Once were warriors

Stendo un velo pietoso sull’orario. 

Stendo un velo pietoso sul fatto che i nostri eroi siano riusciti a trovarsi sotto 2-0 in una partita in cui avevano subito solo due tiri e sprecato una mezza dozzina di occasioni.
Stendo un velo pietoso sul fatto che in pratica il derby lo abbiano giocato in 10 contro 11, visto l’apporto nullo di Bacca.

Stendo un velo pietoso sul fatto che in un finale giocato con 4 attaccanti (secondo gli scemi di Sky addirittura 4 punte) i gol li hanno segnati i due difensori centrali.

A furia di stendere veli pietosi rischio che mi venga il gomito della lavandaia, per cui mi fermo qui.

Ma ragazzi, diciamocelo, per l’ennesima volta: che carattere hanno. Anche se manca molto di tutto il resto, questo MIlan è fatto da giocatori con grappoli di testicoli che non mollano mai.

Gente che nuoce gravemente alle nostre coronarie. Ma comunque meglio che gli scorsi anni.

E poi togliere la vittoria a quella gentaglia al 97°, dopo almeno 20 minuti in cui non hanno fatto niente altro che perdere tempo, non ha prezzo.

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La solitudine del derby 

Quando al 90º minuto di un derby che la tua squadra sta quasi miracolosamente vincendo, dopo avere giocato peggio di quelli là, ma avendo avuto il merito di buttarla dentro, è normale che cominci un po’ a crederci. Anche se è da almeno un quarto d’ora che la tua squadra sta subendo senza reagire, complice il tuo allenatore che ha pensato di giocarsi i cambi per dare il più chiaro dei segnali di indietro tutta.
Purtroppo è anche normale che gli altri, se da almeno un quarto d’ora stanno giocando fissi nella tua area di  rigore, possano trovare anche all’ultimo minuto la botta di culo che fa entrare la palla. E sì, spesso questa botta  di culo è generata da un errore della difesa. Anche questo è normale.
Per cui è normale che tutte le madonne che fino all’ultimo hai semplicemente mormorato fra te e te, quando loro segnano al 92º minuto, prorompano come un enorme rutto che fa tremare le pareti di casa e sveglia i bambini dei vicini. Bambini la cui infanzia è stata definitivamente rovinata da un derby bruttino con un finale a sorpresa, di quei finali che però non possono piacere a chi rifa per la squadra giusta di Milano.
Lo stavamo vincendo senza meritarlo. Per certi tifosi è meglio di una vittoria con goleada. Io sono di quelli che invece ricorderanno per sempre il derby dell’11 maggio 2001. Per cui mi spiace, sarebbe stato bello, ma alla fine va bene anche così. Poteva andare peggio.

Il Derby

Se c’è un motivo per cui mi sta sui coglioni l’attuale dirigenza, tutta, del Milan, è perché hanno fatto di tutto per fare disamorare me, e molti altri tifosi, al punto di arrivare alla domenica del derby senza quasi mai pensarci durante la settimana, come se fosse una partita qualunque.
Poi però ti casca addosso la consapevolezza. Arriva all’improvviso, è un momento, in cui pensi che cazzo, stasera c’è il derby.
Quella partita lì, il derby. IL DERBY.
Porca puttana, il DERBY.
E adesso c’ho addosso una fregola che andrei a casa Milan a con una cintura esplosiva a urlare che se non mi restituiscono il mio Milan, quello per cui valeva la pena fare il tifo a prescindere dalla classifica o dalla competizione, spacco tutto e morite male maledetti cani.
Stasera c’è il derby, e fotte sega di tutto il resto, è il derby.
Porca puttana.

Il derby, l’amore e le vacche

Giornata sportiva con alti e bassi. Ma procediamo con ordine.

Il derby:
Dato che evidentemente questi derby così anticipati non piacciono a nessuno, ci si è messo il cielo a regalare una domenica col clima quasi novembrino. Non che sia servito a molto, almeno dal punto di vista milanista, ma ho apprezzato lo sforzo.
Anche la squadra ha apprezzato lo sforzo, ed ha ricambiando giocando finalmente una partita di calcio decente. Francamente, reduce dagli ultimi anni di mestizia e tristezza, temevo di assistere al solito squallido 0-0. Invece è stata una partita pregevole. Peccato per il risultato, che alla fine ha comunque la sua importanza, e che ha premiato i cugini di campagna, già avviati verso la vittoria del campionato.
C’è quel particolare, alle volte ingiustamente trascurato, che la palla bisognerebbe buttarla in rete se si vogliono fare dei punti. Confido che Mihajlovic cerchi, per le prossime partite, di rimediare in qualche modo. Anche se temo che non sarà facile risolvere il problema, che nasce più dal centrocampo che dall’attacco. Direi che è ormai evidente comunque che Honda non è una soluzione. Non questo Honda, non l’ectoplasma visto in campo ieri. Fatemi chiudere con una nota di soddisfazione per Balotelli. Ieri è entrato a partita segnata e quasi la raddrizzava lui. Se va avanti così, sarà dura tenerlo sempre in panchina. 

L’amore:
La nazionale di Basket ha conquistato i quarti dell’Europeo polverizzando Israele: Non c’è altro da aggiungere. Il Gallo ha potuto riposarsi, lasciando ad altri l’onere e l’onore di sostenere l’attacco. Grande partita di Gentile, che giova ricordare ha solo 22 anni e talento da vendere.
Mercoledì ci sarà la Lituania. Diciamo che c’è di che essere cautamente ottimisti.

Le vacche:
Valentino ha buttato la possibilità di vincere facendo la scelta sbagliata. Succede anche a lui. Per fortuna sua Lorenzo ha fatto peggio di lui ed il vantaggio in classifica è aumentato.

 

#savethederby

Alla fine, sebbene le invocazioni d’aiuto non siano mancate, nessuno è venuto a salvarmi dal derby della mestizia milanese. Probabilmente perché il mio modo di rivolgermi alle alte sfere non è stato ritenuto consono.
Il pareggio non serve né a noi né ai cugini e questo rappresenta una magra consolazione. Se non altro abbiamo evitato di far loro un favore.
Unica gioia della serata l’ennesima impresa del grande Valentino, che ha un difetto enorme, è interista, ma glie lo si perdona facilmente.
Se c’è una cosa peggiore di un brutto derby, è un brutto derby alla fine del quale non porti a casa i tre punti.
Il Milan non avrebbe meritato di vincere, ma se l’avesse fatto, anche con un colpo di culo, non mi sarei lamentato. Il derby è anche questo, spesso si dice che quelli migliori sono quelli vinti con un rigore inesistente nel finale dopo aver subito per 90 minuti. Non ci credo molto a questa cosa, io preferisco ricordare derby come quello dell’11 maggio 2001. Ma vincere fa sempre piacere, la palla è rotonda, la mamma è sempre la mamma e il cielo è blu sopra le nuvole.
Poi volendo si può anche dire che la seconda squadra di Milano ha demeritato meno, se non altro qualche tiro in porta l’hanno fatto. Ma francamente penso che lo 0-0 sia il giusto risultato per lo spettacolo di ieri sera. In qualunque risultato diverso ci sarebbe stato un elemento di ingiustizia.
Due squadre mediocri, con un gioco mediocre, una rosa mediocre, una classifica mediocre, non possono che perpetuare la propria mediocrità con risultati mediocri in partite mediocri.