10 cose che gettate in campo nel derby sarebbero state più utili di Kalinic

1 I baffetti da sparviero alla Andrè Silva schiariti con l’acqua ossigenata sulla faccia di Kessie.
2 Un Ficus Benjamin da salotto in finta pelle umana.
3 Il Caucaso decaucasizzato.
4 Un’enorme buca con dentro 10 piccoli indiani che recitano un monologo di Claudio Bisio.
5 Il sindaco del Molise vestito da tecnico del suono audioleso.
6 Il piede sinistro di Luciana Littizzetto.
7 Un coro di voci bianche specializzato in colonne sonore per film porno.
8 Una riproduzione in peluche in scala 1:1 dei testicoli del David di Michelangelo da appendere allo specchietto della Panda.
9 Una schedina del totocalcio del 1997 da un’idea di Andrea Accorsi, cugino di Stefano in crisi da mancanza di attenzioni.
10 Questa lista.

Annunci

Amare Rino Gattuso

Io Gennaro Gattuso lo amo.
Di un amore molto virile, ovviamente, assolutamente platonico e sportivo, un amore maschiale tutto pacche sulle spalle e gare di rutti, birra e partita, ma lo amo.
L’ho amato quando giocava, perché non si poteva non amare uno come lui.
Come allenatore l’amore se l’è dovuto sudare un po’, anche perché le recenti delusioni hanno indurito il cuore di molti tifosi. Ma sudare per lui non è mai stato un problema.
E’ arrivato quando ormai sembrava che non si potesse far niente, con quel fighetto da bar di Montella ad un passo dalle lacrime isteriche, ha studiato la situazione, ha detto “ci penso io” e da buon Gennaro Aggiustatutto ha preso gli attrezzi del mestiere ed ha effettivamente aggiustato tutto.
Ha preso una squadra senza capo né coda, ci ha infilato dentro il braccio fin quasi all’ascella e l’ha rivoltata come un calzino, dandole un senso.
Che in fondo è un po’ quello che faceva anche quando giocava.
Il centrocampo non girava? Lui apriva la valvola dei polmoni e cominciava a correre per tre.
Un attaccante avversario faceva lo screanzato e pensava di andare in porta con la palla? Una bella martellata ad altezza caviglia e via il problema alla radice.
Gattuso è nato per questo.
E’ l’eroe che non ti aspetti, quello che nei film di avventura alla fine risolve sempre tutti i problemi al protagonista (e nei porno gli tromba la moglie, ma questa è un’altra storia). Quello che all’inizio sembra un semplice comprimario, ma se ci pensi ti rendi conto che tiene insieme tutti i pezzi di una storia sgangherata.
Immaginate Star Wars senza R2-D2.
Ora immaginate il Milan degli ultimi 20 anni senza Gattuso.
(Non c’è bisogno di sforzarsi, basta pensare a cos’è successo negli ultimi anni).
Ecco.

Once were warriors

Stendo un velo pietoso sull’orario. 

Stendo un velo pietoso sul fatto che i nostri eroi siano riusciti a trovarsi sotto 2-0 in una partita in cui avevano subito solo due tiri e sprecato una mezza dozzina di occasioni.
Stendo un velo pietoso sul fatto che in pratica il derby lo abbiano giocato in 10 contro 11, visto l’apporto nullo di Bacca.

Stendo un velo pietoso sul fatto che in un finale giocato con 4 attaccanti (secondo gli scemi di Sky addirittura 4 punte) i gol li hanno segnati i due difensori centrali.

A furia di stendere veli pietosi rischio che mi venga il gomito della lavandaia, per cui mi fermo qui.

Ma ragazzi, diciamocelo, per l’ennesima volta: che carattere hanno. Anche se manca molto di tutto il resto, questo MIlan è fatto da giocatori con grappoli di testicoli che non mollano mai.

Gente che nuoce gravemente alle nostre coronarie. Ma comunque meglio che gli scorsi anni.

E poi togliere la vittoria a quella gentaglia al 97°, dopo almeno 20 minuti in cui non hanno fatto niente altro che perdere tempo, non ha prezzo.

La solitudine del derby 

Quando al 90º minuto di un derby che la tua squadra sta quasi miracolosamente vincendo, dopo avere giocato peggio di quelli là, ma avendo avuto il merito di buttarla dentro, è normale che cominci un po’ a crederci. Anche se è da almeno un quarto d’ora che la tua squadra sta subendo senza reagire, complice il tuo allenatore che ha pensato di giocarsi i cambi per dare il più chiaro dei segnali di indietro tutta.
Purtroppo è anche normale che gli altri, se da almeno un quarto d’ora stanno giocando fissi nella tua area di  rigore, possano trovare anche all’ultimo minuto la botta di culo che fa entrare la palla. E sì, spesso questa botta  di culo è generata da un errore della difesa. Anche questo è normale.
Per cui è normale che tutte le madonne che fino all’ultimo hai semplicemente mormorato fra te e te, quando loro segnano al 92º minuto, prorompano come un enorme rutto che fa tremare le pareti di casa e sveglia i bambini dei vicini. Bambini la cui infanzia è stata definitivamente rovinata da un derby bruttino con un finale a sorpresa, di quei finali che però non possono piacere a chi rifa per la squadra giusta di Milano.
Lo stavamo vincendo senza meritarlo. Per certi tifosi è meglio di una vittoria con goleada. Io sono di quelli che invece ricorderanno per sempre il derby dell’11 maggio 2001. Per cui mi spiace, sarebbe stato bello, ma alla fine va bene anche così. Poteva andare peggio.

