Ciao papa ciao.

Cosa non si fa pur di far parlare di sé. Le dimissioni nella settimana del festival di Sanremo. In piena campagna elettorale. A poco più di una settimana da Milan-Barcellona (questa interessa soprattutto a me).
Roba che gli spin doctor del berlusca si staranno mangiando le mani per non averci pensato loro per primi.. Peccato (per il berlusca, non per noi) che non avesse nulla da cui dimettersi, altrimenti lo avrebbe fatto anche lui. Per amore di patria ovviamente. Un gesto sofferto ma necessario, fatto con grande spirito di sacrificio. E qualche lacrimuccia sulla testa del cagnetto.
Io a dire il vero un’idea ce l’avrei anche, per recuperare il campo sulle prime pagine dei giornali. Potrebbe confessare tutto, costituirsi, autodenunciarsi, vuotare il sacco.
Non so se si capisce cosa intendo.
Ma torniamo al papa. Dopo secoli in cui le dimissioni venivano date solo post mortem, finalmente uno che se ne va sulle sue gambe. Una bella novità, verrebbe da dire. Uno slancio di modernità che certamente piacerà ai teorizzatori della noia del posto fisso. Visto? È una pretesa che non esiste più neanche per i papi, figuriamoci per un impiegato di basso livello o per un addetto al call center.
Certo, diciamo che sia durante che dopo i benefit sono un po’ diversi. Ma non occorre stare sempre a sottilizzare su tutto. Bisogna essere flessibili, soprattutto mentalmente.

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Padre Pio fa rima con…

Domenica sera la prima rete del nostro servizio pubblico, quello che paghiamo noi col canone, ci allieterà trasmettendo in diretta "Una voce per padre pio, XI edizione".
Avete presente padre pio?
Quello della cripta tutta d’oro.
Quello di padrepiopoli, la disneyland dei creduloni.
Quello.

Ecco, adesso fate pure la rima.

Irridere il papa

Buahauahauahua guarda quel vecchietto… ha la sottana… hahahahaha… e le scarpe rosse!!!  buahahauahauahaua… sembra il mago Otelma (Cit.)… solo più vecchio… bhuaaaahahahaha… e senti come parla strano… bhuauahauaauahua… sembra una sturmtruppen!!! hauahauaauah… lo sturmpapen!

Bhuahauahuahauahauahauahauhauhauahauahauahauahuaha!!!

PREGHIAMO

Questo blog, nella persona del suo titolare che ha finalmente visto la luce, aderisce entusiasticamente e fieramente alla sessione di preghiera on line indetta dal Cattomoderasta, ed invita anche voi a pentirvi e fare lo stesso.
Penitenziagite!
Il mio modesto contributo:

Signore, ti prego, ridai a Silvio tutti i suoi capelli naturali, e ridagli anche 50 anni in meno, che così se ne torna a fare il galletto sulle navi da crociera e non ci sfrantuma più i santissimi (che saluto e prego anche loro) a noi. Per questo noi ti preghiamo.

STURMOPINIONI

 

