitte, nelle quali abbiamo preso sei degli otto gol subiti in totale.

Lasciando perdere però queste sfumature, sottigliezze, chiamatele come cazzo volete, 10 gol fatti in sei partite sono troppo pochi per una squadra che ambisce a posizioni di classifica elevate, mentre otto gol subiti in sei partite sono troppi per una squadra che ambisce a qualunque cosa che non sia sperare in una salvezza risicata.

Insomma nonostante tutte le grosse novità di quest’estate, non sembra un Milan troppo cambiato rispetto a quello dell’anno scorso.

Continuo a pensare che aspettarsi il miracolo di un Milan improvvisamente diventato dominatore del campionato sarebbe stato assolutamente irrealistico, ma anche io speravo che qualcosina di più si potesse vedere, se non per i risultati e i numeri, almeno per quanto riguarda lo spettacolo dato in campo.

L’anno scorso se non altro c’erano molte più scuse: società inesistente, rosa inadeguata, tifosi in rivolta, etc.

Ora la società c’è, La Rosa è stata migliorata, i tifosi hanno festeggiato tutta l’estate.

In tutto questo ho la preoccupante sensazione che chi ci dovrebbe capire più di tutti gli altri, l’allenatore, non ci stia capendo niente e vada avanti per tentativi. Un po’ come farei io se all’improvviso mi mettessero davanti al naso tutti gli ingredienti necessari e mi dicessero che devo preparare un elaborato piatto di cucina indiana senza darmi anche la ricetta.

Ma con la differenza che io non sono un cuoco, non ho fatto corsi, e non maneggio ingredienti esotici tutti i giorni.

Montella invece è un allenatore, è il suo mestiere, e ha sotto mano i giocatori del Milan tutti i giorni, per cui la ricetta dovrebbe essere lui a conoscerla.

Vedi Napoli e poi muore Mihajlovic

Bon, non siamo qui a celebrare un’impresa. Quella di ieri sera non è stata La Partita Perfetta, né ci si è avvicinata.  E’ stata comunque una partita perfetta, nel senso che date le premesse e le attuali condizioni della squadra, quello doveva essere fatto è stato fatto. Cioè soffrire. Cantare, portare la croce e soffrire maledettamente.
Il Napoli ha pressato, ha spinto, ha frignato, ha tentato in vari modi, ma alla fine il Milan ha tenuto.
Il pareggio serve poco al Napoli e meno a noi, per la classifica. Ma a noi, per il morale e la convinzione, serve come il pane. E dato che sono questa le migliori armi di cui disponiamo, per una squadra che è da mezza classifica o poco più, una prestazione come quella di ieri è grasso che cola.

Le pessime idee del lunedì mattina

Il lunedì è una fregatura, si sa. Le idee che ti vengono il lunedì mattina dovrebbero essere lasciate a decantare almeno fino al martedì sera. Poi le si ritira fuori e si valuta se sono ancora buone o se sono delle solenni minchiate.
Mea culpa, lunedì scorso non l’ho fatto. M’è venuta questa ideuzza, chiedere ai miei 3 commentatori di lasciarmi uno spunto per un post, visto che non me ne venivano. Invece che aspettare ho subito pubblicato la richiesta con l’entusiasmo di uno che si appresta a cagare in un bagno pubblico senza guardare prima se c’è la carta igienica.
Robe che dopo non ci si può poi lamentare del risultato.
Ed infatti è successo questo:

secondo te ci dovrei andare all’old trafford a vedere una partita di cui non me ne frega una sega, francamente, col solo scopo di vedere da lontano uno degli uomini della mia vita?
(forse non ne vale la pena, ma l’ormone e’ l’ormone).
a te lo svolgimento del tema.

Come si risponde ad una richiesta del genere, pervenuta evidentemente da una gentil fanciulla in crisi ormonale? NO WAIT, non sto chiedendo altri suggerimenti, dio me ne scampi.
Innanzitutto, se lo chiedi a me io all’old trafford ci andrei di corsa (nei limiti delle mie capacità fisiche), ma io sono un maschio malato appassionato di calcio, non una gentile fanciulla.
Per cui all’Old Trafford ci andrei a prescindere, per la partita, per vedere giocare dal vivo lo United, per lo stadio, non per l’ormone.
Detto questo ritengo che l’ormone abbia la sua importanza e vada assecondato quanto più si può, pertanto la mia risposta non può che essere: sì, vai, cosa fai ancora qui?
A questo punto ho però una curiosità, anzi due. Che partita è e chi è l’oggetto di cotanto scatenamento ormonale? Giusto per farmi un’idea.

Averci un certo karma

Io per esempio stasera non ho cenato. Buono per la dieta, che devo predere un po’ di chili che avevo perso e ho ripreso. Ho anche fatto sport, ho preso a pugni un cazzo di citofono di merda e a calci un muro.
Poi mi sono fermato, per fare stretching.
Il citofono non l’ha presa bene, mai poi ho raccolto i pezzi e li ho rimessi insieme. Tanto funzionare non funzionava neppure prima.
Per la cena ho rimediato con un grappino, così magari non mi calmo ma non me ne frega un cazzo di niente, al terzo-quarto non sentirò neppure più la fame.
Ma anche da voi il lunedì sera i porconi fioccano come le nespole è foriero di maggiori tensioni, più che nelle altre serate, o è solo che io ho un karma di  merda?

Il cielo di Milano

Stamattina il cielo di Milano cantava “tristesa, per favore vai via” con la voce roca per via delle polveri sottili. Non mi risulta che la canzone abbia sortito alcun effetto. La tristesa è rimasta, il cielo pure, uguale a se stesso per tutto il giorno.

Ci son giorni in cui invece il cielo di Milano sembra un altro cielo, ma sono pochi, e pare quasi di essere in un altro posto, che so, Vigevano.

Ma non oggi.

Oggi il cielo di Milano è stato l’archetipo di se stesso.