Il Derby

Se c’è un motivo per cui mi sta sui coglioni l’attuale dirigenza, tutta, del Milan, è perché hanno fatto di tutto per fare disamorare me, e molti altri tifosi, al punto di arrivare alla domenica del derby senza quasi mai pensarci durante la settimana, come se fosse una partita qualunque.
Poi però ti casca addosso la consapevolezza. Arriva all’improvviso, è un momento, in cui pensi che cazzo, stasera c’è il derby.
Quella partita lì, il derby. IL DERBY.
Porca puttana, il DERBY.
E adesso c’ho addosso una fregola che andrei a casa Milan a con una cintura esplosiva a urlare che se non mi restituiscono il mio Milan, quello per cui valeva la pena fare il tifo a prescindere dalla classifica o dalla competizione, spacco tutto e morite male maledetti cani.
Stasera c’è il derby, e fotte sega di tutto il resto, è il derby.
Porca puttana.

Il derby, l’amore e le vacche

Giornata sportiva con alti e bassi. Ma procediamo con ordine.

Il derby:
Dato che evidentemente questi derby così anticipati non piacciono a nessuno, ci si è messo il cielo a regalare una domenica col clima quasi novembrino. Non che sia servito a molto, almeno dal punto di vista milanista, ma ho apprezzato lo sforzo.
Anche la squadra ha apprezzato lo sforzo, ed ha ricambiando giocando finalmente una partita di calcio decente. Francamente, reduce dagli ultimi anni di mestizia e tristezza, temevo di assistere al solito squallido 0-0. Invece è stata una partita pregevole. Peccato per il risultato, che alla fine ha comunque la sua importanza, e che ha premiato i cugini di campagna, già avviati verso la vittoria del campionato.
C’è quel particolare, alle volte ingiustamente trascurato, che la palla bisognerebbe buttarla in rete se si vogliono fare dei punti. Confido che Mihajlovic cerchi, per le prossime partite, di rimediare in qualche modo. Anche se temo che non sarà facile risolvere il problema, che nasce più dal centrocampo che dall’attacco. Direi che è ormai evidente comunque che Honda non è una soluzione. Non questo Honda, non l’ectoplasma visto in campo ieri. Fatemi chiudere con una nota di soddisfazione per Balotelli. Ieri è entrato a partita segnata e quasi la raddrizzava lui. Se va avanti così, sarà dura tenerlo sempre in panchina. 

L’amore:
La nazionale di Basket ha conquistato i quarti dell’Europeo polverizzando Israele: Non c’è altro da aggiungere. Il Gallo ha potuto riposarsi, lasciando ad altri l’onere e l’onore di sostenere l’attacco. Grande partita di Gentile, che giova ricordare ha solo 22 anni e talento da vendere.
Mercoledì ci sarà la Lituania. Diciamo che c’è di che essere cautamente ottimisti.

Le vacche:
Valentino ha buttato la possibilità di vincere facendo la scelta sbagliata. Succede anche a lui. Per fortuna sua Lorenzo ha fatto peggio di lui ed il vantaggio in classifica è aumentato.

 

#savethederby

Alla fine, sebbene le invocazioni d’aiuto non siano mancate, nessuno è venuto a salvarmi dal derby della mestizia milanese. Probabilmente perché il mio modo di rivolgermi alle alte sfere non è stato ritenuto consono.
Il pareggio non serve né a noi né ai cugini e questo rappresenta una magra consolazione. Se non altro abbiamo evitato di far loro un favore.
Unica gioia della serata l’ennesima impresa del grande Valentino, che ha un difetto enorme, è interista, ma glie lo si perdona facilmente.
Se c’è una cosa peggiore di un brutto derby, è un brutto derby alla fine del quale non porti a casa i tre punti.
Il Milan non avrebbe meritato di vincere, ma se l’avesse fatto, anche con un colpo di culo, non mi sarei lamentato. Il derby è anche questo, spesso si dice che quelli migliori sono quelli vinti con un rigore inesistente nel finale dopo aver subito per 90 minuti. Non ci credo molto a questa cosa, io preferisco ricordare derby come quello dell’11 maggio 2001. Ma vincere fa sempre piacere, la palla è rotonda, la mamma è sempre la mamma e il cielo è blu sopra le nuvole.
Poi volendo si può anche dire che la seconda squadra di Milano ha demeritato meno, se non altro qualche tiro in porta l’hanno fatto. Ma francamente penso che lo 0-0 sia il giusto risultato per lo spettacolo di ieri sera. In qualunque risultato diverso ci sarebbe stato un elemento di ingiustizia.
Due squadre mediocri, con un gioco mediocre, una rosa mediocre, una classifica mediocre, non possono che perpetuare la propria mediocrità con risultati mediocri in partite mediocri.