Lo sturmpapen ha deciso che è il momento di andare a battere i pugnetti sul tavolo dell’ONU.
E’ un suo diritto, ha delle opinioni, condivisibili o meno, e le dice. Su queste opinioni poi noi siamo altrettanto liberi di farci le nostre, nei confronti dello sturmpapen e di quella immensa, millenaria, ricchissima congrega di uomini in sottana che dirige.
Dunque lo stato del vaticano si oppone ad un documento ONU contro il reato di omosessualità, perché sarebbe discriminatorio verso gli stati che non consentono il matrimonio tra individui dello stesso sesso e sorvolando bellamente sul fatto che qui non si parlava di nozze gay, ma di galera (ed in alcuni casi pena di morte) per gli omosessuali. Letta e riletta la notizia, non riesco a trovare un’interpretazione diversa da quella di una forte, radicata, omofobia.
Discriminare gli stati in cui se sei omosessuale vai in galera non va bene. Discriminare gli omosessuali invece sì. Prendiamo atto.
I gay, lo sappiamo già, per la chiesa cattolica sono dei peccatori, ma non solo. Alla chiesa va bene, evidentemente, che questo peccato possa essere considerato anche un reato. Attenzione, si parte dal peccato/reato di omosessualità e si arriva a tutti gli altri; 5 anni per infedeltà coniugale, 3 per masturbazione, ci si va a confessare e nel frattempo ci si costituisce: "Vai figliolo, 5 ave maria e due mesi di domiciliari". Ogni 3 messe saltate 50 euro di multa.
Per molti esponenti della chiesa cattolica l’omosessualità è anche un aberrazione, una devianza grave, evidentemente non dissimile da una forma di handicap. Una malattia che, a volte, con la giusta dose di preghiere e cilicio, si può curare.
Ieri la chiesa cattolica ha comunicato che non firmerà la convenzione ONU sui diritti dei disabili, in quanto manca l’esplicito divieto di aborto. Anche su questa posizione si potrebbe discutere a lungo, è una questione difficile e complicata che va a toccare le coscienze di tutti. Ovviamente non intendo aprire un dibattito.  Ho le mie posizioni in merito: trovo che sia giusto e sacrosanto che uno stato laico (come per esempio il nostro) abbia una legge che regolamenti l’aborto. Che non significa obbligo di aborto, ma possibilità che questo venga praticato, in ben determinate situazioni, nelle migliori condizioni possibili, anche se personalmente ho le mie idee sui casi in cui poi questa possibilità debba essere esercitata.
Però se mettiamo insieme le due notizie ne viene fuori un quadro un po’ strano, inquietante a suo modo.
La difesa di un embrione malato, anche gravemente, è più importante della difesa di un omosessuale sano.
Faccio un’esempio, precisando ovviamente che si tratta di un paradosso.
Mettiamo caso cioè che in uno di questi stati in cui l’omosessualità è un reato venga sviluppata un’analisi prenatale per indicare se il nascituro sarà, da grande, omosessuale. Grave handicap per la chiesa cattolica, ma anche reato per lo stato.
Che facciamo, aspettiamo che cresca, si sviluppi, manifesti i suoi insani appetiti e poi lo mettiamo in galera?
Mettere al mondo una creatura sapendo che, per sua stessa natura, non potrà fare a meno di peccare (e pure di commettere un reato), significa condannarla ad una vita disgraziata e ad un’eternità all’inferno, ma abortire un feto perché in futuro potrebbe essere una nuova Platinette è una cosa che fa orrore anche a pensarla, e la chiesa è contraria all’aborto per principio.
Percui nessuno lo propone, soprattutto in questo ipotetico stato molto cattolico. Ci si limita quindi a prenotare con 16/17 anni di anticipo una comoda suite nelle patrie galere.  O delle scuole differenziate, con un insegnate di sostegno che prevenga e curi la sua malattia. Tralasciamo l’ipotesi peggiore, il miglio rosa, il braccio della morte.
Esiste pure la possibilità che il nascituro, pur avendo dentro di sé i geni dell’omosessualità, cresca con forti valori cristiani e cattolici e decida di dedicare la propria vita a dio, imboccando la via del sacerdozio e mondando così la propria anima.
No, scusate, questo non lo può fare, per la chiesa cattolica l’omosessualità (anche se non praticata in virtù del voto di castità) ed il sacerdozio sono incompatibili. 

Mi viene da pensare che sia solo una questione di alta moda: i preti vogliono essere gli unici uomini a poter indossare una gonna.

Nota: in questo post si è tenuto a precisare continuamente "chiesa cattolica" perché è ben chiaro che al mondo esistono anche tante altre chiese cristiane, ma non cattoliche, che su queste questioni hanno visioni differenti.

 

IN SPECOLA SPECULORUM

 

Dunque le cose stanno così, lo dice la Specola del Vaticano (se non sapete cos’è siete degli ignoranti e vi prego di  documentarvi) :

"E’ possibile credere in Dio e negli extraterrestri".

Ora mi sento confortato. Mi basta solo che arrivi pure la Specola di Alpha-centauri a dire che "agli extraterrestri non interessa niente se credete in loro e, volendo, anche in Dio" e sono a posto.
Se poi uno è scettico su entrambi sono fatti suoi.
Ma l’argomento è intrigante, perchè la Specola precisa che "si può ammettere l’esistenza di altri mondi e altre vite, anche più evolute della nostra, senza per questo mettere in discussione la fede nella creazione, nell’incarnazione e nella redenzione".
Semplicemente dopo aver creato noi a Sua immagine e somiglianza, Dio potrebbe essersi anche preso la briga di creare altri esseri ad immagine e somiglianza del suo cane o del suo orsacchiotto.
Il fatto che possano esistere Chewbacca, E.T. e Michael Jackson non inficia il fatto che Dio abbia creato noi, solo noi, a sua immagine e somiglianza, né il peccato originale, né l’incarnazione di Dio in Gesù per assolverci dal peccato (Chube, tié!).
E’ questo che ci rende unici ed irripetibili, ed in quanto tali degni di avere un rappresentante diretto di Dio  sul nostro pianeta, mentre gli altri magari devono accontentarsi di qualche insulso monolite.
D’altronde quelli a sua immagine e somiglianza (anche Calderoli) siamo noi.
A proposito, la Specola dice anche che "Gesù si è incarnato una volta per tutte. L’incarnazione è un evento unico e irripetibile. Comunque sono sicuro che anche loro, in qualche modo, avrebbero la possibilità di godere della misericordia di Dio, così come è stato per noi uomini".  Magari gli ha mandato l’orsacchiotto.
Riteniamoci quindi fortunati e smettiamo di guardare con invidia a quegli altri, peccatori spaziali senza redenzione, che continuano a fornicare all’ombra dei monoliti.