Il derby della tristessa – le pagelle

Diego Lopez: lo vedi giocare e al primo intervento normale fatto come si deve pensi che è bello avere finalmente un portiere. Poi però, com’è come non è, un gol se lo becca sempre e ti ricordi che è bello avere finalmente un portiere, ma lui è comunque un portiere normale, non un fenomeno di quelli che ti fanno andare meglio la stagione, ma neppure un mezzo fenomeno, nemmeno un quarto di fenomeno. Un portiere normale, nulla più, che se ha davanti una difesa come la nostra prende gol normali. E alla fine ti viene il sospetto che con un portiere un po’ più che normale magari quel gol non lo avremmo preso. Voto 5,5

Rami: non è un terzino, ma mette in campo la stessa determinazione che ha messo, fuori dal campo, nel fare di tutto per tornare al Milan dopo la scadenza del prestito dell’anno scorso. Non è un terzino ma mezzo voto in più se lo merita perché la sua partita di ieri offre la possibilità di avere un’alternativa a Abate che non sia Bonera (Zaccardo neppure lo considero). Però non è un terzino, e si vede, come si vede che non è neppure un centrale di quelli che guidano la difesa. Voto 6-

Mexes: ogni tanto si ricorda di essere stato un ottimo difensore e fa qualche buon intervento. Ma tolto quell’ogni tanto ritorna ad essere quello che è adesso, cioè uno che rischia perennemente di lasciare la squadra in dieci e che, spesso, si trova quasi per caso al posto giusto nel momento giusto e in qualche modo ciabatta la palla, per poi guardarsi intorno spaesato per vedere dove è finita. Voto 5.

Zapata: un paio di buoni interventi in velocità, il solito panico ogni volta che si ritrova con la palla tra i piedi e deve far partire l’azione. Meriterebbe mezzo voto in più per l’assist a Obi, se non fosse che ha sbagliato squadra. Inquietante. Voto 5.

De Sciglio: il ragazzino è un mistero. Quella di ieri potrebbe essere tranquillamente messa tra le sue migliori partite della stagione, ma è difficile pensare che non possa, avendo un po’ più di carattere, fare molto meglio. Ad un certo punto non si capisce neppure più se il fatto che giochi indifferentemente sia a destra che a sinistra sia un merito dovuto alla sua versatilità o uno svantaggio dovuto al fatto che dove lo si mette lui sta senza fiatare. Comunque il compitino, facilitato dall’evanescenza di Palacio, l’ha fatto. Voto 6-

Bonaventura: Un altro che dove lo si mette sta. Solo che lui almeno ci mette del suo e conferma di essere forse l’acquisto più utile della stagione. Voto 6,5

Muntari: se Salvini invece che inventarsi battaglie stupide e razziste contro gli immigrati si concentrasse solo su di lui un pensierino ce lo potrei quasi fare.  Voto 4

Essien: per rendersi distinguibile da Muntari s’è fatto crescere il pizzetto ma, essendo tono su tono, non si nota abbastanza. A parte questo limita i danni quindi un punto in più se le merita. Voto 5.

El Shaarawy: sembra che la forma fisica stia tornando, e questo è un buon segno. Secondo me ha pagato il fatto di essere stato troppo rigidamente confinato a sinistra per gran parte della partita, ma la sufficienza se la merita tutta anche per l’assist al bacio per il gol di Menez. Certo che se non avesse buttato sulla traversa quell’occasione nel finale sarebbe tutto un altro discorso. Voto 6

Menez: non ho ancora capito se il gol sia frutto di un movimento d’istinto inconsapevole o se sia pienamente voluto. Fatto sta che s’è trovato la palla sul piede ed ha fatto la cosa giusta con una naturalezza che confonde. A parte questo però c’è poco o nulla, se non il solito incaponirsi in dribbling infruttuosi. Ma un gol nel derby è pur sempre un gol nel derby. Voto 6

Torres: ad un certo punto ho cominciato ad implorare Inzaghi di sostituirlo per il suo stesso bene. Voto 5

Honda: Sostituisce Torres per non più di un quarto d’ora. Si impegna, ci mette un po’ di dinamismo, ci prova. Voto 6

Poli: sostituire il Muntari di ieri e fare meglio di lui non è un’impresa. Voto 6

Inzaghi: finito l’effetto dell’entusiasmo bisogna cominciare a metterci qualcosa di più. Capisco che tra infortuni e altre disdette il materiale calcistico a disposizione è quello che è. Ma davvero non c’era alternativa all’accoppiata Muntari-Essien a centrocampo? Siamo davvero messi così male? E poi in una partita così non si può aspettare l’ultimo quarto d’ora per fare i primi cambi. Voto 5